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domenica 24 marzo 2013

Loculi a prezzi stracciati, solo per Pasqua


Si può morire anche in tempo di crisi. “Ti tocca anche se ti tocchi”. Si può morire approfittando di offerte da non perdere. Tombe a prezzi stracciati: prendere o lasciare. Ma se lasci, rischi di morire per il rimorso. Nel nuovo cimitero di Agrigento, quello costruito a Piano Gatta, si vendono loculi a prezzi stracciati, per le feste. Leggiamo la notizia sul sito “Agrigento Flash” ma anche su “Grandangolo”. La notizia dunque è confermata così come è confermata la terza edizione del libro cult “Ti tocca anche se ti tocchi”.  

“L’iniziativa, leggiamo, è della cooperativa “Europa Costruzioni” che ha deciso di assegnare dieci nuove cappelle del camposanto agrigentino posto sottostante il quartiere di Monserrato, applicando un notevole abbattimento delle tariffe. L’offerta è legata al periodo della Pasqua. L’obiettivo è dare la possibilità alle famiglie che hanno limitate possibilità economiche a non rinunciare ad una cappella all’interno del cimitero”.

Nel sito della "Europa Costruzioni" dedicato al nuovo cimitero di Piano Gatta, leggiamo una frase che ci piace e che riportiamo testualmente: “Agrigento, città famosa in tutto il mondo per la sua Valle dei Templi, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1997. Una città stupenda. Tanto stupenda, da meritare un cimitero che sia all’altezza del nome che porta.”

mercoledì 10 novembre 2010

Sbanca il lotto con la morte e tanto "culo"


La morte porta anche fortuna. Ma per vincere e soprattutto stravincere certe cifre ci vuole pure tanto culo! E' una verità incontrovertibile riportata, tra le tante, nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada edito dalla Csa Edizioni.
Una donna, pensionata di 66 anni di Fossano, in provincia di Cuneo, puntando al gioco del Lotto appena sei euro ha portato a casa un bottino non indifferente di un milione e 151 mila euro. Più della misera pensione. Come ha fatto? Semplice. Il trucco è bello e spiegato. La giocatrice ha pensato bene di rivolgersi direttamente ai propri defunti. Ma non all’aldilà, al mondo etereo. La donna si è rivolta all’aldiqua. Sono stati loro, i morti, a dare i numeri ed i numeri vincenti. L’ispirazione, la giovanissima pensionata l’ha avuta al cimitero, visitando le tombe dei propri cari. Nel silenzio religioso contemplativo, ha avuto l’imbeccata. Giocaci! Giocaci! Giocaci! I morti davano i numeri. Giocaci! Giocaci! Giocaci! La donna ha meditato a lungo sulle date di nascita e di morte incise sulle lapidi ed ha appuntato cinque numeri precisi, Nè uno di più né uno di meno. Lasciato il cimitero della vittoria, si è diretta in paese per andare a giocare i numeri al Lotto, nella ricevitoria di Pinuccia Rolfo di via Garibaldi. Ha puntato 2 euro sul terno, 2 sulla quaterna e 2 sulla cinquina. Per la tombola, purtroppo, non le sono rimasti spiccioli. I numeri dei morti sono usciti tutti, uno di seguito all’altro, sulla ruota di Milano. Sembravano telecomandati. I numeri della fortuna sono stati 9, 59, 60, 69 e 89. La vincitrice ha centrato dieci terni, cinque quaterne e una cinquina. E' stata sfortunata per la tombola. Se l'avesse giocata, avrebbe vinto anche quella sbancando lo Stato.
La Lottomatica ha affermato che siamo in presenza della più alta vincita mai avvenuta con il gioco del lotto in provincia di Cuneo
La dea bendata ha baciato una pensionata, sfortunata nella pensiona ma molto ma molto fortunata nel gioco. Ci chiediamo: che ne farà di tutti questi soldi? Non lo sappiamo. Ma registriamo una becera caccia a conoscere l’identità della vincitrice, con la diffusione degli identikit. I cacciatori stanno facendo il possibile per rintracciare la preda, prima che il ministro del Turismo Michela Vittorio Brambilla dia seguito al suo annuncio di abolire la caccia definita “una pratica non solo crudele ma anche pericolosa”.
Intanto, in tutta Italia si registra un aumento esponenziale dei visitatori dei cimiteri e delle vendite di taccuini per appunti e penne nei negozi di cancelleria. Si registra anche un aumento di giocate al Lotto con date di morte. E si registra anche un aumento di lapidi rotte nei camposanti e un aumento di arresti di gente che si è rovinata giocando fortune al Lotto puntando con i numeri delle date di morte dei propri defunti, gente che dopo aver perso tutto al gioco si è vendicata distruggendo le lapidi con i numeri perdenti giocati.

lunedì 1 novembre 2010

Defunta cacciata per vita sessuale sofferta


Integrata di sesso. Un supplizio. Non degna, anche in cenere, di stare da congiunta defunta accanto al congiunto vivo.
Potrebbe essere tradotto in questi crudi termini una vicenda che, come ci riferisce l’Agenzia di stampa Ansa, ha suscitato ilarità ma anche indignazione nel cimitero di un paesino padovano, Tombolo. Qui un arzillo 83enne si è preparato la propria lapide incidendovi sopra un atto d’accusa verso la moglie, defunta nel 2008: “Vita sessuale sofferta, non perdono Flavia, le sue ceneri non qui”.
Sembra di leggere un passo del libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada!
Sulla lapide, così come leggiamo e vediamo sul sito on line del quotidiano Mattino di Padova, “c'è la fotografia dell'anziano, in posa ieratica”. “E sotto la scritta: «N. 9-12-1926», la sua data di nascita. A fianco una scritta su un foglio, a mano, dove ci dovrebbe essere la data di morte: «M. Attendo. O decido. Rino B.». Come dire: mi affido al destino, oppure vedrò di darci da solo una mano.”
La moglie era morta nell’aprile del 2008, a 82 anni, e le sue spoglie erano state cremate. L’anziano, scrive l’Ansa, si è presentato ieri nel camposanto di Tombolo, portando a mano la pesante lapide, che poi ha sistemato in un loculo della tomba di famiglia, per una sepoltura preventiva con «sgarbo» coniugale.

martedì 28 settembre 2010

Divertente pubblicità sulla vita

L'esistenza umana in pochi secondi. Pubblicità diverte e stupenda. E' della Xbox. Complimenti ai creativi. La vita è un gioco che dobbiamo giocare nel tempo che ci è stato concesso!


lunedì 20 settembre 2010

Il futuro digitale della morte


Montecalvo non è una montagna del pianto dove vanno a disperarsi uomini alopecici con problemi di capelli. È solo un grazioso comune in provincia di Avellino, noto come Città del Pane e Paese natale di San Pompilio Maria Pirrotti. Di alopecia neanche l’ombra nell’etimo. La dizione precisa è Montecalvo Irpino. È una piccola cittadina campana a cui mancano 10 abitanti per raggiungere quota 4 mila anime di popolazione (a leggere i dati contenuti nella pagina di Wikipedia). Montecalvo ci offre lo spunto per parlare del futuro digitale della morte che è tra quei fenomeni interessanti e allo stesso tempo curiosi trattati nel saggio umoristico Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada.

Anche in un comune meridionale così piccolo, come Montecalvo Irpino, non poteva mancare l’innovazione informatica al servizio dei vivi e, perché no, anche dei cari estinti. Oltre al camposanto vero e proprio, quello classico per intenderci, è da poco attivo e ben funzionante anche un cimitero comunale virtuale.
Non c’è da stupirsi però più di tanto. Il camposanto on-line è un fenomeno che sta dilagando ormai in tutta Italia e nel mondo. Con un semplice clic da casa o dall’ufficio ed in qualsiasi parte del mondo fai visita al tuo caro defunto. Il tutto comodamente, velocemente, senza fatica, senza consumo di carboidrati, senza bisogno di spostarsi fisicamente da casa, prendere la macchina, fare il pieno di benzina, affrontare il traffico cittadino, spendere soldi per un fiore fisico, raggiungere a piedi la tomba di famiglia e sorbirsi gli occhi indiscreti della gente e dello stesso personale del camposanto.
L’indirizzo del camposanto virtuale di Montecalvo è facile facile: http://www.cimiteromontecalvo.it/
Il cimitero su internet, per come è strutturato e per la facilità di visita, rischia di fare una spietata concorrenza al camposanto tradizionale. L’on-line offre infatti più possibilità. Non ha orari di chiusura come quello fisico. È sempre aperto 24 ore su 24 e non ha custodi o vigilantes da pagare. L’affranto visitatore, quando vuole e liberamente, nello spazio virtuale dedicato al proprio caro estinto, può inserire un pensiero, una citazione, un ricordo, una preghiera, un cero acceso dal mouse, l'icona di un fiore di cui sentirà la fragranza soltanto chi lo ha messo. E' un odore personale.
Entrando nella homepage del sito, ti trovi di fronte una foto enorme del cimitero del paese e dei link che ti invitano a fare una VISITA, a leggere un NECROLOGIO, a richiedere la PUBBLICAZIONE DI UN NECROLOGIO, a farti un giro per i CIMITERI REGIONALI. Nelle pagine interne trovi l’elenco dei defunti dell’anno in corso e degli anni passati con le informazioni essenziali sulla data di nascita e su quella di morte con la relativa immagine della tomba fisica al cimitero tradizionale ed eventuale epitaffio o preghiera in suffragio.
Su IrpiniaNews, a proposito di www.cimiteromontecalvo.it/, leggiamo che “si tratta di un cimitero virtuale ove si celebra solo la vita e la speranza e soprattutto la memoria dei nostri cari tesori trapassati, affinché riecheggi silenziosa a livello globale, per non morire mai”.
L’autore dell’iniziativa dichiara a Irpinia News che “ci sarà sicuramente chi è avverso in modo istintivo verso un argomento così delicato come la morte che in fondo ci deve solo far riflettere dato che ci tocca tutti”. Da qui l’invito a visitare prima il sito che “parla solo di vita e di speranza” e a valutare l’utilità dei servizi prima di giudicare.
“Che li chiamiate necrologi, necrologie, annunci funebri, annunci funerari, avvisi di morte o obituaries - leggiamo sul sito - www.cimiteromontecalvo.it è l'unico sito che pubblica necrologi a livello locale. Da oggi è possibile per tutti pubblicare una necrologia, una partecipazione, un trigesimo, una ricorrenza o un anniversario, con una visibilità superiore a quella dei maggiori quotidiani nazionali.”

mercoledì 4 agosto 2010

Vita e morte, equo canone


Il costo della morte si adegua al costo della vita. Con la crisi economica, aumenta di tutto. Aumenta la frutta, aumenta la verdura, aumenta la carne, aumentano i vestiti, aumentano i furti. Ed aumentano anche i costi per chi ha la sfortuna affrontare di colpo – che ti fa venire un colpo! – le spese per un lutto: l’agenzia funebre, la bara, i fiori, i manifesti, la tomba, il trasporto, il disbrigo delle pratiche ecc. Un colpo al cuore e un attentato alla tasca.
Un aspetto, quello dei prezzi esorbitanti della morte, trattato con ironica leggerezza nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore agrigentino Raimondo Moncada.

Ad Agrigento, città che per la storia ha dato i natali a Luigi Pirandello, si è tanto discusso in questi giorni di una ordinanza del sindaco Marco Zambuto con cui sono state aumentate le tariffe per alcuni servizi funebri nei cimiteri cittadini di Bonamorone e di Piano Gatta. Ci informa Concetta Rizzo, sull’edizione del 31 luglio del Giornale di Sicilia, che sono raddoppiati i prezzi di inumazioni, traslazioni ed estumulazioni. “Il ‘ritocco’ alle tariffe – si legge nell’articolo – viene registrato dopo anni ed anni di stasi; una sorta di adeguamento, dunque, al costo della vita. Traslazione, inumazione e estumulazione passano, per salma, da cinque a quindici euro. Il costo per la tumulazione passa invece dai quindici euro di qualche settimana fa ai trenta euro di oggi; la tumulazione in semi-cappella sale da trentuno euro a quarantacinque euro, mentre per una cappella si passa da cinquanta euro a sessantacinque euro”. Leggiamo ancora sul Giornale di Sicilia che il costo del trasferimento della salma oltre i confini comunali da venti euro passa a cinquanta euro. Restano invariati i costi dei loculi: al cimitero di Bonamorone vanno da 366 a 513 euro, mentre quelli di Piano gatta vanno da 530 a 660 euro. “Il costo della vita non è più lo stesso rispetto a quando vennero varate le tariffe per i servizi cimiteriali oggi ritoccate – è la dichiarazione del sindaco Zambuto riportata dal Giornale di Sicilia -. Nessuno ha intenzione di vessare i cittadini, ma aumentando i costi di questi servizi si garantisce massima efficienza per delle operazioni di massima delicatezza”.

Bare in discarica abusiva di canne


Una discarica abusiva di bare o, come direbbero in Sicilia, di tabbuti. Vecchi cofani per niente ecologici e poco rispettosi dell’ambiente abbandonati nella natura come immondizia da irrispettosi cittadini. È quanto hanno scoperto i carabinieri di Ribera, ridente cittadina vicino Sciacca, in provincia di Agrigento, con la località balneare di Seccagrande presa d’assalto in questo periodo da spensierati vacanzieri vogliosi di vita e di divertimento.
Un aspetto, quello dello smaltimento dei rifiuti speciali e del rispetto per i nostri defunti, tra gli argomenti trattati con ironia nel libro-denuncia “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore agrigentino Raimondo Moncada.

I militari dell’Arma hanno sequestrato a Ribera, leggiamo nei resoconti della stampa, un’area di contrada Ciavolaro, appena fuori dal centro abitato, in prossimità della vecchia discarica utilizzata nei decenni scorsi dal comune per riporvi l’immondizia. I carabinieri hanno trovato carcasse di bare in legno, rivestimenti di zinco e resti di rifiuti cimiteriali come pezzi di marmo per lapidi con incisioni varie provenienti dal camposanto cittadino. I rifiuti cimiteriali, considerati rifiuti speciali, erano ammassati assieme a vecchi elettrodomestici in disuso, lastre di eternit, sedie di plastica, cisterne di amianto.
La macabra scoperta pare sia stata fatta a seguito della segnalazione di alcuni cittadini dopo avere visto scaraventare all’urbina materiale di vario genere in un grande vallone ricoperto di canne sulla strada rotabile San Leonardo che, diretta verso la traversa del fiume Magazzolo, passa sotto il cimitero.

giovedì 24 giugno 2010

Sesso protetto al cimitero


- Famolo strano!
- E tu fammi morire!
Un angolo appartato del cimitero, nel silenzio complice dei defunti, si può trasformare in un’ alcova a luci rosse dove lasciarsi andare agli istinti primordiali e fare sesso. Si, proprio così, sesso con tre esse. Un sito sacro ed inviolabile può diventare luogo di perdizione, di piacere, lontano da occhi indiscreti e protetti dall’omertà tombale. Succede anche questo come già si è appreso nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada. Quando la voglia si impossessa di te non c’è nulla da fare. Lo devi fare. E se il piacere non si impossessa di te perché l’istinto diventa abitudine, allora cerchi la trasgressione, anche quella forte, impossibile da concepire, come quello di farlo all’interno di un camposanto.
È quanto sarebbe accaduto all’interno del Camposanto di Sciacca, ridente cittadina in provincia di Agrigento, città di vacanze, di carnevale, di mare e di amore. A darne notizia è stata la stampa locale. Il telegiornale di Rmk (Tele Radio Monte Kronio) l’ha sparata nel sommario con un titolo inequivocabile: “Sesso al cimitero”. Il servizio della giornalista Noemi Tummiolo, ripreso dal portale di informazione Sciacca on Line ha illustrato cosa sarebbe avvenuto con l’ausilio delle immagini girate da un cameraman che è entrato nel luogo del misfatto, nel punto dove si sarebbe consumato un rapporto sessuale. Le immagini hanno mostrato la prova del tre per tre uguale nove: un preservativo usato e dei fazzolettini di carta usati gettati a terra, in un’area dove riposano tanti cari defunti.
“Non solo tombe profanate, atti di vandalismo e feste e festini dentro il cimitero di Sciacca. Adesso - si è detto nel servizio giornalistico - c'e' anche chi sceglie l'area cimiteraile come luogo dove consumare un rapporto sessuale. Non credeva ai suoi occhi una donna dopo essere giunta al cimitero per la consueta visita alla tomba della madre. Poco distante c'erano le tracce evidenti di un rapporto sessuale consumato verosimilmente proprio al cimitero. Un condom usato, fazzolettini disseminati per terra. L'area è quella dei loculi del Circolo L'Unione, in particolare il seminterrato".
A fare la scoperta è stata un’avvocatessa che ha scritto una lettera alla redazione per esprimere sdegno, rabbia e indignazione. “L'amara consapevolezza della barbarie umana - ha detto - ha lasciato spazio all'orrido disgusto. Voglio continuare a ritenere il cimitero ancora un luogo santo, nonostante la depravata fantasia perversa di certi sciagurati”.
Commenta poi la giornalista: “Riesce veramente difficile commentare un simile episodio. Ci sono stati in passato atti di vandalismo, tracce di sedute spiritiche, tombe profanate, feste e festini dentro il cimitero con tanto di cartoni della pizza e bottiglie di birra e altre bevande lasciate nei pressi delle tombe. Ma che si arrivasse a tanto, nessuno lo avrebbe immaginato”.

sabato 19 giugno 2010

Gabbiani attaccano familiari defunti


Una visita alle tombe dei nostri cari con casco protettivo. È diventato quasi obbligatorio per entrare al cimitero monumentale della Foce, a Imperia. Lo apprendiamo dal sito del giornale il Secolo XIX ed è una curiosità degna del saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi" dello scrittore Raimondo Moncada .
Il pericolo al cimitero della Foce non è rappresentato da fucilieri, da mafiosi che sparano, da bande di vandali che lanciano pietre, dai piccioni che si divertono in aria a bersagliare i sottostanti con proiettili di cacca perforante. No! Il pericolo sono i gabbiani, lontani parenti del leggendario gabbiano Jonathan Livingston. I gabbiani si sono impossessati degli spazi terra-aria del camposanto ligure tanto da non gradire presenze umane e disumane. Chi si azzarda a varcare il cancello del cimitero di Imperia rischia di essere puntato dal gabbiano di turno ed essere aggredito malamente, così come riportano le tante testimonianze raccolte dal giornale. I dolenti che non vogliono rischiare la pelle e piangere per le dolorose beccate, si portano dietro un casco integrale da motociclista, opportunamente omologato, che indossano per arrivare fino al luogo dove è sepolto il proprio caro.
Per avvertire del pericolo gli ignari visitatori, il custode del camposanto ha dovuto mettere un cartello in bell'evidenza all’ingresso dell'area sacra: "Attenzione, gabbiani aggressivi".
“Sono ormai settimane – scrive il Secolo XIX - che gli uccelli tengono in scacco l’area di via San Rocco, creando grande apprensione tra le persone che frequentano il monumentale per visitare i propri cari. Fino a quando, domenica, un’anziana è letteralmente scappata senza nemmeno recarsi sulla tomba di famiglia, inseguita da un enorme gabbiano”.
C’è chi, per difendersi, sta riesumando vecchi elmetti di quando il caro marito era militare o intere armature in acciaio inossidabile di quando lontani parenti facevano i cavalieri della tavolata rotonda. Ma un altro posto, i gabbiani non l'avevano per dimorare? Cosa ci trovano di così attraente? Un mistero. Forse che i gabbiani cimiteriali sono delle entità ultraterrene a guardia di non sappiamo cosa?
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