Visualizzazione post con etichetta lutto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lutto. Mostra tutti i post

venerdì 2 dicembre 2011

Rivista Il Vaglio: Humour del caro estinto


Lo humour del caro estinto. Una carrellata di lapidi buffe e curiose. È il titolo di un servizio tutto da leggere pubblicato su “Il Vaglio”, rivista trimestrale di cultura, storia e tradizioni edita dal CircoloCulturale Lomellino Giancarlo Costa di Mortara, in provincia di Pavia. Tutto un intero numero è dedicato all’arte di far ridere e all’umorismo, in tutte le sue forme e nei vari periodi storici. Come si ride, con quali mezzi, in quali occasioni, con quali modalità e con quali battute. E com’è cambiata la risata nella storia.
L’incipit del servizio sullo humour del caro estinto lo dà ancora una volta il libro di Raimondo Moncada “Ti tocca anche se ti tocchi”, edito dalla Csa Editrice, diventato ormai un cult del genere. Il pezzo, molto documentato e divertente, firmato da Graziella Bazzan, scrive: “Ti tocca anche se ti tocchi” è il titolo di un libro e contemporaneamente un modo un po’ bizzarro per introdurre il discorso sul­l’evento degli eventi che coinvolge indi­stintamente ogni essere umano. La morte è senza dubbio un grande mistero e la tomba è l’unico tramite che unisce i defunti ai viventi costi­tuendo “quella corrispondenza di amorosi sensi, che ci fa credere, finché siamo vivi, che qualche cosa di noi sopravviverà nel ricordo dei nostri cari”.
Il servizio fa una carrellata di epitaffi strambi, ironici, sorprendenti, incisi sulle lapidi al camposanto, che suscitano ilarità in un contesto, il cimitero, che di ilare non ha niente. Anzi. Graziella Bazzan riporta il meglio del meglio come ad esempio l’epitaffio del comico gallese Spike Milligan: “Ve l’avevo detto che ero malato” o quello dello scrittore francese Georges Bernanos: “Si prega l’angelo trombet­tiere di suonare forte, il defunto è duro d’orecchie”. E poi ancora: l’iscrizione “Giace qui da qualche parte” è scritto sulla lapide del fisico tedesco Werner Heisenberg, a riferimento del suo “principio di indeterminazione”. Sulla tomba di un certo Ignaz Breitenseher è scritto: “Silenziosa e solitaria fu la sua vita, fedele e attiva la sua mano”. Questa è l’incisione funeraria sulla tomba di un genti­luomo famoso in vita per la sua cortesia: “Qui giace lord Barlington. Scusate se non mi alzo”. Epitaffio sulla tomba di Ezechial Aiklein Dalhousie. In Scozia: “Qui giace… età 102 anni, era buono. Morto giovane”. Su di un’urna funeraria le parole: “Pace alle mie ceneri. Si prega di non starnutire, grazie”. Ancora epitaffi bizzarri selezionati dalla rivista "Il Vaglio": “Questa è la tomba di Serafino Viola, pagata a rate quand’era in vita”. “Qui giace Leo Cin­quemani, instancabile lavoratore”. “Qui riposa Onofrio Mondragoni, uomo pieno di vita”. Questo è l'epitaffio letto su una tomba di un attore etrusco: “Sono morto tante volte, ma così mai”. Epitaffio scritto in seguito a un incidente: “Uomo di grande dirittura morale, vis­suto con linearità e rettitudine, morto in curva”. Iscrizione funeraria letta sulla lapide di una persona rovinata dalle medicine: “Per stare meglio sono finito qua”. Nella lapide di una certa signora Gaia Bellina sta scritto: “Qui ripo­sa... donna instancabile. Ha amato la vita. Suo marito. Tutto il paese”. Si riportano infine le iscrizioni funerarie che riguardano due grandi personaggi del mondo della tv, un presentatore e un attore dotati di una ironia che lascia di stucco. Sulla sua lapide, a Roma, Gianfranco Funari ha voluto che si scrivesse il seguente epitaffio “Ho smesso di fumare”. Walter Chiari ci ha voluto lasciare la sua ultima battuta incisa sulla sua tomba al Monumentale di Milano: “Amici non piangete, è soltanto son­no arretrato”.

sabato 16 aprile 2011

"A 'bonarma", gli Stipsy King cantano al camposanto

Al funerale si canta! E si balla! Donne in lutto e becchini vestiti di nero danzano divertiti al cimitero col morto in spalla al ritmo delle martellanti note degli Stipsy King. Cose da raccontare al medico con lo stesso spirito con cui sono state ampiamente narrate nel saggio umoristico di Raimondo Moncada “Ti tocca anche se ti tocchi”. Il video che vi proponiamo si intitola “A ‘bonarma”, per i non addetti ai lavori traduciamo in: “La buonanima". È stato girato dagli Stipsy King in collaborazione con la "Cineamatori Ambrosiana". Il testo è di Eugenia Di Bella, la musica di Quinto Sardo.

Ma qualcuno si chiederà a questo punto: ma chi caspita sono gli Stipsi King? Spulciando sul loro profilo Facebook, scopriamo che gli Stipsy sono di Catania. Vengono definiti un gruppo sotto sforzo per una musica catartica. È una band musicale nata nel settembre del 2002. Il gruppo Stipsy King nasce per volontà di Riccardo Di Bella. Inizialmente la musica è solo un pretesto che serve a far rimorchiare al Di Bella, al Busacca e a qualche altro losco individuo, ma successivamente si prende coscienza che fare musica può dare anche le sue soddisfazioni indipendentemente dal pelo. Il filo conduttorre degli Stipsy è il rapporto controverso uomo-donna, magistralmente sviscerato dal genio compositivo di Sergio Busacca. Gli aspetti gastrointestinali del vivere quotidiano sono invece analizzati dalla penna surreale di Riccardo Di Bella, con l'ausilio musicale di Antonio Cannavaro. Ecco che nascono così successi indimenticabili come il più antico "I Drink Zibibbo", per passare a brani come "Precox", "Petango", "Radio Maria" e quelli più recenti "Tempi Grami" e "'A Cascia", di recente pubblicato con edizioni SK Studio.

lunedì 6 settembre 2010

I morti fanno musica


Dalle ceneri alle note musicali. Dai resti mortali del proprio caro defunto, alla fabbricazione materiale di un disco con le canzoni preferite sia dal morto che dai parenti in lutto. Roba dell’altro mondo! Un’azienda inglese, la Andy Vinil, si è messa a costruire dischi in vinile personalizzati con le ceneri dei defunti. Un’idea senz’altro originale, degna di essere contenuta nel divertente saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada.
L’idea, apprendiamo dal quotidiano La Stampa di Torino, è venuta al britannico Jason Leach, un tipo singolare, fondatore di alcune piccole etichette discografiche. Jason Leach, leggiamo, “ha deciso di unire la sua passione per la musica con l’attenzione per i posteri fondando l’azienda AndVinyl, che consente a chiunque, dietro lauto compenso, di far inserire le ceneri di un caro estinto nei solchi di un vinile”. Sembra che la geniale scintilla sia stata generata osservando la madre che opera in un’agenzia di pompe funebri e dalla visione di un programma televisivo americano in cui le ceneri sono state fatte scoppiare assieme ai fuochi artificiali. Ma come si inseriscono, si chiederà giustamente qualcuno, i resti di un defunto morto in un disco?

Le ceneri, apprendiamo, verrebbero sparse sul blocco di vinile grezzo, prima che le matrici schiaccino il disco tracciando i solchi. Le ceneri rimarrebbero così intrappolate fra un’incisione e l’altra.“I clienti – leggiamo sempre su La Stampa – possono scegliere se incidere sul disco soltanto il suono scoppiettante delle ceneri che vengono lette dalla puntina, oppure aggiungere una traccia musicale vera e propria; la voce del defunto, per esempio, oppure la sua musica preferita o dei suoni che rievocano ricordi particolarmente significativi della sua esistenza.” Il pacchetto base, che comprende il solo inserimento delle ceneri in 30 dischi e un disegno standard recante la data di nascita, quella di morte e la scritta R.I.V. (Rest in Vinyl), viene venduto a 2.000 sterline. Con un ritratto personalizzato in copertina, disegnato dall’artista James Hague, occorrerà aggiungere altre 3.500 sterline.I servizi della AndVinyl non finiscono qui. Chi è appassionato di discografia funebre, può anche mettere in commercio il proprio disco nei negozi di vinile di tutto il mondo investendo mille sterline.
Si propone, infine, il pacchetto FUNerals. È, dice La Stampa, “una vera e propria festa in cui il vostro disco verrà suonato e un esperto team di animatori allieterà gli invitati”.

venerdì 3 settembre 2010

Hostess, bellezze al cimitero


Hostess per chi vola sugli aerei e hostess per chi è già volato nei cimiteri: è lo stess! La bellezza va bene, anzi benissimo per i vivi e fa bene, anzi benissimo per i morti. Abbiamo scoperto una nuova figura professionale. Oltre al becchino, al trasportatore di feretri, nel settore funebre si affaccia anche la miss che, con la sua estetica ed estatica presenza, dà conforto nei momenti di lutto. Sembra una di quelle strane storie raccontate nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada, ma così non è. La cronaca è andata avanti. Apprendiamo dal quotidiano Il Corriere della Sera che un’azienda di Varese che si occupa di servizi cimiteriali è alla ricerca di una hostess da assumere part time nei campisanti intorno a Milano, per dar conforto ai parenti del caro estinto nell’ultimo saluto alla vita terrena.

La paga è otto euro all’ora.
Hostess di cimitero: questo, senza eufemismi, è il titolo dell’offerta così come si legge nel sito Infojobs, che rimanda all’agenzia di lavoro interinale Randstad. Questa, invece la descrizione dell’offerta: “Per cimiteri limitrofi a Milano, ricerchiamo una hostess che si occupi di accogliere i parenti dei defunti e di accompagnarli alla tomba in occasione dell'esumazione della salma. La risorsa dovrà fornire un supporto ai parenti del defunto e dovrà essere in grado di non farsi coinvolgere emotivamente dalle situazioni. Orario di lavoro è part-time, 3 ore e mezzo al giorno da martedì a venerdì. Possibilità di utilizzo dell'auto aziendale per gli spostamenti tra i cimiteri”.
L’azienda di ricerca di personale dice di aver ricevuto 50 curricula in cinque giorni. Non ci sono limiti di età per la candidata, tranne le qualità psicologiche. Deve essere una persona predisposta a questo tipo di circostanze. Non fredda ma professionale. Potrebbe avere, per esempio, esperienza come infermiera o operatrice socio-assistenziale. Per fare l'hostess di cimiteri, bisogna alla fin fine essere principalmente belli dentro.

sabato 14 agosto 2010

Vietato ricordare i propri defunti


Vietato ricordare la morte dei propri cari nel giorno del triste anniversario. Succede a Modica, in provincia di Ragusa, in Sicilia. È quanto apprendiamo dal Corriere di Ragusa. La giunta municipale ha adottato una delibera che consente i funerali ma vieta i trigesimi.
È una di quelle stranezze che riguardano l’evento morte trattate nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” scritto a quattro mani dallo scrittore Raimondo Moncada.

“Sono troppi i manifesti mortuari – leggiamo nel servizio del Corriere di Ragusa - che parenti e famiglie fanno affiggere sulle bacheche dedicate della città e la giunta pensa bene di limitare il fenomeno. Lo ha fatto anche con il consenso degli operatori delle agenzie funebri che hanno dato il loro parere positivo alla delibera adottata dalla giunta in una delle sue ultime sedute. L’atto non consente che siano annunciate le messe in suffragio dei defunti a cominciare dai trigesimi per cui i parenti dovranno arrangiarsi in privato o ricorrere ad altri tipi di annunci. Le bacheche non bastano più perché gli annunci di morte e funerali sono aumentati e non è possibile ospitare anche i trigesimi e gli anniversari. Le famiglie insomma cambino sistema a meno che l’amministrazione non pensi di installare altre bacheche per soddisfare l’ansia comunicativa dei parenti.”

mercoledì 4 agosto 2010

Vita e morte, equo canone


Il costo della morte si adegua al costo della vita. Con la crisi economica, aumenta di tutto. Aumenta la frutta, aumenta la verdura, aumenta la carne, aumentano i vestiti, aumentano i furti. Ed aumentano anche i costi per chi ha la sfortuna affrontare di colpo – che ti fa venire un colpo! – le spese per un lutto: l’agenzia funebre, la bara, i fiori, i manifesti, la tomba, il trasporto, il disbrigo delle pratiche ecc. Un colpo al cuore e un attentato alla tasca.
Un aspetto, quello dei prezzi esorbitanti della morte, trattato con ironica leggerezza nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore agrigentino Raimondo Moncada.

Ad Agrigento, città che per la storia ha dato i natali a Luigi Pirandello, si è tanto discusso in questi giorni di una ordinanza del sindaco Marco Zambuto con cui sono state aumentate le tariffe per alcuni servizi funebri nei cimiteri cittadini di Bonamorone e di Piano Gatta. Ci informa Concetta Rizzo, sull’edizione del 31 luglio del Giornale di Sicilia, che sono raddoppiati i prezzi di inumazioni, traslazioni ed estumulazioni. “Il ‘ritocco’ alle tariffe – si legge nell’articolo – viene registrato dopo anni ed anni di stasi; una sorta di adeguamento, dunque, al costo della vita. Traslazione, inumazione e estumulazione passano, per salma, da cinque a quindici euro. Il costo per la tumulazione passa invece dai quindici euro di qualche settimana fa ai trenta euro di oggi; la tumulazione in semi-cappella sale da trentuno euro a quarantacinque euro, mentre per una cappella si passa da cinquanta euro a sessantacinque euro”. Leggiamo ancora sul Giornale di Sicilia che il costo del trasferimento della salma oltre i confini comunali da venti euro passa a cinquanta euro. Restano invariati i costi dei loculi: al cimitero di Bonamorone vanno da 366 a 513 euro, mentre quelli di Piano gatta vanno da 530 a 660 euro. “Il costo della vita non è più lo stesso rispetto a quando vennero varate le tariffe per i servizi cimiteriali oggi ritoccate – è la dichiarazione del sindaco Zambuto riportata dal Giornale di Sicilia -. Nessuno ha intenzione di vessare i cittadini, ma aumentando i costi di questi servizi si garantisce massima efficienza per delle operazioni di massima delicatezza”.

giovedì 8 luglio 2010

Manifesti funebri selvaggi, lotta senza quartiere


Stop al funebre selvaggio. A Ribera si fa sul serio. Niente più manifesti listati a lutto in ogni dove che, per buona e sana abitudine meridionale, te li ritrovi finanche sul parabrezza dell’automobile, al mare, in discoteca, a teatro, accanto a un manifesto di uno spettacolo comico o a un cartello che ti invita a vivere la vita e a spendere tutti i risparmi di una vita per la crociera. Un aspetto, quello dell’affissione funebre selvaggia, immancabilmente trattato con ironica leggerezza e con il sorriso nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada. Il libro, pubblicato dalla Csa Editrice e giunto alla seconda edizione, è in vendita anche nelle librerie del comune che ha dato i natali a Francesco Ciccio Crispi: libreria “Ceroni” nel centralissimo corso Umberto e edicola-libreria “Russo” nella località balneare di Seccagrande.
Ma torniamo alla lotta contro l’abusivismo funebre selvaggio.
Il neo e giovane sindaco di Ribera Carmelo Pace ha emesso un’ordinanza che disciplina l'affissione dei manifesti funebri. Nel provvedimento sono contenute le modalità ed i criteri da seguire per rendere pubblico l’annuncio di morte.
Per l'evento morte ci vuole rispetto, ma lo stesso rispetto lo esige dalla morte il decoro urbano.
Sono stati individuati, quali impianti affissionali specifici per gli avvisi funebri, le bacheche collocate davanti i luoghi di culto e i siti di seguito indicati: corso Margherita (entrata mercatino settimanale), Largo Martiri di via Fani, piazza Sant'Antonio, piazza Giulio Cesare, piazza Santa Rosalia, viale Stazione (nei pressi della stazione). Dall'ordinanza, inoltre, si evince una novità: i manifesti funebri andranno esposti solo ed esclusivamente presso l'abitazione del defunto e dei congiunti diretti, su appositi supporti (in legno o di altro materiale, siano essi piantane o stendardi), messi a disposizione dalle imprese funebri. E' stato inoltre stabilito che l'esposizione non potrà protrarsi oltre i tre giorni successivi alla data del funerale, così come gli annunci di ringraziamento. Le regole saranno applicate anche in occasione degli anniversari e dei trigesimi.

La foto in alto a destra, che ritrae un manifesto funebre divertente, è tratta da una delle scene del film “Babbaluci” scritto e diretto da Raimondo Moncada, la cui sceneggiatura è tratta dal libro “Ti tocca anche se ti tocchi”. Nel manifesto di “Babbaluci”, si dà il triste annuncio della dipartita di quattro donne: Concepita Avvinazzata, Benedetta Battoscopa, P. Isella Buttafuoco, Anna Camilla Forte.

sabato 19 giugno 2010

Gabbiani attaccano familiari defunti


Una visita alle tombe dei nostri cari con casco protettivo. È diventato quasi obbligatorio per entrare al cimitero monumentale della Foce, a Imperia. Lo apprendiamo dal sito del giornale il Secolo XIX ed è una curiosità degna del saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi" dello scrittore Raimondo Moncada .
Il pericolo al cimitero della Foce non è rappresentato da fucilieri, da mafiosi che sparano, da bande di vandali che lanciano pietre, dai piccioni che si divertono in aria a bersagliare i sottostanti con proiettili di cacca perforante. No! Il pericolo sono i gabbiani, lontani parenti del leggendario gabbiano Jonathan Livingston. I gabbiani si sono impossessati degli spazi terra-aria del camposanto ligure tanto da non gradire presenze umane e disumane. Chi si azzarda a varcare il cancello del cimitero di Imperia rischia di essere puntato dal gabbiano di turno ed essere aggredito malamente, così come riportano le tante testimonianze raccolte dal giornale. I dolenti che non vogliono rischiare la pelle e piangere per le dolorose beccate, si portano dietro un casco integrale da motociclista, opportunamente omologato, che indossano per arrivare fino al luogo dove è sepolto il proprio caro.
Per avvertire del pericolo gli ignari visitatori, il custode del camposanto ha dovuto mettere un cartello in bell'evidenza all’ingresso dell'area sacra: "Attenzione, gabbiani aggressivi".
“Sono ormai settimane – scrive il Secolo XIX - che gli uccelli tengono in scacco l’area di via San Rocco, creando grande apprensione tra le persone che frequentano il monumentale per visitare i propri cari. Fino a quando, domenica, un’anziana è letteralmente scappata senza nemmeno recarsi sulla tomba di famiglia, inseguita da un enorme gabbiano”.
C’è chi, per difendersi, sta riesumando vecchi elmetti di quando il caro marito era militare o intere armature in acciaio inossidabile di quando lontani parenti facevano i cavalieri della tavolata rotonda. Ma un altro posto, i gabbiani non l'avevano per dimorare? Cosa ci trovano di così attraente? Un mistero. Forse che i gabbiani cimiteriali sono delle entità ultraterrene a guardia di non sappiamo cosa?

venerdì 18 giugno 2010

Estetico dei morti licenzia becchino


Cadaveri sempre più belli e gradevoli alla vista. Non solo i vivi ma anche i morti hanno il problema dell’apparire. L’estetica per le salme è diventato una questione di vita o di morte. Alla fine ha avuto ragione la previsione dello scrittore Raimondo Moncada nel suo saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”.
La regione Campania fa da battistrada in questa rivoluzione di civiltà. Il vecchio e romantico becchino verrà sostituito da una figura professionale sempre più moderna e al passo con i tempi. Dal prossimo anno arriva l’operatore del sevizio di tanatoprassi che avrà il compito di curare la cosmesi del cadavere oltre che essere preparato professionalmente sulle norme igienico-sanitarie nei cimiteri. I camposanti cittadini potranno insomma contare su un vero e proprio "estetista del defunto" con tanto di truccatore, massaggiatore, parrucchiere e sarto. Il nuovo becchino, o meglio il tanatopratico, o meglio l’estetista salmastro, si preparerà apprendendo tutte le tecniche di “imbellimento” del cadavere grazie ad un apposito corso teorico e pratico patrocinato dalla Regione Campania.

Il Corriere del Mezzogiorno, nel riportare la notizia, dà “per scontati gli inevitabili scongiuri di quanti leggeranno quest’articolo (inevitabilmente un po’ macabro)" e da "atto alla passata giunta regionale di aver tentato di mettere ordine nella complessa materia funeraria in Campania”. “Tanto da aver creato – ricorda - la singolare figura del consulente ai funerali con un’avvocatessa che ebbe l’incarico di esprimere un parere sulle norme in materia”.
“A mettere ordine nel settore pompe funebri – leggiamo ancora sul Corriere del Mezzogiorno - ci hanno provato in tanti, in maniera bipartisan. Così nel giugno dell’anno scorso la Regione ha deliberato corsi di formazione professionali per il personale delle imprese funebri. Dal direttore tecnico delle imprese fino all’operatore del servizio di tanatoprassi. Anche questa volta però non mancano gli aspetti curiosi. Se infatti appare perfettamente logico e di buon senso che il becchino del terzo millennio debba apprendere le «nozioni igienico sanitarie nell’ambito della trattazione dei cadaveri e dell’attività cimiteriale», più singolare è giustificare la perizia che il necroforo dovrà avere nei «vari tipi di trattamento per la cosmesi del cadavere». Dovrà infatti apprendere tutte le caratteristiche di imbellettamento della salma con apposito corso teorico pratico”.

Il programma completo del corso lo leggiamo sul sito dell’Assoform di Casoria in provincia di Napoli.
Contenuti del corso:
"L’operatore dei servizi di tanatoprassi svolge attività di preparazione delle salme al rito delle onoranze funebri. I corsi sono rivolti agli operatori dell’attività cimiteriale e permettono l’acquisizione del previsto titolo professionale, indispensabile per poter accendere un corretto rapporto di lavoro con imprese funebri. Il presente percorso formativo risponde a quanto stabilito dalla Legge Regionale 24 novembre 2001, n. 12 “Disciplina ed armonizzazione delle attività funerarie” ed in particolare dell’art. 7, che prevede l’istituzione di appositi corsi professionali per operatori funerari e cimiteriali, allo scopo di migliorare le competenze professionali di coloro che operano o che intendono operare in questo settore.
Per chi fosse interessato a fare il truccatore delle salme ecco alcune informazioni utili per accedere al corso di operatore dei servizi di tanatoprassi".

Requisiti d'accesso:
Licenza Media

Durata complessiva:
400 ore

Programma didattico:
- Moduli di Base
- Elementi normativi di base
- Nozioni igienico-sanitarie nell’ambito della trattazione dei cadeveri
- Nozioni igienico-sanitarie nell’ambito dell’attività cimiteriale
- Caratteristiche dei vari tipi di trattamento per la conservazione di cadavere
- Caratteristiche dei vari tipi di trattamento per la cosmesi del cadavere
- Rapporti con i dolenti e con il pubblico

mercoledì 2 giugno 2010

Fiori morti al cimitero, divieti lacrimevoli


Sono peggio delle sigarette. I fiori vivi fanno male: inquinano i cimiteri e nuocciono gravemente alla salute dei cittadini vivi. Chi li introduce nei camposanti rischia multe salate e sanzioni lacrime e sangue. Accade a Bacoli, cittadina in provincia di Napoli. I fiori nel camposanto di Bacoli nel periodo estivo non possono essere freschi ma, pensiamo, possono solo essere finti, plastificati, virtuali, disegnati oppure mosci, appassiti, senza petali, morti. La freschezza vegetale è vietata da un provvedimento del responsabile del Settore X del Comune napoletano “Visibilità e Servizio Cimitero” Giovanni Capuano. E' per ragioni igieniche e di salute pubblica. I fiori freschi possono far morire i parenti degli ospiti del luogo santo.

Il testo si può consultare direttamente sul sito del Comune di Bacoli, mentre altre notizie curiose dello stesso genere si possono leggere nel libro umoristico di Raimondo Moncada “Ti tocca anche se ti tocchi”.

Il provvedimento del dirigente del Comune di Bacoli “diffida i cittadini dall'introdurre fiori freschi nel Cimitero Comunale per il periodo estivo e precisamente dall’1 giugno al 31 agosto 2010”.
Ma perché un divieto del genere contro una consuetudine, contro un gesto così sentito? Il motivo è spiegato nella prima parte del provvedimento. Eccolo: “
“Premesso che durante i mesi estivi, con l’innalzarsi della temperatura, è necessario porre in essere provvedimenti tesi alla prevenzione di fenomeni di inquinamento, nocivi per la salute dei cittadini;
che la presenza di fiori freschi nel Cimitero Comunale rappresenta una potenziale causa di inquinamento, per la rapida decomposizione determinata dal caldo intenso;
Atteso la necessità di un intervento di sospensione della introduzione di fiori freschi, limitatamente al periodo estivo ed in conformità ai provvedimenti attuati negli anni precedenti”.
Guai a fare i furbi. Chi si azzarda a introdurre i fiori freschi al cimitero da portare al proprio caro defunto, sarà severamente rimproverato e sanzionato fino alle lacrime. Il dirigente del settore cimiteriale chiede espressamente al personale del camposanto cittadino, al comando della Polizia Municipale e al presidio sanitario di Bacoli di attuare le disposizioni della diffida. E per i fiori che crescono spontaneamente nelle aiuole, nelle aree a verde del cimitero come la mettiamo?
Intanto, cominciano a fioccare i malumori e le proteste di cittadini e di associazioni quasi increduli. Prende posizione Noiconsumatori.it che nel proprio sito ufficiale pubblica il proprio punto di vista. “Un delibera assurda che non è utile nè funzionale per la cittadinanza - spiega l’avvocato Angelo Pisani, Presidente dell’associazione NoiConsumatori.it -. Come fanno dei fiori freschi ad inquinare? Le piante sono risorse naturali che non possiedono alcun agente capace di recare danno all’ambiente ed alla salute pubblica, anzi semmai è il contrario. Vietare una consuetudine antica come quella di omaggiare i propri cari estinti è immorale. La cosiddetta delibera anti-inquinamento non fa altro che calpestare il diritto e la libertà di culto dei cittadini”.
Bacoli non è comunque l’unico comune a prendere una decisione simile. Altre cittadine stanno seguendo la stessa linea. San Nicola La Strada, comune campano in provincia di Caserta, ha vietato l’introduzione nei cimiteri non solo di fiori freschi ma anche di ceri. Il divieto, contenuto in una ordinanza sindacale, va dal primo giugno e fino al primo ottobre.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...