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sabato 20 ottobre 2012

Superclassifica show con le canzoni pop da funerale


C’è anche una hit delle canzoni da funerale. Non ci facciamo proprio mancare nulla quando siamo nella sofferenza, così come ci insegna l’intramontabile ed eterno saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada. Accade in Inghilterra dove per sottofondo al lutto e come ultimo accompagnamento al caro estinto esiste una sorta di playlist di musiche di cui non si può fare proprio a meno come colonna sonora al proprio dolore. 
Il primo nella classifica di gradimento è Frank Sinatra con “My way”. L’italiano Andrea Bocelli, con “Time to say goodbye” cantata con Sarah Brightman, si piazza al secondo posto.  
Apprendiamo dell'esistenza della hit dal sito Fun Week da cui attingiamo a piene mani.
La cosa curiosa è che non c’è solo la musica classica, con i vari requiem alla Mozart. C'è tanta musica moderna. Il pop va col vento in poppa. Nella top 20 delle canzoni più gettonate come colonna sonora delle esequie, troviamo al quinto posto Robbie Williams con “Angels”, al sesto i Westlife con 'You raise me up'. I Westlife li ritroviamo anche in 19° posizione con “Flying without birds”. Al 9° posto c’è Celine Dion con “My heart will go on”. Scala posizioni su posizioni il recente successo di Adele. È già al 22° posto del gradimento nei riti funebri il suo “Someone like you”.
C'è anche, evidenzia Fun Week, chi apprezza la grinta di Tina Turner (all'11° posto con "The best") e chi si rifugia nella classica "I will always love you" di Whitney Houston.

sabato 3 settembre 2011

Scambio di bara, piangono la nonna sbagliata


Piangere per la defunta sbagliata in occasione della cerimonia funebre. E ritrovarsi a ripiangerla in un funerale riparatore per mettere una pezza alla clamorosa gaffe.
“Nonna, nonna, perché te ne sei andata?”
“Andata dove che non ci sono mai stata?”
Succede anche questo nel momento più doloroso della vita. E non sai se piangere o ridere per un errore imperdonabile che si trasforma in un orrore allucinante. Il Corriere della Sera ci segnala il caso di uno scambio di bare che sarebbe avvenuto in una casa di riposo. Protagoniste, per modo di dire, due anziane morte a Padova lo stesso giorno. Capita questo e ben altro nel trapasso per l'aldilà, come si può ben apprendere dal saggio dei saggi: “Ti tocca anche se ti tocchi”.

lunedì 28 febbraio 2011

Gli eco-defunti di Torino


Gli uomini che vanno nell’aldilà inquinano l’aldiqua. Perché la morte inquina e ciò non è più concepibile. Se i morti non si danno una regolata e diventano verdi non saranno ammessi nel trapasso. Questo perché è cresciuta negli ultimi anni la coscienza ambientale e la ricerca di soluzioni ecocompatibili. Una soluzione drastica, che taglia la testa al povero incompevole toro, sarebbe quella di evitare o limitare i decessi. Al momento non si può, ma ci si sta lavorando. Ci si sta concentrando, allora, a ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera che, con quanti decessi ci sono stati dalla comparsa di Adamo ed Eva, l’umanità ogni giorni inspira morte. Se non fosse per le risate scaramantiche che ci regala l'humor di "Ti tocca anche se ti tocchi" di Raimondo Moncada, ci sarebbe da toccarsi per l'eternità a venire.
A Torino, la morte diventa bio e i cari estinti diventano eco-defunti. Il capoluogo piemontese, nella guerra dichiarata all’inquinamento atmosferico, si è posto l’obiettivo di ridurre i gas serra del 40 per cento entro il 2020. La Socrem, ente morale attivo dal 1892 aderente alla Federazione Italiana per la Cremazione, offre il servizo di cremazione ‘ecologica’ del caro estinto con tanto di attestazione ambientale.
La Socrem ha deciso di investire in nuove tecnologie più efficienti per il suo servizio di cremazione. Dall'inizio dell'anno, leggiamo sul sito Zero Emission Tv, al tempio crematorio del cimitero monumentale di Torino sono entrati in funzione due nuovi impianti che dovrebbero permettere l’abbattimento del 50 per cento delle emissioni di Co2 in atmosfera rilasciate dal processo di cremazione. Quelle che non si riuscirà ad eliminare attraverso gli interventi per l'efficienza energetica, saranno compensate attraverso due progetti internazionali per la riduzione della deforestazione in Eritrea, attraverso la promozione di stufe efficienti, e in Amazzonia, tramite la fornitura di energia da scarti vegetali (pula di riso, miglio, gusci di nocciole) al posto del legname a una fabbrica di ceramica.

I certificati che attestano la compensazione della CO2 vengono rilasciati da Indica Srl. Così, a garanzia dell’avvenuta compensazione, su ogni certificazione di cremazione viene apposto il marchio 'Climate Neutral'.
Il processo punta ad alleggerire ulteriormente l’impatto della cremazione, che - ricorda Socrem – presenta già un vantaggio ambientale rispetto alla sepoltura: “Con la cremazione si riducono gli spazi cimiteriali. Le costruzioni necessarie alla conservazione dei defunti si limitano a piccole celle per le urne cinerarie. Con questo sistema poi la sepoltura è già definitiva, si proteggono le falde freatiche dei campi di inumazione. Inoltre, con la cremazione si evitano a monte tutte quelle scorie metalliche, lapidee e lignee che vengono rinvenute - e che devono essere in altro modo smaltite - a seguito di esumazione ed estumulazione. La cremazione, infatti, è una trasformazione completa che non inquina e non richiede ulteriori operazioni successive”.

mercoledì 23 febbraio 2011

Funerali senza piedi, addio ai cortei


I defunti stanno nella pace eterna, mentre il traffico impazzisce in un incontrollato bailamme. Gli automobilisti imbottigliati imprecano, mentre gli addolorati nella disperazione perdono tempo in chiacchiere dietro un corteo funebre. Fa discutere in un paese del nord Italia l’ordinanza di un sindaco che ha deciso di vietare i cortei funebri a piedi. Si tratta del sindaco Daniela Gasparini di Cinisello Balsamo, comune lombardo di 73 mila abitanti in provincia di Milano.

C’è chi si è dichiarato a favore perché non ne poteva più del caos funebre e chi si è dichiarato contro il provvedimento perché si va a interrompere una tradizione che dura da sempre. Come sempre l’Italia si spacca. Il quotidiano Il Giorno titola un suo servizio “Troppe chiacchiere e perdite di tempo: L'ultimo addio si farà senza corteo”.
"Se il sindaco vieta i cortei a piedi – si chiede giustamente Raimondo Moncada, autore del saggio umoristico 'Ti tocca anche se ti tocchi' – il rito funebre si svolgerà senza piedi?”.
La spiegazione il primo cittadino la dà in una nota stampa pubblicata sul sito istituzionale del comune di Cinisello Balsamo che riportiamo di seguito fedelmente.

Nuova organizzazione per il trasporto delle salme

Il sindaco Daniela Gasparini ha firmato una nuova ordinanza che regola il trasporto dei defunti, indicando modalità, giorni e orari di svolgimento e apertura al pubblico dei cimiteri.
La novità più significativa riguarda il divieto di svolgere cortei funebri a piedi, una prassi ormai consolidata in alcune città e sempre più spesso scelta da diverse famiglie.
“La decisione di sospendere i cortei a piedi - spiega il Sindaco - è stata concordata con tutti i parroci dopo una serie di incontri che ci hanno permesso di confrontaci sulle diverse esigenze. Per noi è soprattutto un problema di viabilità e di ordine pubblico, la nostra città è molto cambiata in questi anni e il traffico si è notevolmente intensificato”.
In una lettera che verrà distribuita ai fedeli, i sacerdoti fanno presente che, sempre più spesso oggigiorno, l’accompagnamento a piedi dei defunti dalla casa alla chiesa non è motivo di raccoglimento per i congiunti dietro il feretro, ma, al contrario, è occasione di distrazione, per questo il suggerimento è quello di portare la salma in chiesa un quarto d’ora prima dell’inizio della celebrazione per riunirsi in preghiera.
Il divieto di svolgere i cortei a piedi dalla casa verso il cimitero vale anche nei casi in cui non è prevista alcuna sosta per la cerimonia funebre, a questo proposito l’Amministrazione comunale ha dotato il Cimitero di piazza dei Cipressi di una Sala del Commiato, un nuovo spazio che è stato allestito nell’ambito dei lavori di riqualificazione avvenuti recentemente destinato allo svolgimento delle cerimonie funebri o per dare l’ultimo saluto alla salma prima della sepoltura o della cremazione.
All’interno dell’ordinanza si fa presente che i funerali possono avere luogo tutti i giorni tranne il lunedì mattina, la domenica e nei giorni di festività. Quanto agli orari di apertura al pubblico dei cimiteri, l’ingresso è consentito fino a quindici minuti prima l’orario di chiusura sia mattutino che pomeridiano.

domenica 13 febbraio 2011

Funerale a lieto fine: il morto rivive al cimitero


Inni alla vita. Dal libro scaramantico e porta fortuna “Ti tocca anche se ti tocchi”, al rito tradizionale pseudo-religioso con tanto di processione musical-lacrimale al cimitero. Accade a Cuba, il paese dei sigari e delle donne bone. Ci segnala un servizio della sezione tv di Repubblica.it che da oltre 30 anni, alla periferia dell'Avana, va in scena il rito del “Pachencho”. Un corteo funebre accompagna il feretro al camposanto. Pianti, disperazione, baci, abbracci, fazzoletti bagnati. Il prete, la vedova, i parenti... La banda che accompagna il maestoso mesto corteo. Una città in strada che avanza. Alla fine, nel luogo dell’ultimo addio, l’inaspettato colpo di scena, come in un film americano. Il morto, senza denti, con grande sorpresa generale si risveglia dentro la fossa: “Cucù!”. C’è chi grida al miracolo: “Evviva il morto!”. Il defunto vivo scatena la festa popolare con balli, canti e musica. Il miracolo del morto vivo si ripete miracolosamente ogni anno.
È una bizzarra cerimonia che, sostengono gli organizzatori, porta benessere e prosperità, una delle tante allegre manifestazioni in periodo pre Carnevale a cui, toccandosi, fa ampio riferimento Raimondo Moncada nel suo saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”, divenuto un best seller anche nell’isola di Cuba, uno dei libri più letti da Fidel Castro. Si racconta che almeno una volta al mese il compagno Fidel si metta in mano l’opera, esca dal palazzo leggendola a viva voce in comizi pubblici davanti a folle oceaniche plaudenti.





P.S. Si ringrazia per la fattiva e attenta collaborazione l'amico umorista Lino Giusti e il suo esilarante, pungente, purgante, graffiante, innaffiante blog umoristico Crepapelle.

venerdì 14 gennaio 2011

Il trionfo del tocco di "Ti tocca anche se ti tocchi"

Nuovo e divertente book trailer di "Ti tocca anche se ti tocchi" di Raimondo Moncada, il libro che fa morire da ridere. Le immagini sono tratte dal film “Babbaluci”, scritto e diretto dallo stesso autore. Il video rappresenta il trionfo del tocco e del ritocco!



Scrive l'umorista e scrittore Lino Buscemi nella recensione di "Ti tocca anche se ti tocchi" sul quotidiano La Repubblica: "C'è modo e modo di raccontare con spirito allegro un argomento che allegro non è. Le quasi 100 pagine del libro sono piene di sarcasmo e di comicità che mettono a nudo le immancabili ipocrisie ed i falsi comportamenti che emergono, in tutta la loro goffaggine (talvolta inconsapevole) prima, durante e dopo le onoranze funebri. Cosa c' è di più comico nel dire agli afflitti familiari di una persona morta per il diabete: «Che vita amara che ha avuto!», oppure «quanto ci mancherà la sua dolcezza!». Se poi il defunto è un grande invalido privo di braccia sembra quasi provocatorio riferire ai doloranti parenti che: «Non se ne stava mai con le mani in mano!» e, soprattutto, che era sua abitudine «dare una mano a tutti» e accogliere «tutti a braccia aperte». C'è dell'altro ma non vogliamo privarvi di gustare fino in fondo un testo scritto da un uomo che ama l'arte, la musica, la scrittura e quindi... la vita. Alla faccia dei menagramo".

lunedì 20 dicembre 2010

Funerali, vietato toccarsi e bestemmiare


C’è chi si tocca alla vista di un carro funebre. Ma c’è anche chi bestemmia per gli intralci e c’è chi suona il clacson per il rallentamento provocato dalle esequie alla circolazione stradale. Tutta colpa di un defunto! Le persone non hanno requie e rispetto neanche da morte. Succede così che un amministratore sia costretto a tappezzare la città di manifesti per invitare vivamente i propri cittadini a non essere maleducati e irriguardosi. Succede a Zero Branco, comune in provincia di Treviso, in Veneto, che il sindaco Mirco Feston lanci un appello pubblico intitolato “Onoriamo i nostri morti” tramite avviso murale. Lo apprendiamo dal sito del Corriere ma è come se avessimo letto già una simile notizia sull’eloquente saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” del toccante autore siciliano Raimondo Moncada che consigliamo caldamente come regalo di Natale.
“Chiedo a tutti - scrive Feston nel manifesto, secondo quanto riporta il Corriere - di fare ciò che molti fanno da sempre: un atto di rispetto. Ogni volta che passa un corteo funebre, passa una persona defunta, un pezzo di Zero Branco che se ne va: fermiamoci per qualche minuto. Davanti ai negozi e ai bar, facciamo silenzio. Se siamo in macchina lungo il tragitto del funerale, accostiamo e spegniamo il motore. È solo questione di minuti: di fronte alla morte non c’è fretta che tenga. Automobilisti che suonano la tromba perché non hanno voglia di aspettare un attimo o addirittura avventori dei bar vicini che bestemmiano davanti ai parenti del morto o dileggiano la cerimonia. A tutto questo abbiamo deciso di dire basta”. Secondo motivazioni così riportate nello stesso avviso comunale, riporta sempre il quotidiano di Via Solferino: “È per questo che la polizia locale è presente ad ogni funerale, ed in caso di impedimento, c’è la protezione civile. È per questo che l’amministrazione comunale ha disposto l’invio di un telegramma alla famiglia ogni volta che muore una persona. Perché chi non ha rispetto dei morti non ha rispetto neanche dei vivi”.
Dalla scorsa settimana, ci informa il Corriere, il Comune ha allungato al sabato pomeriggio l’orario di lavoro della polizia municipale, obbligatoriamente presenti a tutte le esequie, per imporre lo spegnimento dei motori alle auto in attesa ed eventualmente per sanzionare comportamenti irriguardosi come le imprecazioni blasfeme. Nel nuovo decalogo municipale dell’estremo saluto, inoltre, è stata prevista una stretta ai furti di fiori dalle tombe dei defunti. “Installeremo presto le telecamere nei campisanti”, annuncia Feston. Occhi elettronici che serviranno pure a stroncare i conferimenti selvaggi di rifiuti fuori dai cimiteri. Un malcostume costato alle casse comunali, solo nei primi sei mesi di quest’anno 17 mila euro.

sabato 20 novembre 2010

Funerali da animali, i canarini avranno sepoltura


Un funerale da animale! Ancora qualche giorno e i primi di dicembre, i cittadini del Friuli Venezia Giulia potranno dare l’ultimo saluto a cani, gatti e canarini con tanto di esequie solenni così come avviene civilmente per gli uomini. Ha aperto i battenti a Trieste la prima agenzia regionale di onoranze funebri per animali d’affezione. Si chiama “I nostri gioielli” e ha sede in via Villan de Bachino, 4 nel rione di Roiano (Trieste). L’agenzia nasce, come spiega il titolare, da un’esigenza molto avvertita in una città dove sono moltissimi i cittadini, soprattutto anziani, che possiedono un animale e dove sta prendendo sempre più piede la consuetudine di imporre loro, considerati a tutti gli effetti componenti della famiglia, nomi di persone.
La notizia l’apprendiamo dal sito Club Radio.
Le esequie verranno svolte come in un funerale convenzionale, solo in miniatura. L’agenzia penserà a tutto: dal ritiro a domicilio o dal veterinario e trasporto della salma presso la struttura cimiteriale al corredo funebre, al cofano su misura, alla lapide, con o senza foto e con dediche personalizzate. O, se si preferirà, alla cremazione, e alla relativa scelta dell’urna cineraria e consegna delle ceneri. Se si vorrà tenere sempre con sé il proprio amico e trasformare la gioia di averlo avuto accanto in un gioiello, ci sarà anche la possibilità di far realizzare un diamante con le sue ceneri o un estratto da un ciocco di pelo. Il servizio, il cui prezzo varierà a seconda del tipo di cerimonia e del corredo funebre scelti, sarà alla portata di tutti, assicura il titolare. Per di più, saranno previste forme assicurative che copriranno l’intero costo. Si partirebbe da un costo minimo di 400 euro fino ad arrivare a 50 mila.
Pensare ai propri animali anche dopo la morte è un segno di civiltà. Chi non ci pensa, dice l'autore di "Ti tocca anche se ti tocchi", è semplicemente un animale.

venerdì 19 novembre 2010

Bare d'autore per gay


Arrivano anche le bare gay friendly, intonate, artistiche, allegre, eccentriche, personalizzate. Due designer tedeschi di pompe funebri di Colonia, Mike Konigsfeld e Tom Brandl, hanno pensato bene di dare vita a casse da morto appositamente studiate per una clientela gay.

Si allarga così lo spettro di bare creative già portate a conoscenza dallo scrittore Raimondo Moncada nel capitolo “Bare d’autore” del saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”.
Nella foto pubblicata sul sito Queerblog.it (e ripresa dal sito Orange), si ammira una bara diversa dalle solite: elegante, fantasiosa, lussuosa dentro e fuori, con le immagini di uomini muscolosi che abbracciano l’ultima casa del defunto. Ed in Germania, apprendiamo, una ditta sta già provvedendo a commercializzare questo genere di bare decorate con disegni omoerotici.

I costruttori sono molto ottimisti, nonostante la crisi economica che colpisce pure l'industria funebre. Le casse gay, sostengono, hanno un loro mercato e si potranno vendere con facilità.
Secondo gli ideatori, non c’è nulla di meglio per dare l’ultimo saluto ai propri cari che delle immagini di giovani uomini muscolosi in pose classiche (ci ricordano tanto gli affreschi di Michelangelo!).
Da morti dovremmo essere tutti uguali, ma non è così.

Raimondo Moncada nel capitolo “Bare d’autore” del saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” ha parlato di alcuni paesi dove la morte è arte, creatività, cultura, allegria. Le bare artistiche e personalizzate prodotte in Ghana, nel continente africano, ad esempio ne sono una viva testimonianza. Sono la dimostrazione tangibile che la realtà supera spesso la fantasia. “Gli artisti dell’aldilà per le loro creazioni – scrive Raimondo Moncada – si ispirano all’esistenza terrena del caro estinto, prendendo spunto da un aspetto caratteristico. Se il morto in vita è stato, ad esempio, un piscione incontinente la bara personalizzata prenderà le sembianze di una fontana zampillante!”

mercoledì 17 novembre 2010

Pompe Funebri, pubblicità con grigliate di carne


Un funerale è difficile da pubblicizzare, ma con un po’ di spirito di iniziativa e creatività si riesce a spuntarla. Senza pubblicità, anche un’agenzia di pompe funebri potrebbe essere destinata a morire schiacciati da una concorrenza spietata. E se ti lanci nel mondo della pubblicità funebre, ti inventi pure degli slogan carini, a volte anche curiosi e divertenti così come leggiamo sul libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada. Un esempio di vivace creatività funebre ci viene da Belluno dove l’imprenditore Lorenzo Donadel, titolare di un’agenzia di servizi funerari, non riesce a stare un attimo quieto. Da bravo imprenditore le escogita tutte per farsi apprezzare nei servizi che offre, per far conoscere il buon nome della sua attività. E ci riesce. Il segreto è offrire servizi innovativi con umanità, disponibilità e rispetto.

Donadel, leggiamo sul quotidiano on line il Gazzettino, per farsi conoscere “offre momenti conviviali ad associazioni e a gruppi di persone”. “Lo fa a Ponte nelle Alpi, l’ultimo al Burcio di Roncan la settimana scorsa, e a Sedico dove opera da anni". "Poco tempo fa ha organizzato anche una cena nella casetta degli alpini a Sois”. “Sono una decina ogni anno – scrive il Gazzettino - gli incontri che propone: in primavera punta alle grigliate magari all’aperto e d’autunno imbadisce tavole ricche in prevalenza di selvaggina. Ha aperto un’attività anche a Cencenighe, ma là non si è ancora proposto convivi.”
La pubblicità fa leva sulla simpatia e sulla carica di umanità che il quarantenne imprenditore riesce a trasmettere. Anche sul servizio funebre, Donadel si presenta come un rivoluzionario dalle idee chiare e vulcaniche. Il Gazzettino ci riferisce ancora che l'imprenditore ha abolito, ad esempio, le epigrafi vecchio stile bordate di nero. Donadel le fa rosa per le donne e azzurre per gli uomini.

giovedì 11 novembre 2010

Festeggiamenti funebri!

Ole! Ole! Ole! Sorridere oltre. Arrivare nell'aldilà a 32 denti e con il labbro allargato.
Bastardi si nasce. Bastardi dentro non si diventa. Bastardi dentro bisogna esserlo per Dna. Altrimenti certe cose non si potrebbero fare. Come non si potrebbe festeggiare un amico, un parente, nel giorno del suo funerale. Olè! Olè! Olè!

giovedì 4 novembre 2010

Gratta e vinci un funerale


Operazione “Porte aperte” al Funeral Center di Bari con in premio un funerale e un bel viaggio. Puoi entrare liberamente dentro una bara, ti puoi far scattare foto ricordo mentre ti giri e rigiri all’interno del cofano, puoi riprenderti con una video camera mentre provi la comodità e il lusso di un “tabuto”, puoi collegare il tuo cervello a un computer mentre immagini a come potrebbe essere il tuo funerale. E puoi partecipare anche a un concorso a premi in cui con in palio un bel funerale e bel un viaggio, a quanto pare non di sola andata. Sembra di leggere una delle storie raccontate nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada.
Ma così non è.
Stando al servizio di Antenna Sud, il consorzio di impresa funebri “Funeral Center” ha effettivamente escogitato questa operazione commerciale, dopo il successo della campagna denominata “Il servizio che ti stende”. La singolare iniziativa è stata lanciata in un momento pubblicitariamente felice: nei giorni dedicati alla commemorazione dei defunti.
Come un grande evento che si rispetti, come nelle migliori tradizioni dei funerali all'americana, “senza il morto” però, nella giornata dell’apertura pubblica delle bare a Bari, sarà offerto un rinfresco a base di prodotti tipici baresi: bruschette, taralli, olive, provolone, mortadella e orecchiette. Le bare baresi di Bari non saranno l’unica allettante attrazione. Per i partecipanti è prevista l'estrazione di due viaggi: uno di andata e ritorno, per due persone, in capitali europee a scelta: Londra, Parigi, Madrid, Francoforte…. E poi un altro premio sicuramente molto ambito, considerati i prezzi alle stelle dei servizi per l’aldilà: "un viaggio di sola andata: il tuo funerale, gratuito da consumarsi entro i prossimi 100 anni", finché il consorzio di pompe funebri sarà operativo! dicono alla Promostudio, l’agenzia di marketing e comunicazione che ha pensato all'iniziativa. Per avere una dose di fortuna, bisogna toccarsi... anzi... grattarsi!
Appuntamento, da non perdere, dunque, domenica prossima, 7 novembre 2010, a Bari, in Viale Pasteur 17, dalle 9,30 alle 12,30.
Riccardo Stillavato, dell’agenzia Promostudio, intervistato da Antenna Sud dichiara: “Il nostro intento è quello di far avvicinare in maniera più tranquilla possibile e anche meno traumatica possibile la gente alla dipartita di un caro o di un amico.”
Le esequie, i servizi funerari, il vestito della dipartita, i grandi magazzini della morte, diventano una festa, una sagra, un momento in cui gioire e brindare. La vita non finisce mai!



giovedì 23 settembre 2010

Gaffe al funerale, piange su bara sbagliata


Si tuffa sulla bara sbagliata e piange urlando di straziante dolore per la cognata che però non c’è, tra lo sbigottimento dei parenti veri del defunto dentro la cassa. Teatro dell’incredibile errore è stata la chiesa Maria Santissima della Catena di Riesi, in provincia di Caltanissetta. Una gaffe imperdonabile che ha inevitabilmente suscitano malcelati sorrisini tra i presenti.
Non è l’unica che si commette. Il libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada passa in rassegna le gaffe più clamorose che spesso si commettono durante gli austeri riti funebri e che suscitano irrefrenabile ilarità anche tra i dolenti.
Ma ritorniamo alla gaffe di Riesi. Protagonista una donna che ha creduto di trovarsi alla celebrazione del funerale della cognata. Il funerale della congiunta non si è però celebrato per il ritardato arrivo dal Belgio della salma. Per pura coincidenza, nella stessa chiesa e alla stessa ora è stata celebrata un’altra funzione funebre. La parente della salma belga, arrivando in ritardo in chiesa e non essendo stata avvertita in tempo come altri del ritardato arrivo della salma dal Belgio, è entrata in basilica. Credendo di trovarsi alle esequie della parente, si è diretta verso la bara. Ai piedi del feretro ha cominciato a piangere, a disperarsi, a gridare elogiando la figura della familiare scomparsa, completamente ignara che dentro la cassa non c’era la cognata ma bensì un altro corpo e per giunta il corpo di un uomo. Alla vista della sconosciuta disperata, i veri parenti del defunto e lo stesso sacerdote celebrante hanno assistito allibiti a quella improvvisa scena di disperazione chiedendosi giustamente chi fosse quella donna e perché quello scoppio di inspiegabile strazio.
Solo dopo un po’ di tempo, ripresasi dalla crisi di pianto, la signora ha iniziato a sospettare qualcosa di strano. Solo dopo essersi staccata dal feretro e aver visto gli occhi di tanti sconosciuti vestiti di nero che la guardavano allibiti, si è resa conto di aver commesso una dolorosa gaffe: piangere in chiesa al funerale di un estraneo. La donna, sicuramente mortificata e con la coda tra le gambe, si è scusata con i presenti ed è uscita mestamente dalla porta secondaria della chiesa. La cerimonia funebre, dopo l’imprevisto contrattempo, è ripresa normalmente, tra l’imbarazzo del prete e le risate di qualche presente addolorato.

sabato 18 settembre 2010

I necro elogi di Lino Giusti


Necrologi? No! Necro elogi! Divertente post pubblicato sul sito umoristico Crepapelle, un blog a due dell’umorista siciliano Lino Giusti e del vignettista Roberto Mangosi. Un sito che vi invitiamo a leggere quotidianamente così come vi invitiamo a leggere l’esilarante libro di Lino Giusti scritto assieme a un altro grande umorista siciliano Antonio Di Stefano: “L’ultimo chiuda la morta!”. Un’opera che vi farà morire dal ridere e ridere da morire così come il libro “Ti tocca anche se ti tocchi”.

A dire il vero, sono epitaffi (rigorosamente veri).

Sulla tomba di ......... si legge:

-Doroty Parker: Scusate la polvere.

-Frank Sinatra: Il meglio deve ancora venire.

-A. Fabrizi: Tolto da questo mondo troppo al dente.

-Walter Chiari:non piangete, è solo sonno arretrato.

-Lec: Il fatto che sia morto non significa che sono vissuto.

-Dentista buontempone: questa è l'ultima cavità che ho riempito.

-Alessandro Magno: basta questa fossa all'uomo cui non bastava il mondo.

-Robespierre: Passante, non piangere la mia morte. Se io fossi vivo, tu saresti morto


Dulcis in findus, in anteprima per gli amici di "Crepapolli", l'epitaffio che mi hanno preparato le mie figlie:

"Ricorderemo sempre le tue frecciatine. Anche se da lassù prenderai bene la mira, ci mancherai ...
Tratto dal Blog a 2 "Crepapelle"

venerdì 17 settembre 2010

Funerale con doloroso furto di denaro


Furto con destrezza al funerale. Ladro di esequie approfitta della disperazione di un parente al lutto e gli procura un nuovo dolore facendogli sparire un marsupio con dentro mille euro. È accaduto ieri pomeriggio a Sciacca, la città delle terme e del carnevale in provincia di Agrigento, nella parrocchia di San Michele Arcangelo. Un episodio increscioso e incredibile allo stesso tempo.

Non si ha rispetto neanche dei morti come racconta in diversi episodi lo scrittore Raimondo Moncada nel suo best seller umoristico Ti tocca anche se ti tocchi”.

L’incauta vittima partecipava al funerale della suocera in una delle chiese più frequentate della città, sita nel popoloso e antico quartiere di San Michele ad appena due passi dal medievale castello Luna. Appena è arrivato il momento della sacra eucarestia, ha pensato bene di lasciare il borsello sul banco dove era seduto, in primissima fila. Non ha minimamente pensato che all’interno di una chiesa, che durante lo svolgimento di una sacra funzione, che durante un funerale, che in un luogo affollato e controllato, che da un banco in prima fila in bella vista, un parente in lutto potesse essere anche addolorato da un atto criminale. Una persona di fede, un cristiano, un cattolico, un praticante, ha sempre fiducia nel prossimo e negli altri. E così si è alzato dal banco con l’animo in pace per andare a prendere la comunione. Senza il peso, senza l’ingombro del borsello che ha lasciato serenamente sul banco. Per avere mani libere e raccogliersi meglio in uno dei momenti più intensi del sacro rito religioso. Tanto chi ti deve rubare? Tanto dietro di me ci sono altri parenti, gli amici, i conoscenti! E davanti ci sono il prete, i chierichetti, il coro che vigilano. È impossibile che succeda qualcosa, che rubino una biro. Dopo la comunione, è ritornato sul banco in raccoglimento. Per poco non gli ha preso un colpo quando si è accorto della sparizione del suo borsello. Era sparito nel nulla e con i mille euri. Cerca e ricerca, non trovando più il marsupio l’uomo ha chiamato il 113. La polizia è intervenuta. Gli agenti sono arrivati al termine del funerale quando già si era aperta la caccia al ladro di marsupi. Hanno chiesto notizie ai presenti e al parroco che ha celebrato il rito e che ha accompagnato la bara fuori dalla chiesa. Ma nessuno si è accorto di niente. Un fantasma? No. Il borsello è stato ritrovato poco dopo da un amico della vittima nel vicino quartiere di Santa Caterina. Pieno? No, vuoto. Neanche un centesimo. Neanche l’odore di denaro hanno lasciato nel marsupio. Qualche bisognoso si è messo in tasca lo stipendio di un mese di duro lavoro. Abbandonando solo i documenti. Unica e magra consolazione per il derubato.

giovedì 16 settembre 2010

Il piacere di portare una bara


Male alla schiena causa bara? Non ci sono più problemi! È arrivata l’invenzione, con tanto di brevetto, che risolve il doloroso inconveniente.
Togliendo la bara?
No!
Eliminando il peso del cofano?
No!
E allora?
Semplice! Con una speciale bretella!
L’invenzione antibara è stata presentata al Memoria Expo 2010, la fiera di Brescia dedicata al comparto funebre. L’innovativo articolo è stato soprannominato “bretella bionica TSC5” ed è di proprietà dell’azienda bresciana Monfarma. Si tratta di una novità assoluta che promette grandi benefici alla schiena a chi per mestiere è impegnato nel trasporto a spalla dei feretri e deve, dunque, sopportare il peso non solo della bara in legno massiccio ma anche il carico di chi vi è ospitato che a volte è davvero esagerato nelle dimensioni (il dietro le quinte dell’universo funebre, con le sue curiosità e bizzerrie, è raccontato nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada).

Ma come funziona la bretella bionica antiscavigliamento? Il prodotto, ci spiega una scheda tecnica, ripartisce il peso dei carichi asimmetrici, evitando i disturbi della colonna vertebrale, quali displasia dell’anca, calcificazione della spalla, sciatalgia, lombalgia, ernia del disco, contrattura del collo, cefalea, parestesia alle estremità. Con la bretella bionica, dunque, sarà adesso un piacere. Il trasporto a spalla dei feretri si farà con leggerezza e "trasporto". Prevediamo grandi acquisti della bretella bionica anche da parte di chi non è un impiegato delle pompe funebri solo per provare l’ebbrezza di un’esperienza unica.
La Monfarma, azienda nota da 25 anni nel settore sanitario, ha debuttato nel comparto Funeral Equipment, con un catalogo di 50 referenze. La novità assoluta è proprio costituita dal brevetto mondiale del ripartitore di peso TSC5. Secondo chi la propone cambierà radicalmente il concetto di lavoro nel trasporto a spalla dei feretri. Ti tocca anche se ti tocchi!

martedì 14 settembre 2010

Funerali trasformati in spettacoli allegri


Esequie che diventano un’attrazione. Funerali che si trasformano in spettacoli. In Australia la morte quasi quasi si festeggia con rappresentazioni spassose, si rievoca il caro estinto con supporti multimediali, con la proiezione di filmati, musica pop e rock, inni sportivi e politici. Un'usanza sentita, diventata fenomeno di massa che per la Chiesa ha oltrepassato ogni limite. Una sacra cerimonia di commiato, sostiene l'istituzione religiosa, si è trasformata in una allegra manifestazione di addio. Ma non c'è da stupirsi per queste tradizioni, diciamo, a dir poco bizzarre. Come scrive Raimondo Moncada nel suo saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”, il mondo non reagisce al dolore alla stessa maniera. C’è dove si piange e c’è anche dove ci si diverte per la dipartita di un proprio caro, di un proprio amico, talune volte invidiandolo pure perché ha la fortuna di andare in un mondo considerato migliore (quale?).

Utilizzare musiche gradite al caro defunto e ricordare divertenti trascorsi durante le esequie, anche in chiesa, è diventata nel corso degli anni una pratica molto popolare nel paese dei canguri festanti. La diocesi cattolica di Melbourne ha così detto basta! dopo l’ennesima goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ha così deciso di emanare delle chiare linee guida, una direttiva molto restrittiva per lo svolgimento corretto dei funerali, con particolare riferimento alla musica da suonare in queste tristi e austere occasioni. Si cerca in tal modo di far cambiare abitudini, di mettere un freno al criticato fenomeno, di arginare una usanza che trasforma il doloroso rito funebre in una celebrazione gioiosa del morto.

Le nuove linee guida, indirizzate a circa 200 parrocchie, esortano i sacerdoti ad evitare che le esequie religiose diventino una messinscena. La chiesa ha deciso di bandire dai riti funebri le canzoni dei club sportivi, gli inni politici, le ballate romantiche e in generale la musica pop o rock. Divieto assoluto! Un funerale, dice l’arcivescovo di Melbourne Denis Hart, non dovrebbe essere una “celebrazione”, ma un estremo saluto in tono sacro. Le manifestazioni festanti, per chi ne ha il desiderio, le può anche organizzare ma solo prima o dopo la funzione. “I desideri dei defunti, della famiglia e degli amici dovrebbero essere presi in considerazione” scrive Hart nella direttiva, “ma nel pianificare la liturgia il celebrante deve moderare ogni tendenza che faccia diventare il funerale una celebrazione laica della vita del defunto”.

Critiche le società di pompe funebri. Ormai i Dvd commemorativi e i brani "laici", ricordano, sono quasi immancabili nei funerali australiani. Nel 2008 era uscita persino una "Top Ten" delle canzoni più eseguite ai funerali, con in testa "My Way" di Frank Sinatra, "Wonderful World" di Louis Armstrong e "Time To Say Goodbye" di Andrea Bocelli.
Ognuno, in fondo, si sceglie il saluto che vuole. Così, almeno, è più sentito.

Libertà di espressione dei propri sentimenti. C'è chi suona il toccante silenzio con la tromba e c'è chi fa suonare una mitica orchestra di divertiti trombettieri.

Come scrisse il poeta futurista Aldo Palazzeschi in un celebre componimento: E lasciatemi divertire!

Tri, tri tri
Fru fru fru,
uhi uhi uhi,
ihu ihu, ihu.

Il poeta si diverte,
pazzamente, smisuratamente.
Non lo state a insolentire,
lasciatelo divertire
poveretto,
queste piccole corbellerie
sono il suo diletto.

Cucù rurù,
rurù cucù,
cuccuccurucù!

lunedì 6 settembre 2010

Bare personalizzate per tifosi di calcio


Arrivano a gran richiesta le bare sportive, con i colori sociali della squadra del cuore. Rivoluzione nel campionato di calcio della Serbia. Almeno in quello dell'aldilà! I tifosi più sfegatati potranno avere il privilegio di essere sepolti con i colori della propria, inseparabile, squadra del cuore. Ma, ci verrebbe da dire e non lo diciamo, speriamo che l'eventuale causa del decesso (e già ci tocchiamo essendo tifosi!) non sia un infarto per una mortificante sconfitta. La sorte, comunque, a volte è ironica.

La notizia dei cofani sportivi la apprendiamo dal sito on line de La Repubblica che riferisce papele papele quanto riportato dal quotidiano Blic. Ci sembra di leggere una di quelle storie curiose, strane, bizzarre, divertenti del libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada.
Si parla addirittura di “grande notizia" per i tifosi di Partizan e Stella Rossa”, squadroni dal blasone blasonato del campionato serbo, come lo sono la Juventus, l’Inter o il Milan in Italia. “I tifosi più accesi, - leggiamo - alla loro morte potranno essere sepolti in bare speciali con i colori della squadra del cuore. L'iniziava è dell'impresa di pompe funebri 'Svitanje' (L'alba), che assicura la fornitura di bare bianconere (Partizan) o biancorosse (Stella Rossa) a seconda della squadra per cui tifava il caro estinto. Bozidar Janicijevic, responsabile delle pompe funebri, ha anche 'rassicurato' i tifosi delle altre squadre del campionato serbo, che presto avranno bare con i loro colori.”

L'originale iniziativa non pare essere, comunque, una novità assoluta. In tutto il mondo si sta piano piano diffondendo la cultura di un “legame eterno” di un "amore indissolubile" tra tifoso e club. “In Argentina, - ci riferisce sempre La Repubblica - il Boca Juniors ha un cimitero esclusivamente per i propri tifosi. In Europa, i primi sono stati i tedeschi dell'Amburgo, seguiti a ruota da Atletico Madrid (2.490 loculi per 4.210 urne al Vincente Calderon) ed Espanyol. E quando ha deciso di muoversi il Barcellona i numeri sono diventati immensi (un'area del Camp Nou conterrà fino a 50mila urne). Un colombario lo avrà anche il San Mamés, il nuovo stadio che sorgerà a Bilbao in una zona accanto all'attuale casa dell'Athletic. Il nuovo impianto costerà 240 milioni di euro, verrà inaugurato nel 2014, avrà una capienza di 58 mila spettatori, con il museo, l'albergo, un centro commerciale e... il cimitero.”

Ma quando i tifosi - ci auguriamo mai - andranno nell'aldilà, continueranno a pagare il biglietto per vedere le partite e a fare tagarìa (gran casino!) come allo stadio terreno?
Misteri della fede (calcistica!).

sabato 14 agosto 2010

Funeral party, boom in America


In America è boom di funeral party. Il Wall Street Journal ci riferisce che sempre più spesso nei cimiteri a stelle e strisce si organizzano feste all’insegna dello slogan "veniteci a trovare prima di avere bisogno di noi". Cimiteri e pompe funebri vogliono attirare sempre più nuovi clienti con feste ed iniziative per garantirsi di averli per l’eternità.
A proposito di feste funebri, segnaliamo l’uscita nei cinema americani di “Get low”, il nuovo film con Bill Murray e Robert Duvall. “Get low” narra la storia di un uomo che nel Tennesse degli anni Trenta contatta un addetto delle pompe funebri per celebrare il suo funerale con una grande festa mentre è ancora in vita. Una trama davvero curiosa che rientra tra le tante curiosità raccontate nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” scritto a quattro mani dallo scrittore Raimondo Moncada.

Seguite i link.
- Trailer di 'Get low'
- Il concerto tra le lapidi nel parco del Cimitero storico di Oakland (Atlanta)

Vietato ricordare i propri defunti


Vietato ricordare la morte dei propri cari nel giorno del triste anniversario. Succede a Modica, in provincia di Ragusa, in Sicilia. È quanto apprendiamo dal Corriere di Ragusa. La giunta municipale ha adottato una delibera che consente i funerali ma vieta i trigesimi.
È una di quelle stranezze che riguardano l’evento morte trattate nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” scritto a quattro mani dallo scrittore Raimondo Moncada.

“Sono troppi i manifesti mortuari – leggiamo nel servizio del Corriere di Ragusa - che parenti e famiglie fanno affiggere sulle bacheche dedicate della città e la giunta pensa bene di limitare il fenomeno. Lo ha fatto anche con il consenso degli operatori delle agenzie funebri che hanno dato il loro parere positivo alla delibera adottata dalla giunta in una delle sue ultime sedute. L’atto non consente che siano annunciate le messe in suffragio dei defunti a cominciare dai trigesimi per cui i parenti dovranno arrangiarsi in privato o ricorrere ad altri tipi di annunci. Le bacheche non bastano più perché gli annunci di morte e funerali sono aumentati e non è possibile ospitare anche i trigesimi e gli anniversari. Le famiglie insomma cambino sistema a meno che l’amministrazione non pensi di installare altre bacheche per soddisfare l’ansia comunicativa dei parenti.”
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