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giovedì 24 gennaio 2013

Manifesti elettorali: Tanti posti, al cimitero


Tanti posti, ma al cimitero.  Una promessa elettorale mantenuta. I cittadini possono essere ben contenti per il loro futuro. Sono stati riempiti di loculi. 
Anche questo viene giustamente vantato da un politico alla fine del proprio mandato e in procinto di una campagna elettorale per la rielezione. Di questi tempi è difficile fare tutto. E' diventato pure difficile promettere per la certificata mancanza di fondi e per le difficoltà burocratiche. Ma i posti al cimitero si realizzano. Si debbono realizzare. Non si possono lasciare i defunti a casa o a passeggiare come i disoccupati. 
Sembra di leggere il saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada, ma la notizia dei nuovi posti al cimitero l'apprendiamo dal sito del Corriere che pubblica anche un manifesto di esultanza per la realizzazione di 5.000 mila nuovi loculi al cimitero di Ostia Antica.

mercoledì 12 dicembre 2012

"Ti tocca" l'animatore del cimitero, per eventi di musica e arte


L’animatore del cimitero. Non solo nei villaggi turistici. Il camposanto diventa luogo di incontri culturali e di svago, con concerti di musica rock, presentazione di libri, rappresentazioni teatrali, proiezione di film, notti bianche.  Eventi non per i morti ma per i vivi. In tempi di crisi, si crea una nuova figura per dare una svolta all'immobilità del cimitero animando un luogo votato al riposo e al silenzio. 

Succede ad Agrigento, città di quel Luigi Pirandello autore della celebre Patente e città dove è anche nato Raimondo Moncada autore del libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”. La società che gestisce il nuovo cimitero di Piano Gatta ha pensato bene di nominare il direttore artistico del camposanto nella persona di Mario Pardo, 56 anni, una vita nel mondo dello spettacolo e della cultura come organizzatore di eventi. 

La notizia, come era prevedibile, ha fatto rumore. E' stata accolta con stupore dai vivi e con felicità dai defunti. “Forse il titolo di direttore artistico - ha spiegato Pardo - è improprio ma, in effetti, non riesco a trovare un'altra definizione”. Mario Pardo, ha riferito all’agenzia di stampa AGI, che il cimitero potrebbe ospitare manifestazioni culturali: “Penso ai concerti di musica sacra o alle esposizioni di presepi artistici. Si tratta, comunque, di una struttura che può conquistare una sua centralità nella cultura cittadina”.  

L'originale iniziativa è dell’imprenditore Salvatore D'Anna, che già aveva fatto parlare per avere commissionato uno spot televisivo per pubblicizzare i comfort dell’altro mondo al cimitero di Piano Gatta.

Con la nomina del direttore artistico del cimitero di Piano Gatta, il libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” potrebbe finalmente essere sdoganato nel luogo dove è stato partorito. L’opera di Raimondo Moncada, infatti, non è mai stata presentata ad Agrigento. Un vero delitto! Si confida, ora, nella svolta annunciata con la nomina del direttore artistico. 

martedì 16 ottobre 2012

Carissimo estinto, vivere con la pensione dei morti


I defunti aiutano a campare. Specialmente se continuano ad avere la pensione da morti. È sempre attuale il saggio  umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada.
Apprendiamo dal sito del Giornale di Sicilia, che la Guardia di finanza di Palermo ha denunciato 41 persone accusate di avere incassato indebitamente le pensioni di cari, anzi carissimi defunti. Nella loro veste di “delegati” alla riscossione o cointestatari di conti correnti o libretti di risparmio, avrebbero percepito ratei di pensione in date successive a quelle del decesso dei titolari degli emolumenti. 
L’indagine rientrerebbe nell’operazione denominata “Carissimo estinto” che nel 2011 portò alla denuncia di ben 441 persone. Al termine di ulteriori accertamenti, leggiamo sul sito del Gds, i finanzieri hanno scoperto altri casi, e tra questi anche la vicenda che riguarda la riscossione della pensione di una persona morta 25 anni fa.
Il danno arrecato alle casse dell'erario viene conteggiato in circa 900 mila euro (la cifra raggiunge quota 2 milioni di euro se si considerano i casi emersi nel 2011). L'indagine è stata portata avanti incrociando le banche dati Inps e Inpdap con la lista delle persone decedute negli ultimi anni risultante all'anagrafe del Comune di Palermo.
Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, chi percepiva indebitamente le somme avrebbe sottoscritto una dichiarazione con cui si attestava l’esistenza in vita del titolare morto della pensione, come per dire: “Mors tua vita mea”.
C’è ancora da svolgere il processo dove si forma la prova e dove l’accusato potrà adeguatamente difendersi in vita, senza però poter chiamare a testimoniare le persone defunte finite nell’inchiesta “Carissimo estinto”.  

venerdì 1 luglio 2011

Le tombe creative più folli del mondo



Le tombe più pazze del mondo. Il quindicinale satirico online “Lo stivale bucato” affronta l’argomento con un esilarante foto-articolo. Il tema è anche oggetto di umoristico approfondimento nel saggio satirico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncaca, dove per risolvere i problemi della mancanza di posti nei cimiteri si è proposta l’avveniristica soluzione di tombe a grattacielo e a grattaterra che i governi di tutto il mondo stanno prendendo in considerazione. Ma questa è un’altra storia.
Il quindicinale satirico online “Lo stivale bucato” rileva che “ridere della morte propria o degli altri è certamente molto difficile”. “Eppure ci sono molte persone che riescono a scherzare su quest’argomento, tanto da essersi fatte costruire (o aver costruito per un proprio caro) delle tombe molto particolari”. "Lo Stivale Bucato" ha così raccolto in giro per il mondo delle foto di sepolcri a dir poco bizzarri, che propone in un’incredibile galleria fotografica.
Le tombe artistiche sono, da quello che si può intuire, ispirate a una caratteristica identificativa del defunto. Se ad esempio in vita il de cuius è stato elettricista dell’Enel, da morto si è fatto infilare in una tomba a forma di palo della luce. Se in vita è stato impiegati in un’azienda costruttrice di preservativi, da morto si è fatto seppellire dentro un profilattico. Se in vita è stato costruttore di water, da morto si è fatto infilare in una tomba a forma di cesso. Se in vita ha seguito per un’intera esistenza una terapia a base di supposte, da morto è inevitabile supporre che avrà pensato a un bel suppostone.
"Lo stivale Bucato" mostra delle foto accompagnate da una battuta-didascalia. C’è chi si è fatto costruire una tomba a forma dello “Scrable”. C’è chi manda affanculo il prossimo con un altro gioco di parole. C’è la casalinga convinta che si è fatta edificare una tomba a forma di pinza per stendere il bucato. C’è chi, addetto ai parcheggi, si è fatto costruire una tomba a forma di parcometro. C’è Miguelin, amante delle quattro ruote, che si è fatto costruire una tomba a forma di auto. C’è lo sportivo che si è fatto costruire una tomba a forma di sacco con mazze da golf. C’è il falegname che si è fatto sistemare dentro una tomba a forma di amata sega. C’è il patito di cellulari che si è fatto costruire una lapide a forma di telefonino. C’è l’amante delle comodità e dell’accoglienza chi si è fatto costruire una tomba-salotto con tanto di divani e poltrone di marmo.
Ci sono infine lapidi comiche contenenti epitaffi divertenti: “Qui giace un uomo morto”, “Qui giace un uomo con le tette”, “Qui giace un culone”, “Qui giace un uomo con l’hobby della droga”. Ed infine, la lapidaria iscrizione di un amante vizioso: “Oral Love”

sabato 8 gennaio 2011

I defunti con i posti riservati sono una fortuna


I defunti hanno pari diritto dei cosiddetti vivi. Sono uguali di fronte alla legge. Hanno pagato per una vita le tasse e se lo desiderano possono continuare a godere di benefici e agevolazioni anche dall’aldilà. Non si capisce dove sta lo scandalo. I morti non muoiono mai. Se in vita hanno avuto la patente di guida, perché una volta passati all’altro mondo debbono averla ritirata? Così anche per il contrassegno speciale per parcheggiare l’auto nell’area di sosta riservata a particolari categorie di utenti. Uno muore ma per il vivo il defunto rimane sempre vivo. Ed è quello che sicuramente è capitato e continua a capitare nelle città italiane dove periodicamente vengono “scoperti” utenti che prendono per così dire "in prestito" diritti acquisiti dai propri cari defunti anche nel settore della circolazione stradale oltre che in quello pensionistico.

I defunti non finiscono mai di stupire. La morte viene sfruttatata, viene spremuta dai vivi, per ricavarne fortune. Il concetto viene espresso con la sua chiarezza disarmante nel saggio umoristico "Ti tocca anche se ti tocchi".
Leggiamo dall’Agenzia Ansa che, da una verifica effettuata dalla Polizia Municipale di Pescara, “quattrocento permessi per la sosta gratuita dei disabili sono risultati intestati ad utenti deceduti e ancora in circolazione” nella città abruzzese. “Nel 2010 sono stati ritirati 20 contrassegni perché utilizzati nonostante fossero scaduti, e sono state denunciate sei persone con l'accusa di falso, in quanto sorprese a usare dei pass senza averne diritto”. Quasi duemila le sanzioni elevate per sosta su spazio invalidi o in corrispondenza degli scivoli e 1.425 i veicoli rimossi.

Lo sguardo che uccide


La tecnologia bellica fa passi da gigante e arriva ad armare anche le pupille dei nani. Lo sguardo adesso uccide per davvero. Una mala tagliata e sei morto stecchito!
Le strade della morte sono infinite, dice Raimondo Moncada autore del best seller umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”. Prima si uccideva con la fionda prendendo la mira con lo sguardo, adesso si ammazza prendendo solo la mira. Incredibile.
La notizia l'apprendiamo dall'Agenzia di Stampa Italiana Ansa.
I piloti della Raf, la Royal Air Force, l’aviazione inglese, hanno a disposizione un nuovo tipo di casco volante che permette di far fuoco usando gli occhi: basta “puntare” lo sguardo sul bersaglio, proiettato dal computer sulla visiera-monitor, e il gioco è fatto: l’obiettivo è annichilito!
Il casco della morte, sviluppato dalla britannica Bae, ha un modico costo di 250mila sterline ed è usato sui Typhoon della Raf. Può colpire un aereo nemico in tutte le posizioni, anche quelle del Kamasutra, purché sia nella visuale del pilota. “Di solito - spiega al Sun il pilota Mark Bowman - bisogna posizionarsi dietro a un aereo per poterlo colpire. Con questo casco posso invece comandare le armi con la testa. È la fine del combattimento aereo tradizionale”.
Nel terzo millennio, come è stato prefigurato in “Ti tocca anche se ti tocchi”, si farà guerra testicolando.

mercoledì 29 dicembre 2010

Morta si sveglia poco prima di essere seppellita


È morta, decrepita, da sotterrare. C’è tanto di certificato medico di decrepitazione accertata. Anzi, no! È viva, da togliere dalla bara. Un'incredibile storia ci rimbalza dal Brasile, dove un’anziana donna, Maria das Dores da Conceicao, di 88 anni, di Belo Horizonte, dichiarata defunta, si è svegliata dentro il cofano poco prima di essere inumata al cimitero. La notizia, che leggiamo sul sito Leggo, è una di quelle stranezze di cui è pregno il libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada.
La donna era stata ricoverata per ostruzione arteriosa, venendo dichiarata morta il giorno dopo. Essendo defunta, i parenti si sono adoperati a organizzare il rito funebre e a darle degna sepoltura. Così è stato. Ma dopo le esequie e prima di andare sotto terra, Maria das Dores da Conceicao ha aperto gli occhi, lasciando di stucco parenti e amici. Quando la bara è stata chiusa, la donna si è mossa, facendo sobbalzare gli addetti alla sepoltura, che hanno aperto il feretro scoprendo l'esistenza in vita dell'anziana donna.
Il sindaco di Belo Horizonte ha annunciato l'apertura di un'inchiesta per negligenza nei confronti dell'ospedale. La 88enne è ora ricoverata in terapia intensiva. Non sappiamo se in un altro ospedale. Quando arriverà il giorno, nessuno crederà più al suo decesso.

lunedì 20 dicembre 2010

Funerali, vietato toccarsi e bestemmiare


C’è chi si tocca alla vista di un carro funebre. Ma c’è anche chi bestemmia per gli intralci e c’è chi suona il clacson per il rallentamento provocato dalle esequie alla circolazione stradale. Tutta colpa di un defunto! Le persone non hanno requie e rispetto neanche da morte. Succede così che un amministratore sia costretto a tappezzare la città di manifesti per invitare vivamente i propri cittadini a non essere maleducati e irriguardosi. Succede a Zero Branco, comune in provincia di Treviso, in Veneto, che il sindaco Mirco Feston lanci un appello pubblico intitolato “Onoriamo i nostri morti” tramite avviso murale. Lo apprendiamo dal sito del Corriere ma è come se avessimo letto già una simile notizia sull’eloquente saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” del toccante autore siciliano Raimondo Moncada che consigliamo caldamente come regalo di Natale.
“Chiedo a tutti - scrive Feston nel manifesto, secondo quanto riporta il Corriere - di fare ciò che molti fanno da sempre: un atto di rispetto. Ogni volta che passa un corteo funebre, passa una persona defunta, un pezzo di Zero Branco che se ne va: fermiamoci per qualche minuto. Davanti ai negozi e ai bar, facciamo silenzio. Se siamo in macchina lungo il tragitto del funerale, accostiamo e spegniamo il motore. È solo questione di minuti: di fronte alla morte non c’è fretta che tenga. Automobilisti che suonano la tromba perché non hanno voglia di aspettare un attimo o addirittura avventori dei bar vicini che bestemmiano davanti ai parenti del morto o dileggiano la cerimonia. A tutto questo abbiamo deciso di dire basta”. Secondo motivazioni così riportate nello stesso avviso comunale, riporta sempre il quotidiano di Via Solferino: “È per questo che la polizia locale è presente ad ogni funerale, ed in caso di impedimento, c’è la protezione civile. È per questo che l’amministrazione comunale ha disposto l’invio di un telegramma alla famiglia ogni volta che muore una persona. Perché chi non ha rispetto dei morti non ha rispetto neanche dei vivi”.
Dalla scorsa settimana, ci informa il Corriere, il Comune ha allungato al sabato pomeriggio l’orario di lavoro della polizia municipale, obbligatoriamente presenti a tutte le esequie, per imporre lo spegnimento dei motori alle auto in attesa ed eventualmente per sanzionare comportamenti irriguardosi come le imprecazioni blasfeme. Nel nuovo decalogo municipale dell’estremo saluto, inoltre, è stata prevista una stretta ai furti di fiori dalle tombe dei defunti. “Installeremo presto le telecamere nei campisanti”, annuncia Feston. Occhi elettronici che serviranno pure a stroncare i conferimenti selvaggi di rifiuti fuori dai cimiteri. Un malcostume costato alle casse comunali, solo nei primi sei mesi di quest’anno 17 mila euro.
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