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martedì 8 marzo 2011

Un milione di dollari per un addio


La morte non ha prezzo. C’è la morte povera e c’è la morte di lusso che non tutti si possono permettere. C’è chi, nell'imprevedibilità dell'evento, si ritrova a non avere una lira per pagare il costo di un ultimo addio e c’è chi non bada a spese arrivando a spendere fino a un milione di dollari americani per un funerale. I morti, checché se ne dica, non sono tutti uguali come ci spiega Raimondo Moncada nel suo “Ti tocca anche se ti tocchi”. Lo notiamo dalla pomposità delle esequie e dalla grandezza chilometrica delle tombe.
Il sito del Corriere riporta una notizia rilanciata dall’Agenzia di stampa Ansa. Un imprenditore cinese ha speso quasi un milione di dollari per il funerale della mamma. Lo riferisce la stampa cinese. Otto limousine ricoperte di fiori, altre auto di lusso per trasportare membri della famiglia, oltre 600 musicisti divisi in almeno 20 bande musicali e 16 cannoni dorati che hanno sparato a salve per salutare la salma, sono stati dispiegati dall'imprenditore nello stadio della scuola Xinhe Middle School di Wenling, nella provincia cinese orientale dello Zheijiang. Il feretro è stato accompagnato da oltre 600 monaci. Il funerale è stato seguito da oltre 1000 tra familiari, amici, impiegati dell'azienda dell'imprenditore, conoscenti e semplici curiosi. Tutti coloro che non sono stati in grado di seguire il feretro da vicino, hanno potuto assistere al funerale guardando i maxischermi piazzati in tutto il terreno della scuola, intorno alla quale almeno 10.000 curiosi si sono avvicinati creando problemi di traffico.

Gioco a premi con funerale


Il montepremi: le tue personali esequie! Non il solito gadget, dunque, o biglietto per un concerto della tua star preferita, ma qualcosa di più originale: “Il tuo stesso funerale”. Con questo slogan un’emittente radio tedesca ha messo in palio un premio di 3 mila euro in un gioco sponsorizzato da una società di pompe funebri. L’iniziativa è stata, neanche a dirlo, un successo. La somma è stata destinata all’ascoltatore autore dell’epitaffio più ”cool”. Promotori del singolare gioco a premi è stata Radio Galaxy, un’emittente di Aschaffenburg, in Bavaria.
La notizia la attingiamo dal sito Blitz Quotidiano.
Il vincitore dovrà attenersi a determinate condizioni. Non potrà utilizzare la vincita per comprarsi caramelle, cannoli siciliani, preservativi o l’intera produzione del libro “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada. No! Dovrà utilizzare il montepremi per acquistare una polizza assicurativa che, quando sarà, aldilà del tempo, gli servirà a coprire le spese del proprio funerale. Ovviamente, da fresco vincitore, non dovrà morire per godersi il piacere di ricevere il finanziamento per il proprio funerale.

mercoledì 29 dicembre 2010

Morta si sveglia poco prima di essere seppellita


È morta, decrepita, da sotterrare. C’è tanto di certificato medico di decrepitazione accertata. Anzi, no! È viva, da togliere dalla bara. Un'incredibile storia ci rimbalza dal Brasile, dove un’anziana donna, Maria das Dores da Conceicao, di 88 anni, di Belo Horizonte, dichiarata defunta, si è svegliata dentro il cofano poco prima di essere inumata al cimitero. La notizia, che leggiamo sul sito Leggo, è una di quelle stranezze di cui è pregno il libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada.
La donna era stata ricoverata per ostruzione arteriosa, venendo dichiarata morta il giorno dopo. Essendo defunta, i parenti si sono adoperati a organizzare il rito funebre e a darle degna sepoltura. Così è stato. Ma dopo le esequie e prima di andare sotto terra, Maria das Dores da Conceicao ha aperto gli occhi, lasciando di stucco parenti e amici. Quando la bara è stata chiusa, la donna si è mossa, facendo sobbalzare gli addetti alla sepoltura, che hanno aperto il feretro scoprendo l'esistenza in vita dell'anziana donna.
Il sindaco di Belo Horizonte ha annunciato l'apertura di un'inchiesta per negligenza nei confronti dell'ospedale. La 88enne è ora ricoverata in terapia intensiva. Non sappiamo se in un altro ospedale. Quando arriverà il giorno, nessuno crederà più al suo decesso.

mercoledì 17 novembre 2010

Comprare una bara a rate porta fortuna

Vendere una bara. A qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo. Pure in comode rate, sessanta per la precisione. A Napoli. A persone che sono vive e vegete. Per strada. A uomini che si toccano contro il malaugurio incontrando un indiscreto commerciante di cofani. È una delle scene di “Così parlò Bellavista” il film commedia del 1984, tratto dal romanzo omonimo, sceneggiato e diretto da Luciano De Crescenzo. La vendita di una bara, l’affare proposto in uno dei vicoli di Napoli, diventa una delle tante riflessioni filosofiche sulla vita e sulla morte, sulla fortuna e sulla sfiga, del professore Luciano de Crescenzo. "Comprare una bara a rate - afferma il commerciante funebre - porta fortuna!"

sabato 19 giugno 2010

Gabbiani attaccano familiari defunti


Una visita alle tombe dei nostri cari con casco protettivo. È diventato quasi obbligatorio per entrare al cimitero monumentale della Foce, a Imperia. Lo apprendiamo dal sito del giornale il Secolo XIX ed è una curiosità degna del saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi" dello scrittore Raimondo Moncada .
Il pericolo al cimitero della Foce non è rappresentato da fucilieri, da mafiosi che sparano, da bande di vandali che lanciano pietre, dai piccioni che si divertono in aria a bersagliare i sottostanti con proiettili di cacca perforante. No! Il pericolo sono i gabbiani, lontani parenti del leggendario gabbiano Jonathan Livingston. I gabbiani si sono impossessati degli spazi terra-aria del camposanto ligure tanto da non gradire presenze umane e disumane. Chi si azzarda a varcare il cancello del cimitero di Imperia rischia di essere puntato dal gabbiano di turno ed essere aggredito malamente, così come riportano le tante testimonianze raccolte dal giornale. I dolenti che non vogliono rischiare la pelle e piangere per le dolorose beccate, si portano dietro un casco integrale da motociclista, opportunamente omologato, che indossano per arrivare fino al luogo dove è sepolto il proprio caro.
Per avvertire del pericolo gli ignari visitatori, il custode del camposanto ha dovuto mettere un cartello in bell'evidenza all’ingresso dell'area sacra: "Attenzione, gabbiani aggressivi".
“Sono ormai settimane – scrive il Secolo XIX - che gli uccelli tengono in scacco l’area di via San Rocco, creando grande apprensione tra le persone che frequentano il monumentale per visitare i propri cari. Fino a quando, domenica, un’anziana è letteralmente scappata senza nemmeno recarsi sulla tomba di famiglia, inseguita da un enorme gabbiano”.
C’è chi, per difendersi, sta riesumando vecchi elmetti di quando il caro marito era militare o intere armature in acciaio inossidabile di quando lontani parenti facevano i cavalieri della tavolata rotonda. Ma un altro posto, i gabbiani non l'avevano per dimorare? Cosa ci trovano di così attraente? Un mistero. Forse che i gabbiani cimiteriali sono delle entità ultraterrene a guardia di non sappiamo cosa?

domenica 6 giugno 2010

Funerali con sconti divertenti


Uno sconto di 400 euro sul funerale che verrà. È l’allettante offerta del consorzio di onoranze funebri di Bari Funeral Center, lanciata con una divertente campagna promozionale che ha come slogan “Un servizio che ti stende”. La morte, insomma, si rende conveniente ed ha la capacità di far ridere, così come ci ha dimostrato lo scrittore Raimondo Moncada nel suo libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”.
In questi giorni non si parla d’altro a Bari, dove viene distribuito un volantino di quattro pagine nelle strade, nelle piazze, nei negozi e nelle cassette dei baresi. C'è una città sommersa di risate. Il volantino funebre non invita a morire, ma offre una interessante convenienza per quando verrà l’ora del trapasso non disdegnando a dare utili consigli per vivere a lungo e bene. Leggiamo sul pezzo di Barisera.it, a firma di Francesco Petruzzelli, che il consorzio funebre Funeral Center “offre 400 euro di sconto sull’intero importo dei prezzi di listino – da utilizzare fino al ‘fatidico momento’ – per chi entro il 30 dicembre 2010 contatta l’agenzia funebre con la possibilità anche di finanziamenti. La formula è stata ribattezzata con tanto di lapide (ovviamente) R.i.p, acronimo di rateizza il pagamento”.
A ideare la campagna pubblicitaria, è stata la Promostudio di Luca Rutigliano. “E’ un modo – spiega Rutigliano a Barisera – per sdrammatizzare l’idea della morte. Ovviamente non la auguriamo a nessuno, anzi diamo anche dei consigli per evitarla. Il nostro concetto si basa sulla morte naturale. Sapevamo che con questo volantino in molti si sarebbero grattati, ma almeno strappiamo anche una risata”.
Sono stati stampati in tipografia 150 mila volantini, e fra poco dovrebbero arrivare anche grandi manifesti murali 6 metri per 3 che a vederli, alla guida di un’auto o di una moto, rischi di finire male occupando entranbe le mani col grattamento.
Lo studio pubblicitario pensa anche di realizzare uno spot televisivo.
“Non avevamo altri mezzi per farci conoscere – spiega sempre al giornale barese uno dei titolari dall’agenzia funebre, Marco Trani -. Questo è un mercato molto agguerrito e si va avanti col passaparola. E’ difficile fare promozione sulla morte”. Nei primi 5 giorni dall’avvio del volantinaggio centinaia le telefonate giunte all’agenzia. In molti ci hanno fatto i complimenti. Già 20 persone hanno prenotato i 400 euro di sconto. La spesa per un funerale non si può programmare. Quando arriva ti coglie impreparato e lo sconto i parenti del defunto lo chiedono sempre”.
Il giornalista Francesco Petruzzelli, dopo avere esordito evidenziando che “durante la lettura dell’articolo sono ammessi scongiuri, cornetti e ‘toccatine’ al ferro o alle parti basse…”, chiude simpaticamente il servizio invitando i suoi lettori di lasciar perdere le ‘toccatine’. “Ora le mani – dice – si possono usare per sfogliare il giornale”.
La campagna promozionale, ci riferisce il giornalista, è diventata in pochi giorni un vero e proprio caso a Bari, “da consegnare e da raccontare ai posteri per chi – è proprio il caso di dirlo – vivrà più a lungo…”
“Una volta c’erano – ci fa riflettere Petruzzelli - gli sconti per andare in vacanza, quelli per comprare un condizionatore, ma gli sconti da funerale non si erano mai visti”.
Ne ha parlato ampiamente Raimondo Moncada nel suo saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dove c’è un intero capitolo dedicato alla pubblicità funebre divertente e altre pagine dense di singolari curiosità funebri.

giovedì 3 giugno 2010

Moto funebri per defunti esigenti


C’è anche il primo carro funebre a due ruote. E sarebbe il primo esemplare del genere nella storia dei trasporti. Una bella notizia per i defunti esigenti o per i familiari che decidono di fare cosa gradita al proprio caro estinto. Un’azienda di pompe funebri gestita da un ingegnere meccanico di Auckland, in Nuova Zelanda, ha avuto la singolare idea di trasformare una Harley Davidson in un carro funebre o più precisamente in un veicolo da trasporto funebre. La moto funebre è capace di trasportare fino a 440 libbre, ovvero 200kg, di cassa da morto.
È una curiosità di cui siamo venuti a conoscenza, assieme alla foto che vi mostriamo, grazie a Yahoo Auto e che allunga l’elenco di fatti strani e divertenti raccontati dallo scrittore Raimondo Moncada nel suo libro umoristico dal toccante titolo “Ti tocca anche se ti tocchi”.
È un’idea che Yahoo Auto definisce più che agghiacciante e di cattivo gusto, affermando che si ha difficoltà a inserirla nell'elenco del kitsch o in quello dei fuori di testa.
Il meccanico, con un geniale tocco di creatività, ha preso una Harley Davidson e l’ha allungata come un elastico, rinforzando il nuovo telaio e inserendo dei doppi comandi. La moto funebre, che si presenta con due manubri, richiede l’intervento di due guidatori, uno di davanti e uno di dietro. Il pilota anteriore direziona il mezzo intervenendo sulla forcella. Il pilota posteriore comanda cambio e acceleratore.
Il passeggero – e solo lui – viene fatto alloggiare alla base del telaio, tra un pilota e l’altro. La propulsione, ci informa sempre Yahoo Auto, è affidata ad un motore Harley Davidson da 1340cc, dotato di puleggia maggiorata per accorciare i rapporti e aumentare la coppia motrice, elemento necessario per spostare la massa di moto e bara.
La forma e le modanature della cassa, pensiamo, contribuiscono ad aumentare l’effetto aerodinamico della moto funebre. Per il passeggero defunto, specie se in vita è stato un motociclista o un’amante della due ruote, sarà un’esperienza mozzafiato memorabile, che difficilmente si potrà dimenticare: un’ultima volta in giro su una moto, all’aria aperta e ad alto tasso d’adrenalina.
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