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lunedì 13 settembre 2010

Sarà l’anno della passera fobia?


C’è stata l’aviaria. E tutti ad avere una dannata paura degli animali di cielo. Lo scorso anno c’è stata la suina. E tutti ad avere un incontrollato timore degli animali di terra. Cosa ci riserverà questo fine 2010? Se è vero che nell’universo ci sono i cicli, questo fine anno, è facile prevedere, dovrebbe ritoccare agli animali di cielo. E si ricomincerà da capo. Tutti ritorneremo ad avere terrore degli untori di una nuova peste, dei portatori di nuove influenza planetaria da virus curabili solo con specifici e costosi vaccini messi a punto appositamente.

Cosa ci riserveranno, allora, i prossimi mesi? Ci sarà, forse, una passera fobia? Ci sarà la caccia all'untore? E cosa comporterà l'eventuale insorgere di una nuova malattia virale? Ci sarà un epicentro? Ci sarà un fuggi fuggi dalle zone individuate come focolai? Ci sarà una nuova psicosi? La paura collettiva quali comportamenti andrà a mutare? Ci sarà una corsa al vaccino contro la passera così come lo è stato per i maiali? Che ruolo avranno i nuovi media nella fulminante trasmissione del panico? Sarà come la suina che è stato tutto fumo e poco arrosto?
Per chi volesse saperne di più consigliamo la lettura del capitolo “Uccellofobia” contenuto nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada. Un capitolo che spiega anche il motivo della drastica riduzione delle nascite.

sabato 19 giugno 2010

Gabbiani attaccano familiari defunti


Una visita alle tombe dei nostri cari con casco protettivo. È diventato quasi obbligatorio per entrare al cimitero monumentale della Foce, a Imperia. Lo apprendiamo dal sito del giornale il Secolo XIX ed è una curiosità degna del saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi" dello scrittore Raimondo Moncada .
Il pericolo al cimitero della Foce non è rappresentato da fucilieri, da mafiosi che sparano, da bande di vandali che lanciano pietre, dai piccioni che si divertono in aria a bersagliare i sottostanti con proiettili di cacca perforante. No! Il pericolo sono i gabbiani, lontani parenti del leggendario gabbiano Jonathan Livingston. I gabbiani si sono impossessati degli spazi terra-aria del camposanto ligure tanto da non gradire presenze umane e disumane. Chi si azzarda a varcare il cancello del cimitero di Imperia rischia di essere puntato dal gabbiano di turno ed essere aggredito malamente, così come riportano le tante testimonianze raccolte dal giornale. I dolenti che non vogliono rischiare la pelle e piangere per le dolorose beccate, si portano dietro un casco integrale da motociclista, opportunamente omologato, che indossano per arrivare fino al luogo dove è sepolto il proprio caro.
Per avvertire del pericolo gli ignari visitatori, il custode del camposanto ha dovuto mettere un cartello in bell'evidenza all’ingresso dell'area sacra: "Attenzione, gabbiani aggressivi".
“Sono ormai settimane – scrive il Secolo XIX - che gli uccelli tengono in scacco l’area di via San Rocco, creando grande apprensione tra le persone che frequentano il monumentale per visitare i propri cari. Fino a quando, domenica, un’anziana è letteralmente scappata senza nemmeno recarsi sulla tomba di famiglia, inseguita da un enorme gabbiano”.
C’è chi, per difendersi, sta riesumando vecchi elmetti di quando il caro marito era militare o intere armature in acciaio inossidabile di quando lontani parenti facevano i cavalieri della tavolata rotonda. Ma un altro posto, i gabbiani non l'avevano per dimorare? Cosa ci trovano di così attraente? Un mistero. Forse che i gabbiani cimiteriali sono delle entità ultraterrene a guardia di non sappiamo cosa?
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