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martedì 8 novembre 2011

Centonove celebra Ti tocca anche se ti tocchi


“Ti tocca anche se ti tocchi” conquista la rivista siciliana “Centonove”, settimanale di politica, cultura e Economia edito a Messina.  Il libro, scritto da Raimondo Moncada e pubblicato nel 2009 dalla Csa Editrice, è il protagonista di due pagine della rubrica “Poster Società”. Le due pagine, la 36 e la 37, del numero 41 uscito il 28 ottobre 2011, sono opera dalla giornalista Chiara Miccoli. Il titolo è “La morte che fa ridere”. Occhiello: “2 novembre: la ricorrenza dei defunti fra tradizione e nuove tendenze”. Sommario: “Boom di vendite per il libro di Moncada ‘Ti tocca anche se ti tocchi’. Un modo per esorcizzare la paura che prende piede tra comici, intellettuali e gente comune. Che aiuta ad allungare la vita”. La giornalista riporta una teoria d’oltreoceano, della ricercatrice Katie Watson della Northwestern University dell’Illinois, secondo cui ridere anche della morte allunga la vita. “Lo sa bene – scrive Chiara Miccoli – lo scrittore Raimondo Moncada che risolve la polemica tra i sostenitori delle tradizioni locali e i fautori delle nuove tendenze con un sorriso. In ‘Ti tocca anche se ti tocchi’ costruisce un’esilarante satira su un evento che coinvolge indistintamente tutti, descrivendo in toni ironici e talvolta sarcastici il prima, durante e dopo delle onoranze funebri. Vuoi per goffaggine, vuoi per ipocrisia, di concetti ‘morti’ ed espressioni talmente ‘infelici’ da suscitare un’irrefrenabile ilarità, durante i funerali se ne sentonoin quantità, e lo scrittore agrigentino non se ne lascia sfuggire uno. Cosa c’è di più comico del dire ai familiari di una persona morta per il diabete: ‘Che vita amara che ha avuto?’ oppure: ‘Quanto ci mancherà la sua dolcezza!’” 
Nelle stesse pagine si parla di Giovanni Verga, di Rosario Fiorello, delle scrittrici Elvira Seminara e Dorothy Parker, del comico Sasà Selvaggio. L'elenco potrebbe proseguire con altri straordinari autori umoristici come Lino Giusti e Antonio Di Stefano con il libro "L'ultimo chiuda la morta".    

lunedì 14 settembre 2009

Depressione, la via del sorriso contagioso


Il buonumore sconfigge la depressione. La malattia dell’anima si combatte facendosi contagiare dall'ilarità. L’umor nero si cancella con l’allegria. Lo stato d'animo triste, melanconico, riconquista i suoi brillanti colori con la forza di un sorriso.
La risoterapia è una medicina alternativa sempre più applicata per alleviare i dolori di pazienti sofferenti nel corpo e nella psiche. Al sorriso viene riconosciuta virtù terapeutiche straordinarie che risollevano le persone da stati di deperimento psicologico, da gravi esaurimenti nervosi che distruggono l’identità, annientano l'autonomia, riducono la capacità di avere rapporti sociali, di condurre serenamente le famiglie, di portare a termine gli studi, di pensare al futuro. Un semplice, un normalissimo sorriso sprigiona la miglior molecola medicinale che l’uomo abbia mai conosciuto e di cui è l’unico sulla terra a possedere l'esclusiva sulla produzione. La depressione, con i suoi pensieri disfattisti, distruttivi, ti spinge verso la morte. Il buonumore ti costringe forzatamente alla vita. Riacquistare la voglia di vivere è ritrovare la forza di muovere i minuscoli ma vitali muscoli del sorriso. Basta un niente per stare male, per gettarsi nello sconforto, per precipitare nell'abisso. Così come basta niente per sorridere, per risollevarsi, per riemergere dal fondo di un barile e vivere. Basta un film comico, un video divertente, una barzelletta, una battuta. Anche la lettura di un libro umoristico può salvare la vita. Noi, come tanti altri appassionati, consigliamo di leggere il libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada. Nell’affrontare il tema dei temi, "Ti tocca anche se ti tocchi" si rivela un libro talismanico. Col suo buonumore riflessivo, allunga e allarga la vita di chi ha la fortuna di leggerlo. Si parla di morte, ma con leggerezza, con spirito allegro, per invitare alla fine la gente a vivere la vita con pienezza, istante dopo istante, con il sorriso e con la gioia nel cuore. Vivere con il piacere di vivere, con il piacere dell'ottimismo, con il piacere della positività, con il piacere del coraggio, senza tabù, senza freni, senza inibizioni.
Patch Adams, l’eccentrico medico inventore della clown terapia reso celebre dal film con protagonista l'esilarante e commovente attore Robin Williams, intervenendo ad un convegno sulle co-terapie ad Ancona promosso dalla Fondazione Salesi, ha affermato: “L'umorismo ha salvato e plasmato tutta la mia vita. La depressione non è una patologia ma un business multimiliardario, una diagnosi inventata dalle case farmaceutiche per nascondere la solitudine".

Per approfondire l'argomento, leggi l’articolo su www.italiasalute.it “Ridere fa bene alla salute”
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