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lunedì 16 maggio 2011

Il business delle stravaganze funebri



L’auto per l‘ultimo viaggio. Auto d’epoca, auto di lusso, auto da corsa. Tranne che go-kart perché troppo stretti e per niente comodi. Un’auto bara o una bara auto, che dir si voglia, non per causare un incidente mortale ma per farsi trasportare nel proprio funerale. Il quotidiano La Repubblica nella galleria motori del proprio sito internet, si occupa con leggerezza di un argomento toccante, portato all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale dallo scrittore Raimondo Moncada nel proprio saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” recensito dallo stesso giornale, diretto da Ezio Mauro, in un pezzo a firma di Lino Buscemi. La fotogallery di Repubblica, ci mostra delle bare fiammanti a forma di autovetture delle fogge più strane, costruite per accontentare i palati più fini ed esigenti in tutto il mondo. Sono bellissimi modelli realizzati dalla Coffin, un’azienda inglese specializzata proprio nella costruzione di cofani seri e stravaganti. Leggiamo su Repubblica: “L'ultimo viaggio è un affare soprattutto per le agenzie funebri. Ma la fantasia, macabra, non manca alla Coffin. Nella sua gamma di prodotti l'auto ha uno spazio tutto suo, con un incredibile catalogo che comprende auto di lusso, da corsa o d'epoca. Alla Coffin sostengono di avere clienti in tutto il mondo, anche se il continente africano è quello che richiede più modelli di tutti”.

Per approfondire l’argomento e farsi una risata toccante con tutte le stranezze che girano attorno al settore funebre, il consiglio spassionatamente interessato è quello di leggere il libro “Ti tocca anche se ti tocchi” che al Salone del Libro di Torino è stato per il terzo anno consecutivo il libro più toccato e più toccante. Nel libro, il business delle stravaganze funebri.

mercoledì 7 luglio 2010

Tour turistico per i morti di New York


Dead apple tours. Ovvero: il giro turistico per i morti eccellenti della Grande Mela. E poi ancora. The living history of New York's deceased. Ovvero: la viva storia dei deceduti di New York. È quanto si pubblicizza nella home page di una società a dir poco molto originale. Sembra di leggere alcune pagine del libro umoristico "Ti tocca anche se ti tocchi" dello scrittore siculo-giurgintano Raimondo Moncada. La macabra società porta in giro i turisti nei luoghi di morti celebri, trasportandoli con un carro funebre di gran classe: una Cadillac Superior Crown Royale del 1960. Il carro è stato opportunamente modificato. Nel posto riservato alla bara, sono state collocate delle comode poltroncine dove vengono fatti sedere i turisti dei morti newyorchesi.
“Prendete il giro della vostra vita in un carro funebre” annuncia il sito. “Entrate nel veicolo più unico di New York e prendete un viaggio intimo nei luoghi dove famosi New Yorker sono morti e famosi decessi hanno avuto luogo a New York City”.
Dead Apple Tours è una esperienza veramente unica, divertente” si legge ancora.

Il tour turistico, apprendiamo, dura due ore e offre l'opportunità di conoscere la storia raramente raccontata di New York City. Consente di “imparare gli oscuri segreti di luoghi rappresentativi di: Empire State Building, Washington Square Park e il ponte di Brooklyn”.
Il prezzo del biglietto è di 45 dollari a testa. Si può fare con una buona dose di toccatina alle parti intime.
Gli autisti sono vestiti in abito scuro con cravatta e berretto nero.
Il tour parte dall'East Side. Con carro funebre esclusivo, ti fanno fare il giro di diversi quartieri come Murray Hill, Flatiron District, Union Square, Greenwich Village, Soho, Little Italy, China Town. Si ha la possibilità di scoprire i segreti dell'Empire State Building, quelli dell'albero più vecchio di New York, l'Olmo delle impicaggioni di Washington Square Park. I luoghi dove sono deceduti artisti come Jean-Michel Basquiat, Keith Haringike e Heath Ledger. Ma si possono anche ascoltare storie inquietanti, come quella del Macellaio di Tompkins Park che ammazzò la sua fidanzata e la fece a pezzettini.

La Dead Apple Tours ha un sito internet, una sua pagina Facebook e un indirizzo Twitter.
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