
Si tuffa sulla bara sbagliata e piange urlando di straziante dolore per la cognata che però non c’è, tra lo sbigottimento dei parenti veri del defunto dentro la cassa. Teatro dell’incredibile errore è stata la chiesa Maria Santissima della Catena di Riesi, in provincia di Caltanissetta. Una gaffe imperdonabile che ha inevitabilmente suscitano malcelati sorrisini tra i presenti.
Non è l’unica che si commette. Il libro umoristico “
Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore
Raimondo Moncada passa in rassegna le gaffe più clamorose che spesso si commettono durante gli austeri riti funebri e che suscitano irrefrenabile ilarità anche tra i dolenti.
Ma ritorniamo alla gaffe di Riesi. Protagonista una donna che ha creduto di trovarsi alla celebrazione del funerale della cognata. Il funerale della congiunta non si è però celebrato per il ritardato arrivo dal Belgio della salma. Per pura coincidenza, nella stessa chiesa e alla stessa ora è stata celebrata un’altra funzione funebre. La parente della salma belga, arrivando in ritardo in chiesa e non essendo stata avvertita in tempo come altri del ritardato arrivo della salma dal Belgio, è entrata in basilica. Credendo di trovarsi alle esequie della parente, si è diretta verso la bara. Ai piedi del feretro ha cominciato a piangere, a disperarsi, a gridare elogiando la figura della familiare scomparsa, completamente ignara che dentro la cassa non c’era la cognata ma bensì un altro corpo e per giunta il corpo di un uomo. Alla vista della sconosciuta disperata, i veri parenti del defunto e lo stesso sacerdote celebrante hanno assistito allibiti a quella improvvisa scena di disperazione chiedendosi giustamente chi fosse quella donna e perché quello scoppio di inspiegabile strazio.
Solo dopo un po’ di tempo, ripresasi dalla crisi di pianto, la signora ha iniziato a sospettare qualcosa di strano. Solo dopo essersi staccata dal feretro e aver visto gli occhi di tanti sconosciuti vestiti di nero che la guardavano allibiti, si è resa conto di aver commesso una dolorosa gaffe: piangere in chiesa al funerale di un estraneo. La donna, sicuramente mortificata e con la coda tra le gambe, si è scusata con i presenti ed è uscita mestamente dalla porta secondaria della chiesa. La cerimonia funebre, dopo l’imprevisto contrattempo, è ripresa normalmente, tra l’imbarazzo del prete e le risate di qualche presente addolorato.