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lunedì 21 febbraio 2011

Manifesti funebri spacciano droga


La morte che si nasconde dietro l’annuncio funebre. È la nuova frontiera dello spaccio di droga. L’hanno scoperta, come leggiamo sul sito Blitz Quotidiano, i carabinieri di Napoli nell’ambito delle indagini in corso su alcune piazze dei quartieri di San Giovanni a Teduccio, Poggioreale e Ponticelli.
I militari dell’Arma Benemerita, aguzzando l’ingegno, si sono accorti che la malavita locale si era messa a smerciare stupefacenti nascondendo le dosi sul retro di manifesti funebri. L’interessato ritirava comodamente la roba staccando il foglio dal lembo dove la colla non aveva avuto presa. Geniale! Ma ancora più geniali i carabinieri che sono arrivati a scoprire depositi di droga in luoghi davvero insoliti per celare la droga e tenerla al riparo da occhi e occhiali indiscreti. Un sistema molto originale. Non sappiamo ancora se il “tossico” manifesto funebre inventato dalla ‘ndrangheta spacciasse solamente o comprendesse pure il servizio di annuncio di morte relativo al malcapitato cliente tossicodipendente destinato a vita migliore. Un servizio, insomma, completo, omnicomprensivo, intriso tanto di ironia del fatal tristo destino, la stessa ironia che impregna il saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada che di storie, come quelle scoperte a Napoli, è ricco. Ma che fanno ridere da morire.

lunedì 11 ottobre 2010

Ladri in carro funebre


A sta pompa! Avrebbe detto un amico liceale, un po’ colorito nell’espressione, dello scrittore Raimondo Moncada autore del saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”. Oggigiorno vanno a ruba pure gli automezzi mortuari. Non si lascia più niente di intentato. Non bastavano i furti con destrezza al cimitero con lo scippo di denti d’oro ai morti, il trafugamento di rame e di preziosi arredi sacri dalle mute tombe. La criminalità allarga il proprio raggio di azione e così ti prendendo di mira pure le pompe funebri. Non si ha più rispetto per niente e per nessuno così come non si ha più paura di luoghi che per loro natura ti mettono soggezione, specialmente di notte. Ad Ariano, in provincia di Avellino, ignoti malviventi hanno portato via dal deposito dell’agenzia funebre Lo Conte, tre nuovissimi carri funebri e un’auto fioriera. Il bottino è di circa duecentocinquantamila euro. È quanto apprendiamo dal sito di Ottopagine.it. Scoperto il furto, avvenuto nelle ore notturne, è stata allertata la polizia. Ma dei malviventi nessuna traccia. Neanche l'odore delle corone dei fiori. Sono riusciti, indisturbati, a bordo di anonimi e poco appariscenti automezzi funebri, a far perdere le tracce. Nessuno ha visto o sentito nulla. Il corteo notturno dei due carri funebri e di un’auto fioriera in giro per le strade cittadine o provinciali o statali o autostradali non ha destato alcun sospetto. Silenzio tombale!

venerdì 17 settembre 2010

Funerale con doloroso furto di denaro


Furto con destrezza al funerale. Ladro di esequie approfitta della disperazione di un parente al lutto e gli procura un nuovo dolore facendogli sparire un marsupio con dentro mille euro. È accaduto ieri pomeriggio a Sciacca, la città delle terme e del carnevale in provincia di Agrigento, nella parrocchia di San Michele Arcangelo. Un episodio increscioso e incredibile allo stesso tempo.

Non si ha rispetto neanche dei morti come racconta in diversi episodi lo scrittore Raimondo Moncada nel suo best seller umoristico Ti tocca anche se ti tocchi”.

L’incauta vittima partecipava al funerale della suocera in una delle chiese più frequentate della città, sita nel popoloso e antico quartiere di San Michele ad appena due passi dal medievale castello Luna. Appena è arrivato il momento della sacra eucarestia, ha pensato bene di lasciare il borsello sul banco dove era seduto, in primissima fila. Non ha minimamente pensato che all’interno di una chiesa, che durante lo svolgimento di una sacra funzione, che durante un funerale, che in un luogo affollato e controllato, che da un banco in prima fila in bella vista, un parente in lutto potesse essere anche addolorato da un atto criminale. Una persona di fede, un cristiano, un cattolico, un praticante, ha sempre fiducia nel prossimo e negli altri. E così si è alzato dal banco con l’animo in pace per andare a prendere la comunione. Senza il peso, senza l’ingombro del borsello che ha lasciato serenamente sul banco. Per avere mani libere e raccogliersi meglio in uno dei momenti più intensi del sacro rito religioso. Tanto chi ti deve rubare? Tanto dietro di me ci sono altri parenti, gli amici, i conoscenti! E davanti ci sono il prete, i chierichetti, il coro che vigilano. È impossibile che succeda qualcosa, che rubino una biro. Dopo la comunione, è ritornato sul banco in raccoglimento. Per poco non gli ha preso un colpo quando si è accorto della sparizione del suo borsello. Era sparito nel nulla e con i mille euri. Cerca e ricerca, non trovando più il marsupio l’uomo ha chiamato il 113. La polizia è intervenuta. Gli agenti sono arrivati al termine del funerale quando già si era aperta la caccia al ladro di marsupi. Hanno chiesto notizie ai presenti e al parroco che ha celebrato il rito e che ha accompagnato la bara fuori dalla chiesa. Ma nessuno si è accorto di niente. Un fantasma? No. Il borsello è stato ritrovato poco dopo da un amico della vittima nel vicino quartiere di Santa Caterina. Pieno? No, vuoto. Neanche un centesimo. Neanche l’odore di denaro hanno lasciato nel marsupio. Qualche bisognoso si è messo in tasca lo stipendio di un mese di duro lavoro. Abbandonando solo i documenti. Unica e magra consolazione per il derubato.

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