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mercoledì 25 gennaio 2012

Gli sfigati della laurea


Chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato! La dichiarazione, attribuita al viceministro al Lavoro del governo Monti, Michel Martone, ha suscitato un vespaio di polemiche . E cosa dire allora di chi si laurea dopo i 38 o i 48 o i 59 anni o di chi decide di laurearsi dopo la pensione? 
Per maggiori approfondimenti, si rimanda gli interessati alla lettura del saggio “Ti tocca anche seti tocchi” di Raimondo Moncada (Csa Editrice) che ha già fatto toccare mezzo mondo. L'opera, adottata come libro di testo dalle principali università del pianeta, è soprattutto indicata per chi non si laurea proprio o non è iscritto ad alcuna facoltà dopo le superiori o le scuole elementari. 

giovedì 18 marzo 2010

Rai chiede canone tv a defunti


Meglio tardi che mai. Un vecchio utente è morto con il pensiero di non aver potuto pagare il canone alla Rai. I parenti non se ne sono mai accorti. Lui, il defunto, non aveva lasciato niente di scritto nel testamento. Ci ha pensato la Rai stessa, a distanza di 37 anni dal decesso dell’ex abbonato morto senza aver pagato quanto dovuto. La tv di Stato italiana ha pensato bene di inviargli un’ingiunzione per il pagamento del canone. Come ci riferisce il sito on line dell’agenzia di stampa Ansa, il fatto è accaduto a Bolzano. Sono stati i familiari dell'uomo, Franco Cavallari, deceduto nel 1973, a segnalare il caso. ''Quando abbiamo aperto la busta, abbiamo pensato a uno scherzo feroce'' ha detto Piero, il figlio del bolzanino. Ed è di questi giorni la notizia di un altro bolzanino, quasi cieco dalla nascita e senza televisore, ad avere ricevuto un'analoga ingiunzione. Non sono solo gli utenti ad essere chiamati a uscire i denari.
Anche la Rai, a quanto pare, deve pagare gli utenti che non avrebbero dovuto uscire i soldini per il canone tv. C’è infatti una norma del 2008 che finora, è il caso di dirlo, è rimasta lettera morta, che prevede l’esonero automatico dal canone degli anziani ultrasettantacinquenni con reddito basso. Lo ha confermato di recente, il sottosegretario all'Economia Daniele Molgora, sollecitato da un'interrogazione del deputato pidiellino Giovanni Dima. Il rappresentante del governo ha ufficialmente dichiarato che la norma che prevede l’esonero non ha bisogno di alcun decreto attuativo. La Rai, che ha atteso fino ad oggi chiarimenti a proposito, dovrebbe così rimborsare chi ha pagato ingiustamente nonostante avessero diritto all'esenzione automatica. Arretrati compresi.
Secondo quanto riportato sul canale Kataweb, la legge Finanziaria 2008 (art.1 comma 132) ha stabilito, infatti, che i cittadini italiani con un'età pari o superiore a 75 anni con reddito non superiore a 516,46 euro calcolato per tredici mensilità (ossia 6713,98 euro all'anno) sarebbero stati esentati dal pagamento dell'imposta. Le successive disposizioni approvate col decreto milleproroghe del 2008 hanno confermato quanto sancito dalla finanziaria. Ma la Rai ha continuato a pretendere il pagamento del canone in attesa di un fantomatico decreto attuativo della norma.

mercoledì 17 marzo 2010

Eredità dei morti muore con gli eredi


Dall'eredità all'esproprio: le dieci cause civili più lunghe”. È il titolo di un’inchiesta giornalistica sulla giustizia lumaca pubblicata sul quotidiano La Repubblica a firma di Elsa Vinci e Piero Colaprico. Il trapasso dei beni materiali del defunto dopo la morte del de cuius può attendere anche il naturale decesso degli eredi. Questo il messaggio. Il giornale riporta un caso curioso avvenuto in Sicilia che aggiungiamo alle storie strane ed anche fantastiche o verosimili raccontate dallo scrittore siciliano Raimondo Moncada nel suo libro umoristico "Ti tocca anche se ti tocchi".
“Nel paese dei contenziosi infiniti”, i due giornalisti di Repubblica stilano “la top ten dei processi senza tempo di una giustizia lenta che il governo non tocca”. Tra i casi più emblematici dei ritardi della giustizia, tra i processi più lunghi d'Italia, Repubblica segnala il caso denominato “Liberty palermitano”. “L'arretrato del contenzioso civile, nel suo dato generale – scrive il giornale - è gigantesco. Nella relazione annuale il Guardasigilli parla di 5 milioni e 625.057 procedimenti da definire. I più longevi riguardano le successioni: le cause per l'eredità del "caro estinto" possono durare decenni, come se fossero una maledizione e non una benedizione. A Palermo (Pirandello aveva buon materiale per le sue commedie) il record è della famiglia T., che litiga da 35 anni. Ci sono due sorelle e un fratello: tra loro i beni dei genitori da dividere, una villa storica e un terreno. Trent'anni di contenzioso tra tribunale, appello e Cassazione per arrivare (infine) a un accordo privato tra le parti”.
I babbaluci in Sicilia - ci vuole dire Repubblica - vanno più veloci della giustizia lumaca.
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