sabato 26 giugno 2010

Defunti verdi e cimiteri ecologici


I cimiteri tradizionali sono da radere al suolo, da rottamare. Sono troppo inquinanti. Ecco che dall’Australia arriva una idea rivoluzionaria: i camposanti ecologici a zero emissioni senza tombe e defunti verdi. È a Sidney che si pratica la sepoltura pulita, che rispetta la natura sia in vita che oltre la morte. La soluzione è quella di realizzare aree cimiteriali solo con praterie verdi, senza lapidi, né tombe gentilizie formato grattacielo o villa al mare. La rivoluzione è stata possibile seguendo un’intuizione contenuta nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada che, nel divertente libro, tratta anche la questione della carenza cronica di spazi nei cimiteri con i defunti costretti ad aspettare il turno giorni e giorni prima di avere dimora eterna. In Australia comincia a prendere piede l’uso del Gps. Grazie a questo sistema tecnologico satellitare, le salme opportunamente trattate, vengono messe sotto terra, senza alcun segno di riconoscimento sopra. Niente lapidi, niente cippi, niente cartelli, niente targhette, niente foto, niente televisori, niente segnali del tipo: "Qui giace". Niente di niente. All’atto dell’inumazione, il Gps registra la posizione esatta dell’ecodefunto interrato per poi localizzarlo successivamente al momento della visita parenti. Al cimitero, con questo sistema, si può fare anche il pic-nic tanto è ecologico e pulito.
Il camposanto ecologico a impatto zero è il St. Francis Field, presso il cimitero di Kemps Creek nella periferia ovest di Sydney. L’ecocimitero ha una capienza attuale di 300 ecodefunti. Tutto all’interno del cimitero è ecologico: dalle bare biodegradabili, costruite senza l’impiego di sostanze chimiche nocive, al processo di preparazione alla morte della salma che avviene senza l’utilizzo di conservanti e disinfettanti, contribuendo così al riciclaggio naturale.

giovedì 24 giugno 2010

Sesso protetto al cimitero


- Famolo strano!
- E tu fammi morire!
Un angolo appartato del cimitero, nel silenzio complice dei defunti, si può trasformare in un’ alcova a luci rosse dove lasciarsi andare agli istinti primordiali e fare sesso. Si, proprio così, sesso con tre esse. Un sito sacro ed inviolabile può diventare luogo di perdizione, di piacere, lontano da occhi indiscreti e protetti dall’omertà tombale. Succede anche questo come già si è appreso nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada. Quando la voglia si impossessa di te non c’è nulla da fare. Lo devi fare. E se il piacere non si impossessa di te perché l’istinto diventa abitudine, allora cerchi la trasgressione, anche quella forte, impossibile da concepire, come quello di farlo all’interno di un camposanto.
È quanto sarebbe accaduto all’interno del Camposanto di Sciacca, ridente cittadina in provincia di Agrigento, città di vacanze, di carnevale, di mare e di amore. A darne notizia è stata la stampa locale. Il telegiornale di Rmk (Tele Radio Monte Kronio) l’ha sparata nel sommario con un titolo inequivocabile: “Sesso al cimitero”. Il servizio della giornalista Noemi Tummiolo, ripreso dal portale di informazione Sciacca on Line ha illustrato cosa sarebbe avvenuto con l’ausilio delle immagini girate da un cameraman che è entrato nel luogo del misfatto, nel punto dove si sarebbe consumato un rapporto sessuale. Le immagini hanno mostrato la prova del tre per tre uguale nove: un preservativo usato e dei fazzolettini di carta usati gettati a terra, in un’area dove riposano tanti cari defunti.
“Non solo tombe profanate, atti di vandalismo e feste e festini dentro il cimitero di Sciacca. Adesso - si è detto nel servizio giornalistico - c'e' anche chi sceglie l'area cimiteraile come luogo dove consumare un rapporto sessuale. Non credeva ai suoi occhi una donna dopo essere giunta al cimitero per la consueta visita alla tomba della madre. Poco distante c'erano le tracce evidenti di un rapporto sessuale consumato verosimilmente proprio al cimitero. Un condom usato, fazzolettini disseminati per terra. L'area è quella dei loculi del Circolo L'Unione, in particolare il seminterrato".
A fare la scoperta è stata un’avvocatessa che ha scritto una lettera alla redazione per esprimere sdegno, rabbia e indignazione. “L'amara consapevolezza della barbarie umana - ha detto - ha lasciato spazio all'orrido disgusto. Voglio continuare a ritenere il cimitero ancora un luogo santo, nonostante la depravata fantasia perversa di certi sciagurati”.
Commenta poi la giornalista: “Riesce veramente difficile commentare un simile episodio. Ci sono stati in passato atti di vandalismo, tracce di sedute spiritiche, tombe profanate, feste e festini dentro il cimitero con tanto di cartoni della pizza e bottiglie di birra e altre bevande lasciate nei pressi delle tombe. Ma che si arrivasse a tanto, nessuno lo avrebbe immaginato”.

sabato 19 giugno 2010

Gabbiani attaccano familiari defunti


Una visita alle tombe dei nostri cari con casco protettivo. È diventato quasi obbligatorio per entrare al cimitero monumentale della Foce, a Imperia. Lo apprendiamo dal sito del giornale il Secolo XIX ed è una curiosità degna del saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi" dello scrittore Raimondo Moncada .
Il pericolo al cimitero della Foce non è rappresentato da fucilieri, da mafiosi che sparano, da bande di vandali che lanciano pietre, dai piccioni che si divertono in aria a bersagliare i sottostanti con proiettili di cacca perforante. No! Il pericolo sono i gabbiani, lontani parenti del leggendario gabbiano Jonathan Livingston. I gabbiani si sono impossessati degli spazi terra-aria del camposanto ligure tanto da non gradire presenze umane e disumane. Chi si azzarda a varcare il cancello del cimitero di Imperia rischia di essere puntato dal gabbiano di turno ed essere aggredito malamente, così come riportano le tante testimonianze raccolte dal giornale. I dolenti che non vogliono rischiare la pelle e piangere per le dolorose beccate, si portano dietro un casco integrale da motociclista, opportunamente omologato, che indossano per arrivare fino al luogo dove è sepolto il proprio caro.
Per avvertire del pericolo gli ignari visitatori, il custode del camposanto ha dovuto mettere un cartello in bell'evidenza all’ingresso dell'area sacra: "Attenzione, gabbiani aggressivi".
“Sono ormai settimane – scrive il Secolo XIX - che gli uccelli tengono in scacco l’area di via San Rocco, creando grande apprensione tra le persone che frequentano il monumentale per visitare i propri cari. Fino a quando, domenica, un’anziana è letteralmente scappata senza nemmeno recarsi sulla tomba di famiglia, inseguita da un enorme gabbiano”.
C’è chi, per difendersi, sta riesumando vecchi elmetti di quando il caro marito era militare o intere armature in acciaio inossidabile di quando lontani parenti facevano i cavalieri della tavolata rotonda. Ma un altro posto, i gabbiani non l'avevano per dimorare? Cosa ci trovano di così attraente? Un mistero. Forse che i gabbiani cimiteriali sono delle entità ultraterrene a guardia di non sappiamo cosa?

Furti di membri preziosi nei cimiteri


C’è chi, disperato, si reca al cimitero anche per rubare membri, dopo una vita trascorsa a guardare gli altri divertirsi. È quanto ha anticipato Raimondo Moncada nel suo saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi", operano bande specializzate in furti con destrezza, con i componenti abili a distrarre le salme con allucinogeni, con barzellette, con immagini hard o con finte promesse.
Sul camposanto di Staglieno, da quanto apprendiamo dal portale dell'agenzia Ansa, c'è un’inchiesta dei carabinieri della Compagnia di Portoria di Genova scattata in seguito a una denuncia anonima fatta un mese fa dove l’anonimo denunciatore ha denunciato furti di protesi e denti d'oro, ma anche di monili e arredi di marmo durante la riesumazione delle salme dopo i vent'anni dalla sepoltura. Gli inquirenti hanno così fatto partire gli accertamenti che sono ancora allo stato embrionale. I reati ipotizzati vanno dal vilipendio di tombe alla sottrazione, distruzione e soppressione di cadavere, dal peculato al furto di arredi di interesse storico ed artistico. Tutto sarebbe avvenuto, secondo quanto preliminarmente ipotizzato, nella sala lavori del cimitero, dove i resti riesumati dopo i vent'anni trascorsi dalla sepoltura, sarebbero stati spogliati di tutto ciò che potesse fruttare del denaro: dalle dentiere alle protesi ortopediche, dall'oro ai gioielli. I materiali sottratti sarebbero stati poi nascosti negli armadietti in attesa di essere rivenduti.
Altri dettagli li leggiamo sul sito del Corriere: “Tutto il materiale era selezionato, stoccato e rivenduto. Le protesi dentali, se non d'oro, erano piazzate su un mercato nero di cui persino i carabinieri ignoravano l'esistenza. Dalle protesi ortopediche, gli «sciacalli» ricavano le leghe pregiate ed il metallo raro, come il titanio, che riuscivano a rivendere senza problemi. La stessa fine faceva l'alluminio delle bare che venivano svuotate, pressate e rivendute a peso”.
Attendiamo l’esito finale delle indagini e poi vi sapremo dire il resto.

venerdì 18 giugno 2010

Estetico dei morti licenzia becchino


Cadaveri sempre più belli e gradevoli alla vista. Non solo i vivi ma anche i morti hanno il problema dell’apparire. L’estetica per le salme è diventato una questione di vita o di morte. Alla fine ha avuto ragione la previsione dello scrittore Raimondo Moncada nel suo saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”.
La regione Campania fa da battistrada in questa rivoluzione di civiltà. Il vecchio e romantico becchino verrà sostituito da una figura professionale sempre più moderna e al passo con i tempi. Dal prossimo anno arriva l’operatore del sevizio di tanatoprassi che avrà il compito di curare la cosmesi del cadavere oltre che essere preparato professionalmente sulle norme igienico-sanitarie nei cimiteri. I camposanti cittadini potranno insomma contare su un vero e proprio "estetista del defunto" con tanto di truccatore, massaggiatore, parrucchiere e sarto. Il nuovo becchino, o meglio il tanatopratico, o meglio l’estetista salmastro, si preparerà apprendendo tutte le tecniche di “imbellimento” del cadavere grazie ad un apposito corso teorico e pratico patrocinato dalla Regione Campania.

Il Corriere del Mezzogiorno, nel riportare la notizia, dà “per scontati gli inevitabili scongiuri di quanti leggeranno quest’articolo (inevitabilmente un po’ macabro)" e da "atto alla passata giunta regionale di aver tentato di mettere ordine nella complessa materia funeraria in Campania”. “Tanto da aver creato – ricorda - la singolare figura del consulente ai funerali con un’avvocatessa che ebbe l’incarico di esprimere un parere sulle norme in materia”.
“A mettere ordine nel settore pompe funebri – leggiamo ancora sul Corriere del Mezzogiorno - ci hanno provato in tanti, in maniera bipartisan. Così nel giugno dell’anno scorso la Regione ha deliberato corsi di formazione professionali per il personale delle imprese funebri. Dal direttore tecnico delle imprese fino all’operatore del servizio di tanatoprassi. Anche questa volta però non mancano gli aspetti curiosi. Se infatti appare perfettamente logico e di buon senso che il becchino del terzo millennio debba apprendere le «nozioni igienico sanitarie nell’ambito della trattazione dei cadaveri e dell’attività cimiteriale», più singolare è giustificare la perizia che il necroforo dovrà avere nei «vari tipi di trattamento per la cosmesi del cadavere». Dovrà infatti apprendere tutte le caratteristiche di imbellettamento della salma con apposito corso teorico pratico”.

Il programma completo del corso lo leggiamo sul sito dell’Assoform di Casoria in provincia di Napoli.
Contenuti del corso:
"L’operatore dei servizi di tanatoprassi svolge attività di preparazione delle salme al rito delle onoranze funebri. I corsi sono rivolti agli operatori dell’attività cimiteriale e permettono l’acquisizione del previsto titolo professionale, indispensabile per poter accendere un corretto rapporto di lavoro con imprese funebri. Il presente percorso formativo risponde a quanto stabilito dalla Legge Regionale 24 novembre 2001, n. 12 “Disciplina ed armonizzazione delle attività funerarie” ed in particolare dell’art. 7, che prevede l’istituzione di appositi corsi professionali per operatori funerari e cimiteriali, allo scopo di migliorare le competenze professionali di coloro che operano o che intendono operare in questo settore.
Per chi fosse interessato a fare il truccatore delle salme ecco alcune informazioni utili per accedere al corso di operatore dei servizi di tanatoprassi".

Requisiti d'accesso:
Licenza Media

Durata complessiva:
400 ore

Programma didattico:
- Moduli di Base
- Elementi normativi di base
- Nozioni igienico-sanitarie nell’ambito della trattazione dei cadeveri
- Nozioni igienico-sanitarie nell’ambito dell’attività cimiteriale
- Caratteristiche dei vari tipi di trattamento per la conservazione di cadavere
- Caratteristiche dei vari tipi di trattamento per la cosmesi del cadavere
- Rapporti con i dolenti e con il pubblico

domenica 6 giugno 2010

Il caro estinto, l'umorismo di Waugh


“Il caro estinto”. È il titolo del libro del celebre scrittore umorista inglese Evelyn Arthur Waugh edito in Italia da Bompiani.
Evelyn Arthur Waugh è conosciuto per i suoi romanzi satirici come Declino e caduta, Scoop, Una manciata di polvere, Corpi vili. Molte delle sue opere graffiano l'aristocrazia inglese e l’alta società della sua epoca con una satira implacabile che non lascia scampo, raggiungendo toni di amara comicità.
L’argomento de “Il caro estinto” è lo stesso affrontato umoristicamente dallo scrittore italiano Raimondo Moncada nella sua opera satirica “Ti tocca anche se ti tocchi” dove si mettono a nudo le ipocrisie di una società che mette in scena il dolore suscitando involontaria ilarità su un argomento tabù qual è la morte.
Ma di cosa parla esattamente il “Caro estinto” (The Loved One)? Quali i contenuti dell'opera?
Lo leggiamo dal sito della libreria Rizzoli.
Dopo una disastrosa esperienza a Hollywood come sceneggiatore, il poeta Dennis Barlow è costretto a impiegarsi in un cimitero per animali domestici. Ma è in occasione del funerale di un amico suicida che Dennis scopre i "Boschetti Mormoranti", una singolare organizzazione funeraria finalizzata a rendere graziosa la morte, quasi fosse una vecchia signora imbellettata. Tutti ai "Boschetti Mormoranti" sanno come rendere presentabile, addirittura bello, un cadavere. In questo clima di macabra gaiezza, Dennis si innamora di Aimée Thanalogenos, una delle estetiste del cimitero, la quale però è indecisa tra il fascino del giovane corteggiatore e l'incanto imbalsamatorio del suo capo (che per conquistarla le invia per gli estremi ritocchi cadaveri sorridenti!). Un grande umorista inglese alle prese con il paradosso della società americana, che vanamente tenta di esorcizzare con un maniacale culto delle sepolture la propria paura della morte.

Funerali con sconti divertenti


Uno sconto di 400 euro sul funerale che verrà. È l’allettante offerta del consorzio di onoranze funebri di Bari Funeral Center, lanciata con una divertente campagna promozionale che ha come slogan “Un servizio che ti stende”. La morte, insomma, si rende conveniente ed ha la capacità di far ridere, così come ci ha dimostrato lo scrittore Raimondo Moncada nel suo libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”.
In questi giorni non si parla d’altro a Bari, dove viene distribuito un volantino di quattro pagine nelle strade, nelle piazze, nei negozi e nelle cassette dei baresi. C'è una città sommersa di risate. Il volantino funebre non invita a morire, ma offre una interessante convenienza per quando verrà l’ora del trapasso non disdegnando a dare utili consigli per vivere a lungo e bene. Leggiamo sul pezzo di Barisera.it, a firma di Francesco Petruzzelli, che il consorzio funebre Funeral Center “offre 400 euro di sconto sull’intero importo dei prezzi di listino – da utilizzare fino al ‘fatidico momento’ – per chi entro il 30 dicembre 2010 contatta l’agenzia funebre con la possibilità anche di finanziamenti. La formula è stata ribattezzata con tanto di lapide (ovviamente) R.i.p, acronimo di rateizza il pagamento”.
A ideare la campagna pubblicitaria, è stata la Promostudio di Luca Rutigliano. “E’ un modo – spiega Rutigliano a Barisera – per sdrammatizzare l’idea della morte. Ovviamente non la auguriamo a nessuno, anzi diamo anche dei consigli per evitarla. Il nostro concetto si basa sulla morte naturale. Sapevamo che con questo volantino in molti si sarebbero grattati, ma almeno strappiamo anche una risata”.
Sono stati stampati in tipografia 150 mila volantini, e fra poco dovrebbero arrivare anche grandi manifesti murali 6 metri per 3 che a vederli, alla guida di un’auto o di una moto, rischi di finire male occupando entranbe le mani col grattamento.
Lo studio pubblicitario pensa anche di realizzare uno spot televisivo.
“Non avevamo altri mezzi per farci conoscere – spiega sempre al giornale barese uno dei titolari dall’agenzia funebre, Marco Trani -. Questo è un mercato molto agguerrito e si va avanti col passaparola. E’ difficile fare promozione sulla morte”. Nei primi 5 giorni dall’avvio del volantinaggio centinaia le telefonate giunte all’agenzia. In molti ci hanno fatto i complimenti. Già 20 persone hanno prenotato i 400 euro di sconto. La spesa per un funerale non si può programmare. Quando arriva ti coglie impreparato e lo sconto i parenti del defunto lo chiedono sempre”.
Il giornalista Francesco Petruzzelli, dopo avere esordito evidenziando che “durante la lettura dell’articolo sono ammessi scongiuri, cornetti e ‘toccatine’ al ferro o alle parti basse…”, chiude simpaticamente il servizio invitando i suoi lettori di lasciar perdere le ‘toccatine’. “Ora le mani – dice – si possono usare per sfogliare il giornale”.
La campagna promozionale, ci riferisce il giornalista, è diventata in pochi giorni un vero e proprio caso a Bari, “da consegnare e da raccontare ai posteri per chi – è proprio il caso di dirlo – vivrà più a lungo…”
“Una volta c’erano – ci fa riflettere Petruzzelli - gli sconti per andare in vacanza, quelli per comprare un condizionatore, ma gli sconti da funerale non si erano mai visti”.
Ne ha parlato ampiamente Raimondo Moncada nel suo saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dove c’è un intero capitolo dedicato alla pubblicità funebre divertente e altre pagine dense di singolari curiosità funebri.

giovedì 3 giugno 2010

Moto funebri per defunti esigenti


C’è anche il primo carro funebre a due ruote. E sarebbe il primo esemplare del genere nella storia dei trasporti. Una bella notizia per i defunti esigenti o per i familiari che decidono di fare cosa gradita al proprio caro estinto. Un’azienda di pompe funebri gestita da un ingegnere meccanico di Auckland, in Nuova Zelanda, ha avuto la singolare idea di trasformare una Harley Davidson in un carro funebre o più precisamente in un veicolo da trasporto funebre. La moto funebre è capace di trasportare fino a 440 libbre, ovvero 200kg, di cassa da morto.
È una curiosità di cui siamo venuti a conoscenza, assieme alla foto che vi mostriamo, grazie a Yahoo Auto e che allunga l’elenco di fatti strani e divertenti raccontati dallo scrittore Raimondo Moncada nel suo libro umoristico dal toccante titolo “Ti tocca anche se ti tocchi”.
È un’idea che Yahoo Auto definisce più che agghiacciante e di cattivo gusto, affermando che si ha difficoltà a inserirla nell'elenco del kitsch o in quello dei fuori di testa.
Il meccanico, con un geniale tocco di creatività, ha preso una Harley Davidson e l’ha allungata come un elastico, rinforzando il nuovo telaio e inserendo dei doppi comandi. La moto funebre, che si presenta con due manubri, richiede l’intervento di due guidatori, uno di davanti e uno di dietro. Il pilota anteriore direziona il mezzo intervenendo sulla forcella. Il pilota posteriore comanda cambio e acceleratore.
Il passeggero – e solo lui – viene fatto alloggiare alla base del telaio, tra un pilota e l’altro. La propulsione, ci informa sempre Yahoo Auto, è affidata ad un motore Harley Davidson da 1340cc, dotato di puleggia maggiorata per accorciare i rapporti e aumentare la coppia motrice, elemento necessario per spostare la massa di moto e bara.
La forma e le modanature della cassa, pensiamo, contribuiscono ad aumentare l’effetto aerodinamico della moto funebre. Per il passeggero defunto, specie se in vita è stato un motociclista o un’amante della due ruote, sarà un’esperienza mozzafiato memorabile, che difficilmente si potrà dimenticare: un’ultima volta in giro su una moto, all’aria aperta e ad alto tasso d’adrenalina.

mercoledì 2 giugno 2010

Fiori morti al cimitero, divieti lacrimevoli


Sono peggio delle sigarette. I fiori vivi fanno male: inquinano i cimiteri e nuocciono gravemente alla salute dei cittadini vivi. Chi li introduce nei camposanti rischia multe salate e sanzioni lacrime e sangue. Accade a Bacoli, cittadina in provincia di Napoli. I fiori nel camposanto di Bacoli nel periodo estivo non possono essere freschi ma, pensiamo, possono solo essere finti, plastificati, virtuali, disegnati oppure mosci, appassiti, senza petali, morti. La freschezza vegetale è vietata da un provvedimento del responsabile del Settore X del Comune napoletano “Visibilità e Servizio Cimitero” Giovanni Capuano. E' per ragioni igieniche e di salute pubblica. I fiori freschi possono far morire i parenti degli ospiti del luogo santo.

Il testo si può consultare direttamente sul sito del Comune di Bacoli, mentre altre notizie curiose dello stesso genere si possono leggere nel libro umoristico di Raimondo MoncadaTi tocca anche se ti tocchi”.

Il provvedimento del dirigente del Comune di Bacoli “diffida i cittadini dall'introdurre fiori freschi nel Cimitero Comunale per il periodo estivo e precisamente dall’1 giugno al 31 agosto 2010”.
Ma perché un divieto del genere contro una consuetudine, contro un gesto così sentito? Il motivo è spiegato nella prima parte del provvedimento. Eccolo: “
“Premesso che durante i mesi estivi, con l’innalzarsi della temperatura, è necessario porre in essere provvedimenti tesi alla prevenzione di fenomeni di inquinamento, nocivi per la salute dei cittadini;
che la presenza di fiori freschi nel Cimitero Comunale rappresenta una potenziale causa di inquinamento, per la rapida decomposizione determinata dal caldo intenso;
Atteso la necessità di un intervento di sospensione della introduzione di fiori freschi, limitatamente al periodo estivo ed in conformità ai provvedimenti attuati negli anni precedenti”.
Guai a fare i furbi. Chi si azzarda a introdurre i fiori freschi al cimitero da portare al proprio caro defunto, sarà severamente rimproverato e sanzionato fino alle lacrime. Il dirigente del settore cimiteriale chiede espressamente al personale del camposanto cittadino, al comando della Polizia Municipale e al presidio sanitario di Bacoli di attuare le disposizioni della diffida. E per i fiori che crescono spontaneamente nelle aiuole, nelle aree a verde del cimitero come la mettiamo?
Intanto, cominciano a fioccare i malumori e le proteste di cittadini e di associazioni quasi increduli. Prende posizione Noiconsumatori.it che nel proprio sito ufficiale pubblica il proprio punto di vista. “Un delibera assurda che non è utile nè funzionale per la cittadinanza - spiega l’avvocato Angelo Pisani, Presidente dell’associazione NoiConsumatori.it -. Come fanno dei fiori freschi ad inquinare? Le piante sono risorse naturali che non possiedono alcun agente capace di recare danno all’ambiente ed alla salute pubblica, anzi semmai è il contrario. Vietare una consuetudine antica come quella di omaggiare i propri cari estinti è immorale. La cosiddetta delibera anti-inquinamento non fa altro che calpestare il diritto e la libertà di culto dei cittadini”.
Bacoli non è comunque l’unico comune a prendere una decisione simile. Altre cittadine stanno seguendo la stessa linea. San Nicola La Strada, comune campano in provincia di Caserta, ha vietato l’introduzione nei cimiteri non solo di fiori freschi ma anche di ceri. Il divieto, contenuto in una ordinanza sindacale, va dal primo giugno e fino al primo ottobre.

venerdì 21 maggio 2010

Nudi funebri, fotografo rischia prigione


Nudi femminili al camposanto. Libera espressione artistica o colpevole trasgressione? Kishin Shinoyama, 69 anni, maestro della fotografia giapponese contemporanea, rischia il carcere e una multa salata per avere scelto come set le tombe di un cimitero di Tokyo per ritrarre i suoi nudi femminili. L’apprendiamo da Yahoo news che riporta una notizia dell’Ap (Associated Press).
L'ufficio dei procuratori della capitale nipponica, leggiamo, avrebbe aperto un procedimento contro Shinoyama. Il noto artista sarebbe accusato di oltraggio al pudore e profanazione di luogo religioso per aver scattato foto di nudo nel cimitero di Aoyama nel mese di ottobre 2008.
Se riconosciuto colpevole, il fotografo famoso per le sue opere erotiche, rischia una condanna a sei mesi di prigione e un’ammenda di 300mila yen (circa 2.800 euro). In un breve comunicato, riporta l'Ap, Shinoyama si sarebbe difeso sostenendo che le modelle sono rimaste senza veli “solo per pochi minuti, il tempo di qualche scatto”. Le fotografie sono state utilizzate per il libro “No Nude by Kishin 20XX”, pubblicazione uscita nel gennaio 2009.

Nel mondo non c’è più di che scandalizzarsi. L'arte è libera e gli artisti sono liberi di esprimersi. E poi tutto è possibile nella vita, come ci insegna Raimondo Moncada nel suo celebrato saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”. Anche nel silenzio di un cimitero, tutto è possibile. In un camposanto, come ci dice la cronaca di questi mesi, ci trovi di tutto: senza casa che dormono sonni tranquilli dentro cappelle gentilizie, coppiette che fanno l’amore tra le lapidi, drogati che si fanno per vedere il paradiso e anche fotografi con al seguito modelle ignude così come madre natura le ha fatte.

Nell'immagine accanto, una bella foto artistica che ci rappresenta bene il mese di maggio del ricercato calendario dell’azienda funebre “Cofani Funebri” che vi consigliamo di sfogliare e di tenere a casa.

giovedì 13 maggio 2010

Torino si ferma e si tocca al Salone


Il Salone Internazionale del Libro di Torino, anche quest’anno è l'appuntamento più “toccante” del pianeta. Al Lingotto, da oggi e fino a lunedì 17 maggio ci sono i più grandi nomi della letteratura del mondo e le ultime novità editoriali. Per la gioia di tanti appassionati toccatori, c’è sempre il libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada che, in questi mesi, ha tanto fatto toccare e ritoccare i lettori più toccaticci.
Il libro - rivelazione 2009 e 2010, con prospettive di successo anche per il 2011 - viene presentato, nella sua seconda edizione, in tutta la sua toccante bellezza attrattiva, nel Padiglione 2, allo stand J170-K169 del Salone. A presentarlo la Csa Editrice, l’azienda di Crotone che per prima ha creduto nelle potenzialità toccanti dell'opera moncadiana.
La Fiera del Libro di Torino, dunque, diventa un’imperdibile occasione per venire in contatto con “Ti tocca anche se ti tocchi”, ammirarne la straordinaria copertina, prenderlo in mano, toccarne le pagine, aprirlo, annusarlo, rubare qualche sprazzo di lettura, assaggiarne il sottile umorismo, farsi pervadere dal senso di spiritosa vitalità.
Il Padiglione 2 è il cuore del Salone 2010. Lo stand J170-K169 è il centro degli eventi di Torino. Quanto annunciato ieri, il celebre blog satirico di Iliubo ce lo conferma: lunghe file al botteghino;
biglietterie infuocate per il sovraccarico di prenotazioni provenienti da tutto il mondo; il tutto esaurito negli alberghi piemontesi, nella metropolitana, in tutti i mezzi pubblici, nei sellini delle biciclette a noleggio. Per ammirare dal vivo il libro di Raimondo Moncada ci si reca in Fiera a piedi, due piedi a visitatore. Le code chilometriche che si vedono lungo le strade torinesi consentono, in un’epoca di asocialità, di fare quattro chiacchiere, trascorrere un'intera giornata in fila in umana compagnia.
È il libro che non ci stancheremo mai di consigliare ai puri di spirito, a chi ha bisogno di spirito, a chi ha necessità di essenza di patate. E' il libro da tenere sempre a portata di mano: nel comodino della camera da letto, nel mobiletto del bagno, sopra lo sciacquone del water, nel cofano dell’automobile, sulla visiera del cappellino estivo, nella patta dei pantaloni, dentro il costume da bagno. È il libro dei libri, entrato di prepotenza nella top ten mondiale dei libri più osannati dagli amanti della letteratura toccante.

Se dovesse interessare ecco il programma completo del Salone Internazionale del Libro di Torino.


martedì 11 maggio 2010

Becchino al volante di una bara a motore


Una bara trasformata in un’automobile sportiva. Una bella cassa da morto che cammina, anzi, che sfreccia - assicura il costruttore - alla velocità massima di 160 chilometri orari. Da non crederci. Questa geniale idea è venuta ad un eccentrico becchino inglese, Phil Bisset, di 62 anni.
Era una vita che inseguiva questo sogno!
Mister Bisset ha acquistato la bara non in un’agenzia di pompe funebri ma su internet. E a buon mercato. Si è messo su eBay, ha scelto la cassa che più si adattava al suo progetto (peso di 75 chilogrammi con scanalature e alettoni aerodinamici) e l’ha ordinata per meno di 100 sterline. Poi subito al lavoro per trasformare l’interno della bara in un comodo abitacolo e per far diventare l’esterno della cassa funebre la carrozzeria di una fiammante automobile da corsa.
La sua originale macchina-bara personalizzata l’ha fabbricata nel suo garage di Romford, nell’Essex.
Il singolare necroforo britannico ha messo sotto al cofano, un motore di una Volkswagen del 1972, poi parti di una vecchia Ford, più altri pezzi trovati in giro. Ne è venuta fuori una monoposto sportiva stile british dalle fattezze davvero toccanti.
La bara volante, al termine del processo costruttivo, è stata decorata da un esperto tatuatore con diversi tatuaggi e scritte a dir poco macabre. Due frasi, in particolare, attirano l’attenzione dell'osservatore: “I put the fun in funerals” (traduciamo terra terra con: il mio divertimento è nei funerali) e “I see dead people” (traduciamo sempre terra terra: Io vedo morti). Con queste scritte funebri e con la bara motorizzata portata in giro rumoreggiando per le vie del Regno Unito, si spiega il motivo per cui molti inglesi cerchino di evitare di incrociare il veicolo del becchino Bisset e molti altri inglesi - seguendo l’intelligente insegnamento di tanti emigrati siciliani - si tocchino di continuo il magico apparato scaramantico.
Nonostante rischi di diventare lo zimbello di Romford, il becchino costruttore pare non perdersi d'animo. Anzi ci scherza pure sopra, come gli ha suggerito la lettura del libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada.
"Io amo molto la mia macchina – dice divertito Phil Bisset - e non è detto che non possa essere l'auto giusta per portarmi al cimitero, quando sarà la mia ora...".
Una cosa è sicura. Se Bisset vuole affrettare i tempi, non deve far altro che pigiare sul pedale dell’acceleratore e raggiungere i 160 all'ora. Allora, su un’auto funebre fumante, la sua ora potrebbe arrivare prima del previsto.

giovedì 6 maggio 2010

Da vivo gode del suo funerale


Il funerale è l’unico evento che l’uomo non può vivere da vivo, ma da morto. Ed ecco la geniale idea, così come raccontato nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada. Il fotografo bolognese Anthony De Luca, 29 anni, ha pensato bene di godersi le proprie esequie, di gustarsele nella pienezza delle sue funzioni vitali. Anthony ha così organizzato e celebrato il suo personale funerale ancora in vita: con tanto di carro funebre, fiaccole accese, banda musicale e bara sorretta da sei portantini. La singolare e toccante (nel senso anche che inviterebbe qualcuno a toccarsi!) performance è stata messa in scena a Bologna.
“Partecipare al mio funerale - ha detto divertito il fotografo De Luca non ancora defunto - è stata un'emozione fortissima. Non si è trattato di una provocazione: fa parte della mia personalità ricercare performance originali”.
L’evento della sua morte è stato annunciato su internet giorni prima, con tanto di messaggi sui principali social network come Facebook e un comunicato stampa ufficiale in cui è stato scritto: “Anthony De Luca muore il prossimo 4 maggio 2010 a Bologna. Queste le prime indiscrezioni sul funerale-evento del fotografo bolognese, con corteo e banda musicale, nella incantevole cornice di Palazzo Gnudi a Bologna".
Il primo funerale di un vivo che ha già fatto il giro della rete. "Al mio funerale - queste le sue ultime volontà - voglio che la gente si diverta... le mie modelle dovranno essere presenti vicino alla mia bara durante la veglia... anche il mio funerale dovrà essere un set fotografico". Sempre nel comunicato stampa l'invito: "Appuntamento per il corteo funebre martedi 4 maggio ore 19.00 ritrovo in piazza 8 agosto, Bologna".
All’irriverente appuntamento con la morte hanno risposto oltre un centinaio di persone, tutti vestiti rigorosamente di nero. Il raduno in piazza VIII Agosto e poi in corteo attraverso le vie del centro del capoluogo emiliano, compostamente dietro il feretro. Dopo una breve sosta in piazza Maggiore, il finale del funerale è stato vissuto all'interno di Palazzo Gnudi con la veglia e la camera ardente. Qui, qualche amico del finto scomparso si è lasciato andare a espressioni di vera-finta commozione. Tra il pubblico, alcuni giovani del flash mob "genioallopera" oltre ad amici e colleghi del divertito defunto e altri spettatori incuriositi dal singolare evento. Nel corteo al seguito del morituro, qualcuno pare abbia visto anche la madre di Anthony De Luca. La signora, per come riporta il Tgcom, non ha "retto" alla veglia funebre: "Sarò anche una mamma moderna - ha scherzato - ma non fino a questo punto".
Per il morto-vivo, partecipare coscientemente al proprio funerale è stata una esperienza irripetibile. Una trovata davvero incredibile che ha spiazzato in tanti. Una morte anticipata che il fotografo e performer bolognese ha vissuto con estremo piacere, gioco e divertimento. All'interno della bara, pare, si tenesse stretto con ambedue le mani il pacco.
La macabra performance ha destato l’interesse di tanti curiosi ed ha meritato la ribalta di media nazionali come Repubblica e Tgcom.
L’artista, per lanciare e promuovere la sua morte, si è pure fatto girare un video irriverente e osè. Lui è apparentemente dentro una bara bianca portata a spalla da nove bellissime modelle quasi ignude. Il video, neanche a dirlo, è stato messo su youtube col titolo “L’ultimo scatto di Anthony De Luca”.
Il video è accompagnato da questa didascalia:
“Anthony De Luca è stato originale anche nel suo trapasso... ancora vivo aveva espresso il seguente desiderio: "Se dovessi morire...vorrei realizzare un ultimo set fotografico con la mia salma e le modelle a me più care..qualcuno però dovrà scattare la foto con le mie indicazioni "“L'artista ha lasciato nel testamento le indicazioni per realizzare l'ultimo scatto”.“ASTENERSI IMPRESSIONABILI”.
Il funerale, è il caso di dirlo, ha avuto alla fine il meritato successo!
Complimenti al morto.

martedì 4 maggio 2010

Sindaco impresario funebre


Titolare di pompe funebri candidato a sindaco del proprio paese. Che male c’è? Nessun male. Anzi. Tutti abbiamo diritto di sottoporci al giudizio dei cittadini elettori per guidare una pubblica amministrazione. Contano le vive capacità a cominciare dalla creatività nel coniare messaggi elettorali a dir poco originali: "Vi seppellirò di voti!"
A Ispica, piccolo comune di 15 mila abitanti in provincia di Ragusa, sulla costa sud-orientale della Sicilia, impazza a suon di slogan ad effetto la pre-campagna elettorale. Si voterà il 30 e 31 maggio prossimi per il sindaco e il rinnovo del consiglio comunale. A sfidarsi, al momento, per la carica di sindaco sono in tre: Piero Rustico (sindaco uscente, centrodestra), Pippo Barone (centro sinistra) e, annunciato come terzo incomodo, c’è Giuseppe Di Giorgio. Quest’ultimo, leggiamo sul sito di Sciclinews, è un indipendente (già coordinatore cittadino dell’Mpa, Movimento per l’Autonomia), espressione del Movimento Primavera Ispicese. È un libero professionista, titolare di una agenzia di pompe funebri. Il suo slogan non lascia spazio ad alcuna ambigua interpretazione. Giuseppe Di Giorgio, a viso aperto, promette infatti agli sfidanti un perentorio: “Vi seppellirò di voti”, secondo quanto riportato da tanti portali internet. Per coniare una frase tanto efficace e toccante, avrà letto di sicuro il saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada nativo di Agrigento, terra di Luigi Pirandello. Un libro ricco di spunti e di frasi divertenti.
Il sito di Sciclinews, che vi invitiamo a visitare, pubblica una foto con quello che dovrebbe essere il manifesto elettorale di Giuseppe Di Giorgio con l’originale slogan.
Per inquadrare meglio la situazione, vi consigliamo di dare anche un’occhiata all’editoriale del direttore del “Giornale di Ragusa”. “La deformazione professionale a volte investe anche il linguaggio – scrive con toni duri il direttore sul sito del giornale -. Accade anche tra i candidati a sindaco che in questi giorni sono impegnati nella ricerca dei consensi con tutti i mezzi, comprese le espressioni anche un po' infelici”. Per citare Machiavelli: il fine giustifica i mezzi. E ognuno è legittimato ad utilizzare le parole d’ordine che più gli sono congeniali, anche quelli più forti anche se invoglierebbero a una toccatina genitale. Leggiamo ancora sul Giornale di Ragusa che la reazione dei contendenti non si è fatta attendere. Hanno così risposto per le rime e in modo giustamente ironico: “Pippo Barone del centro sinistra, commercialista ha risposto e io vi ‘seppellirò di ricorsi tributari’, mentre, il buon Piero Rustico, sindaco uscente, di professione avvocato, ha ribattuto e io ‘vi seppellirò di assoluzioni in Tribunale’. Chi seppellirà di più?”
Il direttore del “Giornale di Ragusa conclude: “Ma questi tre non potrebbero scegliere di fare la campagna elettorale lontani dal cimitero di Ispica???”
Ecco nel dettaglio i tre contendenti alla poltrona di sindaco di Ispica:
- Piero Rustico, sindaco uscente Piero Rustico, 57 anni, avvocato, è sostenuto dalle liste Pdl, Udc, Popolari liberali e le liste civiche Alleanza azzurri per Ispica (Aapi), , Rustico sindaco e Ispica domani;
- Pippo Barone, 49 anni, commercialista sostenuto da Partito democratico, Partito socialista italiano, Movimento per le autonomie, Italia dei valori, Alleanza per l’Italia (Api) e due liste civiche: Libertà e buon governo, Insieme per Ispica,.
- Giuseppe Di Giorgio, imprenditore funebre, indipendente, sostenuto dal Movimento Primavera Ispicese.
I partiti, in questi giorni, sono affannosamente impegnati nella composizione delle liste. Il compito, che dovrà essere completato entro il 5 maggio “si sta rivelando - scrive il Corriere di Ragusa - più arduo del previsto”.
Con la candidatura di Giuseppe Di Giorgio, possiamo dire che la campagna elettorale è entrata già nel vivo prima del tempo. La notizia della sua discesa in campo ha destato naturalmente tanta curiosità. Ne hanno parlato molti organi di informazione. Giuseppe Di Giorgio in modo simpatico e intelligente sta utilizzando l'arma dell'ironia, non nascondendo il suo mestiere. Anzi. Si gioca le sue carte per potere essere il primo impresario di pompe funebri sindaco. Un primato che si potrebbe segnare come record assoluto.
Utilizzando l’umorismo tagliente del saggio “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada, Giuseppe Di Giorgio potrebbe essere consigliato ad utilizzare altri slogan coloriti ma incisivi:
- Vi farò morire! Vi farò sputare sangue! (Per dire: avrete vita difficile e fino all’ultimo non ve la darò vinta!)
- Affidati a un uomo che pensa seriamente al tuo futuro!
- Vi farò vivere un’esperienza unica!
Un comizio con frasi simili sarebbe eccezionale.
Speriamo, ma siamo sicuri, che il comitato elettorale non sarà allocato all'interno di una sede di onoranze funebri. Anche in questo caso sarebbe la prima volta che un austero locale si trasformerebbe in un animato e vivo ufficio funebre. Sarà comunque un piacere recarsi alle urne (urne elettorali e non cinerarie, ovviamente!) per esprimere la preferenza ed aiutare il nostro preferito a "seppellire di voti" i candidati concorrenti.
Stiamo ovviamente scherzando! Non ce ne voglia nessun candidato che, a prescindere da ogni ironica ed esagerata riflessione fuori le righe, merita il massimo rispetto per una scelta così impegnativa ed in un momento delicato pregno di aspettative positive.
Vivissimi auguri a tutti, dunque. Un in bocca al lupo e un ringraziamento a chi ha deciso di scendere in campo per fare l’esclusivo bene della propria città mettendo a disposizione se stessi, il proprio entusiasmo, la propria intelligenza, la propria simpatia, la propria ironia, le proprie competenze.
Saremo attenti e interessati ai risultati delle elezioni amministrative di Ispica. Vi terremo aggiornati. Abbiamo il nostro cavallo e su di lui puntiamo simpaticamente tutto. Ci tocca!
Buona vita a tutti!

Nella foto tratta dal sito istituzionale del Comune, il Palazzo Bruno sede del municipio.

lunedì 3 maggio 2010

Cordogli virtuali sul web per morti reali


Siamo quasi al de profundis per i messaggi di cordoglio privati a contorno della cerimonia funebre. Le cartoline e i telegrammi postali cominciano a perdere colpi, con il loro storico appeal. Internet entra a gambe tese anche nel mondo delle condoglianze come già anticipato nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada. La novità, realizzata anche in Trentino da una società di onoranze funebri, l’agenzia Torboli Zandonatti di Rovereto permette di mettere sul web l’epigrafe con l’annuncio del funerale e di pubblicare gratis il messaggio di cordoglio.
Secondo il titolare dell'impresa funebre, Antonio Zaldonatti, l’innovazione tecnologica potrà "far interagire le persone anche quando vivono lontani, magari in altri continenti”.
“In questo modo - spiega Antonio Zaldonatti, uno dei titolari delle pompe funebri all’Agenzia Ansa - le persone possono interagire anche quando vivono lontane. Ci auguriamo di diventare un punto di riferimento”. “Spesso – rileva ancora ad altri orgaani di stampa - è difficile diffondere la notizia di un lutto, sia per chi sta a Rovereto e deve farlo sapere a tutti i parenti all'estero, magari in Australia, sia per chi sta all'estero e deve avvisare dell'accaduto i parenti residenti in Vallagarina". A Rovereto, c’è chi appoggia l’iniziativa e chi si dimostra seccato per la presunta mancanza di sensibilità di un tale servizio. È da un po’ di tempo, comunque, che su internet fioriscono siti web dedicati al mondo funebre con cimiteri virtuali, tombe virtuali, invio di fiori virtuali, recite di preghiere in suffragio virtuali, dediche virtuali. Fra non molto si inventeranno anche i morti virtuali da piangere realmente come se fossero veri. Miracoli della nuova tecnologia!
L’agenzia di onoranze funebri Torboli Zandonatti, oltre ai tradizionali servizi funebri, offre dunque la possibilità di mettere online l'epigrafe con l'annuncio del funerale e di poter in un secondo momento inserire gratuitamente commenti di cordoglio. Basta collegarsi al sito ufficiale dell'agenzia funebre e andare nella sezione Necrologie e Messaggi di Cordoglio. Nella pagina, si notano subito i recenti annunci funebri inseriti con l'immagine di manifesti uguali a quelli cartacei che si affiggono, anche selvaggiamente, sui muri delle città. Nei manifesti virtuali dell'agenzia sono inseriti gli estremi del defunto, chi ne dà il triste annuncio, le informazioni utili per le esequie e l'epigrafe funebre. Sotto l’icona, c’è pure un link per lasciare comodamente il messaggio di cordoglio. Cliccando sullo stesso link, si apre un modulo dove si ha la possibilità di scrivere il proprio messaggio di condoglianze, con tanto di titolo, nome, cognome, firma e indirizzo e-mail. Per chi ha poca fantasia, non ha voglia o tempo da perdere c'è anche una rubrica con il suggerimento di espressioni di cordoglio. Sono frasi di condoglianze già belli e pronti, utilizzabili per ogni destinatario.
Tra questi messaggi preconfezionati di cordoglio, ce ne sono alcuno che ci hanno colpito in modo particolare. Eccoli:

- "Le persone come Lui/Lei non muoiono per sempre, solo si allontanano. Lo/La sentiremo sempre nel nostro cuore. Condoglianze" (come se stessimo di fronte a una persona di discussa sessualità. Lui? Lei? Boh!).
- Ciò che può sembrare la fine è in realtà un nuovo inizio (bellissima consolazione!).
- Quando ero piccolo non apprezzavo le sculacciate che mi davi, quando ero ragazzo non apprezzavo i tuoi rimproveri per le cose non belle che facevo. E ora che sei volato in cielo non apprezzo i tuoi mancati rimproveri per quelle volte che sbaglio. Grazie di cuore papà! (!?)

Altri strani messaggi di cordoglio preconfezionati sono raccolti nel libro umoristico di Raimondo MoncadaTi tocca anche se ti tocchi” divenuto ormai un classico, anzi, un cult del genere.

A proposito sempre del sito internet dell'Agenzia, segnaliamo che possiamo trovare le ultime notizie da L’Adige e Il Trentino, le condizioni meteo attuali e le previsioni del tempo per le prossime ore, l’elenco delle chiese. Troviamo anche la “Mori webcam”, una funzione che ci ha incuriosito parecchio. Cliccando sul link, siamo andati a finire sulla Webcam live di Mori. Abbiamo capito allora che si tratta di una istantanea in tempo reale, con una telecamera fissa, di un comune in provincia di Trento. Mori è una cittadina di oltre 9.000 abitanti del Trentino, posta a metà strada tra Rovereto ed il lago di Garda e non invece di un invito a lasciare questa terra. Alla siciliana si direbbe: Mori! Nel senso di: crepa! I latini utilizzavano la locuzione Memento Mori (Ricordati che devi morire!) ma in senso positivo: Vivi la tua vita adesso e non sciupare neanche un attimi di una esistenza umana che non è eterna.

domenica 2 maggio 2010

Una casa e un libro tra le tombe


Una dimora eterna, gratis, silenziosa, pacifica senza le rotture di scatole di un condominio. Un operaio, mille euro al mese, avrà pensato questo quando ha deciso di spostare la sua residenza nel camposanto, tra i morti defunti. Un affitto per un normale appartamento non era più in grado di sostenerlo. Il suo modico guadagno lo avrebbe consegnato al più scarso affittacamere. Protagonista di questa storia è un uomo di Padova di 46 anni. La dimora prescelta è stata la cripta di una cappella funeraria nel cimitero di Mellaredo di Pianiga. Un luogo appartato, tra ossari e fotografie di defunti, che ha sistemato come una camera da letto: letto, comodino, candele ed una scopa per le pulizie. All'interno anche un buon libro per allietare la notte tra le anime accoglienti dei morti. I carabinieri, che lo hanno scoperto, non hanno voluto dire niente su quest’ultimo particolare. Ma c'è il fondato sospetto che l’operaio leggesse il libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada. L’uomo è stato denunciato per invasione di terreno e proprietà privata mentre ha ricevuto i complimenti per la scelta del libro, le cui pagine hanno allietato le notti insonni dei defunti del cimitero, molto divertiti dalle letture espressive dell'operaio lettore.
A scoprire il residente cimiteriale, sono stati i carabinieri della tenenza di Dolo allertati dalla proprietaria della tomba. La donna, durante una visita, ha notato qualcosa di anomalo fra l’ossario e i loculi. Si è parecchio spaventata. Non poteva essere che i propri cari defunti fossero tornati in vita. Avendo avuto paura di avvicinarsi e verificare de visu, si è rivolta ai carabinieri. I militari si sono così appostati e hanno visto arrivare in scooter un uomo. Costui ha prima parcheggiato la moto accanto al muro di cinta e poi, aiutandosi con una scala, ha scavalcato la recinzione del cimitero. Si è quindi tranquillamente diretto verso la chiesetta di una tomba gentilizia. Ha saltato il cancello d’entrata ed è andato nella cripta sotterranea della tomba. Una volta dentro, ha fatto come se fosse a casa sua. Ha acceso delle candele, ha aperto un letto apribile fornito di comodo materasso e cuscino, si è disteso, ha preso il suo libro e poi si è addormentato sereno in compagnia dei morti. Ad agitare il suo sonno funebre, sono stati i carabinieri che sono intervenuti per condurlo nella caserma di via Arino a Dolo dove è stato identificato.
L’uomo ha raccontato ai militari di essere in una situazione economica difficile e che mille euro al mese non gli consentivano di vivere una vita dignitosa. “Ho deciso di risparmiare l’affitto. Ho pensato che certo ai morti non davo sicuramente fastidio, volevo solo dormire”. L’operaio per l’igiene personale si serviva dei bagni del cimitero e lasciava la sua ultima dimora per andare al lavoro poco prima dell’apertura del camposanto. Questa situazione sarebbe durata oltre un mese. Adesso l'uomo è senza casa e i morti senza la lettura di "Ti tocca anche se ti tocchi". I defunti si preparano a proteste clamorose.

sabato 1 maggio 2010

Lavori forzati per mini vandali funebri


Mini vandali funebri, condannati ai lavori forzati al cimitero. È accaduto nel Canton Argovia, nella Svizzera settentrionale. Due bambini di soli 7 anni si sono macchiati di esecrabili atti sacrileghi dentro il cimitero di Oberrohrdorf. Lo hanno devastato non con l’intento di devastarlo, ma sicuramente per gioco e senza avere consapevolezza del danno che avrebbero provocato e del dolore che avrebbero arrecato ai familiari. I due mini vandali si sono “divertiti” a spostare pietre tombali, a staccare croci, a prendere a calci lumini e candele votive. I piccoli autori della devastazione sono stati scoperti il giorno dopo il misfatto, nello scorso mese di marzo. A denunciare l’accaduto alla polizia, è stata la madre di uno dei due bambini. Segno di grande civiltà e non di omertosa arretratezza culturale.
Dalla denuncia alla condanna. Non potendo processarli perché troppo mignon, genitori e autorità hanno optato per una pena adeguata, esemplare ed educativa. I due bambini sono stati condannati a trascorrere le vacanze scolastiche di primavera all’insegna del lavoro “socialmente utile”, con due pomeriggi di attività al camposanto e nella locale scuola. Oltre al lavoro forzato e obbligatorio, ai due scolari di 7 anni è stata comminata anche una pena accessoria. I due birbantelli sono stati invitati a scusarsi personalmente o per iscritto con i parenti dei defunti oggetto del raid vandalico.
Quando si dice: certezza della pena! Chi sbaglia paga e non si guarda in faccia a nessuno!
È una notizia, appresa dal portale di informazione elvetico Bluewin, che ci spinge ad approfondire l’argomento nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada.

venerdì 30 aprile 2010

Caro estinto è Cosa Nostra


I tentacoli della piovra sui morti. La mafia mette le mani sul business dei defunti. È l’atto d’accusa dei magistrati siciliani della Procura di Catania che hanno coordinato l’inchiesta della Dia, Direzione Investigativa Antimafia, denominata “Cherubino” che ha portato all’arresto di 16 persone su 18 indagati.
A Catania, in caso di lutto, ci sarebbe una "famiglia" che pensa a curare ogni particolare, dal decesso alla sepoltura: il tutto per un prezzo variabile da 1500 a 3000 euro. In definitiva, un giro d'affari ingente che si aggiunge o si sostituisce al tradizionale business fatto di estorsioni, tangenti e prestiti a usura.
Un quadro descritto con accenti grotteschi ed in modo illuminante nel libro umoristico "Ti tocca anche se ti tocchi" dello scrittore siciliano Raimondo Moncada.
"Industria del caro estinto, la mercificazione della morte, un immondo sciacallaggio nei confronti di persone che sono psicologicamente indifese: i familiari di defunti in un momento di grandissimo dolore". E’ quanto ha affermato il procuratore della Repubblica Vincenzo D'Agata commentando l'inchiesta “Cherubino” sul presunto monopolio da parte della 'famiglia' mafiosa locale nel mercato delle onoranze funebri nel capoluogo etneo. Per il sostituto procuratore Giuseppe Gennaro “tutto era possibile grazie alla collaborazione di personale che era presente in ospedale”. Secondo il capocentro della Dia di Catania, Filippo Di Francesco, che ha svolto le indagini, “il gruppo agiva in maniera manageriale, con riunioni e meeting per stabilire la gestione operativa e la divisione degli utili della loro attivita". Dai dati della Dia emerge che nel 2006 il gruppo etneo di Cosa Nostra avrebbe curato 2.050 funerali nel Catanese, il 50 per cento di quelli celebrati in tutta la provincia etnea.
È quanto riporta l’Agenzia Ansa.
La Direzione investigativa antimafia ha eseguito una vasta operazione antimafia in tutto il catanese nei confronti di presunti esponenti alla cosca catanese. Tra gli indagati ci sono persone ritenute elementi di spicco di Cosa nostra nei cui confronti, a vario titolo, sono stati ipotizzati i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, illecita concorrenza e corruzione. Le indagini della Dia sul monopolio del 'caro estinto' hanno preso avvio dopo il ritrovamento, nel 2005, di armi nell'obitorio dell'ospedale cittadino che portarono alla ricostruzione delle dinamiche in evoluzione all'interno del clan, che culminarono con un duplice omicidio nel settembre del 2007. Il meccanismo, di quello che gli investigatori definiscono “l'industria del caro estinto”, è stato ricostruito alla Procura di Catania anche grazie alle dettagliate dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia. Secondo l'accusa, è stato così possibile svelare il metodo da 'monopolio' sulle onoranze funebri che sarebbe stato basato su "una consolidata connivenza tra soggetti appartenenti al corpo infermieristico degli ospedali e l'azienda del clan".
Così come riporta sempre l’Ansa, gli investigatori ritengono che il clan etneo sarebbe riuscito a ottenere il monopolio assoluto della gestione del 'caro estinto' all'ospedale, con la complicità di custodi del reparto necroscopico e di infermieri ausiliari che li avrebbero informati su persone che stavano per morire o già decedute. Per ogni 'segnalazione' l'informatore avrebbe ricevuto in cambio 200-300 euro.
Un racket, quello del caro estinti, produttivo per tutti.

giovedì 29 aprile 2010

Comici ridono grazie a pompe funebri


I morti salvano i vivi. I pianti salvano le risate. Gli impresari funebri salvano gli impresari comici. Gianni Gibellini, il titolare di un’azienda di Onoranze Funebri, è tra gli sponsor “soccorritori” del Festival di Cabaret Emergente di Modena. Gli organizzatori della rassegna lo hanno accolto a braccia aperte e con il sorriso a 33 denti dopo l'inaspettato taglio di contributi pubblici che rischiava di far saltare la diciassettesima edizione. Il benefattore funebre, abituato per mestiere a un’austera attività e ad avere a che fare con il dolore di persone a lutto, ha consentito di far partire un festival di comici cabarettisti che sta facendo impazzire dalle risate il pubblico con lacrime divertite. Lo slogan, azzeccatissimo, del Festival di Cabaret Emergente è ”Da morir dal ridere”, come lo slogan che accompagna la campagna pubblicitaria della Csa Editrice per il libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada.

"Sdrammatizzare sulla morte - ha dichiarato l’organizzatore del festival Riccardo Benini - è una cosa che fa bene e che rientra nello spirito di un festival comico come il nostro, che non vuole chiudere, ma che vuole andare avanti, sempre, ad ogni costo”.

Non è invece la prima volta che l’impresario funebre Gianni Gibellini partecipa a iniziative che fanno notizia: è stato lui, apprendiamo da un sito internet, a dare un decisivo contributo per il salvataggio della squadra di calcio di Modena.

In qualche modo, è il caso di dire, anche le aziende funebri devono farsi pubblicità, vendere la propria immagine, i propri prodotti e i propri servizi.

Il Festival di Cabaret Emergente di Modena, una delle più prestigiose manifestazioni del settore esistenti in Italia. La manifestazione si pone come obiettivo quello della scoperta e della valorizzazione di giovani talenti nel campo del Cabaret e della comicità.
Per la cronaca, la finale del festival è in programma il 4 maggio al teatro "Storchi" di Modena.
Si sono già svolte due serate di prefinali: la prima il 22 marzo al teatro San Francesco di Sassuolo, la seconda il 30 marzo al teatro auditorium Ferrari.

Ed ecco gli otto artisti finalisti, in ordine alfabetico.
Abdel & Samir di Ravenna, Samuel Brocherio di Milano, Marta Dalla Via di Bologna, Duo Perinelli – Fabbri di Roma, I Vietato Fumare da Napoli, Andrea Vigano' di Monza.
Questo, invece, l’elenco completo di tutti comici partecipanti e la loro provenienza:

SAMUEL BROCHERIO – da Milano
MARTA DALLA VIA - da Bologna
BOB FERRARI – da Bologna
PIERLUIGI SPOTO - da Potenza
TOMMY TOGNI – da Modena
ALEX TURRA - da Ferrara
Trio I VIETATO FUMARE - da Napoli
Duo ABDEL & SAMIR – da Ravenna
CORRADO BOLDI – da Ferrara
DUO PERINELLI – FABBRI – da Roma
MASSIMO PICA – da Torino
ANDREA VIGANO' – da Monza
CAROL VISCONTI – da Milano
ENRICO ZAMBIANCHI - da Forlì

Nel sito ufficiale di Riccardo Benini leggiamo che si tratta di una iniziativa nata nel 1994 ed organizzata in collaborazione con Radio 2 Rai e Circolo Culturale Montecristo; con il contributo di Comune di Modena, Comune di Maranello, Comune di Sassuolo; Fondazione Cassa di Risparmio Di Modena. L’organizzazione ringrazia infine per il sostegno la Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Modena Radio City, Conad E. Leclerc Conad, Assicuratrice Milanese, Modena Capitale, Lapam Federimpresa e Gianni Gibellini Onoranze Funebri.

Salma in sella a moto in camera ardente

Cadavere alla guida di una moto da corsa e non dentro una cassa, con cappellino in testa, occhiali scuri, sneakers ai piedi. Se non si trattasse di un avvenimento luttuoso, potremmo parlare di una camera ardente originale, unica al mondo nel suo genere. Ma non lo diciamo. Ogni impressione la lasciamo ai lettori o agli internauti a cui consigliamo di vedere il video.
Un fatto reale, molto curioso, che troverebbe la sua collocazione nel libro “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore umorista Raimondo Moncada. Ma cosa è successo? Come ci riferiscono molti portali internet, il corpo di David Morales Colòn, 22 anni, ucciso lo scorso 22 aprile a colpi di arma da fuoco, viene composto nella camera ardente non in una bara tradizionale ma sopra la Honda Repsol CBR 600 dello zio. Ai familiari, parenti e amici che vengono a dare l’ultimo saluto, il giovane defunto si presenta in tenuta da motociclista mentre accelera sul manubrio, come se fosse ancora in vita e non fosse successo niente. Davanti alla moto, si intravedono delle sedie per chi vuole intrattenersi. Alla fine del video, vediamo l’esterno di un edificio (dove è presumibile che sia stata allestita la camera ardente) della Marin Funeral Home.



Una scelta davvero strana, un rito funebre molto alternativo che colpisce, incuriosisce chi non è abituato a tali scene. Un rito fatto probabilmente in onore del ragazzo che forse era un centauro amante delle due ruote o lavorava in qualche negozio di motociclette. O forse anche per sdrammatizzare un evento doloroso e non darla vinta a chi si è macchiato del delitto. L'idea sarebbe stata dell’impresa di pompe funebri nel quartiere di San Juan Hato Rey a Porto Rico.
Pare, comunque, che non sia un'usanza insolita a Puerto Rico. Sull'ormai sconfinato universo del web si trovano le immagini di un altro giovane, morto in maniera violenta, imbalsamato dalla famiglia e messo, in posizione eretta, all'ingresso della camera ardente, circondato da fiori, messaggi e candele accese. Un modo molto macabro, ma anche grottesco, di rendere l’estremo saluto ai propri cari.

mercoledì 14 aprile 2010

Loculi serviti con internet


Una tomba con un clic. Niente più code allo sportello. Basta collegarsi a internet e il loculo cimiteriale è servito. La novità tecnologica viene da Palermo. Sulla homepage del sito istituzionale del Comune leggiamo il seguente annuncio dei Servizi Cimiteriali: "Da giovedì 15 aprile 2010 sarà operativa la funzione di prenotazione on line, per le imprese di pompe funebri, per i servizi offerti dallo sportello”.
Il servizio è innovativo e, a quanto sembra, unico in Italia. I titolari di pompe funebri, 24 ore su 24, potranno avanzare richiesta di tumulazione nei cimiteri comunali tramite il portale internet del Comune di Palermo. Con un solo clic, si annullano le estenuanti code allo sportello tradizionale del Comune, con assoluta trasparenza, risparmio di tempo e di denaro senza fare attendere i morti e i familiari dei defunti. Attraverso questo servizio, si assicura, ognuno potrà controllare l'iter della propria pratica, eliminando ogni sospetto di favoritismo o irregolarità.
Altre proposte innovative che riguardano il settore funebre le ha escogitate lo scrittore siciliano Raimondo Moncada nel suo libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”.

lunedì 12 aprile 2010

Departures, apoteosi del beccamorto


Maestro d’orchestra perde il lavoro e si mette a fare il becchino, con arte. Passa dalle note sinfoniche del suo violoncello, ai profumi e ai vestiti per abbellire i cadaveri e rendere presentabili i morti durante la sacralità della cerimonia d’addio. Da musicista appassionato a nokanshi entusiasta (letteralmente, “maestro di deposizione nella bara” ovvero preparatore di corpi prima della sepoltura).
Vincitore del Premio Oscar 2009 come miglior film straniero, il film "Departures" del regista Yojiro Takita ha finalmente trovato una distribuzione in Italia. "Departures" arriva nei cinema italiani con il marchio Tucker Film. Il film è reale come è reale il saggio umoristico "Ti tocca anche se ti tocchi" dello scrittore siculo-nipponico Raimondo Moncada.
"Departures" è incentrato sul rito funebre giapponese. Il rito, simile alla cerimonia meditativa del the, viene "celebrato" dal nokanshi, un professionista alle cui cure viene affidata la salma.
Il protagonista del film "Departures" è il violoncellista giapponese Daigo Kobayashi. Il musicista, dopo lo scioglimento della sua orchestra, si trova costretto a lasciare Tokyo e a tornare, insieme alla moglie, nel suo paese d’origine, Yamagata, situato in una provincia rurale del nord del Giappone. Dovendo cercare un nuovo lavoro, Daigo contatta i mittenti di un annuncio in cui si cerca qualcuno che si occupi di “aiuto alla partenza”. Convinto che si tratti di un posto di lavoro in un’agenzia di viaggi, il violoncellista vede presto in faccia una realtà fino ad allora impensabile. L’unica opportunità che gli si presenta per vivere riguarda il lavoro in una impresa di pompe funebri. A lui viene richiesto di renderli presentabili i cadaveri prima del funerale. L’impiego viene accettato, nonostante l'iniziale titubanza e pur trattandosi di un lavoro malvisto da tutti (anche da sua moglie) che al solo pensiero si toccano l'impensabile.
La pellicola è diretta con grazia, eleganza, sensibilità, maestria e sensibilità. Un argomento tabù, qual è la morte, diviene arte e occasione per parlare alla fine del mistero dell’esistenza terrena, del senso della vita, della riscoperta del sé, della ricerca della felicità.
Il film è giudicato da alcuni critici: commovente, sacro e persino ironico, distante da derive macabre e da humour nero.
Dobbiamo, comunque, vederlo per giudicarlo con la nostra unica personalità senza farci condizionare dal pregiudizio critico.

DEPARTURES (Titolo originale: Okuribito)
REGIA: YOJIRO TAKITA
SCENEGGIATURA: KUNDO KOYAMA
FOTOGRAFIA: TAKESHI HAMADA
INTERPRETI: MASAHIRO MOTOKI, TSUTOMU YAMAZAKI, RYOKO HIROSUE, KIMIKO YO, TAKASHI SASANO
GENERE: DRAMMATICO Musicale
Giappone 2008, colore, 2 h e 11'

mercoledì 7 aprile 2010

Carro funebre pubblicitario


Un carro funebre collocato in un incrocio stradale teatro di incidenti mortali. È stato collocato da un’impresa di onoranze funebri per farsi pubblicità. È accaduto in Austria da quanto apprendiamo dalla rubrica Blog d’Autore di Repubblica un pezzo di Marco di Blas dal titolo "Pompe funebri, pubblicità e gesti scaramantici". Un fatto clamoroso ripreso da tutta la stampa nazionale e che ci porta dritto al cuore del libro umoristico "Ti tocca anche se ti tocchi" di Raimondo Moncada.

Ci riferisce Marco di Blas che a Schärding, paesino dell’Alta Austria di 5000 abitanti, una locale impresa di pompe funebri, per farsi pubblicità, ha piazzato un carro funebre in un incrocio, spesso teatro di incidenti mortali. L'automezzo mortuario aveva ben visibile la scritta “Siamo a vostra disposizione in qualsiasi momento”.

Commenta Marco di Blas: “C’è un sottile humor nello slogan scelto dai necrofori di Schärding. Ma, trattandosi di necrofori appunto, più che ilarità nei loro compaesani quella scritta ha suscitato indignazione e gesti scaramantici. Per Ernst Sprinzl, rappresentante delle imprese di onoranze funebri nella Wirtschaftskammer (la Camera dell’economia), si è trattato di un’iniziativa 'macabra e irriverente'. Definizione respinta dal responsabile dell’agenzia che ha 'firmato' la campagna pubblicitaria: 'Noi – ha spiegato – vogliamo andare agli estremi, ma rimanere rispettosi'". Lo stesso titolare delle Pompe Funebri creative ha poi manifestato l'augurio che quel carro funebre posto all'incrocio mortale spinga gli automobilisti alla riflessione e a guidare con maggiore prudenza. La prossima campagna funebre promozionale, comunque, lascerà i morti per riprendere i vivi, anzi le bonazze. Il fantasioso impresario di Pompe Funebri austriache, imitando un collega italiano, ha annunciato che si affiderà ad un calendario dove ogni modello di bara sarà accoppiata con una modella di donna procace e poco vestita per attirare soprattutto l'attenzione dei futuri clienti uomini.
“A parziale scusante delle imprese di onoranze funebre – rileva Marco di Blas - va detto che in effetti la loro attività è forse tra le più difficili da reclamizzare. Quali che siano le parole usate, quali che siano i mezzi, il rischio del cattivo gusto o del grottesco è sempre in agguato. Quando, anni fa, una squadra femminile di volley della Puglia ottenne la sponsorizzazione da una ditta di pompe funebri della regione e il nome comparve sulle magliette, i cronisti sportivi non parlarono più di 'magliette', ma di “sudari”.

Nella foto un bel Mese di Maggio nel calendario 2010 , che si trova e si può acquistare nel sito della società romana Cofani Funebri, azienda specializzata in arte funebre e nella costruzione di bare. Nel calendario, si possono principalmente ammirare splendide foto di bare (e per chi vuole - non è vietato - anche ragazze scollacciate in pose osè).

Cimitero deposito di pallottole


Cimitero utilizzato come deposito munizioni. Accade a Sant’Onofrio, centro alle porte di Vibo Valentia. È quanto apprendiamo dal sito internet di Repubblica. Una nicchia del camposanto cittadino è stata adattata a deposito di proiettili. Lo hanno scoperto i carabinieri nel corso dellinchiesta che è scaturita dai colpi di arma da fuoco esplosi contro la casa del priore della confraternita del Santissimo Rosario, dopo il divieto di partecipazione ai sacri riti di Pasqua rivolto agli affiliati della 'ndrangheta con conseguente sospensione della tradizionale rappresentazione dell'Affruntata. I carabinieri hanno recuperato 30 cartucce calibro 38 special in una nicchia della Santa Croce, accanto al cimitero, dove vengono posti i lumini.
Sotto pressione per le perquisizioni in corso, ipotizza Repubblica, qualcuno potrebbe essersi liberato di armi e munizioni, pensando di metterle in un posto sicuro ed inviolabile, come appunto la nicchia di un camposanto. Ma così non è stato.

Ladri di cimitero rubano Madonna


Furto sacrilego nella notte di Pasqua nel cimitero di Molfetta. Ignoti sono penetrati nel camposanto e, dopo aver forzato la porta della cappella dell’Arciconfraternita della Morte, hanno portato via l’antica statua settecentesca della B.V. Addolorata. I ladri si sono portati via anche un inginocchiatoio in legno e un sudario della croce della Madonna.
La statua, alta un metro e mezzo, è stata realizzata intorno al 1700. Portata in processione fino del 1904, riproduce un’immagine dell’Addolorata ritratta in abito e manto luttuosi, presso la croce ornata di sindone, che abbraccia con la mano destra. Con la mano sinistra, la Madonna di Molfetta regge un fazzoletto per asciugarsi le lacrime. Il viso, segnato dal pianto, è rivolto al cielo in segno di supplica. Il petto è trafitto dallo spadino, simbolo della funesta profezia di Simeone.
Sul furto al cimitero indagano i Carabinieri.
Non è la prima volta che si perpetrano furti all’interno del Cimitero di Molfetta.
Altri episodi si sono verificati in passato anche nella Cappella centrale, denunciata a suo tempo dal rettore pro tempore.
Quando si dice che neanche i morti, possono riposare in pace!

Altri strani episodi che vedono protagonisti anche profanatori di simboli sacri e affaristi della morte, possiamo leggerli nel libro umoristico "Ti tocca anche se ti tocchi" di Raimondo Moncada.

Cimitero sfiorato con multe salate


Niente fiori al cimitero. Il camposanto deve essere sfiorato. I fiori sono vietati dal sindaco. Accade a Rivignano, comune in provincia di Udine. Apprendiamo dal Gazzettino.it che un provvedimento del sindaco Mario Anzil ha proibito “la deposizione di vasi di fiori e di qualsiasi altro materiale lungo i marciapiedi dei loculi”. Il testo dell'ordinanza sindacale, opportunamente plastificato per evitare che pioggia e umidità lo deteriorino, è stato collocato in più punti del camposanto comunale.
Alla vista del cartello, i parenti dei defunti di Rivignano si sono infuriati. Un fiore è un gesto d’amore, anche per un proprio caro che non c'è più. Ma adesso chi vuole manifestare un sentimento con un omaggio floreale, rischia multe salate. Le sanzioni, contro chi trasgredisce il divieto, vanno da 25 a 500 euro .
La ragione della proibizione sta nell’esagerazione dei parenti dei cari estinti abituati a collocare vasi di fiori in ogni dove senza badare di dare fastidio e di intralciare la circolazione cimiteriale. L’eccessivo affetto ha finito per ostacolare col tempo il regolare movimento pedonale nei vialetti del camposanto e lo spostamento della scala nei corridoi cimiteriali, scala utilizzata per raggiungere i loculi posti in posizione elevata.
I cittadini, amareggiati, ci fa sapere il giornale, si sono ribellati contro tale drastica decisione del sindaco. Incuranti dei divieti, continuano ad onorare la memoria dei propri cari come hanno sempre fatto, portando imperterriti al cimitero vasi di fiori, nel rispetto di una consuetudine che si perde nella notte dei tempi. Ma se continuano così, rischiano di far incavolare le autorità comunali che potrebbero decidere sanzioni più severe e collocare guardie in ogni angolo del cimitero coadiuvate da capillare videosorveglianza. Ciò andrebbe a limitare la privacy dei dolenti condizionandone l’espressione del dolore.
Il personale del Comune rimuoverà intanto i fiori "abusivi". Poi si vedrà il da farsi contro i recidivi. Bisognerà vedere cosa succederà nelle prossime settimane e il giorno di caos previsto per la ricorrenza del 2 novembre, giorno dedicato alla Commemorazione dei Defunti.
I fiori, ordina il sindaco, potranno essere deposti solo nei portavasi appesi sulle lapidi dei loculi. Ma sarà rispettata fino in fondo la prescrizione? “Ai familiari dei defunti - evidenzia il Gazzettino - rimangono quindi sei mesi di tempo per pensare a come poter offrire ai loro cari, in novembre, il tradizionale vaso di crisantemi. Non resterà che optare per i fiori recisi, ma anche in numero contenuto perché il vasetto sulla lapide non è in grado di alloggiare più mazzolini, nel caso si susseguano le visite di più congiunti”.
Ma i lumini si possono collocare a terra, anche ad intralciare il passaggio dei passeggiatori di camposanto? Non ci è stato chiarito. Si può solo provare. Se vi viene appioppata una multa da 500 euri, i lumini sono vietati. In caso contrario, potete abbondare.
Quanto accaduto a Rivignano, è uno di quegli episodi che hanno illuminato l'immaginazione dello scrittore Raimondo Moncada che sull'argomento ha scritto il libro umoristico "Ti tocca anche se ti tocchi"
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...