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sabato 29 settembre 2012

La morte più divertente nella storia del cinema

Come si fa a non ridere di fronte a questa morte? I social network hanno ribattezzato la scena che vi mostriamo come il peggior omicidio della storia del cinema. Il brano è tratto dal film turco Pareteci Kiz (Karate girl del 1974).
C’è una killer che fa il suo mestiere. Ha una pistola in mano e spara, spara e spara. Il bersaglio è un uomo che, raggiunto da una raffica di proiettili, non muore subito. Ci fa attendere. Ma grida, grida sempre con lo stesso urlo di dolore e si contorce, quasi coreografando la morte che lo aspetta nella mal riuscita finzione. Ai proiettili, poi, non corrispondono i buchi insanguinati nel corpo.
Da vedere, per avere dimostrazione di come un evento tragico come la morte - quando non ci tocca da vicino - possa suscitare ilarità come insegna il saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada.
Un cult!

giovedì 7 luglio 2011

Una bara per la vita, Corea lancia la moda

Non si bara. La notizia è vera. In Corea del sud è ormai diventata moda. Ed è boom! Non per un colpo di pistola. Ci si ficca dentro una bara di nudo legno per apprezzare con l’assaggio della morte il gusto della vita. La notizia viene riportata con un servizio video sul sito di Repubblica. Oltre 100.000 persone, viene detto, hanno già provato il brivido di di stare chiusi, sdraiati, nel buio e silenzioso cofano per 5 minuti. "Aiuta a riflettere sull'importanza della vita. E’ meglio della morte. La bara mi ha fatto riscoprire l’amore per me stesso e per la mia famiglia".
Con 300 dollari, il sudcoreano si toglie un peso, fa guadagnare le pompe funebri vitali e riscopre il piacere dell’esistenza. I fautori della bara in vita sostengono che con il funerale anticipato sparisce la depressione, si elimina lo stress e si migliora la produttività. La bara è sinonimo di felicità. Meglio della meditazione buddista zen. I sud coreani annunciano che a breve faranno anche l’esperienza della lettura collettiva del libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada perché, sostengono, sono ormai provati i poteri talismanici e perché mette di buonumore.

mercoledì 22 giugno 2011

Sasà Salvaggio, la morte che fa ridere



“Oggi non è più tra di noi la signora Spampinato, un colpo di vento se l'è portata via”. Si ride. La morte è anche comica. Anche se non dovrebbe. Lo dimostra Sasà Salvaggio in quello che può essere considerato una delle migliori pubblicità per “Ti tocca anche se ti tocchi”, il libro umoristico di Raimondo Moncada, edito dalla Csa Editrice, giunto alla terza edizione.
Sasà Salvaggio fa ridere il pubblico della popolare trasmissione “Insieme” di Antenna Sicilia parlando di defunti, onoranze funebri, carri mortuari, viaggi funebri di sola andata, calendari con bare sexy, funerali, nomi bizzarri di pompe funebri, aneddoti, stranezze di un al di là che, nell’al di qua ha fatto la ricchezza di tanti imprenditori del lutto. Il comico siciliano di Striscia la Notizia strappa più di un sorriso anche al conduttore Salvo La Rosa che dice: “Parlarne, porta bene!”.
Sasà Salvaggio, prima di far toccare, ricorda un detto siciliano: “Non c’è matrimonio dove non si piange e non c’è funerale dove non si ride”. Poi spara le sue gag raccolte dalla cruda realtà così come l'umorismo di "Ti tocca anche se ti tocchi". Rivolto agli anziani: “Andateci piano con il Viagra. È pericoloso. Un signore di 86 anni si è preso il Viagra ed è morto. Il referto medico: è venuto sul colpo. L’effetto del Viagra è continuato anche dopo la morte. I becchini hanno avito difficoltà a chiudere la bara”. Escursus poi sulle pubblicità delle onoranze funebri con slogan e frasi a dir poco esilaranti: “Dalla terra al cielo con mille euro!”, “Da noi, paghi due e prendi tre!”, “Non perdere tempo, acquista oggi il tuo futuro”, “Sei defunto? Noi ci mettiamo una pietra sopra!”. Sasà Selvaggio parla di di un cartello messo nei pressi del cimitero di Ribera: "Scusateci per i lavori in corso, stiamo cercando di rendere questo cimitero un luogo più vivibile”. E' toccato infine ai necrologi. Un avviso quasi piacevole: “A due anni dalla morte, lo ricordano con un immutato sentimento il figlio felice e la moglie Fortunata”. Un necrologio minaccioso: “Sei scomparso così all’improvviso che ci sembra quasi tu possa tornare da un momento all’altro. Noi tutti preghiamo: riposa in pace nei secoli dei secoli”. Quello che ha l'apparenza di un ringraziamento pubblicato su un giornale: “Dopo una vita trascorsa insieme, il Signore ti ha voluta con sé. Che Egli sia benedetto!”. Una esagerazione: “Da oggi riposa la signora Bellina, donna instancabile. Ha amato la vita, suo marito e tutto il paese”. Ed infine un annuncio funebre di uno che sembra uno studioso di grammatica italiana: “A dieci anni di distanza, la famiglia ricorda ancora il trapassato come fosse presente e così sarà per il futuro fino all’infinito”.
Grande Sasà!

domenica 20 febbraio 2011

La morte che fa ridere, scherzi divertenti

Un morto che fa ridere. Anzi un defunto che fa sganasciare dal ridere solo chi guarda il video di questo scherzo delle Pompe Funebri. Perché chi lo subisce è letteralmente terrorizzato. Chi lo vive in prima persona ha la morte addosso e tutto fa tranne che ridere perché la morte non fa ridere. Quando ti tocca, anche se hai dedicato un'intera vita a toccarti, tutto fai tranne che provarne gioia. Se ridi lo fai o perché sei fuori di testa o perché sono i nervi che sorridono da soli, in automatico, andando fuori controllo, a briglie sciolte. Ridi solo quando capisci che è uno scherzo, che è un gioco, che è una commedia, che è teatro, che è cabaret, che è una presa per il... Ridi quando c'è veramente da ridere come nel libro "Ti tocca anche se ti tocchi" di Raimondo Moncada.

venerdì 14 gennaio 2011

Il trionfo del tocco di "Ti tocca anche se ti tocchi"

Nuovo e divertente book trailer di "Ti tocca anche se ti tocchi" di Raimondo Moncada, il libro che fa morire da ridere. Le immagini sono tratte dal film “Babbaluci”, scritto e diretto dallo stesso autore. Il video rappresenta il trionfo del tocco e del ritocco!



Scrive l'umorista e scrittore Lino Buscemi nella recensione di "Ti tocca anche se ti tocchi" sul quotidiano La Repubblica: "C'è modo e modo di raccontare con spirito allegro un argomento che allegro non è. Le quasi 100 pagine del libro sono piene di sarcasmo e di comicità che mettono a nudo le immancabili ipocrisie ed i falsi comportamenti che emergono, in tutta la loro goffaggine (talvolta inconsapevole) prima, durante e dopo le onoranze funebri. Cosa c' è di più comico nel dire agli afflitti familiari di una persona morta per il diabete: «Che vita amara che ha avuto!», oppure «quanto ci mancherà la sua dolcezza!». Se poi il defunto è un grande invalido privo di braccia sembra quasi provocatorio riferire ai doloranti parenti che: «Non se ne stava mai con le mani in mano!» e, soprattutto, che era sua abitudine «dare una mano a tutti» e accogliere «tutti a braccia aperte». C'è dell'altro ma non vogliamo privarvi di gustare fino in fondo un testo scritto da un uomo che ama l'arte, la musica, la scrittura e quindi... la vita. Alla faccia dei menagramo".

mercoledì 17 novembre 2010

Comprare una bara a rate porta fortuna

Vendere una bara. A qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo. Pure in comode rate, sessanta per la precisione. A Napoli. A persone che sono vive e vegete. Per strada. A uomini che si toccano contro il malaugurio incontrando un indiscreto commerciante di cofani. È una delle scene di “Così parlò Bellavista” il film commedia del 1984, tratto dal romanzo omonimo, sceneggiato e diretto da Luciano De Crescenzo. La vendita di una bara, l’affare proposto in uno dei vicoli di Napoli, diventa una delle tante riflessioni filosofiche sulla vita e sulla morte, sulla fortuna e sulla sfiga, del professore Luciano de Crescenzo. "Comprare una bara a rate - afferma il commerciante funebre - porta fortuna!"

lunedì 15 novembre 2010

Monty Python, pompe funebri ridicolizzate

Le pompe funebri ridicolizzate dai Monty Python, storico gruppo comico inglese, attivo dal 1969 al 1983. Il gruppo, costituito da Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin, non si poneva limiti. Non si fermava davanti a niente. Tutto diventava oggetto di satira. Anche l’evento morte è stato trattato alla stessa stregua. Un evento luttuoso diventava spunto per uno scheck comico, anche di pessimo gusto con battute su cadaveri cotti con patate. Ecco di seguito un brano di uno show trasmesso nel Regno Unito dalla BBC.

giovedì 11 novembre 2010

Festeggiamenti funebri!

Ole! Ole! Ole! Sorridere oltre. Arrivare nell'aldilà a 32 denti e con il labbro allargato.
Bastardi si nasce. Bastardi dentro non si diventa. Bastardi dentro bisogna esserlo per Dna. Altrimenti certe cose non si potrebbero fare. Come non si potrebbe festeggiare un amico, un parente, nel giorno del suo funerale. Olè! Olè! Olè!

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