sabato 14 agosto 2010

Funeral party, boom in America


In America è boom di funeral party. Il Wall Street Journal ci riferisce che sempre più spesso nei cimiteri a stelle e strisce si organizzano feste all’insegna dello slogan "veniteci a trovare prima di avere bisogno di noi". Cimiteri e pompe funebri vogliono attirare sempre più nuovi clienti con feste ed iniziative per garantirsi di averli per l’eternità.
A proposito di feste funebri, segnaliamo l’uscita nei cinema americani di “Get low”, il nuovo film con Bill Murray e Robert Duvall. “Get low” narra la storia di un uomo che nel Tennesse degli anni Trenta contatta un addetto delle pompe funebri per celebrare il suo funerale con una grande festa mentre è ancora in vita. Una trama davvero curiosa che rientra tra le tante curiosità raccontate nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” scritto a quattro mani dallo scrittore Raimondo Moncada.

Seguite i link.
- Trailer di 'Get low'
- Il concerto tra le lapidi nel parco del Cimitero storico di Oakland (Atlanta)

Vietato ricordare i propri defunti


Vietato ricordare la morte dei propri cari nel giorno del triste anniversario. Succede a Modica, in provincia di Ragusa, in Sicilia. È quanto apprendiamo dal Corriere di Ragusa. La giunta municipale ha adottato una delibera che consente i funerali ma vieta i trigesimi.
È una di quelle stranezze che riguardano l’evento morte trattate nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” scritto a quattro mani dallo scrittore Raimondo Moncada.

“Sono troppi i manifesti mortuari – leggiamo nel servizio del Corriere di Ragusa - che parenti e famiglie fanno affiggere sulle bacheche dedicate della città e la giunta pensa bene di limitare il fenomeno. Lo ha fatto anche con il consenso degli operatori delle agenzie funebri che hanno dato il loro parere positivo alla delibera adottata dalla giunta in una delle sue ultime sedute. L’atto non consente che siano annunciate le messe in suffragio dei defunti a cominciare dai trigesimi per cui i parenti dovranno arrangiarsi in privato o ricorrere ad altri tipi di annunci. Le bacheche non bastano più perché gli annunci di morte e funerali sono aumentati e non è possibile ospitare anche i trigesimi e gli anniversari. Le famiglie insomma cambino sistema a meno che l’amministrazione non pensi di installare altre bacheche per soddisfare l’ansia comunicativa dei parenti.”

"Ti tocca" libro di testo scolastico 2010


“Ti tocca anche se ti tocchi” è stato adottato come nuovo libro di testo scolastico per l’anno 2010/2011. E' stato il primo libro ad entrare nello speciale "elenco adozioni" del Ministero della Cultura Pubblica e della Divulgazione Umoristica.
Il libro, scritto a quattro mani dallo scrittore “Raimondo Moncada, entra così nelle scuole di ogni ordine e grado: materne, asili, elementari, medie, licei, professionali, università. Entra a razzo di diritto nelle scuole e nei corsi di formazione per becchini, esteti delle salme, operatori di tanatoprassi, autisti di carri funebri, portatori a spalla di bare, conversatori di camere ardenti, annunciatori funebri, disegnatori di cofani, pubblicitari, acconciatori cadaverici, fomentatori di pianti, elogiatori funebri, sarti salmastri, rivenditori all'ingrosso di articoli funerari, toccatori portafortuna. Sono mestieri che, con l'evoluzione dei tempi e con le nuove esigenze umane, richiedono competenza e non più improvvisazione. Occorre infatti una adeguata preparazione e conoscenza dell’arte, della tecnica, del linguaggio, dei segreti del beccamorto.
Il libro “Ti tocca anche se ti tocchi” è stato ritenuto dalla speciale commissione ministeriale "Un libro da librare" completo ed esauriente in ogni sua parte per imparare bene un lavoro, per sapere come funziona un importante settore produttivo qual è quello funebre, per conoscere cosa evitare per non far ridere la gente in un momento della vita così particolare. Per esercitare il mestiere con allegria, trasporto e professionalità, il libro “Ti tocca anche se ti tocchi” è perciò consigliato dalle migliori industrie mortuarie e agenzie di pompe funebri del mondo, riunite nella nota Federazione Internazionale Agenzie di Viaggi di Sola Andata. Il libro sta avendo un grandissimo successo. Oltre che nelle librerie autorizzate, è il volume più richiesto nei mercatini dei libri usati ed è sempre in vetta nelle classifiche mondiali dei libri più apprezzati. È un belvedere entrare in uno dei mercatini di libri e notare sulle bancarelle solo “Ti tocca anche se ti tocchi”. Una gran bella soddisfazione per lo scrittore siciliano Raimondo Moncada che raggiunge finalmente l’affermazione che merita.
Segno che si è toccato bene.
Si attendono adesso delle risposte dai professori e dai comici delle scuole di Zelig e Colorado Cafè.

lunedì 9 agosto 2010

Crepapelle suggerisce "Ti tocca anche se ti tocchi"


Toccarsi, toccarsi sempre che porta bene! Il blog e il libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada è consigliato vivamente dal frequentatissimo sito di satira Crepapelle. E' un sito che, a nostra volta, consigliamo vivamente di visitare se si ha veramente voglia di morire dal ridere a crepapelle!
Il sito è curato da due noti umoristi italiani: Lino Giusti e Roberto Mangosi. Il “blog a due” si presenta da solo: “il meglio al mondo, rispettivamente in merito di battute e vignette. Non perdete tempo a cercare il divertimento altrove, perché il posto giusto è questo!”
Lino Giusti è l’autore “L’ultimo chiuda la morta!!!”, libro che ha per sottotitolo “Uforismi: battute … dell’altro mondo”. È un testo che è parente stretto di “Ti tocca anche se ti tocchi” con cui si toglie pochi anni. Il libro è stato scritto a quattro mani (non ce n’erano di più!) con l’umorista Antonio Di Stefano e pubblicato da “NovantaCento Edizioni”. Anche in questo caso un consiglio spassionato: per ravvivarvi la vita e contro la noia mortale che a volte ci pervade, prendetevi in mano una copia di “L’ultimo chiuda la morta” e sorridete all’esistenza.

Il comico Giuliani fa ridere con la morte


“Indovina un po’ chi è morto?”. È il titolo dell’esilarante spettacolo del comico romano Antonio Giuliani. Ospite quasi fisso del Maurizio Costanzo Show e beniamino del pubblico di Colorado Cafe', Giuliani si è esibito ieri sera 8 agosto a Roma, nella rassegna “All'Ombra del Colosseo”, facendo morire il pubblico presente dalle risate con temi forti quali: la morte, il paradiso, San Pietro ma anche Lippi, tutto in salsa romanesca. Sono gli stessi temi affrontati, con la stessa vivace verve ed allegra ironia, nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti ticchi” dello scrittore satirico Raimondo Moncada.
Il comico capitolino Antonio Giuliani sta girando in lungo e in largo l’Italia. Si mette alla prova con un tema abbastanza impegnativo qual è quello della morte, raccontando lo spirito del popolo romano, dissacratore fino alle estreme conseguenze, capace di ironizzare su tutto, anche sull'evento più drammatico dell'esistenza umana.
Lo spettacolo, leggiamo sull’agenzia di stampa Adnkronos, inizia con un incidente d'auto, dopo il quale Giuliani si ritrova in paradiso. ''A Giulia', guarda che sei morto!'' annuncia una voce. Da qui parte il percorso del giovane cabarettista che porterà il pubblico del Parco del Celio a guardare alla vita con gli occhi irriverenti del popolo romano che non teme di ironizzare persino della morte. Arrivato di fronte a San Pietro, infatti, la prima cosa che Giuliani dice è ''Ammazza san Piè, che casa che te sei fatto!'' .
Una battuta che centra in pieno la capacità dei Romani di vivere qualsiasi situazione, anche la più dura, con una ironia e disincanto, al quale dobbiamo la nascita di espressioni popolari come ''tua socera sta a guarda' i fiori dalle radici!''. La morte ovviamente non è solo quella fisica. Il tema di ''Indovina un po' chi e' morto?'' assume diverse sfumature, sino a trasformarsi in una riflessione su altri tipi di morte: della politica, della societa', persino quella della nazionale di calcio, offrendo lo spunto per una serie di battute al vetriolo indirizzate, ovviamente, all'ex CT Marcello Lippi.

Romano, cabarettista puro, Antonio Giuliani ha fatto la gavetta nei club della Capitale. Il suo è uno stile dai tratti entusiasmanti che riesce a coinvolgere la folla in una sorta di rito travolgente. Televisione, teatro e cinema hanno fatto di Antonio un personaggio unico. Nei suoi spettacoli rivediamo le nostre nevrosi e le nostre fobie, le nostre abitudini, i nostri modi di dire e di fare. Ci racconta la realtà della vita prendendoci per mano e facendoci letteralmente impazzire di risate con le sue battute.
Il debutto in tv avviene a “Stasera mi butto” e dopo altre apparizioni è ospite nella fortunata serie di “Beato fra le donne”. Ottiene poi grande successo al “Seven show” in cui appare per 25 puntate. Fra le sue attività televisive ci sono anche apparizioni come ospite fisso a “La sai l’ultima” e in seguito al “Maurizio Costanzo Show”, la collaborazione con la compagnia teatrale del Bagaglino e la partecipazione alla fiction “L’onore e il rispetto”. Esordisce in teatro come protagonista nella commedia “Fratture”, replicata per ben 47 volte. Prosegue con la commedia “Porci e Bugiardi”, della quale è anche autore, che ottiene 30 repliche. Predilige i temi di attualità, che rivisita in chiave comica e satirica nello spettacolo “Tutto Esaurito”, fatto di monologhi aggressivi dai ritmi vertiginosi.

domenica 8 agosto 2010

Raffadali presenta "Ti tocca" e "Babbaluci"


Il libro umoristico “Ti tocca anche se ti ticchi” dello scrittore e giornalista Raimondo Moncada sarà presentato a Raffadali venerdì 13 agosto 2010 presso la Villa “Saetta e Livatino”. L’evento inizierà alle ore 20,30. Nel corso della serata sarà anche proiettato il lungometraggio “Babbaluci”’, realizzato due anni fa con attori locali e prodotto dall’associazione “Emanuela Loi”. Il film scritto e diretto dallo stesso Raimondo Moncada è liberamente tratto dal libro “Ti tocca anche se ti tocchi”. In programma, anche incontri di gusto e sapori coordinati dal Feudo D’Alì e dall’assessorato alle Attività produttive del Comune di Raffadali. Interverranno, tra gli altri, l’assessore Giuseppe Pane ed il regista e conduttore televisivo di Teleacras Enzo Alessi.

mercoledì 4 agosto 2010

Vita e morte, equo canone


Il costo della morte si adegua al costo della vita. Con la crisi economica, aumenta di tutto. Aumenta la frutta, aumenta la verdura, aumenta la carne, aumentano i vestiti, aumentano i furti. Ed aumentano anche i costi per chi ha la sfortuna affrontare di colpo – che ti fa venire un colpo! – le spese per un lutto: l’agenzia funebre, la bara, i fiori, i manifesti, la tomba, il trasporto, il disbrigo delle pratiche ecc. Un colpo al cuore e un attentato alla tasca.
Un aspetto, quello dei prezzi esorbitanti della morte, trattato con ironica leggerezza nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore agrigentino Raimondo Moncada.

Ad Agrigento, città che per la storia ha dato i natali a Luigi Pirandello, si è tanto discusso in questi giorni di una ordinanza del sindaco Marco Zambuto con cui sono state aumentate le tariffe per alcuni servizi funebri nei cimiteri cittadini di Bonamorone e di Piano Gatta. Ci informa Concetta Rizzo, sull’edizione del 31 luglio del Giornale di Sicilia, che sono raddoppiati i prezzi di inumazioni, traslazioni ed estumulazioni. “Il ‘ritocco’ alle tariffe – si legge nell’articolo – viene registrato dopo anni ed anni di stasi; una sorta di adeguamento, dunque, al costo della vita. Traslazione, inumazione e estumulazione passano, per salma, da cinque a quindici euro. Il costo per la tumulazione passa invece dai quindici euro di qualche settimana fa ai trenta euro di oggi; la tumulazione in semi-cappella sale da trentuno euro a quarantacinque euro, mentre per una cappella si passa da cinquanta euro a sessantacinque euro”. Leggiamo ancora sul Giornale di Sicilia che il costo del trasferimento della salma oltre i confini comunali da venti euro passa a cinquanta euro. Restano invariati i costi dei loculi: al cimitero di Bonamorone vanno da 366 a 513 euro, mentre quelli di Piano gatta vanno da 530 a 660 euro. “Il costo della vita non è più lo stesso rispetto a quando vennero varate le tariffe per i servizi cimiteriali oggi ritoccate – è la dichiarazione del sindaco Zambuto riportata dal Giornale di Sicilia -. Nessuno ha intenzione di vessare i cittadini, ma aumentando i costi di questi servizi si garantisce massima efficienza per delle operazioni di massima delicatezza”.

Bare in discarica abusiva di canne


Una discarica abusiva di bare o, come direbbero in Sicilia, di tabbuti. Vecchi cofani per niente ecologici e poco rispettosi dell’ambiente abbandonati nella natura come immondizia da irrispettosi cittadini. È quanto hanno scoperto i carabinieri di Ribera, ridente cittadina vicino Sciacca, in provincia di Agrigento, con la località balneare di Seccagrande presa d’assalto in questo periodo da spensierati vacanzieri vogliosi di vita e di divertimento.
Un aspetto, quello dello smaltimento dei rifiuti speciali e del rispetto per i nostri defunti, tra gli argomenti trattati con ironia nel libro-denuncia “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore agrigentino Raimondo Moncada.

I militari dell’Arma hanno sequestrato a Ribera, leggiamo nei resoconti della stampa, un’area di contrada Ciavolaro, appena fuori dal centro abitato, in prossimità della vecchia discarica utilizzata nei decenni scorsi dal comune per riporvi l’immondizia. I carabinieri hanno trovato carcasse di bare in legno, rivestimenti di zinco e resti di rifiuti cimiteriali come pezzi di marmo per lapidi con incisioni varie provenienti dal camposanto cittadino. I rifiuti cimiteriali, considerati rifiuti speciali, erano ammassati assieme a vecchi elettrodomestici in disuso, lastre di eternit, sedie di plastica, cisterne di amianto.
La macabra scoperta pare sia stata fatta a seguito della segnalazione di alcuni cittadini dopo avere visto scaraventare all’urbina materiale di vario genere in un grande vallone ricoperto di canne sulla strada rotabile San Leonardo che, diretta verso la traversa del fiume Magazzolo, passa sotto il cimitero.

sabato 31 luglio 2010

Humor, necrologi assassini


Un uomo va ogni giorno in edicola per acquistare il giornale e leggere la pagina dei necrologi di cui è un appassionato lettore. Ogni giorno, puntualmente, rivolgendosi all’edicolante, dice con un sospiro di sollievo: “Bene!! Anche oggi il mio nome non è sulla lista”.

Un giorno l’edicolante, in un momento di pausa, sfoglia il giornale e si accorge che fra i necrologi c'è anche il nome del suo cliente appassionato di annunci funebri:“Ma guarda che fesso!! Oggi che c’era il suo nome, non è venuto a leggere il giornale!”

giovedì 8 luglio 2010

Manifesti funebri selvaggi, lotta senza quartiere


Stop al funebre selvaggio. A Ribera si fa sul serio. Niente più manifesti listati a lutto in ogni dove che, per buona e sana abitudine meridionale, te li ritrovi finanche sul parabrezza dell’automobile, al mare, in discoteca, a teatro, accanto a un manifesto di uno spettacolo comico o a un cartello che ti invita a vivere la vita e a spendere tutti i risparmi di una vita per la crociera. Un aspetto, quello dell’affissione funebre selvaggia, immancabilmente trattato con ironica leggerezza e con il sorriso nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada. Il libro, pubblicato dalla Csa Editrice e giunto alla seconda edizione, è in vendita anche nelle librerie del comune che ha dato i natali a Francesco Ciccio Crispi: libreria “Ceroni” nel centralissimo corso Umberto e edicola-libreria “Russo” nella località balneare di Seccagrande.
Ma torniamo alla lotta contro l’abusivismo funebre selvaggio.
Il neo e giovane sindaco di Ribera Carmelo Pace ha emesso un’ordinanza che disciplina l'affissione dei manifesti funebri. Nel provvedimento sono contenute le modalità ed i criteri da seguire per rendere pubblico l’annuncio di morte.
Per l'evento morte ci vuole rispetto, ma lo stesso rispetto lo esige dalla morte il decoro urbano.
Sono stati individuati, quali impianti affissionali specifici per gli avvisi funebri, le bacheche collocate davanti i luoghi di culto e i siti di seguito indicati: corso Margherita (entrata mercatino settimanale), Largo Martiri di via Fani, piazza Sant'Antonio, piazza Giulio Cesare, piazza Santa Rosalia, viale Stazione (nei pressi della stazione). Dall'ordinanza, inoltre, si evince una novità: i manifesti funebri andranno esposti solo ed esclusivamente presso l'abitazione del defunto e dei congiunti diretti, su appositi supporti (in legno o di altro materiale, siano essi piantane o stendardi), messi a disposizione dalle imprese funebri. E' stato inoltre stabilito che l'esposizione non potrà protrarsi oltre i tre giorni successivi alla data del funerale, così come gli annunci di ringraziamento. Le regole saranno applicate anche in occasione degli anniversari e dei trigesimi.

La foto in alto a destra, che ritrae un manifesto funebre divertente, è tratta da una delle scene del film “Babbaluci” scritto e diretto da Raimondo Moncada, la cui sceneggiatura è tratta dal libro “Ti tocca anche se ti tocchi”. Nel manifesto di “Babbaluci”, si dà il triste annuncio della dipartita di quattro donne: Concepita Avvinazzata, Benedetta Battoscopa, P. Isella Buttafuoco, Anna Camilla Forte.

mercoledì 7 luglio 2010

Tour turistico per i morti di New York


Dead apple tours. Ovvero: il giro turistico per i morti eccellenti della Grande Mela. E poi ancora. The living history of New York's deceased. Ovvero: la viva storia dei deceduti di New York. È quanto si pubblicizza nella home page di una società a dir poco molto originale. Sembra di leggere alcune pagine del libro umoristico "Ti tocca anche se ti tocchi" dello scrittore siculo-giurgintano Raimondo Moncada. La macabra società porta in giro i turisti nei luoghi di morti celebri, trasportandoli con un carro funebre di gran classe: una Cadillac Superior Crown Royale del 1960. Il carro è stato opportunamente modificato. Nel posto riservato alla bara, sono state collocate delle comode poltroncine dove vengono fatti sedere i turisti dei morti newyorchesi.
“Prendete il giro della vostra vita in un carro funebre” annuncia il sito. “Entrate nel veicolo più unico di New York e prendete un viaggio intimo nei luoghi dove famosi New Yorker sono morti e famosi decessi hanno avuto luogo a New York City”.
“Dead Apple Tours è una esperienza veramente unica, divertente” si legge ancora.

Il tour turistico, apprendiamo, dura due ore e offre l'opportunità di conoscere la storia raramente raccontata di New York City. Consente di “imparare gli oscuri segreti di luoghi rappresentativi di: Empire State Building, Washington Square Park e il ponte di Brooklyn”.
Il prezzo del biglietto è di 45 dollari a testa. Si può fare con una buona dose di toccatina alle parti intime.
Gli autisti sono vestiti in abito scuro con cravatta e berretto nero.
Il tour parte dall'East Side. Con carro funebre esclusivo, ti fanno fare il giro di diversi quartieri come Murray Hill, Flatiron District, Union Square, Greenwich Village, Soho, Little Italy, China Town. Si ha la possibilità di scoprire i segreti dell'Empire State Building, quelli dell'albero più vecchio di New York, l'Olmo delle impicaggioni di Washington Square Park. I luoghi dove sono deceduti artisti come Jean-Michel Basquiat, Keith Haringike e Heath Ledger. Ma si possono anche ascoltare storie inquietanti, come quella del Macellaio di Tompkins Park che ammazzò la sua fidanzata e la fece a pezzettini.

La Dead Apple Tours ha un sito internet, una sua pagina Facebook e un indirizzo Twitter.

venerdì 2 luglio 2010

Memoria Expò, il funebre di lusso


Il funebre va a mille. Garibaldi, però, non c’entra niente. I Mille sono tutt’altra cosa. È l’andamento di un mercato che non conosce crisi. Così dopo Tanexpò di Bologna, un’altra fiera di articoli funerari è pronta a decollare a Brescia. Stiamo parlando di Memoria Expò, la prima fiera nazionale per articoli di lusso. Si tratta di una manifestazione triennale del comparto funerario e cimiteriale organizzato da Fiera di Brescia in stretta collaborazione e partnership con i produttori del settore. La fiera si terrà dal 9 all’11 settembre 2010 presso il Polo Fieristico di Brescia.
Ancora un’altra fiera, dunque, segno di un comparto vitale alla faccia dei segni meno nelle borse finanziarie che colpiscono altri settori. Quello del business funerario in decisa crescita è uno degli argomenti di punta del saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada, il libro pubblicato dalla Csa Editrice giunto alla seconda edizione.

Il business degli articoli funerari regge bene alla grande crisi di inizio nuovo millennio. Brescia, che copre il 20 per cento del mercato nazionale si propone come una forza trainante in tutt’Italia e non solo. È la qualità del made in Italy ad essere vincente sulla spietata concorrenza dei paesi emergenti, un marchio che è una garanzia reso grande da tanti valenti artigiani.
Si forniscono servizi all’avanguardia, ricercati, che sposano molto bene la tradizione con l’innovazione con un pizzico di fantasia che non guasta mai. Le agenzie funebri utilizzano il meglio anche per il trasporto dei feretri come i carri della Intercar Modena, azienda leader che ha messo sul mercato un veicolo Maserati con motore Ferrari del valore di 300mila euro. È un carro funebre esclusivo e a tiratura limitata, impiegato anche per le esequie del presidente polacco morto in un incidente aereo.
Per maggiori informazioni sulla nuova fiera, che consigliamo a tutti di visitare, si può visitare il sito degli organizzatori di Memoria Expò. E' una fiera che consigliamo a tutti di visitare così come consigliamo a tutti di leggere il libro umoristico di Raimondo Moncada e di appassionarsi alla satira di “Ti tocca anche se ti tocchi” per farsi una risata liberatoria.

Per chi fosse interessato a Memoria Expò, sono questi i settori merceologici.
- Cofani funebri
- Urne
- Arredamenti per onoranze funebri
- Arredi funebri
- Arte Funeraria
- Articoli Funerari-Cimiteriali
- Associazioni e Federazioni
- Attrezzature cimiteriali
- Autofunebri
- Cartotecnica funeraria
- Divise da lavoro
- Fiori
- Forni Crematori
- Fotoceramiche
- Imbottiture e Veli
- Maniglie e Accessori
- Macchinari vari
- Marmi e Graniti
- Prefabbricati cimiteriali
- Prodotti Sanitari
- Formazione
- Informatica
- Stampa specializzata
- Saloni Fieristici

sabato 26 giugno 2010

Defunti verdi e cimiteri ecologici


I cimiteri tradizionali sono da radere al suolo, da rottamare. Sono troppo inquinanti. Ecco che dall’Australia arriva una idea rivoluzionaria: i camposanti ecologici a zero emissioni senza tombe e defunti verdi. È a Sidney che si pratica la sepoltura pulita, che rispetta la natura sia in vita che oltre la morte. La soluzione è quella di realizzare aree cimiteriali solo con praterie verdi, senza lapidi, né tombe gentilizie formato grattacielo o villa al mare. La rivoluzione è stata possibile seguendo un’intuizione contenuta nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada che, nel divertente libro, tratta anche la questione della carenza cronica di spazi nei cimiteri con i defunti costretti ad aspettare il turno giorni e giorni prima di avere dimora eterna. In Australia comincia a prendere piede l’uso del Gps. Grazie a questo sistema tecnologico satellitare, le salme opportunamente trattate, vengono messe sotto terra, senza alcun segno di riconoscimento sopra. Niente lapidi, niente cippi, niente cartelli, niente targhette, niente foto, niente televisori, niente segnali del tipo: "Qui giace". Niente di niente. All’atto dell’inumazione, il Gps registra la posizione esatta dell’ecodefunto interrato per poi localizzarlo successivamente al momento della visita parenti. Al cimitero, con questo sistema, si può fare anche il pic-nic tanto è ecologico e pulito.
Il camposanto ecologico a impatto zero è il St. Francis Field, presso il cimitero di Kemps Creek nella periferia ovest di Sydney. L’ecocimitero ha una capienza attuale di 300 ecodefunti. Tutto all’interno del cimitero è ecologico: dalle bare biodegradabili, costruite senza l’impiego di sostanze chimiche nocive, al processo di preparazione alla morte della salma che avviene senza l’utilizzo di conservanti e disinfettanti, contribuendo così al riciclaggio naturale.

giovedì 24 giugno 2010

Sesso protetto al cimitero


- Famolo strano!
- E tu fammi morire!
Un angolo appartato del cimitero, nel silenzio complice dei defunti, si può trasformare in un’ alcova a luci rosse dove lasciarsi andare agli istinti primordiali e fare sesso. Si, proprio così, sesso con tre esse. Un sito sacro ed inviolabile può diventare luogo di perdizione, di piacere, lontano da occhi indiscreti e protetti dall’omertà tombale. Succede anche questo come già si è appreso nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada. Quando la voglia si impossessa di te non c’è nulla da fare. Lo devi fare. E se il piacere non si impossessa di te perché l’istinto diventa abitudine, allora cerchi la trasgressione, anche quella forte, impossibile da concepire, come quello di farlo all’interno di un camposanto.
È quanto sarebbe accaduto all’interno del Camposanto di Sciacca, ridente cittadina in provincia di Agrigento, città di vacanze, di carnevale, di mare e di amore. A darne notizia è stata la stampa locale. Il telegiornale di Rmk (Tele Radio Monte Kronio) l’ha sparata nel sommario con un titolo inequivocabile: “Sesso al cimitero”. Il servizio della giornalista Noemi Tummiolo, ripreso dal portale di informazione Sciacca on Line ha illustrato cosa sarebbe avvenuto con l’ausilio delle immagini girate da un cameraman che è entrato nel luogo del misfatto, nel punto dove si sarebbe consumato un rapporto sessuale. Le immagini hanno mostrato la prova del tre per tre uguale nove: un preservativo usato e dei fazzolettini di carta usati gettati a terra, in un’area dove riposano tanti cari defunti.
“Non solo tombe profanate, atti di vandalismo e feste e festini dentro il cimitero di Sciacca. Adesso - si è detto nel servizio giornalistico - c'e' anche chi sceglie l'area cimiteraile come luogo dove consumare un rapporto sessuale. Non credeva ai suoi occhi una donna dopo essere giunta al cimitero per la consueta visita alla tomba della madre. Poco distante c'erano le tracce evidenti di un rapporto sessuale consumato verosimilmente proprio al cimitero. Un condom usato, fazzolettini disseminati per terra. L'area è quella dei loculi del Circolo L'Unione, in particolare il seminterrato".
A fare la scoperta è stata un’avvocatessa che ha scritto una lettera alla redazione per esprimere sdegno, rabbia e indignazione. “L'amara consapevolezza della barbarie umana - ha detto - ha lasciato spazio all'orrido disgusto. Voglio continuare a ritenere il cimitero ancora un luogo santo, nonostante la depravata fantasia perversa di certi sciagurati”.
Commenta poi la giornalista: “Riesce veramente difficile commentare un simile episodio. Ci sono stati in passato atti di vandalismo, tracce di sedute spiritiche, tombe profanate, feste e festini dentro il cimitero con tanto di cartoni della pizza e bottiglie di birra e altre bevande lasciate nei pressi delle tombe. Ma che si arrivasse a tanto, nessuno lo avrebbe immaginato”.

sabato 19 giugno 2010

Gabbiani attaccano familiari defunti


Una visita alle tombe dei nostri cari con casco protettivo. È diventato quasi obbligatorio per entrare al cimitero monumentale della Foce, a Imperia. Lo apprendiamo dal sito del giornale il Secolo XIX ed è una curiosità degna del saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi" dello scrittore Raimondo Moncada .
Il pericolo al cimitero della Foce non è rappresentato da fucilieri, da mafiosi che sparano, da bande di vandali che lanciano pietre, dai piccioni che si divertono in aria a bersagliare i sottostanti con proiettili di cacca perforante. No! Il pericolo sono i gabbiani, lontani parenti del leggendario gabbiano Jonathan Livingston. I gabbiani si sono impossessati degli spazi terra-aria del camposanto ligure tanto da non gradire presenze umane e disumane. Chi si azzarda a varcare il cancello del cimitero di Imperia rischia di essere puntato dal gabbiano di turno ed essere aggredito malamente, così come riportano le tante testimonianze raccolte dal giornale. I dolenti che non vogliono rischiare la pelle e piangere per le dolorose beccate, si portano dietro un casco integrale da motociclista, opportunamente omologato, che indossano per arrivare fino al luogo dove è sepolto il proprio caro.
Per avvertire del pericolo gli ignari visitatori, il custode del camposanto ha dovuto mettere un cartello in bell'evidenza all’ingresso dell'area sacra: "Attenzione, gabbiani aggressivi".
“Sono ormai settimane – scrive il Secolo XIX - che gli uccelli tengono in scacco l’area di via San Rocco, creando grande apprensione tra le persone che frequentano il monumentale per visitare i propri cari. Fino a quando, domenica, un’anziana è letteralmente scappata senza nemmeno recarsi sulla tomba di famiglia, inseguita da un enorme gabbiano”.
C’è chi, per difendersi, sta riesumando vecchi elmetti di quando il caro marito era militare o intere armature in acciaio inossidabile di quando lontani parenti facevano i cavalieri della tavolata rotonda. Ma un altro posto, i gabbiani non l'avevano per dimorare? Cosa ci trovano di così attraente? Un mistero. Forse che i gabbiani cimiteriali sono delle entità ultraterrene a guardia di non sappiamo cosa?

Furti di membri preziosi nei cimiteri


C’è chi, disperato, si reca al cimitero anche per rubare membri, dopo una vita trascorsa a guardare gli altri divertirsi. È quanto ha anticipato Raimondo Moncada nel suo saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi", operano bande specializzate in furti con destrezza, con i componenti abili a distrarre le salme con allucinogeni, con barzellette, con immagini hard o con finte promesse.
Sul camposanto di Staglieno, da quanto apprendiamo dal portale dell'agenzia Ansa, c'è un’inchiesta dei carabinieri della Compagnia di Portoria di Genova scattata in seguito a una denuncia anonima fatta un mese fa dove l’anonimo denunciatore ha denunciato furti di protesi e denti d'oro, ma anche di monili e arredi di marmo durante la riesumazione delle salme dopo i vent'anni dalla sepoltura. Gli inquirenti hanno così fatto partire gli accertamenti che sono ancora allo stato embrionale. I reati ipotizzati vanno dal vilipendio di tombe alla sottrazione, distruzione e soppressione di cadavere, dal peculato al furto di arredi di interesse storico ed artistico. Tutto sarebbe avvenuto, secondo quanto preliminarmente ipotizzato, nella sala lavori del cimitero, dove i resti riesumati dopo i vent'anni trascorsi dalla sepoltura, sarebbero stati spogliati di tutto ciò che potesse fruttare del denaro: dalle dentiere alle protesi ortopediche, dall'oro ai gioielli. I materiali sottratti sarebbero stati poi nascosti negli armadietti in attesa di essere rivenduti.
Altri dettagli li leggiamo sul sito del Corriere: “Tutto il materiale era selezionato, stoccato e rivenduto. Le protesi dentali, se non d'oro, erano piazzate su un mercato nero di cui persino i carabinieri ignoravano l'esistenza. Dalle protesi ortopediche, gli «sciacalli» ricavano le leghe pregiate ed il metallo raro, come il titanio, che riuscivano a rivendere senza problemi. La stessa fine faceva l'alluminio delle bare che venivano svuotate, pressate e rivendute a peso”.
Attendiamo l’esito finale delle indagini e poi vi sapremo dire il resto.

venerdì 18 giugno 2010

Estetico dei morti licenzia becchino


Cadaveri sempre più belli e gradevoli alla vista. Non solo i vivi ma anche i morti hanno il problema dell’apparire. L’estetica per le salme è diventato una questione di vita o di morte. Alla fine ha avuto ragione la previsione dello scrittore Raimondo Moncada nel suo saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”.
La regione Campania fa da battistrada in questa rivoluzione di civiltà. Il vecchio e romantico becchino verrà sostituito da una figura professionale sempre più moderna e al passo con i tempi. Dal prossimo anno arriva l’operatore del sevizio di tanatoprassi che avrà il compito di curare la cosmesi del cadavere oltre che essere preparato professionalmente sulle norme igienico-sanitarie nei cimiteri. I camposanti cittadini potranno insomma contare su un vero e proprio "estetista del defunto" con tanto di truccatore, massaggiatore, parrucchiere e sarto. Il nuovo becchino, o meglio il tanatopratico, o meglio l’estetista salmastro, si preparerà apprendendo tutte le tecniche di “imbellimento” del cadavere grazie ad un apposito corso teorico e pratico patrocinato dalla Regione Campania.

Il Corriere del Mezzogiorno, nel riportare la notizia, dà “per scontati gli inevitabili scongiuri di quanti leggeranno quest’articolo (inevitabilmente un po’ macabro)" e da "atto alla passata giunta regionale di aver tentato di mettere ordine nella complessa materia funeraria in Campania”. “Tanto da aver creato – ricorda - la singolare figura del consulente ai funerali con un’avvocatessa che ebbe l’incarico di esprimere un parere sulle norme in materia”.
“A mettere ordine nel settore pompe funebri – leggiamo ancora sul Corriere del Mezzogiorno - ci hanno provato in tanti, in maniera bipartisan. Così nel giugno dell’anno scorso la Regione ha deliberato corsi di formazione professionali per il personale delle imprese funebri. Dal direttore tecnico delle imprese fino all’operatore del servizio di tanatoprassi. Anche questa volta però non mancano gli aspetti curiosi. Se infatti appare perfettamente logico e di buon senso che il becchino del terzo millennio debba apprendere le «nozioni igienico sanitarie nell’ambito della trattazione dei cadaveri e dell’attività cimiteriale», più singolare è giustificare la perizia che il necroforo dovrà avere nei «vari tipi di trattamento per la cosmesi del cadavere». Dovrà infatti apprendere tutte le caratteristiche di imbellettamento della salma con apposito corso teorico pratico”.

Il programma completo del corso lo leggiamo sul sito dell’Assoform di Casoria in provincia di Napoli.
Contenuti del corso:
"L’operatore dei servizi di tanatoprassi svolge attività di preparazione delle salme al rito delle onoranze funebri. I corsi sono rivolti agli operatori dell’attività cimiteriale e permettono l’acquisizione del previsto titolo professionale, indispensabile per poter accendere un corretto rapporto di lavoro con imprese funebri. Il presente percorso formativo risponde a quanto stabilito dalla Legge Regionale 24 novembre 2001, n. 12 “Disciplina ed armonizzazione delle attività funerarie” ed in particolare dell’art. 7, che prevede l’istituzione di appositi corsi professionali per operatori funerari e cimiteriali, allo scopo di migliorare le competenze professionali di coloro che operano o che intendono operare in questo settore.
Per chi fosse interessato a fare il truccatore delle salme ecco alcune informazioni utili per accedere al corso di operatore dei servizi di tanatoprassi".

Requisiti d'accesso:
Licenza Media

Durata complessiva:
400 ore

Programma didattico:
- Moduli di Base
- Elementi normativi di base
- Nozioni igienico-sanitarie nell’ambito della trattazione dei cadeveri
- Nozioni igienico-sanitarie nell’ambito dell’attività cimiteriale
- Caratteristiche dei vari tipi di trattamento per la conservazione di cadavere
- Caratteristiche dei vari tipi di trattamento per la cosmesi del cadavere
- Rapporti con i dolenti e con il pubblico

domenica 6 giugno 2010

Il caro estinto, l'umorismo di Waugh


“Il caro estinto”. È il titolo del libro del celebre scrittore umorista inglese Evelyn Arthur Waugh edito in Italia da Bompiani.
Evelyn Arthur Waugh è conosciuto per i suoi romanzi satirici come Declino e caduta, Scoop, Una manciata di polvere, Corpi vili. Molte delle sue opere graffiano l'aristocrazia inglese e l’alta società della sua epoca con una satira implacabile che non lascia scampo, raggiungendo toni di amara comicità.
L’argomento de “Il caro estinto” è lo stesso affrontato umoristicamente dallo scrittore italiano Raimondo Moncada nella sua opera satirica “Ti tocca anche se ti tocchi” dove si mettono a nudo le ipocrisie di una società che mette in scena il dolore suscitando involontaria ilarità su un argomento tabù qual è la morte.
Ma di cosa parla esattamente il “Caro estinto” (The Loved One)? Quali i contenuti dell'opera?
Lo leggiamo dal sito della libreria Rizzoli.
Dopo una disastrosa esperienza a Hollywood come sceneggiatore, il poeta Dennis Barlow è costretto a impiegarsi in un cimitero per animali domestici. Ma è in occasione del funerale di un amico suicida che Dennis scopre i "Boschetti Mormoranti", una singolare organizzazione funeraria finalizzata a rendere graziosa la morte, quasi fosse una vecchia signora imbellettata. Tutti ai "Boschetti Mormoranti" sanno come rendere presentabile, addirittura bello, un cadavere. In questo clima di macabra gaiezza, Dennis si innamora di Aimée Thanalogenos, una delle estetiste del cimitero, la quale però è indecisa tra il fascino del giovane corteggiatore e l'incanto imbalsamatorio del suo capo (che per conquistarla le invia per gli estremi ritocchi cadaveri sorridenti!). Un grande umorista inglese alle prese con il paradosso della società americana, che vanamente tenta di esorcizzare con un maniacale culto delle sepolture la propria paura della morte.

Funerali con sconti divertenti


Uno sconto di 400 euro sul funerale che verrà. È l’allettante offerta del consorzio di onoranze funebri di Bari Funeral Center, lanciata con una divertente campagna promozionale che ha come slogan “Un servizio che ti stende”. La morte, insomma, si rende conveniente ed ha la capacità di far ridere, così come ci ha dimostrato lo scrittore Raimondo Moncada nel suo libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”.
In questi giorni non si parla d’altro a Bari, dove viene distribuito un volantino di quattro pagine nelle strade, nelle piazze, nei negozi e nelle cassette dei baresi. C'è una città sommersa di risate. Il volantino funebre non invita a morire, ma offre una interessante convenienza per quando verrà l’ora del trapasso non disdegnando a dare utili consigli per vivere a lungo e bene. Leggiamo sul pezzo di Barisera.it, a firma di Francesco Petruzzelli, che il consorzio funebre Funeral Center “offre 400 euro di sconto sull’intero importo dei prezzi di listino – da utilizzare fino al ‘fatidico momento’ – per chi entro il 30 dicembre 2010 contatta l’agenzia funebre con la possibilità anche di finanziamenti. La formula è stata ribattezzata con tanto di lapide (ovviamente) R.i.p, acronimo di rateizza il pagamento”.
A ideare la campagna pubblicitaria, è stata la Promostudio di Luca Rutigliano. “E’ un modo – spiega Rutigliano a Barisera – per sdrammatizzare l’idea della morte. Ovviamente non la auguriamo a nessuno, anzi diamo anche dei consigli per evitarla. Il nostro concetto si basa sulla morte naturale. Sapevamo che con questo volantino in molti si sarebbero grattati, ma almeno strappiamo anche una risata”.
Sono stati stampati in tipografia 150 mila volantini, e fra poco dovrebbero arrivare anche grandi manifesti murali 6 metri per 3 che a vederli, alla guida di un’auto o di una moto, rischi di finire male occupando entranbe le mani col grattamento.
Lo studio pubblicitario pensa anche di realizzare uno spot televisivo.
“Non avevamo altri mezzi per farci conoscere – spiega sempre al giornale barese uno dei titolari dall’agenzia funebre, Marco Trani -. Questo è un mercato molto agguerrito e si va avanti col passaparola. E’ difficile fare promozione sulla morte”. Nei primi 5 giorni dall’avvio del volantinaggio centinaia le telefonate giunte all’agenzia. In molti ci hanno fatto i complimenti. Già 20 persone hanno prenotato i 400 euro di sconto. La spesa per un funerale non si può programmare. Quando arriva ti coglie impreparato e lo sconto i parenti del defunto lo chiedono sempre”.
Il giornalista Francesco Petruzzelli, dopo avere esordito evidenziando che “durante la lettura dell’articolo sono ammessi scongiuri, cornetti e ‘toccatine’ al ferro o alle parti basse…”, chiude simpaticamente il servizio invitando i suoi lettori di lasciar perdere le ‘toccatine’. “Ora le mani – dice – si possono usare per sfogliare il giornale”.
La campagna promozionale, ci riferisce il giornalista, è diventata in pochi giorni un vero e proprio caso a Bari, “da consegnare e da raccontare ai posteri per chi – è proprio il caso di dirlo – vivrà più a lungo…”
“Una volta c’erano – ci fa riflettere Petruzzelli - gli sconti per andare in vacanza, quelli per comprare un condizionatore, ma gli sconti da funerale non si erano mai visti”.
Ne ha parlato ampiamente Raimondo Moncada nel suo saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dove c’è un intero capitolo dedicato alla pubblicità funebre divertente e altre pagine dense di singolari curiosità funebri.

giovedì 3 giugno 2010

Moto funebri per defunti esigenti


C’è anche il primo carro funebre a due ruote. E sarebbe il primo esemplare del genere nella storia dei trasporti. Una bella notizia per i defunti esigenti o per i familiari che decidono di fare cosa gradita al proprio caro estinto. Un’azienda di pompe funebri gestita da un ingegnere meccanico di Auckland, in Nuova Zelanda, ha avuto la singolare idea di trasformare una Harley Davidson in un carro funebre o più precisamente in un veicolo da trasporto funebre. La moto funebre è capace di trasportare fino a 440 libbre, ovvero 200kg, di cassa da morto.
È una curiosità di cui siamo venuti a conoscenza, assieme alla foto che vi mostriamo, grazie a Yahoo Auto e che allunga l’elenco di fatti strani e divertenti raccontati dallo scrittore Raimondo Moncada nel suo libro umoristico dal toccante titolo “Ti tocca anche se ti tocchi”.
È un’idea che Yahoo Auto definisce più che agghiacciante e di cattivo gusto, affermando che si ha difficoltà a inserirla nell'elenco del kitsch o in quello dei fuori di testa.
Il meccanico, con un geniale tocco di creatività, ha preso una Harley Davidson e l’ha allungata come un elastico, rinforzando il nuovo telaio e inserendo dei doppi comandi. La moto funebre, che si presenta con due manubri, richiede l’intervento di due guidatori, uno di davanti e uno di dietro. Il pilota anteriore direziona il mezzo intervenendo sulla forcella. Il pilota posteriore comanda cambio e acceleratore.
Il passeggero – e solo lui – viene fatto alloggiare alla base del telaio, tra un pilota e l’altro. La propulsione, ci informa sempre Yahoo Auto, è affidata ad un motore Harley Davidson da 1340cc, dotato di puleggia maggiorata per accorciare i rapporti e aumentare la coppia motrice, elemento necessario per spostare la massa di moto e bara.
La forma e le modanature della cassa, pensiamo, contribuiscono ad aumentare l’effetto aerodinamico della moto funebre. Per il passeggero defunto, specie se in vita è stato un motociclista o un’amante della due ruote, sarà un’esperienza mozzafiato memorabile, che difficilmente si potrà dimenticare: un’ultima volta in giro su una moto, all’aria aperta e ad alto tasso d’adrenalina.

mercoledì 2 giugno 2010

Fiori morti al cimitero, divieti lacrimevoli


Sono peggio delle sigarette. I fiori vivi fanno male: inquinano i cimiteri e nuocciono gravemente alla salute dei cittadini vivi. Chi li introduce nei camposanti rischia multe salate e sanzioni lacrime e sangue. Accade a Bacoli, cittadina in provincia di Napoli. I fiori nel camposanto di Bacoli nel periodo estivo non possono essere freschi ma, pensiamo, possono solo essere finti, plastificati, virtuali, disegnati oppure mosci, appassiti, senza petali, morti. La freschezza vegetale è vietata da un provvedimento del responsabile del Settore X del Comune napoletano “Visibilità e Servizio Cimitero” Giovanni Capuano. E' per ragioni igieniche e di salute pubblica. I fiori freschi possono far morire i parenti degli ospiti del luogo santo.

Il testo si può consultare direttamente sul sito del Comune di Bacoli, mentre altre notizie curiose dello stesso genere si possono leggere nel libro umoristico di Raimondo Moncada “Ti tocca anche se ti tocchi”.

Il provvedimento del dirigente del Comune di Bacoli “diffida i cittadini dall'introdurre fiori freschi nel Cimitero Comunale per il periodo estivo e precisamente dall’1 giugno al 31 agosto 2010”.
Ma perché un divieto del genere contro una consuetudine, contro un gesto così sentito? Il motivo è spiegato nella prima parte del provvedimento. Eccolo: “
“Premesso che durante i mesi estivi, con l’innalzarsi della temperatura, è necessario porre in essere provvedimenti tesi alla prevenzione di fenomeni di inquinamento, nocivi per la salute dei cittadini;
che la presenza di fiori freschi nel Cimitero Comunale rappresenta una potenziale causa di inquinamento, per la rapida decomposizione determinata dal caldo intenso;
Atteso la necessità di un intervento di sospensione della introduzione di fiori freschi, limitatamente al periodo estivo ed in conformità ai provvedimenti attuati negli anni precedenti”.
Guai a fare i furbi. Chi si azzarda a introdurre i fiori freschi al cimitero da portare al proprio caro defunto, sarà severamente rimproverato e sanzionato fino alle lacrime. Il dirigente del settore cimiteriale chiede espressamente al personale del camposanto cittadino, al comando della Polizia Municipale e al presidio sanitario di Bacoli di attuare le disposizioni della diffida. E per i fiori che crescono spontaneamente nelle aiuole, nelle aree a verde del cimitero come la mettiamo?
Intanto, cominciano a fioccare i malumori e le proteste di cittadini e di associazioni quasi increduli. Prende posizione Noiconsumatori.it che nel proprio sito ufficiale pubblica il proprio punto di vista. “Un delibera assurda che non è utile nè funzionale per la cittadinanza - spiega l’avvocato Angelo Pisani, Presidente dell’associazione NoiConsumatori.it -. Come fanno dei fiori freschi ad inquinare? Le piante sono risorse naturali che non possiedono alcun agente capace di recare danno all’ambiente ed alla salute pubblica, anzi semmai è il contrario. Vietare una consuetudine antica come quella di omaggiare i propri cari estinti è immorale. La cosiddetta delibera anti-inquinamento non fa altro che calpestare il diritto e la libertà di culto dei cittadini”.
Bacoli non è comunque l’unico comune a prendere una decisione simile. Altre cittadine stanno seguendo la stessa linea. San Nicola La Strada, comune campano in provincia di Caserta, ha vietato l’introduzione nei cimiteri non solo di fiori freschi ma anche di ceri. Il divieto, contenuto in una ordinanza sindacale, va dal primo giugno e fino al primo ottobre.

venerdì 21 maggio 2010

Nudi funebri, fotografo rischia prigione


Nudi femminili al camposanto. Libera espressione artistica o colpevole trasgressione? Kishin Shinoyama, 69 anni, maestro della fotografia giapponese contemporanea, rischia il carcere e una multa salata per avere scelto come set le tombe di un cimitero di Tokyo per ritrarre i suoi nudi femminili. L’apprendiamo da Yahoo news che riporta una notizia dell’Ap (Associated Press).
L'ufficio dei procuratori della capitale nipponica, leggiamo, avrebbe aperto un procedimento contro Shinoyama. Il noto artista sarebbe accusato di oltraggio al pudore e profanazione di luogo religioso per aver scattato foto di nudo nel cimitero di Aoyama nel mese di ottobre 2008.
Se riconosciuto colpevole, il fotografo famoso per le sue opere erotiche, rischia una condanna a sei mesi di prigione e un’ammenda di 300mila yen (circa 2.800 euro). In un breve comunicato, riporta l'Ap, Shinoyama si sarebbe difeso sostenendo che le modelle sono rimaste senza veli “solo per pochi minuti, il tempo di qualche scatto”. Le fotografie sono state utilizzate per il libro “No Nude by Kishin 20XX”, pubblicazione uscita nel gennaio 2009.

Nel mondo non c’è più di che scandalizzarsi. L'arte è libera e gli artisti sono liberi di esprimersi. E poi tutto è possibile nella vita, come ci insegna Raimondo Moncada nel suo celebrato saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi”. Anche nel silenzio di un cimitero, tutto è possibile. In un camposanto, come ci dice la cronaca di questi mesi, ci trovi di tutto: senza casa che dormono sonni tranquilli dentro cappelle gentilizie, coppiette che fanno l’amore tra le lapidi, drogati che si fanno per vedere il paradiso e anche fotografi con al seguito modelle ignude così come madre natura le ha fatte.

Nell'immagine accanto, una bella foto artistica che ci rappresenta bene il mese di maggio del ricercato calendario dell’azienda funebre “Cofani Funebri” che vi consigliamo di sfogliare e di tenere a casa.

giovedì 13 maggio 2010

Torino si ferma e si tocca al Salone


Il Salone Internazionale del Libro di Torino, anche quest’anno è l'appuntamento più “toccante” del pianeta. Al Lingotto, da oggi e fino a lunedì 17 maggio ci sono i più grandi nomi della letteratura del mondo e le ultime novità editoriali. Per la gioia di tanti appassionati toccatori, c’è sempre il libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada che, in questi mesi, ha tanto fatto toccare e ritoccare i lettori più toccaticci.
Il libro - rivelazione 2009 e 2010, con prospettive di successo anche per il 2011 - viene presentato, nella sua seconda edizione, in tutta la sua toccante bellezza attrattiva, nel Padiglione 2, allo stand J170-K169 del Salone. A presentarlo la Csa Editrice, l’azienda di Crotone che per prima ha creduto nelle potenzialità toccanti dell'opera moncadiana.
La Fiera del Libro di Torino, dunque, diventa un’imperdibile occasione per venire in contatto con “Ti tocca anche se ti tocchi”, ammirarne la straordinaria copertina, prenderlo in mano, toccarne le pagine, aprirlo, annusarlo, rubare qualche sprazzo di lettura, assaggiarne il sottile umorismo, farsi pervadere dal senso di spiritosa vitalità.
Il Padiglione 2 è il cuore del Salone 2010. Lo stand J170-K169 è il centro degli eventi di Torino. Quanto annunciato ieri, il celebre blog satirico di Iliubo ce lo conferma: lunghe file al botteghino;
biglietterie infuocate per il sovraccarico di prenotazioni provenienti da tutto il mondo; il tutto esaurito negli alberghi piemontesi, nella metropolitana, in tutti i mezzi pubblici, nei sellini delle biciclette a noleggio. Per ammirare dal vivo il libro di Raimondo Moncada ci si reca in Fiera a piedi, due piedi a visitatore. Le code chilometriche che si vedono lungo le strade torinesi consentono, in un’epoca di asocialità, di fare quattro chiacchiere, trascorrere un'intera giornata in fila in umana compagnia.
È il libro che non ci stancheremo mai di consigliare ai puri di spirito, a chi ha bisogno di spirito, a chi ha necessità di essenza di patate. E' il libro da tenere sempre a portata di mano: nel comodino della camera da letto, nel mobiletto del bagno, sopra lo sciacquone del water, nel cofano dell’automobile, sulla visiera del cappellino estivo, nella patta dei pantaloni, dentro il costume da bagno. È il libro dei libri, entrato di prepotenza nella top ten mondiale dei libri più osannati dagli amanti della letteratura toccante.

Se dovesse interessare ecco il programma completo del Salone Internazionale del Libro di Torino.


martedì 11 maggio 2010

Becchino al volante di una bara a motore


Una bara trasformata in un’automobile sportiva. Una bella cassa da morto che cammina, anzi, che sfreccia - assicura il costruttore - alla velocità massima di 160 chilometri orari. Da non crederci. Questa geniale idea è venuta ad un eccentrico becchino inglese, Phil Bisset, di 62 anni.
Era una vita che inseguiva questo sogno!
Mister Bisset ha acquistato la bara non in un’agenzia di pompe funebri ma su internet. E a buon mercato. Si è messo su eBay, ha scelto la cassa che più si adattava al suo progetto (peso di 75 chilogrammi con scanalature e alettoni aerodinamici) e l’ha ordinata per meno di 100 sterline. Poi subito al lavoro per trasformare l’interno della bara in un comodo abitacolo e per far diventare l’esterno della cassa funebre la carrozzeria di una fiammante automobile da corsa.
La sua originale macchina-bara personalizzata l’ha fabbricata nel suo garage di Romford, nell’Essex.
Il singolare necroforo britannico ha messo sotto al cofano, un motore di una Volkswagen del 1972, poi parti di una vecchia Ford, più altri pezzi trovati in giro. Ne è venuta fuori una monoposto sportiva stile british dalle fattezze davvero toccanti.
La bara volante, al termine del processo costruttivo, è stata decorata da un esperto tatuatore con diversi tatuaggi e scritte a dir poco macabre. Due frasi, in particolare, attirano l’attenzione dell'osservatore: “I put the fun in funerals” (traduciamo terra terra con: il mio divertimento è nei funerali) e “I see dead people” (traduciamo sempre terra terra: Io vedo morti). Con queste scritte funebri e con la bara motorizzata portata in giro rumoreggiando per le vie del Regno Unito, si spiega il motivo per cui molti inglesi cerchino di evitare di incrociare il veicolo del becchino Bisset e molti altri inglesi - seguendo l’intelligente insegnamento di tanti emigrati siciliani - si tocchino di continuo il magico apparato scaramantico.
Nonostante rischi di diventare lo zimbello di Romford, il becchino costruttore pare non perdersi d'animo. Anzi ci scherza pure sopra, come gli ha suggerito la lettura del libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada.
"Io amo molto la mia macchina – dice divertito Phil Bisset - e non è detto che non possa essere l'auto giusta per portarmi al cimitero, quando sarà la mia ora...".
Una cosa è sicura. Se Bisset vuole affrettare i tempi, non deve far altro che pigiare sul pedale dell’acceleratore e raggiungere i 160 all'ora. Allora, su un’auto funebre fumante, la sua ora potrebbe arrivare prima del previsto.

giovedì 6 maggio 2010

Da vivo gode del suo funerale


Il funerale è l’unico evento che l’uomo non può vivere da vivo, ma da morto. Ed ecco la geniale idea, così come raccontato nel libro umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada. Il fotografo bolognese Anthony De Luca, 29 anni, ha pensato bene di godersi le proprie esequie, di gustarsele nella pienezza delle sue funzioni vitali. Anthony ha così organizzato e celebrato il suo personale funerale ancora in vita: con tanto di carro funebre, fiaccole accese, banda musicale e bara sorretta da sei portantini. La singolare e toccante (nel senso anche che inviterebbe qualcuno a toccarsi!) performance è stata messa in scena a Bologna.
“Partecipare al mio funerale - ha detto divertito il fotografo De Luca non ancora defunto - è stata un'emozione fortissima. Non si è trattato di una provocazione: fa parte della mia personalità ricercare performance originali”.
L’evento della sua morte è stato annunciato su internet giorni prima, con tanto di messaggi sui principali social network come Facebook e un comunicato stampa ufficiale in cui è stato scritto: “Anthony De Luca muore il prossimo 4 maggio 2010 a Bologna. Queste le prime indiscrezioni sul funerale-evento del fotografo bolognese, con corteo e banda musicale, nella incantevole cornice di Palazzo Gnudi a Bologna".
Il primo funerale di un vivo che ha già fatto il giro della rete. "Al mio funerale - queste le sue ultime volontà - voglio che la gente si diverta... le mie modelle dovranno essere presenti vicino alla mia bara durante la veglia... anche il mio funerale dovrà essere un set fotografico". Sempre nel comunicato stampa l'invito: "Appuntamento per il corteo funebre martedi 4 maggio ore 19.00 ritrovo in piazza 8 agosto, Bologna".
All’irriverente appuntamento con la morte hanno risposto oltre un centinaio di persone, tutti vestiti rigorosamente di nero. Il raduno in piazza VIII Agosto e poi in corteo attraverso le vie del centro del capoluogo emiliano, compostamente dietro il feretro. Dopo una breve sosta in piazza Maggiore, il finale del funerale è stato vissuto all'interno di Palazzo Gnudi con la veglia e la camera ardente. Qui, qualche amico del finto scomparso si è lasciato andare a espressioni di vera-finta commozione. Tra il pubblico, alcuni giovani del flash mob "genioallopera" oltre ad amici e colleghi del divertito defunto e altri spettatori incuriositi dal singolare evento. Nel corteo al seguito del morituro, qualcuno pare abbia visto anche la madre di Anthony De Luca. La signora, per come riporta il Tgcom, non ha "retto" alla veglia funebre: "Sarò anche una mamma moderna - ha scherzato - ma non fino a questo punto".
Per il morto-vivo, partecipare coscientemente al proprio funerale è stata una esperienza irripetibile. Una trovata davvero incredibile che ha spiazzato in tanti. Una morte anticipata che il fotografo e performer bolognese ha vissuto con estremo piacere, gioco e divertimento. All'interno della bara, pare, si tenesse stretto con ambedue le mani il pacco.
La macabra performance ha destato l’interesse di tanti curiosi ed ha meritato la ribalta di media nazionali come Repubblica e Tgcom.
L’artista, per lanciare e promuovere la sua morte, si è pure fatto girare un video irriverente e osè. Lui è apparentemente dentro una bara bianca portata a spalla da nove bellissime modelle quasi ignude. Il video, neanche a dirlo, è stato messo su youtube col titolo “L’ultimo scatto di Anthony De Luca”.
Il video è accompagnato da questa didascalia:
“Anthony De Luca è stato originale anche nel suo trapasso... ancora vivo aveva espresso il seguente desiderio: "Se dovessi morire...vorrei realizzare un ultimo set fotografico con la mia salma e le modelle a me più care..qualcuno però dovrà scattare la foto con le mie indicazioni "“L'artista ha lasciato nel testamento le indicazioni per realizzare l'ultimo scatto”.“ASTENERSI IMPRESSIONABILI”.
Il funerale, è il caso di dirlo, ha avuto alla fine il meritato successo!
Complimenti al morto.

martedì 4 maggio 2010

Sindaco impresario funebre


Titolare di pompe funebri candidato a sindaco del proprio paese. Che male c’è? Nessun male. Anzi. Tutti abbiamo diritto di sottoporci al giudizio dei cittadini elettori per guidare una pubblica amministrazione. Contano le vive capacità a cominciare dalla creatività nel coniare messaggi elettorali a dir poco originali: "Vi seppellirò di voti!"
A Ispica, piccolo comune di 15 mila abitanti in provincia di Ragusa, sulla costa sud-orientale della Sicilia, impazza a suon di slogan ad effetto la pre-campagna elettorale. Si voterà il 30 e 31 maggio prossimi per il sindaco e il rinnovo del consiglio comunale. A sfidarsi, al momento, per la carica di sindaco sono in tre: Piero Rustico (sindaco uscente, centrodestra), Pippo Barone (centro sinistra) e, annunciato come terzo incomodo, c’è Giuseppe Di Giorgio. Quest’ultimo, leggiamo sul sito di Sciclinews, è un indipendente (già coordinatore cittadino dell’Mpa, Movimento per l’Autonomia), espressione del Movimento Primavera Ispicese. È un libero professionista, titolare di una agenzia di pompe funebri. Il suo slogan non lascia spazio ad alcuna ambigua interpretazione. Giuseppe Di Giorgio, a viso aperto, promette infatti agli sfidanti un perentorio: “Vi seppellirò di voti”, secondo quanto riportato da tanti portali internet. Per coniare una frase tanto efficace e toccante, avrà letto di sicuro il saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore Raimondo Moncada nativo di Agrigento, terra di Luigi Pirandello. Un libro ricco di spunti e di frasi divertenti.
Il sito di Sciclinews, che vi invitiamo a visitare, pubblica una foto con quello che dovrebbe essere il manifesto elettorale di Giuseppe Di Giorgio con l’originale slogan.
Per inquadrare meglio la situazione, vi consigliamo di dare anche un’occhiata all’editoriale del direttore del “Giornale di Ragusa”. “La deformazione professionale a volte investe anche il linguaggio – scrive con toni duri il direttore sul sito del giornale -. Accade anche tra i candidati a sindaco che in questi giorni sono impegnati nella ricerca dei consensi con tutti i mezzi, comprese le espressioni anche un po' infelici”. Per citare Machiavelli: il fine giustifica i mezzi. E ognuno è legittimato ad utilizzare le parole d’ordine che più gli sono congeniali, anche quelli più forti anche se invoglierebbero a una toccatina genitale. Leggiamo ancora sul Giornale di Ragusa che la reazione dei contendenti non si è fatta attendere. Hanno così risposto per le rime e in modo giustamente ironico: “Pippo Barone del centro sinistra, commercialista ha risposto e io vi ‘seppellirò di ricorsi tributari’, mentre, il buon Piero Rustico, sindaco uscente, di professione avvocato, ha ribattuto e io ‘vi seppellirò di assoluzioni in Tribunale’. Chi seppellirà di più?”
Il direttore del “Giornale di Ragusa conclude: “Ma questi tre non potrebbero scegliere di fare la campagna elettorale lontani dal cimitero di Ispica???”
Ecco nel dettaglio i tre contendenti alla poltrona di sindaco di Ispica:
- Piero Rustico, sindaco uscente Piero Rustico, 57 anni, avvocato, è sostenuto dalle liste Pdl, Udc, Popolari liberali e le liste civiche Alleanza azzurri per Ispica (Aapi), , Rustico sindaco e Ispica domani;
- Pippo Barone, 49 anni, commercialista sostenuto da Partito democratico, Partito socialista italiano, Movimento per le autonomie, Italia dei valori, Alleanza per l’Italia (Api) e due liste civiche: Libertà e buon governo, Insieme per Ispica,.
- Giuseppe Di Giorgio, imprenditore funebre, indipendente, sostenuto dal Movimento Primavera Ispicese.
I partiti, in questi giorni, sono affannosamente impegnati nella composizione delle liste. Il compito, che dovrà essere completato entro il 5 maggio “si sta rivelando - scrive il Corriere di Ragusa - più arduo del previsto”.
Con la candidatura di Giuseppe Di Giorgio, possiamo dire che la campagna elettorale è entrata già nel vivo prima del tempo. La notizia della sua discesa in campo ha destato naturalmente tanta curiosità. Ne hanno parlato molti organi di informazione. Giuseppe Di Giorgio in modo simpatico e intelligente sta utilizzando l'arma dell'ironia, non nascondendo il suo mestiere. Anzi. Si gioca le sue carte per potere essere il primo impresario di pompe funebri sindaco. Un primato che si potrebbe segnare come record assoluto.
Utilizzando l’umorismo tagliente del saggio “Ti tocca anche se ti tocchi” di Raimondo Moncada, Giuseppe Di Giorgio potrebbe essere consigliato ad utilizzare altri slogan coloriti ma incisivi:
- Vi farò morire! Vi farò sputare sangue! (Per dire: avrete vita difficile e fino all’ultimo non ve la darò vinta!)
- Affidati a un uomo che pensa seriamente al tuo futuro!
- Vi farò vivere un’esperienza unica!
Un comizio con frasi simili sarebbe eccezionale.
Speriamo, ma siamo sicuri, che il comitato elettorale non sarà allocato all'interno di una sede di onoranze funebri. Anche in questo caso sarebbe la prima volta che un austero locale si trasformerebbe in un animato e vivo ufficio funebre. Sarà comunque un piacere recarsi alle urne (urne elettorali e non cinerarie, ovviamente!) per esprimere la preferenza ed aiutare il nostro preferito a "seppellire di voti" i candidati concorrenti.
Stiamo ovviamente scherzando! Non ce ne voglia nessun candidato che, a prescindere da ogni ironica ed esagerata riflessione fuori le righe, merita il massimo rispetto per una scelta così impegnativa ed in un momento delicato pregno di aspettative positive.
Vivissimi auguri a tutti, dunque. Un in bocca al lupo e un ringraziamento a chi ha deciso di scendere in campo per fare l’esclusivo bene della propria città mettendo a disposizione se stessi, il proprio entusiasmo, la propria intelligenza, la propria simpatia, la propria ironia, le proprie competenze.
Saremo attenti e interessati ai risultati delle elezioni amministrative di Ispica. Vi terremo aggiornati. Abbiamo il nostro cavallo e su di lui puntiamo simpaticamente tutto. Ci tocca!
Buona vita a tutti!

Nella foto tratta dal sito istituzionale del Comune, il Palazzo Bruno sede del municipio.

lunedì 3 maggio 2010

Cordogli virtuali sul web per morti reali


Siamo quasi al de profundis per i messaggi di cordoglio privati a contorno della cerimonia funebre. Le cartoline e i telegrammi postali cominciano a perdere colpi, con il loro storico appeal. Internet entra a gambe tese anche nel mondo delle condoglianze come già anticipato nel saggio umoristico “Ti tocca anche se ti tocchi” dello scrittore siciliano Raimondo Moncada. La novità, realizzata anche in Trentino da una società di onoranze funebri, l’agenzia Torboli Zandonatti di Rovereto permette di mettere sul web l’epigrafe con l’annuncio del funerale e di pubblicare gratis il messaggio di cordoglio.
Secondo il titolare dell'impresa funebre, Antonio Zaldonatti, l’innovazione tecnologica potrà "far interagire le persone anche quando vivono lontani, magari in altri continenti”.
“In questo modo - spiega Antonio Zaldonatti, uno dei titolari delle pompe funebri all’Agenzia Ansa - le persone possono interagire anche quando vivono lontane. Ci auguriamo di diventare un punto di riferimento”. “Spesso – rileva ancora ad altri orgaani di stampa - è difficile diffondere la notizia di un lutto, sia per chi sta a Rovereto e deve farlo sapere a tutti i parenti all'estero, magari in Australia, sia per chi sta all'estero e deve avvisare dell'accaduto i parenti residenti in Vallagarina". A Rovereto, c’è chi appoggia l’iniziativa e chi si dimostra seccato per la presunta mancanza di sensibilità di un tale servizio. È da un po’ di tempo, comunque, che su internet fioriscono siti web dedicati al mondo funebre con cimiteri virtuali, tombe virtuali, invio di fiori virtuali, recite di preghiere in suffragio virtuali, dediche virtuali. Fra non molto si inventeranno anche i morti virtuali da piangere realmente come se fossero veri. Miracoli della nuova tecnologia!
L’agenzia di onoranze funebri Torboli Zandonatti, oltre ai tradizionali servizi funebri, offre dunque la possibilità di mettere online l'epigrafe con l'annuncio del funerale e di poter in un secondo momento inserire gratuitamente commenti di cordoglio. Basta collegarsi al sito ufficiale dell'agenzia funebre e andare nella sezione Necrologie e Messaggi di Cordoglio. Nella pagina, si notano subito i recenti annunci funebri inseriti con l'immagine di manifesti uguali a quelli cartacei che si affiggono, anche selvaggiamente, sui muri delle città. Nei manifesti virtuali dell'agenzia sono inseriti gli estremi del defunto, chi ne dà il triste annuncio, le informazioni utili per le esequie e l'epigrafe funebre. Sotto l’icona, c’è pure un link per lasciare comodamente il messaggio di cordoglio. Cliccando sullo stesso link, si apre un modulo dove si ha la possibilità di scrivere il proprio messaggio di condoglianze, con tanto di titolo, nome, cognome, firma e indirizzo e-mail. Per chi ha poca fantasia, non ha voglia o tempo da perdere c'è anche una rubrica con il suggerimento di espressioni di cordoglio. Sono frasi di condoglianze già belli e pronti, utilizzabili per ogni destinatario.
Tra questi messaggi preconfezionati di cordoglio, ce ne sono alcuno che ci hanno colpito in modo particolare. Eccoli:

- "Le persone come Lui/Lei non muoiono per sempre, solo si allontanano. Lo/La sentiremo sempre nel nostro cuore. Condoglianze" (come se stessimo di fronte a una persona di discussa sessualità. Lui? Lei? Boh!).
- Ciò che può sembrare la fine è in realtà un nuovo inizio (bellissima consolazione!).
- Quando ero piccolo non apprezzavo le sculacciate che mi davi, quando ero ragazzo non apprezzavo i tuoi rimproveri per le cose non belle che facevo. E ora che sei volato in cielo non apprezzo i tuoi mancati rimproveri per quelle volte che sbaglio. Grazie di cuore papà! (!?)

Altri strani messaggi di cordoglio preconfezionati sono raccolti nel libro umoristico di Raimondo Moncada “Ti tocca anche se ti tocchi” divenuto ormai un classico, anzi, un cult del genere.

A proposito sempre del sito internet dell'Agenzia, segnaliamo che possiamo trovare le ultime notizie da L’Adige e Il Trentino, le condizioni meteo attuali e le previsioni del tempo per le prossime ore, l’elenco delle chiese. Troviamo anche la “Mori webcam”, una funzione che ci ha incuriosito parecchio. Cliccando sul link, siamo andati a finire sulla Webcam live di Mori. Abbiamo capito allora che si tratta di una istantanea in tempo reale, con una telecamera fissa, di un comune in provincia di Trento. Mori è una cittadina di oltre 9.000 abitanti del Trentino, posta a metà strada tra Rovereto ed il lago di Garda e non invece di un invito a lasciare questa terra. Alla siciliana si direbbe: Mori! Nel senso di: crepa! I latini utilizzavano la locuzione Memento Mori (Ricordati che devi morire!) ma in senso positivo: Vivi la tua vita adesso e non sciupare neanche un attimi di una esistenza umana che non è eterna.
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