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sabato 20 ottobre 2012

Superclassifica show con le canzoni pop da funerale


C’è anche una hit delle canzoni da funerale. Non ci facciamo proprio mancare nulla quando siamo nella sofferenza, così come ci insegna l’intramontabile ed eterno saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada. Accade in Inghilterra dove per sottofondo al lutto e come ultimo accompagnamento al caro estinto esiste una sorta di playlist di musiche di cui non si può fare proprio a meno come colonna sonora al proprio dolore. 
Il primo nella classifica di gradimento è Frank Sinatra con “My way”. L’italiano Andrea Bocelli, con “Time to say goodbye” cantata con Sarah Brightman, si piazza al secondo posto.  
Apprendiamo dell'esistenza della hit dal sito Fun Week da cui attingiamo a piene mani.
La cosa curiosa è che non c’è solo la musica classica, con i vari requiem alla Mozart. C'è tanta musica moderna. Il pop va col vento in poppa. Nella top 20 delle canzoni più gettonate come colonna sonora delle esequie, troviamo al quinto posto Robbie Williams con “Angels”, al sesto i Westlife con 'You raise me up'. I Westlife li ritroviamo anche in 19° posizione con “Flying without birds”. Al 9° posto c’è Celine Dion con “My heart will go on”. Scala posizioni su posizioni il recente successo di Adele. È già al 22° posto del gradimento nei riti funebri il suo “Someone like you”.
C'è anche, evidenzia Fun Week, chi apprezza la grinta di Tina Turner (all'11° posto con "The best") e chi si rifugia nella classica "I will always love you" di Whitney Houston.

mercoledì 3 ottobre 2012

Fenomeno Facebook, tanti "mi piace" a post di morte


Agli utenti di Facebook piace di tutto. Piacciono anche le notizie di morte. Più le notizie sono dolorose e più hanno riscontro. È l’impatto emotivo quello che conta.
Il fenomeno è dovuto a un meccanismo insito nel sistema del social network più famoso al mondo. Sotto ogni notizia postata dagli amici, Facebook offre tre opzioni: “Mi piace”, “Commenta”, “Condividi”.  Quando un utente si trova davanti a notizie del tipo “È morto tizio”  “È scomparso Caio” sono due le possibilità. O la ignori oppure sei costretto a mettere “Mi piace”. La cosa bella è che, per solidarietà, si notano molti click su “Mi piace” con condivisione della notizia luttuosa sul proprio profilo la notizia. Ignorare e passarci sopra è diventato segno di insensibilità. 
Un fatto curioso come tanti altri che abbiamo imparato a conoscere nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”. 

martedì 17 luglio 2012

La morte su Repubblica, da Campanile a Moncada


Ti tocca anche se ti tocchi ancora su “La Repubblica”. Dopo la recensione di Lino Buscemi, il quotidiano cita il libro umoristico di RaimondoMoncada in un lungo articolo pubblicato oggi a firma di Gabriello Montemagno dal titolo: “Il lungo addio al caro estinto: come parlare di morte senza mainominarla”. Al tema dei temi, vengono dedicate due pagine nell’edizione siciliana del giornale nella sezione “Società, spettacoli, cultura e sport”. GabrielloMontemagno cita nel pezzo diversi grandi autori e personaggi, a cominciare dal grande umorista italiano Achille Campanile (“Benché si sappia con certezza che tutti dobbiamo morire, pure tutti restano sorpresi del fenomeno”). Achille Campanile, dice Montemagno, "sublimò la sua ossessione per la morte in irresistibili scenette". “Di questo evento naturale, aggiunge, se ne fece interprete in quasi tutte le sue opere”.
Nell’articolo apparso su Repubblica, c’è spazio per Bertolt Brecht, Claudio Magris, Kierkegaard, George Steiner, William M. Thackeray, il principe Giuseppe Alliata di Villafranca, Francis Carco e “quello stravagante barone di Canicattì Agostino la Lomia, burlone e scialacquatore conosciuto negli anni Sessanta, che undici anni prima di morire volle celebrare il suo funerale laico, convocando al cimitero amici e nemici con regolare necrologio sui quotidiani”. “Era per lui – dice Gabriello Mantemagno – un atto scaramantico, perché la sua fiolosofia era quella del carpe diem e non certo quella cistercense del memento mori. Il barone era infatti superstizioso, e portava sempre al collo un amuleto ch’egli chiamava ‘occhio apotropaico’, che lo avrebbe reso immune dalla morte. Ma questa arrivò anche per lui (1978), dando ragione a quel libretto di Raimondo Moncada intitolato ‘Ti tocca anche se titocchi’”. 

giovedì 7 luglio 2011

Una bara per la vita, Corea lancia la moda

Non si bara. La notizia è vera. In Corea del sud è ormai diventata moda. Ed è boom! Non per un colpo di pistola. Ci si ficca dentro una bara di nudo legno per apprezzare con l’assaggio della morte il gusto della vita. La notizia viene riportata con un servizio video sul sito di Repubblica. Oltre 100.000 persone, viene detto, hanno già provato il brivido di di stare chiusi, sdraiati, nel buio e silenzioso cofano per 5 minuti. "Aiuta a riflettere sull'importanza della vita. E’ meglio della morte. La bara mi ha fatto riscoprire l’amore per me stesso e per la mia famiglia".
Con 300 dollari, il sudcoreano si toglie un peso, fa guadagnare le pompe funebri vitali e riscopre il piacere dell’esistenza. I fautori della bara in vita sostengono che con il funerale anticipato sparisce la depressione, si elimina lo stress e si migliora la produttività. La bara è sinonimo di felicità. Meglio della meditazione buddista zen. I sud coreani annunciano che a breve faranno anche l’esperienza della lettura collettiva del libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada perché, sostengono, sono ormai provati i poteri talismanici e perché mette di buonumore.

sabato 14 maggio 2011

Torino litiga per "Ti tocca anche se ti tocchi"


Ti Tocca alla ventiquattresima edizione della prestigiosa Fiera del Libro di Torino. Tra i volumi in esposizione c’è ancora una volta il libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada, nella sua terza edizione. Fino a lunedì 16, ogni giorno, è possibile andare al Lingotto Fiere per un bagno di cultura e di risate.

Per trovare, toccare, sfogliare, leggere, rubare con gli occhi il contenuto di “Ti tocca anche se ti tocchi” dovete recarvi nello stand di "Piazza Italia"
nel Padiglione 1 - E44 F43 area CSA Editrice. Oppure presso lo stand della Regione Calabria nell’Oval – Padiglione Italia, stand X54 area CSA Editrice. Per l’attrazione del Salone Internazionale del Libro di Torino, dal primo giorno di apertura, si segnalano resse in Via Nizza 280. C’è chi fa a spintoni per toccarlo.

mercoledì 4 maggio 2011

Bin Laden, il segreto dei Navy Seals




Dopo il blitz dei Navy Seals in Pakistan contro “l’Inafferrabile Simbolo del Male”, sono schizzate alle stelle le vendite del libro “Ti tocca anche se ti tocchi”. La C.S.A. Editrice, che nel 2009 ha pubblicato l’opera, è stata costretta a ristampare una nuova edizione per soddisfare le incredibili richieste provenienti da tutto il pianeta. Il libro di Raimondo Moncada, secondo le ultime indiscrezioni, pare sia stato usato dai Navy Seals nel durissimo training psicologico che ha portato, con inaspettato successo, a rintracciare il covo di Osama Bin Laden.
- Non ci credevamo più! Ci guardavamo negli occhi e ci dicevamo: non lo prendiamo più. Tocca a tutti tranne che a lui. Ma un giorno ci è capitato tra le mani ‘Ti tocca anche se ti tocchi’. È stato il momento della svolta. Il libro ci ha dato la forza per andare avanti, per superare momenti di grande sconforto. Ci siamo toccati e ci siamo detti: ci riusciremo!

Negli Stati Uniti d'America, che hanno festeggiato la morte del leader di Al Qaeda con manifestazioni di giubilo, è intanto scoppiata la “Seal mania”. Per la prossima settimana, è stata pure annunciata l'uscita a tempi di record del libro di Howard Wasdin dal titolo “Seal Team Six”, una sorta di dietro le quinte che racconta il rigoroso addestramento dell'elite militare americana, le rigide selezioni per entrare nel corpo speciale, i duri combattimenti, le scaramanzie messe in atto contro la sfiga, le pagine più lette del libro “Ti tocca anche se ti tocchi”. L’opera è già indicata come un best-seller.
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