lunedì 28 febbraio 2011

Gli eco-defunti di Torino


Gli uomini che vanno nell’aldilà inquinano l’aldiqua. Perché la morte inquina e ciò non è più concepibile. Se i morti non si danno una regolata e diventano verdi non saranno ammessi nel trapasso. Questo perché è cresciuta negli ultimi anni la coscienza ambientale e la ricerca di soluzioni ecocompatibili. Una soluzione drastica, che taglia la testa al povero incompevole toro, sarebbe quella di evitare o limitare i decessi. Al momento non si può, ma ci si sta lavorando. Ci si sta concentrando, allora, a ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera che, con quanti decessi ci sono stati dalla comparsa di Adamo ed Eva, l’umanità ogni giorni inspira morte. Se non fosse per le risate scaramantiche che ci regala l'humor di "Ti tocca anche se ti tocchi" di Raimondo Moncada, ci sarebbe da toccarsi per l'eternità a venire.
A Torino, la morte diventa bio e i cari estinti diventano eco-defunti. Il capoluogo piemontese, nella guerra dichiarata all’inquinamento atmosferico, si è posto l’obiettivo di ridurre i gas serra del 40 per cento entro il 2020. La Socrem, ente morale attivo dal 1892 aderente alla Federazione Italiana per la Cremazione, offre il servizo di cremazione ‘ecologica’ del caro estinto con tanto di attestazione ambientale.
La Socrem ha deciso di investire in nuove tecnologie più efficienti per il suo servizio di cremazione. Dall'inizio dell'anno, leggiamo sul sito Zero Emission Tv, al tempio crematorio del cimitero monumentale di Torino sono entrati in funzione due nuovi impianti che dovrebbero permettere l’abbattimento del 50 per cento delle emissioni di Co2 in atmosfera rilasciate dal processo di cremazione. Quelle che non si riuscirà ad eliminare attraverso gli interventi per l'efficienza energetica, saranno compensate attraverso due progetti internazionali per la riduzione della deforestazione in Eritrea, attraverso la promozione di stufe efficienti, e in Amazzonia, tramite la fornitura di energia da scarti vegetali (pula di riso, miglio, gusci di nocciole) al posto del legname a una fabbrica di ceramica.

I certificati che attestano la compensazione della CO2 vengono rilasciati da Indica Srl. Così, a garanzia dell’avvenuta compensazione, su ogni certificazione di cremazione viene apposto il marchio 'Climate Neutral'.
Il processo punta ad alleggerire ulteriormente l’impatto della cremazione, che - ricorda Socrem – presenta già un vantaggio ambientale rispetto alla sepoltura: “Con la cremazione si riducono gli spazi cimiteriali. Le costruzioni necessarie alla conservazione dei defunti si limitano a piccole celle per le urne cinerarie. Con questo sistema poi la sepoltura è già definitiva, si proteggono le falde freatiche dei campi di inumazione. Inoltre, con la cremazione si evitano a monte tutte quelle scorie metalliche, lapidee e lignee che vengono rinvenute - e che devono essere in altro modo smaltite - a seguito di esumazione ed estumulazione. La cremazione, infatti, è una trasformazione completa che non inquina e non richiede ulteriori operazioni successive”.

mercoledì 23 febbraio 2011

Funerali senza piedi, addio ai cortei


I defunti stanno nella pace eterna, mentre il traffico impazzisce in un incontrollato bailamme. Gli automobilisti imbottigliati imprecano, mentre gli addolorati nella disperazione perdono tempo in chiacchiere dietro un corteo funebre. Fa discutere in un paese del nord Italia l’ordinanza di un sindaco che ha deciso di vietare i cortei funebri a piedi. Si tratta del sindaco Daniela Gasparini di Cinisello Balsamo, comune lombardo di 73 mila abitanti in provincia di Milano.

C’è chi si è dichiarato a favore perché non ne poteva più del caos funebre e chi si è dichiarato contro il provvedimento perché si va a interrompere una tradizione che dura da sempre. Come sempre l’Italia si spacca. Il quotidiano Il Giorno titola un suo servizio “Troppe chiacchiere e perdite di tempo: L'ultimo addio si farà senza corteo”.
"Se il sindaco vieta i cortei a piedi – si chiede giustamente Raimondo Moncada, autore del saggio umoristico 'Ti tocca anche se ti tocchi' – il rito funebre si svolgerà senza piedi?”.
La spiegazione il primo cittadino la dà in una nota stampa pubblicata sul sito istituzionale del comune di Cinisello Balsamo che riportiamo di seguito fedelmente.

Nuova organizzazione per il trasporto delle salme

Il sindaco Daniela Gasparini ha firmato una nuova ordinanza che regola il trasporto dei defunti, indicando modalità, giorni e orari di svolgimento e apertura al pubblico dei cimiteri.
La novità più significativa riguarda il divieto di svolgere cortei funebri a piedi, una prassi ormai consolidata in alcune città e sempre più spesso scelta da diverse famiglie.
“La decisione di sospendere i cortei a piedi - spiega il Sindaco - è stata concordata con tutti i parroci dopo una serie di incontri che ci hanno permesso di confrontaci sulle diverse esigenze. Per noi è soprattutto un problema di viabilità e di ordine pubblico, la nostra città è molto cambiata in questi anni e il traffico si è notevolmente intensificato”.
In una lettera che verrà distribuita ai fedeli, i sacerdoti fanno presente che, sempre più spesso oggigiorno, l’accompagnamento a piedi dei defunti dalla casa alla chiesa non è motivo di raccoglimento per i congiunti dietro il feretro, ma, al contrario, è occasione di distrazione, per questo il suggerimento è quello di portare la salma in chiesa un quarto d’ora prima dell’inizio della celebrazione per riunirsi in preghiera.
Il divieto di svolgere i cortei a piedi dalla casa verso il cimitero vale anche nei casi in cui non è prevista alcuna sosta per la cerimonia funebre, a questo proposito l’Amministrazione comunale ha dotato il Cimitero di piazza dei Cipressi di una Sala del Commiato, un nuovo spazio che è stato allestito nell’ambito dei lavori di riqualificazione avvenuti recentemente destinato allo svolgimento delle cerimonie funebri o per dare l’ultimo saluto alla salma prima della sepoltura o della cremazione.
All’interno dell’ordinanza si fa presente che i funerali possono avere luogo tutti i giorni tranne il lunedì mattina, la domenica e nei giorni di festività. Quanto agli orari di apertura al pubblico dei cimiteri, l’ingresso è consentito fino a quindici minuti prima l’orario di chiusura sia mattutino che pomeridiano.

lunedì 21 febbraio 2011

Manifesti funebri spacciano droga


La morte che si nasconde dietro l’annuncio funebre. È la nuova frontiera dello spaccio di droga. L’hanno scoperta, come leggiamo sul sito Blitz Quotidiano, i carabinieri di Napoli nell’ambito delle indagini in corso su alcune piazze dei quartieri di San Giovanni a Teduccio, Poggioreale e Ponticelli.
I militari dell’Arma Benemerita, aguzzando l’ingegno, si sono accorti che la malavita locale si era messa a smerciare stupefacenti nascondendo le dosi sul retro di manifesti funebri. L’interessato ritirava comodamente la roba staccando il foglio dal lembo dove la colla non aveva avuto presa. Geniale! Ma ancora più geniali i carabinieri che sono arrivati a scoprire depositi di droga in luoghi davvero insoliti per celare la droga e tenerla al riparo da occhi e occhiali indiscreti. Un sistema molto originale. Non sappiamo ancora se il “tossico” manifesto funebre inventato dalla ‘ndrangheta spacciasse solamente o comprendesse pure il servizio di annuncio di morte relativo al malcapitato cliente tossicodipendente destinato a vita migliore. Un servizio, insomma, completo, omnicomprensivo, intriso tanto di ironia del fatal tristo destino, la stessa ironia che impregna il saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada che di storie, come quelle scoperte a Napoli, è ricco. Ma che fanno ridere da morire.

domenica 20 febbraio 2011

La morte che fa ridere, scherzi divertenti

Un morto che fa ridere. Anzi un defunto che fa sganasciare dal ridere solo chi guarda il video di questo scherzo delle Pompe Funebri. Perché chi lo subisce è letteralmente terrorizzato. Chi lo vive in prima persona ha la morte addosso e tutto fa tranne che ridere perché la morte non fa ridere. Quando ti tocca, anche se hai dedicato un'intera vita a toccarti, tutto fai tranne che provarne gioia. Se ridi lo fai o perché sei fuori di testa o perché sono i nervi che sorridono da soli, in automatico, andando fuori controllo, a briglie sciolte. Ridi solo quando capisci che è uno scherzo, che è un gioco, che è una commedia, che è teatro, che è cabaret, che è una presa per il... Ridi quando c'è veramente da ridere come nel libro "Ti tocca anche se ti tocchi" di Raimondo Moncada.

mercoledì 16 febbraio 2011

Fattore Fortuna, il libro dai magici poteri


È un porta fortuna. Ormai è assodato. Chi lo possiede, chi lo ha letto, chi ne ha riso, ne ha tratto il massimo beneficio. “Ti tocca anche se ti tocchi”, opera umoristica di Raimondo Moncada, è il libro che possiede misteriosi magici poteri. I migliori scienziati del mondo sono al lavoro. Le testimonianze che arrivano in redazione di semplici lettori lo confermano. C’è chi dice di avere avuto cambiata in meglio la vita. C’è chi afferma che è stato un toccasana. C’è chi va dicendo che è come se gli accadessero in continuazione miracoli. C’è chi dice che prima del libro era triste, sfigato e dopo la lettura è diventato di colpo gioioso, felice e fortunato. C’è chi dice di avere vinto grosse somme di denaro al "Grattati che vinci". C’è chi dice di essere guarito da un fastidioso raffreddore. C'è chi dice che prima del libro pesava 236 chilogrammi e che dopo la lettura del libro ha ripreso il suo peso forma dimagrendo a tempi record. C'è chi dice che prima del libro si sentiva brutto e inguardabile e che dopo la lettura del libro si è sentito un latin lover molestato da eserciti di femmine assatanate.
“Ti tocca anche se ti tocchi” protegge, emana potenti influssi positivi. Funziona meglio di un ferro di cavallo, meglio di una coccinella, meglio di un quadrifoglio, meglio di un talismano tradizionale, meglio di una toccata alle parti intime, meglio di una grattata, meglio di un esorcista, meglio di un gobbo, meglio di un corno e meglio delle corna. Una risata, anche una sola risata, è un bagno di energia vitale. E le persone sorridenti, le persone che sanno ridere, sono le persone più forti, le persone che attirano fortuna, le persone che riescono a trasformare anche le situazioni apparentemente sfortunate, iellate, spiacevoli, in situazioni favorevoli, piacevoli e propizie. Come ha detto un appassionato lettore: fortuna che c'è "Ti tocca anche se ti tocchi". Ci crediamo!

domenica 13 febbraio 2011

Funerale a lieto fine: il morto rivive al cimitero


Inni alla vita. Dal libro scaramantico e porta fortuna “Ti tocca anche se ti tocchi”, al rito tradizionale pseudo-religioso con tanto di processione musical-lacrimale al cimitero. Accade a Cuba, il paese dei sigari e delle donne bone. Ci segnala un servizio della sezione tv di Repubblica.it che da oltre 30 anni, alla periferia dell'Avana, va in scena il rito del “Pachencho”. Un corteo funebre accompagna il feretro al camposanto. Pianti, disperazione, baci, abbracci, fazzoletti bagnati. Il prete, la vedova, i parenti... La banda che accompagna il maestoso mesto corteo. Una città in strada che avanza. Alla fine, nel luogo dell’ultimo addio, l’inaspettato colpo di scena, come in un film americano. Il morto, senza denti, con grande sorpresa generale si risveglia dentro la fossa: “Cucù!”. C’è chi grida al miracolo: “Evviva il morto!”. Il defunto vivo scatena la festa popolare con balli, canti e musica. Il miracolo del morto vivo si ripete miracolosamente ogni anno.
È una bizzarra cerimonia che, sostengono gli organizzatori, porta benessere e prosperità, una delle tante allegre manifestazioni in periodo pre Carnevale a cui, toccandosi, fa ampio riferimento Raimondo Moncada nel suo saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”, divenuto un best seller anche nell’isola di Cuba, uno dei libri più letti da Fidel Castro. Si racconta che almeno una volta al mese il compagno Fidel si metta in mano l’opera, esca dal palazzo leggendola a viva voce in comizi pubblici davanti a folle oceaniche plaudenti.





P.S. Si ringrazia per la fattiva e attenta collaborazione l'amico umorista Lino Giusti e il suo esilarante, pungente, purgante, graffiante, innaffiante blog umoristico Crepapelle.

venerdì 14 gennaio 2011

Il trionfo del tocco di "Ti tocca anche se ti tocchi"

Nuovo e divertente book trailer di "Ti tocca anche se ti tocchi" di Raimondo Moncada, il libro che fa morire da ridere. Le immagini sono tratte dal film “Babbaluci”, scritto e diretto dallo stesso autore. Il video rappresenta il trionfo del tocco e del ritocco!



Scrive l'umorista e scrittore Lino Buscemi nella recensione di "Ti tocca anche se ti tocchi" sul quotidiano La Repubblica: "C'è modo e modo di raccontare con spirito allegro un argomento che allegro non è. Le quasi 100 pagine del libro sono piene di sarcasmo e di comicità che mettono a nudo le immancabili ipocrisie ed i falsi comportamenti che emergono, in tutta la loro goffaggine (talvolta inconsapevole) prima, durante e dopo le onoranze funebri. Cosa c' è di più comico nel dire agli afflitti familiari di una persona morta per il diabete: «Che vita amara che ha avuto!», oppure «quanto ci mancherà la sua dolcezza!». Se poi il defunto è un grande invalido privo di braccia sembra quasi provocatorio riferire ai doloranti parenti che: «Non se ne stava mai con le mani in mano!» e, soprattutto, che era sua abitudine «dare una mano a tutti» e accogliere «tutti a braccia aperte». C'è dell'altro ma non vogliamo privarvi di gustare fino in fondo un testo scritto da un uomo che ama l'arte, la musica, la scrittura e quindi... la vita. Alla faccia dei menagramo".

giovedì 13 gennaio 2011

Toscani: il mio scatto da morto


Un clic umanamente impensabile. Uno scatto che avrebbe del miracoloso. Ma niente è inaccessibile alla divina creatività di un uomo. L’artista Oliviero Toscani ha confidato a Maxim il suo desiderio: “Mi piacerebbe fotografare il mio ritratto quando sarò morto. Non so se sarà possibile, ma forse sì”. L’intervista è contenuta nel primo numero di gennaio 2011 del noto magazine. Il fotografo, celebre per la sua arte, il suo genio e la sua voglia di stupire sempre e comunque, ha lanciato la sua ultima provocazione, quello che ritiene il suo scatto impossibile. Ma non sembra un desiderio brucia anima. Perché alla fine dice di volerlo fare il più tardi possibile. Ma quello di Toscani è veramente uno scatto impossibile? La risposta la troviamo come al solito nel libro "Ti tocca anche se ti tocchi" di Raimondo Moncada.

Oliviero Toscani è artista vero, l’uomo delle grandi provocazioni e delle campagne pubblicitarie dal grande impatto visivo e sociale. Il suo ultimo lavoro è un calendario di "pilu", del 2011, realizzato per il Consorzio vera pelle italiana conciata al vegetale di Ponte a Egola, nel Comune di San Miniato. Si tratta di scatti fotografici dedicati all'organo genitale femminile. O meglio, come spiega in modo diretto Toscani, senza peli sulla lingua: “La figa”. Nei 12 scatti, ci sono donne di tutte le etnie. L'inquadratura alle modelle è all'altezza del pube, ognuno al “naturale" e in primo piano, senza veli e senza l'intervento di rasoi o creme depilatorie.

sabato 8 gennaio 2011

I defunti con i posti riservati sono una fortuna


I defunti hanno pari diritto dei cosiddetti vivi. Sono uguali di fronte alla legge. Hanno pagato per una vita le tasse e se lo desiderano possono continuare a godere di benefici e agevolazioni anche dall’aldilà. Non si capisce dove sta lo scandalo. I morti non muoiono mai. Se in vita hanno avuto la patente di guida, perché una volta passati all’altro mondo debbono averla ritirata? Così anche per il contrassegno speciale per parcheggiare l’auto nell’area di sosta riservata a particolari categorie di utenti. Uno muore ma per il vivo il defunto rimane sempre vivo. Ed è quello che sicuramente è capitato e continua a capitare nelle città italiane dove periodicamente vengono “scoperti” utenti che prendono per così dire "in prestito" diritti acquisiti dai propri cari defunti anche nel settore della circolazione stradale oltre che in quello pensionistico.

I defunti non finiscono mai di stupire. La morte viene sfruttatata, viene spremuta dai vivi, per ricavarne fortune. Il concetto viene espresso con la sua chiarezza disarmante nel saggio umoristico "Ti tocca anche se ti tocchi".
Leggiamo dall’Agenzia Ansa che, da una verifica effettuata dalla Polizia Municipale di Pescara, “quattrocento permessi per la sosta gratuita dei disabili sono risultati intestati ad utenti deceduti e ancora in circolazione” nella città abruzzese. “Nel 2010 sono stati ritirati 20 contrassegni perché utilizzati nonostante fossero scaduti, e sono state denunciate sei persone con l'accusa di falso, in quanto sorprese a usare dei pass senza averne diritto”. Quasi duemila le sanzioni elevate per sosta su spazio invalidi o in corrispondenza degli scivoli e 1.425 i veicoli rimossi.

Lo sguardo che uccide


La tecnologia bellica fa passi da gigante e arriva ad armare anche le pupille dei nani. Lo sguardo adesso uccide per davvero. Una mala tagliata e sei morto stecchito!
Le strade della morte sono infinite, dice Raimondo Moncada autore del best seller umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”. Prima si uccideva con la fionda prendendo la mira con lo sguardo, adesso si ammazza prendendo solo la mira. Incredibile.
La notizia l'apprendiamo dall'Agenzia di Stampa Italiana Ansa.
I piloti della Raf, la Royal Air Force, l’aviazione inglese, hanno a disposizione un nuovo tipo di casco volante che permette di far fuoco usando gli occhi: basta “puntare” lo sguardo sul bersaglio, proiettato dal computer sulla visiera-monitor, e il gioco è fatto: l’obiettivo è annichilito!
Il casco della morte, sviluppato dalla britannica Bae, ha un modico costo di 250mila sterline ed è usato sui Typhoon della Raf. Può colpire un aereo nemico in tutte le posizioni, anche quelle del Kamasutra, purché sia nella visuale del pilota. “Di solito - spiega al Sun il pilota Mark Bowman - bisogna posizionarsi dietro a un aereo per poterlo colpire. Con questo casco posso invece comandare le armi con la testa. È la fine del combattimento aereo tradizionale”.
Nel terzo millennio, come è stato prefigurato in “Ti tocca anche se ti tocchi”, si farà guerra testicolando.

venerdì 31 dicembre 2010

Concorso per becchino giardiniere


Al beccamorto non si può rinunciare. Neanche in una fase in cui si stringe al collo di tanti disoccupati il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione. Il suo ruolo, così come evidenziato nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”, è vitale. Senza di lui non si può morire. Un defunto non si può seppellire da solo. Ci vuole la mano esperta, inumatrice. Il Consorzio Cimitero Cardito-Crispano, due comuni della provincia di Napoli, ha indetto un avviso per la selezione pubblica e la successiva assunzione a tempo indeterminato e a tempo pieno di un beccamorto o meglio, così come leggiamo nel bando: “BECCHINO/GIARDINIERE” – Categoria “A” – Posizione economica “A1” – Profilo Professionale di “OPERATORE TECNICO”.
La domanda deve essere presentata presso il Centro per l’impiego di Frattamaggiore (Napoli).
“La selezione – avvisa il bando - consiste nello svolgimento di prove pratiche attitudinali ovvero in sperimentazioni lavorative i cui contenuti sono determinati con riferimento a quelli previsti nelle declaratorie e nei mansionari di qualifica, categoria e profilo professionale. La selezione accerta esclusivamente l’idoneità dei candidati a svolgere le mansioni proprie della
qualifica o profilo professionale del posto offerto e non comporta alcuna valutazione comparativa”.
I candidati dovranno sostenere una prova a contenuto praticoattitudinale, vertente nell’espletamento delle seguenti operazioni:
- Scelta del materiale inerente lo scavo e/o riempimento di fossa per inumazione salma;
- Scelta del materiale inerente un lavoro di potatura sfoltente di piante ed erbacce.
La prova deve essere espletata entro il tempo prestabilito dalla Commissione esaminatrice.
A chi supererà l'esame di seppellimento, “è riservato l’accesso alla categoria A1 ed al diritto alla relativa retribuzione tabellare mensile lorda di euro 1.472,85, già comprensiva del rateo di tredicesima mensilità, oltre le indennità dovute per legge”.
Per consultare il bando di selezione e scaricare il modello di domanda di partecipazione, i potenziali becchini possono consultate i siti internet istituzionali dei comuni consorziati: http://www.comune.cardito.na.it/ e http://www.comune.crispano.na.it/.
Buon lavoro. E buon anno ai candidati becchini.

Il furto da becchino è più grave


Ladro di cimitero si può accettare. Ladro becchino no! È gravissimo. Se vieni beccato al camposanto a rubare spacciandoti da becchino ti becchi l’aggravante e l’aumento della pena. Lo sancisce la giurisprudenza e non il saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”.
Un uomo è stato condannato per furto aggravato in relazione ad una serie di furti messi a segno in un camposanto fiorentino dove si fingeva addetto alla cura delle tombe. Lo apprendiamo dall’Agenzia AdKronos tramite il sito Diretta News.
La Quarta sezione penale ha bocciato il ricorso del finto becchino, facendo notare che legittimamente è stata applicata l’aggravante dato che “per non destare sospetti nei visitatori e per giustificare la sua presenza in un luogo da dove poteva agevolmente studiare i comportamenti dei visitatori e scegliere le vittime, l’imputato si era finto un addetto alla cura delle tombe intento a bagnare i fiori deposti sulle sepolture”. Tale condotta, annotano ancora i giudici, “configura una attività insidiosa e fraudolenta diretta a sorprendere e soverchiare la vittima”, poiché “simulando la cura dei fiori, l’imputato si pose nella posizione per osservare i movimenti dei visitatori senza essere sospettato”. Una condotta che, in definitiva, evidenzia “non solo il carattere fraudolento, ingannevole, ma dimostra il rilevante ruolo ai fini dell’abbassamento delle difese della vittima e del buon esito della condotta illecita”.
Inutilmente l’uomo, già condannato dalla Corte d’Appello di Firenze, ha obiettato che non poteva essergli applicata l’aggravante del furto dato che, a suo dire, “l’oggetto sottratto costituito da una borsetta era al di fuori della sfera di protezione della proprietaria, che l’aveva lasciata incustodita sul tappetino dell’auto fuori dal cimitero”.

mercoledì 29 dicembre 2010

Un mare di defunti in cenere


Un mare di morti. È l’obiettivo che si è prefissato la minicipalità di Shangai che ha deciso di aumentare i sussidi per coloro che decideranno di disperdere in mare le ceneri dei propri cari defunti. A riportarlo è lo Shanghai Daily, così come evidenziato dal sito http://www.funerali.org/. La misura sarà adottata perché i cimiteri della città cinese, tra le più popolose del mondo, sono sempre più affollati e c’é sempre meno spazio per nuovi cimiteri. Coloro che faranno richiesta di disperdere le ceneri nell’oceano Pacifico riceveranno un contributo che va dai 2000 ai 3000 yuan (circa dai 200 ai 300 euro) a fronte degli attuali 400 yuan (circa 40 euro). Il governo di Shanghai ha cominciato a dare questo genere di contributo nel 2003, quando i richiedenti ottenevano solo 150 yuan (circa 15 euro).
Nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada, c’è un capitolo dedicato alle soluzioni per far fronte alla carenza di spazi cimiteriali. Si propongono tombe a “grattacielo”, sepolcri a “grattaterra” e “uomini bara”.

Il furto da becchino è più grave


Ladro di cimitero si può accettare. Ladro becchino no! È gravissimo. Se vieni beccato al camposanto a rubare spacciandoti da becchino ti becchi l’aggravante e l’aumento della pena. Lo sancisce la giurisprudenza e non il saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”.
Un uomo è stato condannato per furto aggravato in relazione ad una serie di furti messi a segno in un camposanto fiorentino dove si fingeva addetto alla cura delle tombe. Lo apprendiamo dall’Agenzia AdKronos tramite il sito Diretta News.
La quarta sezione penale ha bocciato il ricorso del finto becchino, facendo notare che legittimamente è stata applicata l’aggravante dato che “per non destare sospetti nei visitatori e per giustificare la sua presenza in un luogo da dove poteva agevolmente studiare i comportamenti dei visitatori e scegliere le vittime, l’imputato si era finto un addetto alla cura delle tombe intento a bagnare i fiori deposti sulle sepolture”. Tale condotta, annotano ancora i giudici, “configura una attività insidiosa e fraudolenta diretta a sorprendere e soverchiare la vittima”, poiché “simulando la cura dei fiori, l’imputato si pose nella posizione per osservare i movimenti dei visitatori senza essere sospettato”. Una condotta che, in definitiva, evidenzia “non solo il carattere fraudolento, ingannevole, ma dimostra il rilevante ruolo ai fini dell’abbassamento delle difese della vittima e del buon esito della condotta illecita”.
Inutilmente l’uomo, già condannato dalla Corte d’Appello di Firenze, ha obiettato che non poteva essergli applicata l’aggravante del furto dato che, a suo dire, “l’oggetto sottratto costituito da una borsetta era al di fuori della sfera di protezione della proprietaria, che l’aveva lasciata incustodita sul tappetino dell’auto fuori dal cimitero”.

Morta si sveglia poco prima di essere seppellita


È morta, decrepita, da sotterrare. C’è tanto di certificato medico di decrepitazione accertata. Anzi, no! È viva, da togliere dalla bara. Un'incredibile storia ci rimbalza dal Brasile, dove un’anziana donna, Maria das Dores da Conceicao, di 88 anni, di Belo Horizonte, dichiarata defunta, si è svegliata dentro il cofano poco prima di essere inumata al cimitero. La notizia, che leggiamo sul sito Leggo, è una di quelle stranezze di cui è pregno il libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada.
La donna era stata ricoverata per ostruzione arteriosa, venendo dichiarata morta il giorno dopo. Essendo defunta, i parenti si sono adoperati a organizzare il rito funebre e a darle degna sepoltura. Così è stato. Ma dopo le esequie e prima di andare sotto terra, Maria das Dores da Conceicao ha aperto gli occhi, lasciando di stucco parenti e amici. Quando la bara è stata chiusa, la donna si è mossa, facendo sobbalzare gli addetti alla sepoltura, che hanno aperto il feretro scoprendo l'esistenza in vita dell'anziana donna.
Il sindaco di Belo Horizonte ha annunciato l'apertura di un'inchiesta per negligenza nei confronti dell'ospedale. La 88enne è ora ricoverata in terapia intensiva. Non sappiamo se in un altro ospedale. Quando arriverà il giorno, nessuno crederà più al suo decesso.

sabato 25 dicembre 2010

Gum Writers, soccorso scrittori estinti


Si presentano come “I cari estinti”. Sono amici di “Ti tocca anche se ti tocchi” e di Raimondo Moncada ma non lo sanno. Appartengono al divertente, ironico, graffiante, insuperabile, utile, noir blog “Gum Writers” e svolgono un’insostituibile funzione psico-sociale in soccorso dei talenti non cagati dalla grande muraglia delle case editrici.
Gli autori di Gum Writers si mostrano in viso con “una carrellata di addetti alle onoranze,
direttamente dalla cappella di famiglia”. C’è Gaia Conventi, “addetta all’assegnazione loculi”, “da contattare per una bara comoda nel blog: vi verranno prese le misure”. C’è Maria Silvia Avanzato “guardiano del camposanto, accende ceri ascoltando Fado mentre le bare varcano la cancellata e pensa che “alla fine, tornano tutti a trovarla”. “Si esibisce nella Madama Butterfly,
durante le esequie, previa prenotazione”. C’è Frau E. P. Wittenten “nobildonna decaduta senza rompersi l’osso del collo (magie di gumwriters!), addetta alle cattiverie gratuite e alle verità scomode”. C’è Mortimer Brewster “incaricato alle interviste e ai vecchi merletti. Cura entrambe le cose con spassionata noncuranza”. C’è Ludmilla Scannaossi “giovane esordiente fino all’avvenuta vecchiaia, addetta a dire male dei libri altrui, tanto per pareggiare i conti”. C’è Silvia “Gratta” Trevisani che “si è a lungo spacciata, in orario diurno, come scenografa alla Scala di Milano. In realtà, impugnata la matita, ha passato molte notti a guardarvi con occhio maligno”.
Gestiscono ognuno delle rubriche molto speciali: “I ceri votivi”, “I libri dell’eterno riposo”, “La nicchia – Togli il piede dalla fossa!”, “Al capezzale”, “Veleno a Piccole Dosi”, “L’angolo delle indulgenze”,”Veglie letterarie”, “Epitaffio per un libro”, “In cerca di suffragio”. Curiose anche le categorie degli argomenti trattati: “Al capezzale”, “Bara con vista”, “Condoglianze”, “Il piangente corteo”, “In cerca di suffragio”.
Da oggi i soccorritori di Gum Writers sono amici onorari del nostro blog e di Raimondo Moncada in persona, se ancora esiste e non è passato a miglior vita (perché sono sempre i migliori ad andarsene per primi!).

lunedì 20 dicembre 2010

Record di imprese funebri e di tocchi


La crisi nera premia le pompe funebri. È proprio il caso di dirlo prendendo a prestito uno dei passaggi salienti dell’accurata analisi scientifica contenuta nel saggio “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scienziato Raimondo Moncada.
Nel giro di pochissimi giorni, in un paesino abruzzese in provincia di Chieti le onoranze funebri sono raddoppiate. Sono passate da due a quattro. Stiamo parlando di San Vito Chietino. Nota località balneare di Lanciano contenente poco più di 5 mila anime. Il portale di informazione Abruzzo Quotidiano pubblica allarmato una notizia dal seguente titolo: “San Vito Chietino, aprono 4 agenzie di pompe funebri e i cittadini toccano ferro”.
Ma, diciamo noi, non si limitano a toccare ferro. Toccano anche altri metalli preziosi.
La redazione di Abruzzo Quotidiano ci dice che mentre da un lato le attività commerciali chiudono i battenti per la crisi profonda, dall’altro lato c’è un tipo di impresa che va a gonfie vele: l’impresa funebre. Fino a pochi mesi fa il mercato se lo dividevano due ditte. Da alcuni giorni, “sul corso principale del paese, sono state aperte a pochi metri l’una dall’altra due nuove sedi di operatori del settore mortuario, una è già attiva con il nome “La Fenice”, mentre l’altra, denominata “Aldilà”, aprirà ufficialmente il proprio ufficio nei prossimi giorni”. Per il giornale si tratta di un vero e proprio record considerando le dimensioni di un piccolo centro come San Vito.
“Il fenomeno – si commenta – sta ovviamente preoccupando non poco i cittadini che, con i dovuti scongiuri, a questo punto pensano che l’invasione di questo tipo di attività in paese sia dovuto al fatto che evidentemente gli operatori del settore prevedono in futuro un alto tasso di mortalità. L’unica consolazione per i cittadini è che, grazie alla concorrenza, da oggi possono sperare in funerali meno costosi”.
“Si corre però il rischio – commenta l’autore del best seller ‘Ti tocca anche se ti tocchi’, fortissimo nelle vendite natalizie – che gli imprenditori decidano di investire sul sicuro: chiudere un negozio di intimo o di giocattoli ed aprire una fiorente attività mortuaria”.

Funerali, vietato toccarsi e bestemmiare


C’è chi si tocca alla vista di un carro funebre. Ma c’è anche chi bestemmia per gli intralci e c’è chi suona il clacson per il rallentamento provocato dalle esequie alla circolazione stradale. Tutta colpa di un defunto! Le persone non hanno requie e rispetto neanche da morte. Succede così che un amministratore sia costretto a tappezzare la città di manifesti per invitare vivamente i propri cittadini a non essere maleducati e irriguardosi. Succede a Zero Branco, comune in provincia di Treviso, in Veneto, che il sindaco Mirco Feston lanci un appello pubblico intitolato “Onoriamo i nostri morti” tramite avviso murale. Lo apprendiamo dal sito del Corriere ma è come se avessimo letto già una simile notizia sull’eloquente saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” del toccante autore siciliano Raimondo Moncada che consigliamo caldamente come regalo di Natale.
“Chiedo a tutti - scrive Feston nel manifesto, secondo quanto riporta il Corriere - di fare ciò che molti fanno da sempre: un atto di rispetto. Ogni volta che passa un corteo funebre, passa una persona defunta, un pezzo di Zero Branco che se ne va: fermiamoci per qualche minuto. Davanti ai negozi e ai bar, facciamo silenzio. Se siamo in macchina lungo il tragitto del funerale, accostiamo e spegniamo il motore. È solo questione di minuti: di fronte alla morte non c’è fretta che tenga. Automobilisti che suonano la tromba perché non hanno voglia di aspettare un attimo o addirittura avventori dei bar vicini che bestemmiano davanti ai parenti del morto o dileggiano la cerimonia. A tutto questo abbiamo deciso di dire basta”. Secondo motivazioni così riportate nello stesso avviso comunale, riporta sempre il quotidiano di Via Solferino: “È per questo che la polizia locale è presente ad ogni funerale, ed in caso di impedimento, c’è la protezione civile. È per questo che l’amministrazione comunale ha disposto l’invio di un telegramma alla famiglia ogni volta che muore una persona. Perché chi non ha rispetto dei morti non ha rispetto neanche dei vivi”.
Dalla scorsa settimana, ci informa il Corriere, il Comune ha allungato al sabato pomeriggio l’orario di lavoro della polizia municipale, obbligatoriamente presenti a tutte le esequie, per imporre lo spegnimento dei motori alle auto in attesa ed eventualmente per sanzionare comportamenti irriguardosi come le imprecazioni blasfeme. Nel nuovo decalogo municipale dell’estremo saluto, inoltre, è stata prevista una stretta ai furti di fiori dalle tombe dei defunti. “Installeremo presto le telecamere nei campisanti”, annuncia Feston. Occhi elettronici che serviranno pure a stroncare i conferimenti selvaggi di rifiuti fuori dai cimiteri. Un malcostume costato alle casse comunali, solo nei primi sei mesi di quest’anno 17 mila euro.

domenica 5 dicembre 2010

Becchino fisso a tempo indeterminato


Chi fosse o si sentisse “necroforo affossatore” può farsi avanti per ambire a un posto fisso. Uno dei pochi, forse, con questa qualifica. Lo cerca il Comune di Miglionico, in provincia di Matera. Si richiede patente “C”, licenza di scuola media inferiore, qualche nozione di polizia mortuaria e la capacità a scavare fosse al cimitero (competenza espressamente prevista nel bando). In esecuzione di Determinazione del Responsabile dell'Area Tecnico Manutentiva, il Comune di Miglionico ha indetto un concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di 1 posto, a tempo indeterminato, a tempo parziale a 18 ore settimanali, per il profilo di “Addetto ai servizi cimiteriali -necroforo/affossatore”, Categoria B3, Posizione economica B3. Al bando, in scadenza oggi, possono partecipare uomini e donne in possesso di precisi requisiti. Oltre alla patente di categoria “C” e al titolo di Studio di Terza media Inferiore è richiesta la cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri dell'Unione Europea; essere maggiorenne e godere dei diritti civili e politici; non aver subito condanne e non avere procedimenti penali in corso; insussistenza di misure che siano causa di destituzione, dispensa o decadenza dall'impiego presso una Pubblica Amministrazione; avere un'idoneità psico-fisica all'impiego ed alle mansioni del profilo professionale richiesto e, per candidati di sesso maschile, nati entro la data del 31 dicembre 1985, avere una posizione regolare nei riguardi degli obblighi militari. Il trattamento economico è quello previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro-Comparto Regioni-Autonomie Locali. Una commissione esaminatrice nominata con deliberazione di Giunta comunale si occuperà di selezionare e valutare i candidati becchini. Candidati che saranno sottoposti a tre prove che si terranno presso i locali dell'ex refettorio della scuola elementare in via Estramurale Castello, 1. Tre le prove previste: scritta, teorico-pratica e orale. Curiosa la prova “pratica”. Oltre a vertere sulle tecniche di pulizia e manutenzione del verde delle aree cimiteriali, costruzione e manutenzione di opere edili e utilizzo di macchine operatrici (terne e miniescavatori) vedrà il candidato cimentarsi anche in “escavazioni fosse”. Per la prova orale, si richiede una preparazione in Tecniche di esecuzione di tracce e di saggi di terreno e di escavazione di fosse; Tecniche di tumulazione e di esumazione; Conoscenza e manutenzione del verde delle aree cimiteriali; Assistenza muraria all’installazione di cippi e lapidi; L'amministrazione sottoporrà a visita medica di controllo il vincitore di concorso, per accertare la sua idoneità psico-fisica. Per superare le prove consigliamo vivamente la consultazione del saggio "Ti tocca anche se ti tocchi" di Raimondo Moncada.

domenica 28 novembre 2010

“A corpo morto”, monologhi per il caro estinto


Rappresentazioni dal vivo per “A corpo morto”, lo spettacolo di cui Vittorio Franceschi è autore e unico interprete, prodotto dal Teatro Stabile di Genova con la regia di Marco Sciaccaluga. L’attore e drammaturgo bolognese interpreta i diversi personaggi proposti indossando le maschere di Werber Strub. Lo spettacolo è in tournèe. Prossimi appuntamenti dal 2 al 5 dicembre all'Arena del Sole di Bologna.

Vittorio Franceschi ha creato un pezzo di teatro su un tema molto serio ma non serioso, con toni lieti e grotteschi, lo stesso argomento affrontato in maniera umoristica in tutte le sue complesse sfaccettature da Raimondo Moncada nel suo “Ti tocca anche se ti tocchi”.
Franceschi recita cinque monologhi riferiti ad altrettanti personaggi che esprimono il loro ultimo omaggio verbale ad una persona ormai non più in vita. I protagonisti della scena sono un ragazzo che si rivolge alla sua compagna sempre amata, una moglie che parla al marito con cui ha vissuto tutta la vita, un padre al proprio figlio deceduto, una figlia alla madre ed un barbone ad un compagno di strada. Vittorio Franceschi indossa durante la rappresentazione le maschere realizzate da Werner Strub, il più apprezzato "mascheraio" del teatro occidentale, collaboratore di Benno Besson, Jean-Louis Barrault e Giorgio Strehler. Attraverso le maschere cambia continuamente identità, diventando il cantastorie della vita altrui. Vendono affrontati con leggerezza e affettuosa partecipazione i temi del dolore universale provocato dalla morte e si incitano gli spettatori a lasciarsi andare alla gioia di vivere.

Artista nuda con peluche minacciata di morte

Anche la povera Eva fu minacciata di morte. Ma sol perché, dopo avere scoperto la calura della foglia di fico, andava dicendo a quel maschio arrapato di Adamo che non l'avrebbe mai più tolta! Questa è l'amara riflessione di Raimondo Moncada autore del libro satirico “Ti tocca anche se ti tocchi” sul fatto che oggi, a distanza di non sappiamo quante migliaia di anni, una donna ed anche un uomo vengano minacciati di morte perché posano nudi in una foto, in quadro, in un film, in un videoclip, in una pubblicità.
È notizia di questi giorni che la famosa cantante di musica pop curda irachena Mzhden Slih abbia denunciato di essere stata minacciata di morte da estremisti dopo aver realizzato il videoclip della sua ultima canzone "Padasht". Il motivo? La canzone, il cui titolo in curdo vuol dire "messaggio di passione", contiene alcuni frammenti in cui Mzhden Slih appare completamente nuda e coperta solo da un peluche.
La giovane artista ha denunciato l'accaduto al sito iracheno al-Sumaria News.
"Subito dopo la pubblicazione del video su 'Youtube' - ha spiegato Mzhden Slih - ho ricevuto una serie di telefonate minatorie nelle quali venivo accusata di aver violato le tradizioni del popolo curdo per come sono apparsa nella clip". La giovane artista ha aggiunto di non voler demordere e di avere chiesto a tutte le tv satellitari curde di trasmettere il video della canzone.
Noi, nel nostro piccolo, lo proponiamo pure nel nostro sito a condizione, però, che Mzhden Slih nel video della prossima canzone compaia senza peluche, senza alcuna foglia di fico, senza niente: completamente ignuda! Sarebbe una bella risposta. Paserebbe il messaggio che il mondo evolve e non si è fermato alla foglia di fico di Eva.


Iglesias, di scena l’arte della morte


“Il corpo sottratto”, ovvero due giornate dedicate al tema della morte attraverso la poesia, l'arte, il cinema, performance dal vivo. La manifestazione, giunta alla sesta edizione, si tiene a Iglesias, cittadina sarda in provincia di Cagliari. L’idea di promuovere l’evento è dell’associazione culturale “Vox 2000”.
Il "Corpo Sottratto", è realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Iglesias. La direzione artistica è di Maurizio Saiu, mentre quella organizzativa è affidata a Monica Mariani.

Oggi, domenica, il secondo appuntamento nel suggestivo palcoscenico del Cimitero Monumentale di Iglesias per una serata che coinvolgerà artisti, cantanti, musicisti, giovani studenti in una performance dal vivo dal titolo “All’ombra di un cipresso”. La performance mira a riscoprire gli spazi tipici della morte per riviverli come luoghi vitali. L'evento, per la regia di Maurizio Saiu, guiderà il pubblico alla visita del cimitero monumentale, ricco di storie e memoria cittadina, attraverso il canto, la musica e la danza.

Grazie a "Il corpo sottratto", un argomento considerato tabù è indagato attraverso i linguaggi dell’arte, della filosofia, della musica e della poesia da artisti, filosofi, musicisti, ricercatori e studenti. Il tentativo è quello di far luce su ciò che maggiormente inquieta e fa soffrire gli uomini. È la stessa strada percorsa, ma con la chiave dell’umorismo, dallo scrittore Raimondo Moncada nel libro “Ti tocca anche se ti tocchi”

L’altro ieri, venerdì, il primo appuntamento. Nella sala “Lepori” della scuola Eleonora d'Arborea, si è tenuto il convegno su “I linguaggi dell'arte nei rituali funebri e nelle visioni simboliche: discorsi, canti e immagini intorno al tema della morte”. L’artista Josephine Sassu ha raccontato i tanti aspetti della percezione della morte nell’arte, attraverso i quadri di Rembrant, Picasso, Mantegna, Caravaggio e Michelangelo, fino ai contemporanei Serrano e Cattelan. La cantante e attrice Clara Murtas ha, invece, interpretato la vita e la morte attraverso il canto di “anninnias” ed “attittidos”. L’etnomusicologo Ignazio Macchiarella ha evidenziato l'importanza del cantare funebre come elemento di condivisione della sofferenza. Al termine della serata, è stato proiettato il cortometraggio “Deu ci sia”, per la regia di Gianluigi Tarditi e realizzato da “Ophir Production”. Il film narra di una Sardegna di fine Ottocento, dove emerge oscura e silenziosa la “femina aggabadora”, figura leggendaria della tradizione che abbreviava le sofferenze ai moribondi, nell'intensa interpretazione di Murtas.

Ricchi sfondati con i morti del Lotto


Dal dolore all'estasi! Sogni morti? Sogni cimiteri? Bene, anzi ottimo. Con la smorfia di felicità e non di dolore puoi diventare ricco sfondato. La vita onirica può essere una grande risorsa se ben saputa vivere. I defunti possono diventare oro se ben usati, ci dice Raimondo Moncada nel suo best seller “Ti tocca anche se ti tocchi” edito dalla Csa Editrice.

C’è chi è stato sfortunato nella vita e chi, invece, nell’aldilà ha trovato la sua fortuna trasformando tutto in numeri. Gli incubi si possono giocare e ti possono portare camion di lingotti d'oro. C’è chi prega per averli ogni notte per diventare benestante. Ma i sogni si debbono ben ascoltare e decifrare. Occorre smorfiarli. Occorre seguire bene i testi classici, moderni e modernissimi della Smorfia, secondo cui ogni elemento di un sogno può essere interpretato e associato a uno dei 90 numeri del Gioco del Lotto.

Un povero, per diventare ricco, deve dare i numeri.

Ecco alcuni suggerimenti di smorfiata.

- Sognare un Cimitero: 5;
- Sognare di pregare in un cimitero: 20;
- Passare vicino a un cimitero: 77;
- Visitare un cimitero in sogno: 42;
- Cimitero di campagna: 7.
- Sognare un morto: 50;
- Sognare un morto nella bara: 51;
- Sognare di toccare un Morto: 8;
- Sognare di sotterrare un Morto: 25;
- Sognare un morto che resuscita: 62;
- Sognare di stringere la mano a un Morto: 68;
- Sognare un Morto che parla: 47;
- Sognare di pregare un Morto: 52.


Con la smorfia puoi interpretare qualsiasi sogno, qualsiasi incubo: vermi, serpenti, madonna, padri, pidocchi, insetti, neonati, fare l’amore, mamma, gravidanze, partorienze, pesci, carne, nonni, sposa, baci, cavalli, casa, scarpe, piangere, bambini.

Con la smorfia puoi finanche trasformare il sogno di chi, povero, sogna di diventare ricco al gioco.

lunedì 22 novembre 2010

Aziende assumono, cercasi becchino già becchino


Cercasi becchino preferibilmente già becchino. Le aziende assumono. Cercasi beccamorto maggiorenne, con patente di guida e residenza in zona. L’offerta arriva dal comune di Acqui Terme (in provincia di Alessandria) ed è pubblicizzata dal locale Centro per l’Impiego, sito in Via Crispi 15.
L’offerta di lavoro l’abbiamo letta sul portale lavoro della Provincia Regionale di Alessandria ed anche sul sito internet della società Help Lavoro.
Ci viene spiegato che a ricercare un operatore necroforo è una ditta privata, che il settore di riferimento è quello delle Pompe Funebri, che il numero di addetti richiesto è 1, che la qualifica richiesta è quella del becchino. “Per l’offerta è possibile Autocandidarsi”, ma occorre essere maggiorenni. L’età minima richiesta è 18 anni.
Ecco il testo integrale dell’offerta di lavoro:

AGENZIA LAVORO ACQUI TERME RIF.:50940 AZIENDA PRIVATA RICERCA N:1 OPERATORE NECROFORO - T.D. CON POSSIBILITA` DI TRASFORMAZIONE - PAT. B PREFERIBILE CON K PUBBLICO - GRADITA PRECEDENTE ESPERIENZA LAVORATIVA NEL SETTORE - RICHIESTA RESIDENZA ZONA ACQUESE.

Per chi fosse interessato, si può collegare ai seguente link
- Portale Lavoro Provincia di Alessandria.
- società Help Lavoro.

Con la fame di lavoro che c'è, pensiamo che pioveranno tante domande da ogni dove e che ci sarà da studiare per battere e far morire (in senso solo metaforico!) la concorrenza.

Come testo per farsi un’idea del mestiere del becchino ridendo, consigliamo spassionatamente ai candidati ma anche ai loro selezionatori, ai loro conoscenti ed amici, a chi amico non è, a chi ama toccarsi, la lettura di un libro che è ormai divenuto un classico in materia: “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada”. Ma è solo un consiglio disinteressato, non di parte. E non ci sarà alcun bisogno di toccarsi. Parola di chi si è toccato, inutilmente!

Quando i becchini vanno al bar


Un becchino va al bar. Entra nel locale. Siccome è un beccamorto educato e gentile, saluta cordialmente tutti, il titolare, il barman, i camerieri, gli avventori:
“Salme a tutti!”

La battuta l’abbiamo letta su Yahoo Answers dov'è pure commentata e ribattuta.

Per altre battute e umoristiche riflessioni su un argomento tradizionalmente allegro, vi diamo un consiglio spassionato. Ma proprio spassionato. In maniera disinteressata vi suggeriamo di leggere il libro umoristico dal titolo “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada. Per la lettura non ci sarà bisogno di toccarsi!

sabato 20 novembre 2010

Funerali da animali, i canarini avranno sepoltura


Un funerale da animale! Ancora qualche giorno e i primi di dicembre, i cittadini del Friuli Venezia Giulia potranno dare l’ultimo saluto a cani, gatti e canarini con tanto di esequie solenni così come avviene civilmente per gli uomini. Ha aperto i battenti a Trieste la prima agenzia regionale di onoranze funebri per animali d’affezione. Si chiama “I nostri gioielli” e ha sede in via Villan de Bachino, 4 nel rione di Roiano (Trieste). L’agenzia nasce, come spiega il titolare, da un’esigenza molto avvertita in una città dove sono moltissimi i cittadini, soprattutto anziani, che possiedono un animale e dove sta prendendo sempre più piede la consuetudine di imporre loro, considerati a tutti gli effetti componenti della famiglia, nomi di persone.
La notizia l’apprendiamo dal sito Club Radio.
Le esequie verranno svolte come in un funerale convenzionale, solo in miniatura. L’agenzia penserà a tutto: dal ritiro a domicilio o dal veterinario e trasporto della salma presso la struttura cimiteriale al corredo funebre, al cofano su misura, alla lapide, con o senza foto e con dediche personalizzate. O, se si preferirà, alla cremazione, e alla relativa scelta dell’urna cineraria e consegna delle ceneri. Se si vorrà tenere sempre con sé il proprio amico e trasformare la gioia di averlo avuto accanto in un gioiello, ci sarà anche la possibilità di far realizzare un diamante con le sue ceneri o un estratto da un ciocco di pelo. Il servizio, il cui prezzo varierà a seconda del tipo di cerimonia e del corredo funebre scelti, sarà alla portata di tutti, assicura il titolare. Per di più, saranno previste forme assicurative che copriranno l’intero costo. Si partirebbe da un costo minimo di 400 euro fino ad arrivare a 50 mila.
Pensare ai propri animali anche dopo la morte è un segno di civiltà. Chi non ci pensa, dice l'autore di "Ti tocca anche se ti tocchi", è semplicemente un animale.

venerdì 19 novembre 2010

Bare d'autore per gay


Arrivano anche le bare gay friendly, intonate, artistiche, allegre, eccentriche, personalizzate. Due designer tedeschi di pompe funebri di Colonia, Mike Konigsfeld e Tom Brandl, hanno pensato bene di dare vita a casse da morto appositamente studiate per una clientela gay.

Si allarga così lo spettro di bare creative già portate a conoscenza dallo scrittore Raimondo Moncada nel capitolo “Bare d’autore” del saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”.
Nella foto pubblicata sul sito Queerblog.it (e ripresa dal sito Orange), si ammira una bara diversa dalle solite: elegante, fantasiosa, lussuosa dentro e fuori, con le immagini di uomini muscolosi che abbracciano l’ultima casa del defunto. Ed in Germania, apprendiamo, una ditta sta già provvedendo a commercializzare questo genere di bare decorate con disegni omoerotici.

I costruttori sono molto ottimisti, nonostante la crisi economica che colpisce pure l'industria funebre. Le casse gay, sostengono, hanno un loro mercato e si potranno vendere con facilità.
Secondo gli ideatori, non c’è nulla di meglio per dare l’ultimo saluto ai propri cari che delle immagini di giovani uomini muscolosi in pose classiche (ci ricordano tanto gli affreschi di Michelangelo!).
Da morti dovremmo essere tutti uguali, ma non è così.

Raimondo Moncada nel capitolo “Bare d’autore” del saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” ha parlato di alcuni paesi dove la morte è arte, creatività, cultura, allegria. Le bare artistiche e personalizzate prodotte in Ghana, nel continente africano, ad esempio ne sono una viva testimonianza. Sono la dimostrazione tangibile che la realtà supera spesso la fantasia. “Gli artisti dell’aldilà per le loro creazioni – scrive Raimondo Moncada – si ispirano all’esistenza terrena del caro estinto, prendendo spunto da un aspetto caratteristico. Se il morto in vita è stato, ad esempio, un piscione incontinente la bara personalizzata prenderà le sembianze di una fontana zampillante!”

giovedì 18 novembre 2010

E-Tomb, la "balata" si fa elettronica


Dopo l’E-Commerce, arriva l’E- Tomb per gli appassionati dell’aldilà. Una tomba tutta elettronica, dotata delle più sofisticate tecnologie per garantire un collegamento continuo dei vivi con i defunti e dei defunti con i vivi. E non solo. I defunti avranno anche la possibilità di tenersi aggiornati con internet e con i più popolari social network come Facebook, Twitter, Youtube. È una notizia incredibile già prefigurata in tempi non sospetti dal libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada come la E-Balata (per farla capire meglio ai siciliani).
Niente più medium o strani sortilegi, allora, per restare in contatto con i nostri cari defunti arriva la E-Tomb.
Ma che caspita è la E-Balata?
La notizia viene riportata dal sito Il Punto Informatico.

È ancora un concept, ma la E-Tomb (o la E-Balata che dir si voglia) si offre già ai suoi futuri utenti come l'evoluzione naturale delle attuali lapidi funerarie. La E-Tomb si presenta con un elegante pannello solare che alimenta una chiavetta Bluetooth, inserita nella croce posta sulla parte frontale della pietra sepolcrale, a cui è possibile collegare tutti i dispositivi compatibili.
La E-tomb è studiata per immagazzinare le informazioni dei social networking come Facebook e blog, le foto o i video relativi al defunto. Questo innovativo sistema permette ad amici, parenti, fans, curiosi, gossippari, di rivivere la vita digitale della persona scomparsa attraverso i cellulari o i dispositivi portatili.
Sarà infatti sufficiente accendere il Bluetooth e collegarsi alla E-Tomb per conoscere il nome, il cognome, la data di nascita e di morte ed altre informazioni sulla vita passata del defunto. Inoltre, accedendo al suo profilo Facebook o Twitter – ci informa Il Punto Informatico - sarà possibile lasciare al deceduto un pensiero sulla bacheca, per porgere il proprio rispetto e mantenere vivo il suo ricordo anche fra gli amici e i parenti ancora vivi e connessi (o sconnessi!). Un’idea macabra e allo stesso tempo innovativa e affascinante. Quasi quasi verrebbe da morire per provarla di persona.

mercoledì 17 novembre 2010

Comprare una bara a rate porta fortuna

Vendere una bara. A qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo. Pure in comode rate, sessanta per la precisione. A Napoli. A persone che sono vive e vegete. Per strada. A uomini che si toccano contro il malaugurio incontrando un indiscreto commerciante di cofani. È una delle scene di “Così parlò Bellavista” il film commedia del 1984, tratto dal romanzo omonimo, sceneggiato e diretto da Luciano De Crescenzo. La vendita di una bara, l’affare proposto in uno dei vicoli di Napoli, diventa una delle tante riflessioni filosofiche sulla vita e sulla morte, sulla fortuna e sulla sfiga, del professore Luciano de Crescenzo. "Comprare una bara a rate - afferma il commerciante funebre - porta fortuna!"

Pompe Funebri, pubblicità con grigliate di carne


Un funerale è difficile da pubblicizzare, ma con un po’ di spirito di iniziativa e creatività si riesce a spuntarla. Senza pubblicità, anche un’agenzia di pompe funebri potrebbe essere destinata a morire schiacciati da una concorrenza spietata. E se ti lanci nel mondo della pubblicità funebre, ti inventi pure degli slogan carini, a volte anche curiosi e divertenti così come leggiamo sul libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada. Un esempio di vivace creatività funebre ci viene da Belluno dove l’imprenditore Lorenzo Donadel, titolare di un’agenzia di servizi funerari, non riesce a stare un attimo quieto. Da bravo imprenditore le escogita tutte per farsi apprezzare nei servizi che offre, per far conoscere il buon nome della sua attività. E ci riesce. Il segreto è offrire servizi innovativi con umanità, disponibilità e rispetto.

Donadel, leggiamo sul quotidiano on line il Gazzettino, per farsi conoscere “offre momenti conviviali ad associazioni e a gruppi di persone”. “Lo fa a Ponte nelle Alpi, l’ultimo al Burcio di Roncan la settimana scorsa, e a Sedico dove opera da anni". "Poco tempo fa ha organizzato anche una cena nella casetta degli alpini a Sois”. “Sono una decina ogni anno – scrive il Gazzettino - gli incontri che propone: in primavera punta alle grigliate magari all’aperto e d’autunno imbadisce tavole ricche in prevalenza di selvaggina. Ha aperto un’attività anche a Cencenighe, ma là non si è ancora proposto convivi.”
La pubblicità fa leva sulla simpatia e sulla carica di umanità che il quarantenne imprenditore riesce a trasmettere. Anche sul servizio funebre, Donadel si presenta come un rivoluzionario dalle idee chiare e vulcaniche. Il Gazzettino ci riferisce ancora che l'imprenditore ha abolito, ad esempio, le epigrafi vecchio stile bordate di nero. Donadel le fa rosa per le donne e azzurre per gli uomini.

martedì 16 novembre 2010

Morire per un eccitante calendario erotico


La morte erotica. L’azienda romana Cofani Funebri ha già pronto il nuovo, atteso, sexy calendario del nuovo anno: l'eccitante 2011. Donne bellissimie e seminude sono ancora una volta abbinate a casse da morto di ultimissima e artigianale produzione. Un connubio eccitante e inseparabile che a chi ama veramente la vita verrebbe da morire all’istante per vedersi questo modello di gran femmina, provocante e tenebrosa, sopra di te, sopra il tuo corpo, sul tuo personale cofano.

Complimenti al fotografo e complimenti all’impresa i cui nomi saranno sicuramente inseriti nella prossima edizione di “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore umoristico Raimondo Moncada, per un tocco di eccitante eccitazione in più.

Il nome del calendario 2011 hot è “Sexy bara“, macabro e nello stesso tempo erotico. L’edizione 2011 ha per protagoniste alcune modelle di genere gothic: Persephone, Gingered, Klarica e Damaged Doll e lo shooting è stato ambientato in un vecchio casale della campagna laziale.
Pensato per far pubblicità agli articoli della fabbrica di bare, il calendario “Sexy bara” è diventato negli anni un “must” tra chi opera nel settore funerario e tra gli amanti del genere Dark e Gothic e tra chi cerca un regalo fuori dal comune. Può essere un ottimo regalo per le imminenti festività di natale. Un gadget da appendere nella propria camera da letto, nel proprio studio o in bagno per meditare sulla bellezza.

lunedì 15 novembre 2010

Monty Python, pompe funebri ridicolizzate

Le pompe funebri ridicolizzate dai Monty Python, storico gruppo comico inglese, attivo dal 1969 al 1983. Il gruppo, costituito da Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin, non si poneva limiti. Non si fermava davanti a niente. Tutto diventava oggetto di satira. Anche l’evento morte è stato trattato alla stessa stregua. Un evento luttuoso diventava spunto per uno scheck comico, anche di pessimo gusto con battute su cadaveri cotti con patate. Ecco di seguito un brano di uno show trasmesso nel Regno Unito dalla BBC.

giovedì 11 novembre 2010

Festeggiamenti funebri!

Ole! Ole! Ole! Sorridere oltre. Arrivare nell'aldilà a 32 denti e con il labbro allargato.
Bastardi si nasce. Bastardi dentro non si diventa. Bastardi dentro bisogna esserlo per Dna. Altrimenti certe cose non si potrebbero fare. Come non si potrebbe festeggiare un amico, un parente, nel giorno del suo funerale. Olè! Olè! Olè!

mercoledì 10 novembre 2010

Sbanca il lotto con la morte e tanto "culo"


La morte porta anche fortuna. Ma per vincere e soprattutto stravincere certe cifre ci vuole pure tanto culo! E' una verità incontrovertibile riportata, tra le tante, nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada edito dalla Csa Edizioni.
Una donna, pensionata di 66 anni di Fossano, in provincia di Cuneo, puntando al gioco del Lotto appena sei euro ha portato a casa un bottino non indifferente di un milione e 151 mila euro. Più della misera pensione. Come ha fatto? Semplice. Il trucco è bello e spiegato. La giocatrice ha pensato bene di rivolgersi direttamente ai propri defunti. Ma non all’aldilà, al mondo etereo. La donna si è rivolta all’aldiqua. Sono stati loro, i morti, a dare i numeri ed i numeri vincenti. L’ispirazione, la giovanissima pensionata l’ha avuta al cimitero, visitando le tombe dei propri cari. Nel silenzio religioso contemplativo, ha avuto l’imbeccata. Giocaci! Giocaci! Giocaci! I morti davano i numeri. Giocaci! Giocaci! Giocaci! La donna ha meditato a lungo sulle date di nascita e di morte incise sulle lapidi ed ha appuntato cinque numeri precisi, Nè uno di più né uno di meno. Lasciato il cimitero della vittoria, si è diretta in paese per andare a giocare i numeri al Lotto, nella ricevitoria di Pinuccia Rolfo di via Garibaldi. Ha puntato 2 euro sul terno, 2 sulla quaterna e 2 sulla cinquina. Per la tombola, purtroppo, non le sono rimasti spiccioli. I numeri dei morti sono usciti tutti, uno di seguito all’altro, sulla ruota di Milano. Sembravano telecomandati. I numeri della fortuna sono stati 9, 59, 60, 69 e 89. La vincitrice ha centrato dieci terni, cinque quaterne e una cinquina. E' stata sfortunata per la tombola. Se l'avesse giocata, avrebbe vinto anche quella sbancando lo Stato.
La Lottomatica ha affermato che siamo in presenza della più alta vincita mai avvenuta con il gioco del lotto in provincia di Cuneo
La dea bendata ha baciato una pensionata, sfortunata nella pensiona ma molto ma molto fortunata nel gioco. Ci chiediamo: che ne farà di tutti questi soldi? Non lo sappiamo. Ma registriamo una becera caccia a conoscere l’identità della vincitrice, con la diffusione degli identikit. I cacciatori stanno facendo il possibile per rintracciare la preda, prima che il ministro del Turismo Michela Vittorio Brambilla dia seguito al suo annuncio di abolire la caccia definita “una pratica non solo crudele ma anche pericolosa”.
Intanto, in tutta Italia si registra un aumento esponenziale dei visitatori dei cimiteri e delle vendite di taccuini per appunti e penne nei negozi di cancelleria. Si registra anche un aumento di giocate al Lotto con date di morte. E si registra anche un aumento di lapidi rotte nei camposanti e un aumento di arresti di gente che si è rovinata giocando fortune al Lotto puntando con i numeri delle date di morte dei propri defunti, gente che dopo aver perso tutto al gioco si è vendicata distruggendo le lapidi con i numeri perdenti giocati.

giovedì 4 novembre 2010

Gratta e vinci un funerale


Operazione “Porte aperte” al Funeral Center di Bari con in premio un funerale e un bel viaggio. Puoi entrare liberamente dentro una bara, ti puoi far scattare foto ricordo mentre ti giri e rigiri all’interno del cofano, puoi riprenderti con una video camera mentre provi la comodità e il lusso di un “tabuto”, puoi collegare il tuo cervello a un computer mentre immagini a come potrebbe essere il tuo funerale. E puoi partecipare anche a un concorso a premi in cui con in palio un bel funerale e bel un viaggio, a quanto pare non di sola andata. Sembra di leggere una delle storie raccontate nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada.
Ma così non è.
Stando al servizio di Antenna Sud, il consorzio di impresa funebri “Funeral Center” ha effettivamente escogitato questa operazione commerciale, dopo il successo della campagna denominata “Il servizio che ti stende”. La singolare iniziativa è stata lanciata in un momento pubblicitariamente felice: nei giorni dedicati alla commemorazione dei defunti.
Come un grande evento che si rispetti, come nelle migliori tradizioni dei funerali all'americana, “senza il morto” però, nella giornata dell’apertura pubblica delle bare a Bari, sarà offerto un rinfresco a base di prodotti tipici baresi: bruschette, taralli, olive, provolone, mortadella e orecchiette. Le bare baresi di Bari non saranno l’unica allettante attrazione. Per i partecipanti è prevista l'estrazione di due viaggi: uno di andata e ritorno, per due persone, in capitali europee a scelta: Londra, Parigi, Madrid, Francoforte…. E poi un altro premio sicuramente molto ambito, considerati i prezzi alle stelle dei servizi per l’aldilà: "un viaggio di sola andata: il tuo funerale, gratuito da consumarsi entro i prossimi 100 anni", finché il consorzio di pompe funebri sarà operativo! dicono alla Promostudio, l’agenzia di marketing e comunicazione che ha pensato all'iniziativa. Per avere una dose di fortuna, bisogna toccarsi... anzi... grattarsi!
Appuntamento, da non perdere, dunque, domenica prossima, 7 novembre 2010, a Bari, in Viale Pasteur 17, dalle 9,30 alle 12,30.
Riccardo Stillavato, dell’agenzia Promostudio, intervistato da Antenna Sud dichiara: “Il nostro intento è quello di far avvicinare in maniera più tranquilla possibile e anche meno traumatica possibile la gente alla dipartita di un caro o di un amico.”
Le esequie, i servizi funerari, il vestito della dipartita, i grandi magazzini della morte, diventano una festa, una sagra, un momento in cui gioire e brindare. La vita non finisce mai!



lunedì 1 novembre 2010

Defunta cacciata per vita sessuale sofferta


Integrata di sesso. Un supplizio. Non degna, anche in cenere, di stare da congiunta defunta accanto al congiunto vivo.
Potrebbe essere tradotto in questi crudi termini una vicenda che, come ci riferisce l’Agenzia di stampa Ansa, ha suscitato ilarità ma anche indignazione nel cimitero di un paesino padovano, Tombolo. Qui un arzillo 83enne si è preparato la propria lapide incidendovi sopra un atto d’accusa verso la moglie, defunta nel 2008: “Vita sessuale sofferta, non perdono Flavia, le sue ceneri non qui”.
Sembra di leggere un passo del libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada!
Sulla lapide, così come leggiamo e vediamo sul sito on line del quotidiano Mattino di Padova, “c'è la fotografia dell'anziano, in posa ieratica”. “E sotto la scritta: «N. 9-12-1926», la sua data di nascita. A fianco una scritta su un foglio, a mano, dove ci dovrebbe essere la data di morte: «M. Attendo. O decido. Rino B.». Come dire: mi affido al destino, oppure vedrò di darci da solo una mano.”
La moglie era morta nell’aprile del 2008, a 82 anni, e le sue spoglie erano state cremate. L’anziano, scrive l’Ansa, si è presentato ieri nel camposanto di Tombolo, portando a mano la pesante lapide, che poi ha sistemato in un loculo della tomba di famiglia, per una sepoltura preventiva con «sgarbo» coniugale.

sabato 23 ottobre 2010

Diffida ai morti: o pagate o vi tagliamo la luce


Tombe come cassette della posta. Incredibile quanto avvenuto al cimitero di Ascoli Piceno. Sulle lapidi, sulle cappelle gentilizie, tra i fiori, tra i lumini, in ogni utile appiglio del camposanto comunale sono state lasciate penzolare in bell’evidenza strani e inconsueti fogliettini di pagamento da esigere. Una multa per eccesso di velocità nella recita delle preghiere in suffragio? Una sanzione per il volume troppo alto utilizzato nelle meditazioni a bocca chiusa? Una contestazione per l’uso di fiori troppo profumati? Niente di tutto questo o quasi. Rimane il fatto - come ci illumina lo scrittore Raimondo Moncada nel suo saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” – che quando ci sono soldi di mezzo non c’è morte o morto che tenga. Il dolore e la pietà per i cari defunti passa in secondo piano. Ma cosa è accaduto ad Ascoli Piceno di tanto insolito con i fogliettini bianchi penzolanti dalle tombe del cimitero?
A fornirci le informazioni necessarie è il quotidiano Il Resto del Carlino in un servizio di Luca Marcolini. “A leggerne il contenuto, si scopre che si tratta di un vero e proprio avviso di pagamento per quel che riguarda il servizio delle lampade votive. Poi, guardandosi attorno, ecco che si scopre di non essere soli, ma di condividere questa imprevista scoperta con tanti altri congiunti rimasti impietriti di fronte ai loculi del loro cari: quei foglietti sembrano penzolare su tanti altri loculi del cimitero comunale a Borgo Solestà, in qualche caso al fianco di quei fogli che, invece, racchiudono preghiere ‘regalate’ su carta ai propri affetti che non ci sono più. In realtà, dietro questa scelta della ditta appaltatrice del servizio, una motivazione logistica c’è” o ci sarebbe.
Per la ditta appaltatrice del servizio, sarebbe stato impossibile contattare tutti i familiari non avendo a disposizione una banca dati sui defunti. E così la soluzione più pratica e più veloce è stata quella di lasciare l’avviso di pagamento direttamente nella ultima dimora dei defunti. Alla faccia di un luogo sacro inviolabile. E se i familiari non dovessero pagare? Si esigerà il pagamento dai morti? L’avviso, con allegato il modulo da compilare, indica come termine ultimo per pagare il prossimo 30 novembre. Se non si provvederà a sganciare la moneta, sarà tagliato il servizio e i defunti non avranno più il conforto della luce.
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