Visualizzazione post con etichetta statistiche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta statistiche. Mostra tutti i post

mercoledì 25 gennaio 2012

Gli sfigati della laurea


Chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato! La dichiarazione, attribuita al viceministro al Lavoro del governo Monti, Michel Martone, ha suscitato un vespaio di polemiche . E cosa dire allora di chi si laurea dopo i 38 o i 48 o i 59 anni o di chi decide di laurearsi dopo la pensione? 
Per maggiori approfondimenti, si rimanda gli interessati alla lettura del saggio “Ti tocca anche seti tocchi” di Raimondo Moncada (Csa Editrice) che ha già fatto toccare mezzo mondo. L'opera, adottata come libro di testo dalle principali università del pianeta, è soprattutto indicata per chi non si laurea proprio o non è iscritto ad alcuna facoltà dopo le superiori o le scuole elementari. 

sabato 9 ottobre 2010

Incentivo alla morte per stimolare l'economia Usa


I morti aumentano il Pil, il prodotto interno lordo degli Stati. Sono fondamentali per produrre ricchezza ai vivi. Ma non solo: anche agli stessi defunti. Quello del Pil legato agli estinti è uno dei capitoli affrontati nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada. Uno scherzo? Una invenzione? Una trovata fantastica per ridere? Niente di tutto questo. L’economia ha bisogno dei morti e lo dimostra il presidente americano Barak Obama. Il governo Usa ha basato l’azione di stimolo, di pompamento dell’economia americana anche sui defunti. È una notizia vera, battuta dall’Ansa, da altre agenzie di stampa e ripresa da tanti organi di informazione. Oltre 89 mila assegni per un valore di 13 miliardi di dollari inviati dalla Social Security Administration agli americani, sono finiti nelle tasche di galeotti e dei cari estinti. Una cosa davvero incredibile rivelata da una recente indagine governativa. Gli assegni, da 250 dollari l'uno, rientravano nell’ambito del programma di stimoli economici varato nel febbraio 2009 dal governo americano con l’obiettivo di incentivare i consumi e dare un forte impulso alla ripresa economica. L’inchiesta gorvernativa ha scoperto che ai defunti sono stati inviati 72 mila assegni, per un valore di 18 milioni di dollari. I galeotti, invece, hanno ricevuto 17 mila assegni, per un valore di 4,3 milioni di dollari. Un errore clamoroso o un'azione studiata a tavolino dagli esperti economisti americani?
Cosa dire?
I galeotti, i defunti e le rispettive famiglie hanno vivamente ringraziato. Ma si è innescato un fermento tra le classi meno abbienti degli Stati Uniti D'America, con l'assalto degli uffici di assistenza sociale.
Un povero americano già ci ha dichiarato in esclisiva: "Fatemi morire!"
Un altro bisognoso ci ha detto: "Incarceratemi!"
L’indigente più furbo di tutti ci ha rivelato il proprio desiderio: "Prima incarceratemi e poi fatemi morire così il presidente Obama mi dà il doppio!"
L’incentivo all’economia si è già trasformato in un incentivo al carcere e alla morte.
Insomma, roba da "Ti tocca anche se ti tocchi 2!"

giovedì 31 dicembre 2009

Funebre, Agrigento capitale del risparmio


“Ultimi in vivibilità ma sui funerali prezzi imbattibili”. È il titolo che campeggia nella prima pagina del giornale La Sicilia nell’inserto di Agrigento del 30 dicembre 2009. Il pezzo è firmato dalla graffiante penna del giornalista Francesco di Mare.
“Ad Agrigento, l’ultima città italiana per vivibilità, - scrive Francesco Di Mare - tutto costa di più rispetto al resto della penisola. Ma c’è un settore dove il risparmio è garantito. Quello delle onoranze funebri. Nel capoluogo si calcola che ogni giorno muoia mediamente una persona virgola due e i parenti di costui hanno l’imbarazzo della scelta nell’organizzare il funerale e tutto quanto ruota intorno al triste momento. In città ci sono infatti nove ditte di onoranze funebri. Quindi largo alla concorrenza più spietata anche tra persone imparentate tra loro, costrette ad abbassare i prezzi per accattivarsi l’interesse della clientela”.
“A trarre grandi vantaggi da questa concorrenza a oltranza – ci dice il giornale La Sicilia - sono ovviamente coloro i quali devono dare degna sepoltura al caro estinto. Se a Milano una cassa da morto costa per esempio circa 3000 euro, in relazione ovviamente al materiale utilizzato per realizzarla, ad Agrigento lo stesso feretro costa in media tra i mille e duecento e i mille e cinquecento euro. Prezzi «imperdibili» se non fosse che l’oggetto in questione tutti sperano di non doverlo acquistare o almeno il più tardi possibile. A tale cifra si devono poi aggiungere le cosiddette spese «vive». «Oggi, per organizzare un funerale - dice un commerciante del centro storico che ha preferito rimanere anonimo perché imparentato con altri «imprenditori funebri» - mettiamo a disposizione tanti servizi a poco prezzo, anche perché la concorrenza tra di noi è spietata. Prima per un cuscino di fiori si pagavano 20 mila lire, adesso si spende di meno anche perché la gente risparmia anche sul funerale. A questo si devono aggiungere gli aumenti dei prezzi dei materiali usati per realizzare le casse, come lo zinco il cui valore si è impennato del 100%. E’ dura insomma». Dunque, se ad Agrigento è difficile vivere, almeno la cassa dal morto costa meno che altrove”.
Sembra di leggere una delle esilaranti pagine del libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore agrigentino Raimondo Moncada che proprio a questo argomento dedica ampio spazio con statistiche, abitudini, slogan, trucchi commerciali per attirare a sé sempre più clienti. Un libro utile per chi non vuol morire di morte vera ma vuol semplicemente morire dal ridere. Un libro che, secondo fonti autorevoli, è stato tra i doni più scelti e più regalati per le feste di fine anno 2009.

Foto molto invitante tratta dal sito: www.cofanifunebri.com
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...