venerdì 21 maggio 2010

Nudi funebri, fotografo rischia prigione


Nudi femminili al camposanto. Libera espressione artistica o colpevole trasgressione? Kishin Shinoyama, 69 anni, maestro della fotografia giapponese contemporanea, rischia il carcere e una multa salata per avere scelto come set le tombe di un cimitero di Tokyo per ritrarre i suoi nudi femminili. L’apprendiamo da Yahoo news che riporta una notizia dell’Ap (Associated Press).
L'ufficio dei procuratori della capitale nipponica, leggiamo, avrebbe aperto un procedimento contro Shinoyama. Il noto artista sarebbe accusato di oltraggio al pudore e profanazione di luogo religioso per aver scattato foto di nudo nel cimitero di Aoyama nel mese di ottobre 2008.
Se riconosciuto colpevole, il fotografo famoso per le sue opere erotiche, rischia una condanna a sei mesi di prigione e un’ammenda di 300mila yen (circa 2.800 euro). In un breve comunicato, riporta l'Ap, Shinoyama si sarebbe difeso sostenendo che le modelle sono rimaste senza veli “solo per pochi minuti, il tempo di qualche scatto”. Le fotografie sono state utilizzate per il libro “No Nude by Kishin 20XX”, pubblicazione uscita nel gennaio 2009.

Nel mondo non c’è più di che scandalizzarsi. L'arte è libera e gli artisti sono liberi di esprimersi. E poi tutto è possibile nella vita, come ci insegna Raimondo Moncada nel suo celebrato saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”. Anche nel silenzio di un cimitero, tutto è possibile. In un camposanto, come ci dice la cronaca di questi mesi, ci trovi di tutto: senza casa che dormono sonni tranquilli dentro cappelle gentilizie, coppiette che fanno l’amore tra le lapidi, drogati che si fanno per vedere il paradiso e anche fotografi con al seguito modelle ignude così come madre natura le ha fatte.

Nell'immagine accanto, una bella foto artistica che ci rappresenta bene il mese di maggio del ricercato calendario dell’azienda funebre “Cofani Funebri” che vi consigliamo di sfogliare e di tenere a casa.

giovedì 13 maggio 2010

Torino si ferma e si tocca al Salone


Il Salone Internazionale del Libro di Torino, anche quest’anno è l'appuntamento più “toccante” del pianeta. Al Lingotto, da oggi e fino a lunedì 17 maggio ci sono i più grandi nomi della letteratura del mondo e le ultime novità editoriali. Per la gioia di tanti appassionati toccatori, c’è sempre il libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada che, in questi mesi, ha tanto fatto toccare e ritoccare i lettori più toccaticci.
Il libro - rivelazione 2009 e 2010, con prospettive di successo anche per il 2011 - viene presentato, nella sua seconda edizione, in tutta la sua toccante bellezza attrattiva, nel Padiglione 2, allo stand J170-K169 del Salone. A presentarlo la Csa Editrice, l’azienda di Crotone che per prima ha creduto nelle potenzialità toccanti dell'opera moncadiana.
La Fiera del Libro di Torino, dunque, diventa un’imperdibile occasione per venire in contatto con “Ti tocca anche se ti tocchi”, ammirarne la straordinaria copertina, prenderlo in mano, toccarne le pagine, aprirlo, annusarlo, rubare qualche sprazzo di lettura, assaggiarne il sottile umorismo, farsi pervadere dal senso di spiritosa vitalità.
Il Padiglione 2 è il cuore del Salone 2010. Lo stand J170-K169 è il centro degli eventi di Torino. Quanto annunciato ieri, il celebre blog satirico di Iliubo ce lo conferma: lunghe file al botteghino;
biglietterie infuocate per il sovraccarico di prenotazioni provenienti da tutto il mondo; il tutto esaurito negli alberghi piemontesi, nella metropolitana, in tutti i mezzi pubblici, nei sellini delle biciclette a noleggio. Per ammirare dal vivo il libro di Raimondo Moncada ci si reca in Fiera a piedi, due piedi a visitatore. Le code chilometriche che si vedono lungo le strade torinesi consentono, in un’epoca di asocialità, di fare quattro chiacchiere, trascorrere un'intera giornata in fila in umana compagnia.
È il libro che non ci stancheremo mai di consigliare ai puri di spirito, a chi ha bisogno di spirito, a chi ha necessità di essenza di patate. E' il libro da tenere sempre a portata di mano: nel comodino della camera da letto, nel mobiletto del bagno, sopra lo sciacquone del water, nel cofano dell’automobile, sulla visiera del cappellino estivo, nella patta dei pantaloni, dentro il costume da bagno. È il libro dei libri, entrato di prepotenza nella top ten mondiale dei libri più osannati dagli amanti della letteratura toccante.

Se dovesse interessare ecco il programma completo del Salone Internazionale del Libro di Torino.


martedì 11 maggio 2010

Becchino al volante di una bara a motore


Una bara trasformata in un’automobile sportiva. Una bella cassa da morto che cammina, anzi, che sfreccia - assicura il costruttore - alla velocità massima di 160 chilometri orari. Da non crederci. Questa geniale idea è venuta ad un eccentrico becchino inglese, Phil Bisset, di 62 anni.
Era una vita che inseguiva questo sogno!
Mister Bisset ha acquistato la bara non in un’agenzia di pompe funebri ma su internet. E a buon mercato. Si è messo su eBay, ha scelto la cassa che più si adattava al suo progetto (peso di 75 chilogrammi con scanalature e alettoni aerodinamici) e l’ha ordinata per meno di 100 sterline. Poi subito al lavoro per trasformare l’interno della bara in un comodo abitacolo e per far diventare l’esterno della cassa funebre la carrozzeria di una fiammante automobile da corsa.
La sua originale macchina-bara personalizzata l’ha fabbricata nel suo garage di Romford, nell’Essex.
Il singolare necroforo britannico ha messo sotto al cofano, un motore di una Volkswagen del 1972, poi parti di una vecchia Ford, più altri pezzi trovati in giro. Ne è venuta fuori una monoposto sportiva stile british dalle fattezze davvero toccanti.
La bara volante, al termine del processo costruttivo, è stata decorata da un esperto tatuatore con diversi tatuaggi e scritte a dir poco macabre. Due frasi, in particolare, attirano l’attenzione dell'osservatore: “I put the fun in funerals” (traduciamo terra terra con: il mio divertimento è nei funerali) e “I see dead people” (traduciamo sempre terra terra: Io vedo morti). Con queste scritte funebri e con la bara motorizzata portata in giro rumoreggiando per le vie del Regno Unito, si spiega il motivo per cui molti inglesi cerchino di evitare di incrociare il veicolo del becchino Bisset e molti altri inglesi - seguendo l’intelligente insegnamento di tanti emigrati siciliani - si tocchino di continuo il magico apparato scaramantico.
Nonostante rischi di diventare lo zimbello di Romford, il becchino costruttore pare non perdersi d'animo. Anzi ci scherza pure sopra, come gli ha suggerito la lettura del libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada.
"Io amo molto la mia macchina – dice divertito Phil Bisset - e non è detto che non possa essere l'auto giusta per portarmi al cimitero, quando sarà la mia ora...".
Una cosa è sicura. Se Bisset vuole affrettare i tempi, non deve far altro che pigiare sul pedale dell’acceleratore e raggiungere i 160 all'ora. Allora, su un’auto funebre fumante, la sua ora potrebbe arrivare prima del previsto.

giovedì 6 maggio 2010

Da vivo gode del suo funerale


Il funerale è l’unico evento che l’uomo non può vivere da vivo, ma da morto. Ed ecco la geniale idea, così come raccontato nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada. Il fotografo bolognese Anthony De Luca, 29 anni, ha pensato bene di godersi le proprie esequie, di gustarsele nella pienezza delle sue funzioni vitali. Anthony ha così organizzato e celebrato il suo personale funerale ancora in vita: con tanto di carro funebre, fiaccole accese, banda musicale e bara sorretta da sei portantini. La singolare e toccante (nel senso anche che inviterebbe qualcuno a toccarsi!) performance è stata messa in scena a Bologna.
“Partecipare al mio funerale - ha detto divertito il fotografo De Luca non ancora defunto - è stata un'emozione fortissima. Non si è trattato di una provocazione: fa parte della mia personalità ricercare performance originali”.
L’evento della sua morte è stato annunciato su internet giorni prima, con tanto di messaggi sui principali social network come Facebook e un comunicato stampa ufficiale in cui è stato scritto: “Anthony De Luca muore il prossimo 4 maggio 2010 a Bologna. Queste le prime indiscrezioni sul funerale-evento del fotografo bolognese, con corteo e banda musicale, nella incantevole cornice di Palazzo Gnudi a Bologna".
Il primo funerale di un vivo che ha già fatto il giro della rete. "Al mio funerale - queste le sue ultime volontà - voglio che la gente si diverta... le mie modelle dovranno essere presenti vicino alla mia bara durante la veglia... anche il mio funerale dovrà essere un set fotografico". Sempre nel comunicato stampa l'invito: "Appuntamento per il corteo funebre martedi 4 maggio ore 19.00 ritrovo in piazza 8 agosto, Bologna".
All’irriverente appuntamento con la morte hanno risposto oltre un centinaio di persone, tutti vestiti rigorosamente di nero. Il raduno in piazza VIII Agosto e poi in corteo attraverso le vie del centro del capoluogo emiliano, compostamente dietro il feretro. Dopo una breve sosta in piazza Maggiore, il finale del funerale è stato vissuto all'interno di Palazzo Gnudi con la veglia e la camera ardente. Qui, qualche amico del finto scomparso si è lasciato andare a espressioni di vera-finta commozione. Tra il pubblico, alcuni giovani del flash mob "genioallopera" oltre ad amici e colleghi del divertito defunto e altri spettatori incuriositi dal singolare evento. Nel corteo al seguito del morituro, qualcuno pare abbia visto anche la madre di Anthony De Luca. La signora, per come riporta il Tgcom, non ha "retto" alla veglia funebre: "Sarò anche una mamma moderna - ha scherzato - ma non fino a questo punto".
Per il morto-vivo, partecipare coscientemente al proprio funerale è stata una esperienza irripetibile. Una trovata davvero incredibile che ha spiazzato in tanti. Una morte anticipata che il fotografo e performer bolognese ha vissuto con estremo piacere, gioco e divertimento. All'interno della bara, pare, si tenesse stretto con ambedue le mani il pacco.
La macabra performance ha destato l’interesse di tanti curiosi ed ha meritato la ribalta di media nazionali come Repubblica e Tgcom.
L’artista, per lanciare e promuovere la sua morte, si è pure fatto girare un video irriverente e osè. Lui è apparentemente dentro una bara bianca portata a spalla da nove bellissime modelle quasi ignude. Il video, neanche a dirlo, è stato messo su youtube col titolo “L’ultimo scatto di Anthony De Luca”.
Il video è accompagnato da questa didascalia:
“Anthony De Luca è stato originale anche nel suo trapasso... ancora vivo aveva espresso il seguente desiderio: "Se dovessi morire...vorrei realizzare un ultimo set fotografico con la mia salma e le modelle a me più care..qualcuno però dovrà scattare la foto con le mie indicazioni "“L'artista ha lasciato nel testamento le indicazioni per realizzare l'ultimo scatto”.“ASTENERSI IMPRESSIONABILI”.
Il funerale, è il caso di dirlo, ha avuto alla fine il meritato successo!
Complimenti al morto.

martedì 4 maggio 2010

Sindaco impresario funebre


Titolare di pompe funebri candidato a sindaco del proprio paese. Che male c’è? Nessun male. Anzi. Tutti abbiamo diritto di sottoporci al giudizio dei cittadini elettori per guidare una pubblica amministrazione. Contano le vive capacità a cominciare dalla creatività nel coniare messaggi elettorali a dir poco originali: "Vi seppellirò di voti!"
A Ispica, piccolo comune di 15 mila abitanti in provincia di Ragusa, sulla costa sud-orientale della Sicilia, impazza a suon di slogan ad effetto la pre-campagna elettorale. Si voterà il 30 e 31 maggio prossimi per il sindaco e il rinnovo del consiglio comunale. A sfidarsi, al momento, per la carica di sindaco sono in tre: Piero Rustico (sindaco uscente, centrodestra), Pippo Barone (centro sinistra) e, annunciato come terzo incomodo, c’è Giuseppe Di Giorgio. Quest’ultimo, leggiamo sul sito di Sciclinews, è un indipendente (già coordinatore cittadino dell’Mpa, Movimento per l’Autonomia), espressione del Movimento Primavera Ispicese. È un libero professionista, titolare di una agenzia di pompe funebri. Il suo slogan non lascia spazio ad alcuna ambigua interpretazione. Giuseppe Di Giorgio, a viso aperto, promette infatti agli sfidanti un perentorio: “Vi seppellirò di voti”, secondo quanto riportato da tanti portali internet. Per coniare una frase tanto efficace e toccante, avrà letto di sicuro il saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada nativo di Agrigento, terra di Luigi Pirandello. Un libro ricco di spunti e di frasi divertenti.
Il sito di Sciclinews, che vi invitiamo a visitare, pubblica una foto con quello che dovrebbe essere il manifesto elettorale di Giuseppe Di Giorgio con l’originale slogan.
Per inquadrare meglio la situazione, vi consigliamo di dare anche un’occhiata all’editoriale del direttore del “Giornale di Ragusa”. “La deformazione professionale a volte investe anche il linguaggio – scrive con toni duri il direttore sul sito del giornale -. Accade anche tra i candidati a sindaco che in questi giorni sono impegnati nella ricerca dei consensi con tutti i mezzi, comprese le espressioni anche un po' infelici”. Per citare Machiavelli: il fine giustifica i mezzi. E ognuno è legittimato ad utilizzare le parole d’ordine che più gli sono congeniali, anche quelli più forti anche se invoglierebbero a una toccatina genitale. Leggiamo ancora sul Giornale di Ragusa che la reazione dei contendenti non si è fatta attendere. Hanno così risposto per le rime e in modo giustamente ironico: “Pippo Barone del centro sinistra, commercialista ha risposto e io vi ‘seppellirò di ricorsi tributari’, mentre, il buon Piero Rustico, sindaco uscente, di professione avvocato, ha ribattuto e io ‘vi seppellirò di assoluzioni in Tribunale’. Chi seppellirà di più?”
Il direttore del “Giornale di Ragusa conclude: “Ma questi tre non potrebbero scegliere di fare la campagna elettorale lontani dal cimitero di Ispica???”
Ecco nel dettaglio i tre contendenti alla poltrona di sindaco di Ispica:
- Piero Rustico, sindaco uscente Piero Rustico, 57 anni, avvocato, è sostenuto dalle liste Pdl, Udc, Popolari liberali e le liste civiche Alleanza azzurri per Ispica (Aapi), , Rustico sindaco e Ispica domani;
- Pippo Barone, 49 anni, commercialista sostenuto da Partito democratico, Partito socialista italiano, Movimento per le autonomie, Italia dei valori, Alleanza per l’Italia (Api) e due liste civiche: Libertà e buon governo, Insieme per Ispica,.
- Giuseppe Di Giorgio, imprenditore funebre, indipendente, sostenuto dal Movimento Primavera Ispicese.
I partiti, in questi giorni, sono affannosamente impegnati nella composizione delle liste. Il compito, che dovrà essere completato entro il 5 maggio “si sta rivelando - scrive il Corriere di Ragusa - più arduo del previsto”.
Con la candidatura di Giuseppe Di Giorgio, possiamo dire che la campagna elettorale è entrata già nel vivo prima del tempo. La notizia della sua discesa in campo ha destato naturalmente tanta curiosità. Ne hanno parlato molti organi di informazione. Giuseppe Di Giorgio in modo simpatico e intelligente sta utilizzando l'arma dell'ironia, non nascondendo il suo mestiere. Anzi. Si gioca le sue carte per potere essere il primo impresario di pompe funebri sindaco. Un primato che si potrebbe segnare come record assoluto.
Utilizzando l’umorismo tagliente del saggio “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada, Giuseppe Di Giorgio potrebbe essere consigliato ad utilizzare altri slogan coloriti ma incisivi:
- Vi farò morire! Vi farò sputare sangue! (Per dire: avrete vita difficile e fino all’ultimo non ve la darò vinta!)
- Affidati a un uomo che pensa seriamente al tuo futuro!
- Vi farò vivere un’esperienza unica!
Un comizio con frasi simili sarebbe eccezionale.
Speriamo, ma siamo sicuri, che il comitato elettorale non sarà allocato all'interno di una sede di onoranze funebri. Anche in questo caso sarebbe la prima volta che un austero locale si trasformerebbe in un animato e vivo ufficio funebre. Sarà comunque un piacere recarsi alle urne (urne elettorali e non cinerarie, ovviamente!) per esprimere la preferenza ed aiutare il nostro preferito a "seppellire di voti" i candidati concorrenti.
Stiamo ovviamente scherzando! Non ce ne voglia nessun candidato che, a prescindere da ogni ironica ed esagerata riflessione fuori le righe, merita il massimo rispetto per una scelta così impegnativa ed in un momento delicato pregno di aspettative positive.
Vivissimi auguri a tutti, dunque. Un in bocca al lupo e un ringraziamento a chi ha deciso di scendere in campo per fare l’esclusivo bene della propria città mettendo a disposizione se stessi, il proprio entusiasmo, la propria intelligenza, la propria simpatia, la propria ironia, le proprie competenze.
Saremo attenti e interessati ai risultati delle elezioni amministrative di Ispica. Vi terremo aggiornati. Abbiamo il nostro cavallo e su di lui puntiamo simpaticamente tutto. Ci tocca!
Buona vita a tutti!

Nella foto tratta dal sito istituzionale del Comune, il Palazzo Bruno sede del municipio.

lunedì 3 maggio 2010

Cordogli virtuali sul web per morti reali


Siamo quasi al de profundis per i messaggi di cordoglio privati a contorno della cerimonia funebre. Le cartoline e i telegrammi postali cominciano a perdere colpi, con il loro storico appeal. Internet entra a gambe tese anche nel mondo delle condoglianze come già anticipato nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada. La novità, realizzata anche in Trentino da una società di onoranze funebri, l’agenzia Torboli Zandonatti di Rovereto permette di mettere sul web l’epigrafe con l’annuncio del funerale e di pubblicare gratis il messaggio di cordoglio.
Secondo il titolare dell'impresa funebre, Antonio Zaldonatti, l’innovazione tecnologica potrà "far interagire le persone anche quando vivono lontani, magari in altri continenti”.
“In questo modo - spiega Antonio Zaldonatti, uno dei titolari delle pompe funebri all’Agenzia Ansa - le persone possono interagire anche quando vivono lontane. Ci auguriamo di diventare un punto di riferimento”. “Spesso – rileva ancora ad altri orgaani di stampa - è difficile diffondere la notizia di un lutto, sia per chi sta a Rovereto e deve farlo sapere a tutti i parenti all'estero, magari in Australia, sia per chi sta all'estero e deve avvisare dell'accaduto i parenti residenti in Vallagarina". A Rovereto, c’è chi appoggia l’iniziativa e chi si dimostra seccato per la presunta mancanza di sensibilità di un tale servizio. È da un po’ di tempo, comunque, che su internet fioriscono siti web dedicati al mondo funebre con cimiteri virtuali, tombe virtuali, invio di fiori virtuali, recite di preghiere in suffragio virtuali, dediche virtuali. Fra non molto si inventeranno anche i morti virtuali da piangere realmente come se fossero veri. Miracoli della nuova tecnologia!
L’agenzia di onoranze funebri Torboli Zandonatti, oltre ai tradizionali servizi funebri, offre dunque la possibilità di mettere online l'epigrafe con l'annuncio del funerale e di poter in un secondo momento inserire gratuitamente commenti di cordoglio. Basta collegarsi al sito ufficiale dell'agenzia funebre e andare nella sezione Necrologie e Messaggi di Cordoglio. Nella pagina, si notano subito i recenti annunci funebri inseriti con l'immagine di manifesti uguali a quelli cartacei che si affiggono, anche selvaggiamente, sui muri delle città. Nei manifesti virtuali dell'agenzia sono inseriti gli estremi del defunto, chi ne dà il triste annuncio, le informazioni utili per le esequie e l'epigrafe funebre. Sotto l’icona, c’è pure un link per lasciare comodamente il messaggio di cordoglio. Cliccando sullo stesso link, si apre un modulo dove si ha la possibilità di scrivere il proprio messaggio di condoglianze, con tanto di titolo, nome, cognome, firma e indirizzo e-mail. Per chi ha poca fantasia, non ha voglia o tempo da perdere c'è anche una rubrica con il suggerimento di espressioni di cordoglio. Sono frasi di condoglianze già belli e pronti, utilizzabili per ogni destinatario.
Tra questi messaggi preconfezionati di cordoglio, ce ne sono alcuno che ci hanno colpito in modo particolare. Eccoli:

- "Le persone come Lui/Lei non muoiono per sempre, solo si allontanano. Lo/La sentiremo sempre nel nostro cuore. Condoglianze" (come se stessimo di fronte a una persona di discussa sessualità. Lui? Lei? Boh!).
- Ciò che può sembrare la fine è in realtà un nuovo inizio (bellissima consolazione!).
- Quando ero piccolo non apprezzavo le sculacciate che mi davi, quando ero ragazzo non apprezzavo i tuoi rimproveri per le cose non belle che facevo. E ora che sei volato in cielo non apprezzo i tuoi mancati rimproveri per quelle volte che sbaglio. Grazie di cuore papà! (!?)

Altri strani messaggi di cordoglio preconfezionati sono raccolti nel libro umoristico di Raimondo MoncadaTi tocca anche se ti tocchi” divenuto ormai un classico, anzi, un cult del genere.

A proposito sempre del sito internet dell'Agenzia, segnaliamo che possiamo trovare le ultime notizie da L’Adige e Il Trentino, le condizioni meteo attuali e le previsioni del tempo per le prossime ore, l’elenco delle chiese. Troviamo anche la “Mori webcam”, una funzione che ci ha incuriosito parecchio. Cliccando sul link, siamo andati a finire sulla Webcam live di Mori. Abbiamo capito allora che si tratta di una istantanea in tempo reale, con una telecamera fissa, di un comune in provincia di Trento. Mori è una cittadina di oltre 9.000 abitanti del Trentino, posta a metà strada tra Rovereto ed il lago di Garda e non invece di un invito a lasciare questa terra. Alla siciliana si direbbe: Mori! Nel senso di: crepa! I latini utilizzavano la locuzione Memento Mori (Ricordati che devi morire!) ma in senso positivo: Vivi la tua vita adesso e non sciupare neanche un attimi di una esistenza umana che non è eterna.

domenica 2 maggio 2010

Una casa e un libro tra le tombe


Una dimora eterna, gratis, silenziosa, pacifica senza le rotture di scatole di un condominio. Un operaio, mille euro al mese, avrà pensato questo quando ha deciso di spostare la sua residenza nel camposanto, tra i morti defunti. Un affitto per un normale appartamento non era più in grado di sostenerlo. Il suo modico guadagno lo avrebbe consegnato al più scarso affittacamere. Protagonista di questa storia è un uomo di Padova di 46 anni. La dimora prescelta è stata la cripta di una cappella funeraria nel cimitero di Mellaredo di Pianiga. Un luogo appartato, tra ossari e fotografie di defunti, che ha sistemato come una camera da letto: letto, comodino, candele ed una scopa per le pulizie. All'interno anche un buon libro per allietare la notte tra le anime accoglienti dei morti. I carabinieri, che lo hanno scoperto, non hanno voluto dire niente su quest’ultimo particolare. Ma c'è il fondato sospetto che l’operaio leggesse il libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada. L’uomo è stato denunciato per invasione di terreno e proprietà privata mentre ha ricevuto i complimenti per la scelta del libro, le cui pagine hanno allietato le notti insonni dei defunti del cimitero, molto divertiti dalle letture espressive dell'operaio lettore.
A scoprire il residente cimiteriale, sono stati i carabinieri della tenenza di Dolo allertati dalla proprietaria della tomba. La donna, durante una visita, ha notato qualcosa di anomalo fra l’ossario e i loculi. Si è parecchio spaventata. Non poteva essere che i propri cari defunti fossero tornati in vita. Avendo avuto paura di avvicinarsi e verificare de visu, si è rivolta ai carabinieri. I militari si sono così appostati e hanno visto arrivare in scooter un uomo. Costui ha prima parcheggiato la moto accanto al muro di cinta e poi, aiutandosi con una scala, ha scavalcato la recinzione del cimitero. Si è quindi tranquillamente diretto verso la chiesetta di una tomba gentilizia. Ha saltato il cancello d’entrata ed è andato nella cripta sotterranea della tomba. Una volta dentro, ha fatto come se fosse a casa sua. Ha acceso delle candele, ha aperto un letto apribile fornito di comodo materasso e cuscino, si è disteso, ha preso il suo libro e poi si è addormentato sereno in compagnia dei morti. Ad agitare il suo sonno funebre, sono stati i carabinieri che sono intervenuti per condurlo nella caserma di via Arino a Dolo dove è stato identificato.
L’uomo ha raccontato ai militari di essere in una situazione economica difficile e che mille euro al mese non gli consentivano di vivere una vita dignitosa. “Ho deciso di risparmiare l’affitto. Ho pensato che certo ai morti non davo sicuramente fastidio, volevo solo dormire”. L’operaio per l’igiene personale si serviva dei bagni del cimitero e lasciava la sua ultima dimora per andare al lavoro poco prima dell’apertura del camposanto. Questa situazione sarebbe durata oltre un mese. Adesso l'uomo è senza casa e i morti senza la lettura di "Ti tocca anche se ti tocchi". I defunti si preparano a proteste clamorose.

sabato 1 maggio 2010

Lavori forzati per mini vandali funebri


Mini vandali funebri, condannati ai lavori forzati al cimitero. È accaduto nel Canton Argovia, nella Svizzera settentrionale. Due bambini di soli 7 anni si sono macchiati di esecrabili atti sacrileghi dentro il cimitero di Oberrohrdorf. Lo hanno devastato non con l’intento di devastarlo, ma sicuramente per gioco e senza avere consapevolezza del danno che avrebbero provocato e del dolore che avrebbero arrecato ai familiari. I due mini vandali si sono “divertiti” a spostare pietre tombali, a staccare croci, a prendere a calci lumini e candele votive. I piccoli autori della devastazione sono stati scoperti il giorno dopo il misfatto, nello scorso mese di marzo. A denunciare l’accaduto alla polizia, è stata la madre di uno dei due bambini. Segno di grande civiltà e non di omertosa arretratezza culturale.
Dalla denuncia alla condanna. Non potendo processarli perché troppo mignon, genitori e autorità hanno optato per una pena adeguata, esemplare ed educativa. I due bambini sono stati condannati a trascorrere le vacanze scolastiche di primavera all’insegna del lavoro “socialmente utile”, con due pomeriggi di attività al camposanto e nella locale scuola. Oltre al lavoro forzato e obbligatorio, ai due scolari di 7 anni è stata comminata anche una pena accessoria. I due birbantelli sono stati invitati a scusarsi personalmente o per iscritto con i parenti dei defunti oggetto del raid vandalico.
Quando si dice: certezza della pena! Chi sbaglia paga e non si guarda in faccia a nessuno!
È una notizia, appresa dal portale di informazione elvetico Bluewin, che ci spinge ad approfondire l’argomento nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada.
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