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lunedì 21 febbraio 2011

Manifesti funebri spacciano droga


La morte che si nasconde dietro l’annuncio funebre. È la nuova frontiera dello spaccio di droga. L’hanno scoperta, come leggiamo sul sito Blitz Quotidiano, i carabinieri di Napoli nell’ambito delle indagini in corso su alcune piazze dei quartieri di San Giovanni a Teduccio, Poggioreale e Ponticelli.
I militari dell’Arma Benemerita, aguzzando l’ingegno, si sono accorti che la malavita locale si era messa a smerciare stupefacenti nascondendo le dosi sul retro di manifesti funebri. L’interessato ritirava comodamente la roba staccando il foglio dal lembo dove la colla non aveva avuto presa. Geniale! Ma ancora più geniali i carabinieri che sono arrivati a scoprire depositi di droga in luoghi davvero insoliti per celare la droga e tenerla al riparo da occhi e occhiali indiscreti. Un sistema molto originale. Non sappiamo ancora se il “tossico” manifesto funebre inventato dalla ‘ndrangheta spacciasse solamente o comprendesse pure il servizio di annuncio di morte relativo al malcapitato cliente tossicodipendente destinato a vita migliore. Un servizio, insomma, completo, omnicomprensivo, intriso tanto di ironia del fatal tristo destino, la stessa ironia che impregna il saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada che di storie, come quelle scoperte a Napoli, è ricco. Ma che fanno ridere da morire.

giovedì 8 luglio 2010

Manifesti funebri selvaggi, lotta senza quartiere


Stop al funebre selvaggio. A Ribera si fa sul serio. Niente più manifesti listati a lutto in ogni dove che, per buona e sana abitudine meridionale, te li ritrovi finanche sul parabrezza dell’automobile, al mare, in discoteca, a teatro, accanto a un manifesto di uno spettacolo comico o a un cartello che ti invita a vivere la vita e a spendere tutti i risparmi di una vita per la crociera. Un aspetto, quello dell’affissione funebre selvaggia, immancabilmente trattato con ironica leggerezza e con il sorriso nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada. Il libro, pubblicato dalla Csa Editrice e giunto alla seconda edizione, è in vendita anche nelle librerie del comune che ha dato i natali a Francesco Ciccio Crispi: libreria “Ceroni” nel centralissimo corso Umberto e edicola-libreria “Russo” nella località balneare di Seccagrande.
Ma torniamo alla lotta contro l’abusivismo funebre selvaggio.
Il neo e giovane sindaco di Ribera Carmelo Pace ha emesso un’ordinanza che disciplina l'affissione dei manifesti funebri. Nel provvedimento sono contenute le modalità ed i criteri da seguire per rendere pubblico l’annuncio di morte.
Per l'evento morte ci vuole rispetto, ma lo stesso rispetto lo esige dalla morte il decoro urbano.
Sono stati individuati, quali impianti affissionali specifici per gli avvisi funebri, le bacheche collocate davanti i luoghi di culto e i siti di seguito indicati: corso Margherita (entrata mercatino settimanale), Largo Martiri di via Fani, piazza Sant'Antonio, piazza Giulio Cesare, piazza Santa Rosalia, viale Stazione (nei pressi della stazione). Dall'ordinanza, inoltre, si evince una novità: i manifesti funebri andranno esposti solo ed esclusivamente presso l'abitazione del defunto e dei congiunti diretti, su appositi supporti (in legno o di altro materiale, siano essi piantane o stendardi), messi a disposizione dalle imprese funebri. E' stato inoltre stabilito che l'esposizione non potrà protrarsi oltre i tre giorni successivi alla data del funerale, così come gli annunci di ringraziamento. Le regole saranno applicate anche in occasione degli anniversari e dei trigesimi.

La foto in alto a destra, che ritrae un manifesto funebre divertente, è tratta da una delle scene del film “Babbaluci” scritto e diretto da Raimondo Moncada, la cui sceneggiatura è tratta dal libro “Ti tocca anche se ti tocchi”. Nel manifesto di “Babbaluci”, si dà il triste annuncio della dipartita di quattro donne: Concepita Avvinazzata, Benedetta Battoscopa, P. Isella Buttafuoco, Anna Camilla Forte.
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